Visto la nuova giovinezza che i
librogame stanno vivendo in questo periodo e il momento di boom delle ormai diffusissime escape room (a Torino dove vivo vi sono ho perso il conto intorno ai 6-7 brand diversi O__O), velocemente mutuate dal mondo reale a quello dei giochi da tavolo (
Deckscape,
Exit,
Unlock), era inevitabile che presto o tardi qualcuno avrebbe fuso le due cose.
Oggi vi parlo quindi di
EXIT: La Cantina dei Segreti (
1 giocatore, 150 pagine) di
Anna Maybach,
Inka Brand e
Markus Brand, che è una sorta di librogame ma solo nel senso letterale del termine. Infatti in questo libro-gioco la componente ludica che tradizionalmente è rappresentata da bivi e combattimenti è stata qui rimpiazzata con la risoluzione degli enigmi tipici di una
escape room, e più in particolare di quelli tipici della collana EXIT edita da
Kosmos (
Giochi Uniti in Italia).
Un furto misterioso. Una persona arrestata, forse incastrata. Alcuni mesi dopo 3 ragazzi si trovano imprigionati in una vecchia aula della loro scuola e tutti li pensano altrove. Chi è stato? Perché? Ma soprattutto… riusciranno a uscire con le proprie forze?
TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO…
Abbiamo un libro con alette rigide (e funzionali al gioco) di circa 140 pagine più un secondo volumetto pinzato di 12 pagine a colori che contiene un tot di materiale aggiuntivo necessario per gli enigmi (esattamente come avviene col volumetto presente in ogni scatola di Exit), gli aiuti e un’ultima pagina da cui è possibile ritagliare tre linguette colorate che una volta infilate nell’aletta della copertina andranno a formare il meccanismo di verifica degli enigmi. A metà del volumetto aggiuntivo troviamo anche una comoda immagine che rappresenta nei dettagli l’aula in cui siamo imprigionati che aiuta molto a seguire le descrizioni dell’ambiente (che altrimenti risulterebbero ostiche), e non solo. Entrambi i volumi sono in formato A5 (15x22cm).
L’aletta della copertina permette di infilare in modo abbastanza stabile (quindi potete andarci in giro) le tre linguette ritagliate. Come nella serie EXIT ogni enigma porta ad una serie di 3 numeri. Spostando le tre linguette a comporre questa serie sul retro viene a comporsi un numero di pagina (ad esempio 068) e una serie di tre simboli. Andando a pagina 68 se i tre simboli sotto il numero di pagina coincidono sappiamo che la risposta è giusta e possiamo continuare.
L’altra aletta serve a tenere la posizione del paragrafo in cui siamo quando sospendiamo la partita o mentre risolviamo gli indizi.
Ma devo ritagliare cose? Non scherzate!!
Sapendo che una parte dei nostri lettori rischia un piccolo attacco di cuore all’idea di dover ritagliare o piegare elementi di gioco, premetto che oltre alle linguette c’è solo un paio di altre situazioni in cui il gioco richiede di ritagliare qualcosa ed in entrambe la cosa è anche facilmente evitabile semplicemente con carta e matita o più banalmente con 2-3 fotocopie. Io stesso ho fatto così approfittando della stampante multifunzione nel mio studio. 😉
COME SI GIOCA
Una volta assemblato il meccanismo di verifica, basta iniziare a leggere il libro e quando saremo nel vivo della situazione (ci vorranno una trentina di pagine) inizieranno gli enigmi veri e propri.
A quel punto troverete a fondo pagina una scritta in grassetto con la richiesta di leggere la pagina successiva (e/o una delle pagine del libretto aggiuntivo) e risolvere l’enigma, per sapere a che pagina continuare a leggere.
Attenzione: questa cosa per quanto abbastanza ovvia non è proprio spiegata benissimo e comunque non in modo esplicito… nel senso che alla prima scritta “Ora tocca a te! Volta pagina” mi sono trovato davanti alla riproduzione di una lettera nella pagina a sinistra e un testo a destra. Mancando un esplicito “risolvi questo enigma per sapere come continuare” o un esplicito “smetti di leggere” ed essendo la prima illustrazione d’istino ho iniziato a leggere anche la pagina a destra pensando contenesse informazioni aggiuntive e solo dopo mezza pagina mi sono reso conto che qualcosa non andava e ho capito. Magari sono stato un po’ tonto ma vi avviso (per quanto non sia successo nulla di grave).
Ogni enigma è composto da informazioni visive contenute in immagini, schizzi, documenti o altro, che siano riprodotti nel libro o nel volumetto a colori allegato. Come nel gioco base quanto contenuto nel volumetto, sebbene tutto accessibile da subito, acquista senso solo col progredire della storia grazie alle informazioni che i tre ragazzi scopriranno man mano.
Dopo ogni enigma la storia procede per altre 5-10 pagine fino alla successiva situazione bloccante da risolvere; superando i vari enigmi la storia si svilupperà fino al suo completamento e al meritato finale di “EXIT: La Cantina dei Segreti”.
GLI AIUTI
E’ normale che ci si possa trovare bloccati (se avete giocato altre Escape Room da tavolo o fisiche, lo sapete bene) perché, così come a volte arriva l’illuminazione e si “vede il codice” (alla Matrix), altre volte ci si trova davanti a un qualcosa che pare irrisolvibile e per cui necessitiamo un aiuto.
Per questa ragione il volumetto aggiuntivo contiene tre pagine di aiuti con, per ogni enigma, tre stelle “grattabili” (piccolo aiuto, aiuto corposo, soluzione spiegata). Se ci troveremo bloccati potremo andare a grattare via lo stratino coprente in stile “gratta e vinci” per ricevere il nostro aiuto. A fine partita ovviamente il nostro punteggio dipenderà da quante stelle avremo grattato, ma non rischiate di rimanere fermi a metà.
CONSIDERAZIONI FINALI
Nell’insieme il “EXIT: La Cantina dei Segreti” è stato promosso e mi sono divertito molto ad affrontare questa forma particolare di “
escape room” casalinga, quindi mi sento di consigliarlo a cuor sereno. Ho notato alcune cose che andrebbero migliorate nei prossimi volumi, cosa che sicuramente avverrà vista la forza del brand in Germania.
Iniziamo col dire a chi si rivolge… il retro di copertina lo descrive come un giallo interattivo per ragazzi, descrizione un po’ strana dato che ha ben poco del “giallo” classico, ma devo dire che è assolutamente godibile e divertente anche se, come me, avete già perso da diversi anni il diritto di chiamarvi “ragazzi” (ma ricordiamoci che in quanto appassionati di giochi noi cresciamo ma non invecchiamo ^__^).
Temevo inizialmente che gli enigmi sarebbero stati banali ma devo dire che mi hanno tutti richiesto comunque di attivare il cervello e hanno richiesto il loro tempo: in alcuni casi ho compreso subito la logica ma il completarli ha richiesto comunque l’interpretare determinate informazioni nel materiale visivo, mentre in altri casi ho dovuto sbatterci un po’ la testa. La cosa positiva è che tutti gli enigmi sono molto ben studiati e logici nella loro risoluzione (personalmente odio quando ci sono soluzioni opinabili o molto tirate).
Nell’insieme ho avuto bisogno di un solo indizio nel corso dell’intera “partita” ma tenete conto che ho fatto coi miei gruppi molte delle escape room uscite (anche quelle mediamente con il punteggio massimo o quasi) e anche un po’ di room reali, quindi posso essere considerato un veterano. 😉
Il livello di difficoltà sul retro per questo volume è indicato come principianti e corrisponde a grandi linee alla difficoltà media degli enigmi di “EXIT: La Baita Abbandonata”… forse anche più semplici, ma ricordate che questo titolo è pensato per essere giocato da soli, quindi è una sfida più “spietata” di quella di una scatola che tipicamente si gioca mettendo assieme 4-6 teste.
A tal proposito parliamo del numero di giocatori… l’esperienza funziona perfettamente in solitario, ed è pensata per questo scopo, ma gira bene anche in due (ho giocato in coppia una parte della storia apposta per farmi un’idea). In più di due secondo me inizia a diventare troppo semplice per via dei troppi cervelli all’opera e perderebbe forse di senso.
La lunghezza dell’esperienza è difficile da valutare perchè dipende da quanto veloce leggete e dalla difficoltà nel risolvere gli enigmi… sicuramente vi occuperà decisamente più tempo di una normale escape room da tavolo (che di norma si gioca per intero in 60-90 minuti) visto che, anche togliendo le pagine dedicate al materiale visivo, restano comunque circa 130 pagine di lettura più gli enigmi. Penso che a me abbia portato via circa 3-4 ore totali nel giro di 3 giornate. All’interno del volume ci sono in tutto 10 enigmi da risolvere: all’inizio mi erano sembrati pochi, ma alla fine mi sono reso conto che in una scatola normale di EXIT (che si gioca in 4-6 persone) che ne sono solo venti, quindi ci sta.

A livello di qualità della scrittura non voglio espormi troppo (la critica letteraria non è il mio mestiere) ma a pelle l’ho trovato a un livello accettabile… sia chiaro, nulla di eccezionale, ma ricordiamoci che più che un romanzo è un gioco e le sue descrizioni sono quindi finalizzate a questo (ad esempio mettendo più particolari del dovuto o dando per scontato il fatto che abbiamo eccesso al materiale del libretto aggiuntivo e alla piantina della stanza) e mira ad essere adatto anche ad un pubblico di ragazzi. Lo avrei comunque preferito leggermente meno prolisso in certi punti. Diciamo che comunque il livello di scrittura è secondo me adeguato al contesto.
La storia in sé invece, a mio parere, ha un paio di forzature ma comunque nulla di terribile… e comunque forzature presenti di fatto in tutte le escape room (non è così facile giustificare una stanza chiusa piena di enigmi ^__^”). Ho trovato piacevole la presenza tra le righe anche di un messaggio di “integrazione”, sicuramente figlio della cultura più multietnica tedesca.
Piccola nota: ho trovato un po’ spiazzante il fatto che, per quanto ci siano delle chiare ragioni narrative per questo, il primo enigma sia arrivato dopo quasi 30 pagine di racconto. Nulla di grave (sono anche un forte lettore e 30 pagine, nemmeno scritte fitte, non mi spaventano)… solo mi aspettavo di essere catapultato prima nel vivo ^__^”.
Guadagna invece molti punti per quanto riguarda l’immersività: la presenza di un racconto che collega gli enigmi tra loro e li rende tutti fisici e concreti fa sentire molto più la cosa come una escape room reale. Per fare un esempio inventato, risolto un enigma e trovata una chiave il racconto ci descrive i ragazzi provarla nelle varie serrature ma senza successo, abbozzare fare qualche ipotesi poco sensata per poi rendersi conto che sulla chiave ci sono dei simboli… in quel momento la palla passa a noi che risolveremo l’enigma dei simboli e alla pagina risultatnti i ragazzi capiranno, interpretando i simboli come abbiamo fatto noi, come usare la chiave).
Il prezzo di copertina è 14,90 in linea con le altre esperienze di room escape casalinghe e anche col costo medio dei libri-gioco tradizionali. Come sempre vi ricordo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
–Le immagini sono tratte da dal manuale, da BGG o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Giochi Uniti / Kosmos) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco–