Scritto da Chrys.
Oggi esco un po’ dal seminario del boardgame classico che è l’argomento ufficiale di questo blog… se seguite il blog da tanto sapete che non è la prima volta che lo faccio… l’ultima volta è stata per parlarvi di libro-game a fumetti e la cosa è stata accolta bene, quindi spero apprezzerete altrettanto la digressione ludica di oggi.
Sto parlando della Room Escape, un attività ludica dal vivo che sta iniziando a diffondersi nell’ultimo anno in Italia… inutile dirvi che come al solito siamo purtroppo il fanalino di coda dell’Europa (solo a Londra ce ne sono 17!!) ma pare che la cosa stia prendendo piede in fretta. Chi è stato a Modena Play potrebbe aver provato la Mini-Room Escape messa in piedi da Narrattiva per pubblicizzare quella che hanno poi aperto a Rimini.
Per quanto mi riguarda nell’ultimo mese ho avuto modo di conoscere da vicino questo mondo perché un mio cliente ha aperto una di queste attività a Torino (www.mysteryhouse.it) con un progetto anche decisamente ambizioso dato che l’immobile è strutturato per contenere 5 stanze tematizzate… ho potuto quindi conoscere molto bene alcuni retroscena e seguirne lo sviluppo, mentre lui non si è fatto scappare la possibilità di farmi testare in anteprima la stanza (con una mia selezione di boardgamer) per testarla sotto sforzo ed avere un parere “da gamer esperti”… potevo sottrarmi alla sfida? 😀
COS’E’ UNA ROOM ESCAPE
Per quelli di voi con un passato da videogiocatori potrei descriverla come una versione “live” di avventure grafiche come Monkey Island o di Broken Sword, ma mi rendo conto che suonerebbe un po’ vago. ^__^
Di fatto è un gioco che si fa in squadra (ci si organizza coi propri amici per affrontarla assieme: le stanze normalmente ospitano da 2 a 6 giocatori)… la squadra viene chiusa in una stanza con un obbiettivo e ha 60 minuti di tempo per raggiungerlo, ma per farlo dovrà risolvere una serie di enigmi di vario genere, sbloccando nuovi indizi, aprendo cassetti, cassaforti, ante, scrigni o altro (trovandone le chiavi dopo aver risolto altri enigmi o, spesso, usando la soluzione degli enigmi per sbloccare lucchetti numerici o alfabetici).
Gli enigmi possono essere di tipo logico/matematico (successioni numeriche o altro) o di osservazione (magari un bauletto chiuso con una combinazione presenta dei graffi che ragionandoci portano ad un codice che la apre) ma spesso sono di tipo deduttivo, in cui bisogna osservare gli indizi, maneggiarli, discuterne, ascoltare e capire. Infine non mancheranno anche degli enigmi di tipo meccanico (contrappesi, elementi mobili, doppi fondi, ecc.).
Il termine Room Escape deriva dalle origini di questo gioco: inizialmente le stanze erano una sorta di “trappola” in cui i giocatori erano chiusi e la cui porta di uscita era chiusa da vari lucchetti/serrature e per aprirli era necessario risolvere decine di enigmi presenti nella stanza dove ogni enigma sbloccava una serratura. Le Room Escape più moderne pur mantenendo il nome hanno aggiunto a questo una trama e un’ambientazione rendendo tutto molto più immersivo e caratteristico (invece che in una stanza anonima potremmo quindi trovarci catapultati in un tempio, in un fil di spionaggio, in un horror, nello studio di Sherlock Holmes o in un dungeon fantasy).
Anche l’obbiettivo non è più necessariamente la mera fuga ma potrebbero esserci obbiettivi secondari aggiuntivi o totalmente slegati dall’apertura della porta d’ingresso: trovare un tesoro nel tempio, trovare e disinnescare la bomba, scoprire le prove dell’assassinio, ricostruire un evento o altro. Anche per questo inizia anche ad essere usato il termine Adventure Room.
Le room escape nascono come trasposizione fisica di un genere di videogiochi in cui si doveva cercare appunto di scappare da una stanza chiusa raccogliendo vari indizi (il primo del genere è Behind Closed Doors del 1988) ma a riportare di moda il genere è stato nel 2004 il videogioco Crimson Room di Toshimitsu Takagi (questi giapponesi nel creare trend sono imbattibili ^__^). Ha seguito poi un ondata di giochini per cellulari ed infine questa versione dal vivo che è la più solida e ludica nel senso sociale che noi apprezziamo. 😉
LA MIA ESPERIENZA
Come accennato sopra ho avuto da poco la possibilità di provare Il Segreto del Faraone che è la prima stanza aperta da Mistery House a Torino: come potete immaginare si tratta di una stanza a tema la cui storia verte su un mistero dell’antico Egitto, su un egittologo che sembra non invecchiare e su uno scarabeo d’oro dagli strani poteri. Lo scopo in questo caso è trovare lo scarabeo d’oro prima che rientri e l’avventura inizia nello studio dell’egittologo ma si sviluppa poi attraverso altre 2 stanze che non vi racconto per non “spoilerarvi” troppo. ^__^
Si crea una splendida atmosfera di squadra, ci si aiuta a vicenda, a volte ci si mette a ragionare tutti, altre volte ci si divide in gruppetti per occuparsi di più cose assieme… veramente bello.
Gli enigmi sono ben fatti, divertenti e con anche alcune idee davvero originali rispetto al solito… il livello di difficoltà è a mio parere corretto: col mio gruppo l’abbiamo completata nei 60 minuti al primo tentativo (ma era un gruppo di gamer decisamente performante e molti degli altri gruppi di test non l’anno completata) ma la soddisfazione è stata impagabile… un ora di adrenalinica lotta contro il tempo e poi l’esultazione finale con noi sei che ci davamo il cinque come non ci fosse un domani.
DOVE POSSO GIOCARCI
Si siete di Torino o a pochi chilometri non posso non consigliarvi spassionatamente la stanza che ho provato da Mystery House (www.mysteryhouse.it); esiste anche un altra room escape ma non è ambientata, il che per me è una grossa pecca, ed è anche strutturata per essere praticamente infattibile al primo tentativo per spingerti a tornare per finirla (ok la sfida, ma voglio avere la possibilità reale di risolverla). Mentre scrivo so che altre due stanno aprendo (sì, noi torinesi siamo molto giocosi ^__^)
Se siete sulla riviera romagnola potete provare quella che ha creato Narrattiva e cioè Rimini Escape (www.rimini-escape.it) situata al bowling sulla superstrada per Rimini-San Marino; io sono originario di quelle parti e ci torno tutti gli anni quindi sicuramente la proverò (poi vi aggiornerò qui o su FB *__*).
Se siete a Milano potete googlare allegramente perché ne esistono già nove (!!!)… ho sentito parlare bene di Get Me Out (www.getmeout.it) ma avete solo l’imbarazzo della scelta.
So poi che ce n’è una a Firenze chiamata Adventure Rooms (www.adventurerooms.it) che ha aperto una “filiale” anche a Catania.
A Roma ce ne sono tre tra cui Escape Oddity (www.escapeoddity.com) con due stanze dal tema interessante, e Escape Rome (www.escaperome.com) con tre stanze (mi hanno parlato abbastanza bene di quella a tema “I misteri del Vaticano” e malino di quella a tema CSI… ma sono info di seconda mano).
QUANTO COSTA GIOCARCI
Giocare una Room Escape non è economico in senso assoluto ma diventa abbordabile per via del fatto che il costo della stanza lo si divide tra tutti (possibilmente andateci in 5 o 6). Il prezzo per una partita da 6 giocatori a Torino o a Milano costano sui 60-75 euro a squadra, ma i prezzi da altre parti d’Italia sono normalmente più cari oscillando sui i 90 € per partite da 6. Credetemi comunque che quelle 10-15 euro il gioco le vale tutte. 😉
Chrys
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