DA DOVE VIENE IL GIOCO
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| Il gioco su Tabletopia |
La farfalla può essere piazzata solo sulla tessera appena collocata, solo su di un fiore del suo stesso colore e solo se nei terreni adiacenti (a catena) dello stesso colore non ve ne sia già una presente.
COME SI PRESENTA
La confezione non è nel complesso di particolare impatto, ma abbiamo una grafica chiara, colorata il giusto e componenti che si rivelano nel complesso più che adeguati allo scopo.
Alla primissima apertura del tutto si può trarre la sensazione di essere di fronte ad un prodotto pensato per un pubblico più giovane, vista la presenza dei fiori quale tema ed il tratto molto lineare dei disegni, ma sul tavolo i materiali fanno la loro bella figura, spiccando in particolare le farfalle in legno, molto gradevoli e piacevoli al tatto e che fungono di fatto da elemento identificativo del gioco.
Le tessere sono in cartoncino non troppo spesso, ma risultano colorate il giusto per garantire un ottimo colpo d’occhio ed anche questo aspetto non è sempre così scontato. Le carte, a loro volta, recano disegni gradevoli e ben realizzati, per cui l’effetto complessivo dei materiali risulta assolutamente positivo (al netto di una scatola un poco leggerina, ma correttamente non sovradimensionata, cosa che apprezzo sempre).
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| Ho italianizzato artigianalmente le carte .. |
COME GIRA
E’ un gioco che si spiega veloce e si capisce ancor più rapidamente, essendo necessario, per possederlo (per un giocatore abituale), meno di mezza partita e questo è a mio avviso il suo primo pregio. Lo ho provato più volte, con persone dai diversi gusti, e normalmente chiunque ha sviluppato, già nel corso della prima esperienza, le proprie personali tattiche e la sensazione più immediata che mi è stata trasmessa è che il gioco sia potenzialmente più profondo di quanto la prima occhiata ai componenti potrebbe suggerire, ma senza mai poter sfociare in qualcosa lontanamente considerabile come un bruciacervelli.
Partiamo dal gioco base, che ho provato solo dopo aver giocato la versione estesa, giusto per capirne le attrattive. Qui tutto verte sulla identificazione, al volo, delle accoppiate tessera – farfalla più vantaggiose e di fatto la vittoria passa attraverso il coltivare (gioco di parole, visto che si parla di fiori) la costruzioni di diversi prati dello stesso colore in parallelo, con lo scopo, poi, di collegarli gradualmente, come si faceva per i campi e le città di Carcassonne. Se io ho due campi da quattro fiori blu, su ciascuno dei quali c’è una farfalla, otterrò infatti a fine partita 8 punti (4×1 farfalla per ciascuno di essi), mentre se sono riuscito ad unirli avrò esattamente il doppio dei punti (8×2=16), visto che ho raddoppiato il moltiplicatore (pensate alle farfalle come a corone di Kingdomino). Questa è la logica di base ed acquisire come si devono piazzare le tessere per poterle collegare al meglio in seguito occupa giusto pochi giri, anche perché non appena qualcun altro lo fa, chiunque capirà al volo lo schema spaziale delle tessere da utilizzare.
La seconda cosa che si va a capire è che nel gioco base, oltre a questo aspetto, che possiamo definire anche quasi meccanico / automatico, vitale è costruire anche dei campi di diversi colori, utilizzando magari, come tessera di incrocio tra di essi una delle tesserine multicolore disponibili. Non essendoci lo spessore dato dalle carte, questo è l’unico elemento di peso sul quale si può costruire una vittoria, aldilà della accurata selezione delle accoppiate tessera – farfalla.
Pensiamo ai possibili diversi livelli di riflessione ai quali il gioco può essere sperimentato e realizziamo come il gioco base non richieda, in realtà, riflessioni di spessore, proponendosi come un filler adatto per un pubblico anche di assoluti neofiti. Qui si deve solo spiegare la logica del collegamento tra campi con una farfalla sola e già l’idea di utilizzare i multicolore come crocevia (valgono per i 2 o 3 colori ritratti nella tessera) rappresenta per il giocatore alle prime armi una tattica da imparare a padroneggiare. In più, poi, c’è la scelta delle tessere, dovendo capire il giocatore se basarsi solo su di un colore principale (diventando così preda degli altri, che tireranno a prelevare tutte le tessere di quel tipo che vedono – prime lezioni di interazione), ma per il resto e sfide tendono a fermarsi lì.
Il bello è quello che il gioco si propone come un gateway, il brutto è che potrebbe essere esaurito anche troppo rapidamente.
Con l’uso delle carte il gioco diventa, però, più di spessore, sempre, però rimanendo nel campo dell’adatto anche ad occasionali (anche se, però, qui lo smaliziato vince facile). Qui, a volte, conviene infatti prelevare apposta farfalle sbagliate (ossia non piazzabili sulla tessera presa in abbinata), proprio al fine di procurarsi l’occasione di acquistare carte. Queste ultime, infatti, riconoscono diversi tipi di guadagni, che vanno dai punti vittoria secchi a fine partita, ad altri punti calcolati sulla base di un obiettivo, ad effetti vantaggiosi più o meno immediati (es. metti subito due farfalle in prati vuoti, metti una farfalla dove vuoi, prendi la tessera multifiore estratta allo scopo, …).
A mio avviso il gioco rimane, in questo modo, un qualcosa di controllabile anche dai più (i più occasionali tendono alla prima partita a comprare giusto le carte che danno punti diretti ed a volte le prime partite possono scorrere quasi senza acquisto di carte), ma dona al tutto quel tot di spessore che può rappresentare la differenza tra un gioco che un gamer giochi solo per aver la possibilità di proporlo ad occasionali o che ti può piacere provare anche come filler con la giusta dose di carattere.
In due, poi, (con le carte) il gioco, così come accade anche a titoli come, appunto Kingdomino e Azul, diventa improvvisamente più cattivo, perché la lotta può diventare serrata ed ogni tessera – farfalla che lascio non potrà che dare punti all’avversario, per cui l’interazione, che solo grazie a poche carte diventa diretta, si sente più forte, ma nel contempo la conseguenza è quella di rendere più corposa l’esperienza di gioco.
Diciamo che il 3-4 il tutto resta controllabile giusto a sufficienza, ma nel contempo non ci si può lamentare se nell’arco dei 10-12 piazzamenti previsti non escano poi le tessere giuste al momento giusto.
L’esperienza di gioco rimane, nel complesso, rapida (alla fine le scelte da compiere sono limitate, visto che ci sono solo due stalli tra i quali scegliere l’accoppiata tessera – farfalla e che ognuno di essi si riempie solo quando è esaurito) e da fillerino, mantenendo però quel tot di tensione e di spessorino che lo può rendere stuzzicante.
C’è anche spazio per i calcoli, perché i set di tessere da utilizzare per i vari numeri di giocatori sono predisposti (c’è una coccinella che identifica tessere da togliere) per offrire il medesimo numero di fiori (il gioco resta, comunque, controllabile in misura maggiore solo in due), ma nel contempo è prevista sempre l’eliminazione di 4 tessere segrete, per evitare momenti troppo da analysis paralysis.
Quanto al peso dell’alea direi che di base ognuno costruisce qui le proprie fortune, ma come girano le carte può essere determinante, visto che se ti esce al momento giusto proprio la carta che ti serviva, puoi compiere dei bei salti, ma in generale sono poche le distribuzioni di carte sul mercato che non danno margini per dar vita a qualche bella combo 🙂
CONCLUSIONI
Ho trovato questo Cloomba rispondente alle aspettative che mi avevano spinto a ricercarlo con attenzione in mezzo alla marea di uscite di Essen e lo ho trovato assai gradevole, discretamente realizzato e molto stuzzicante. Proposto a diverse persone, ha restituito opinioni nel complesso più che positive, con un livello di difficoltà contenuto il giusto per essere proponibile anche a neofiti, ma con quel minimo di riflessione possibile che lo può rendere terreno comune sia per loro che per i giocatori più assidui. In alcuni casi, per entrare nella logica delle carte al meglio, sono state necessarie anche alcune partite, ma una volta capito appieno il loro potenziale peso, il divertimento è cresciuto, assieme all’apprezzamento per lo spessore potenziale di questo filler.
Tutte caratteristiche, queste, che lo rendono meritevole di essere considerato 🙂
Ringrazio l’editore per la copia di review concessa.
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