[Prime impressioni] Catalyst

scritto da Fabio (Pinco11)


La dV Giochi si sta indirizzando, per le produzioni proprie, alla ricerca del mix ideale tra semplicità delle regole, profondità del gameplay e fruibilità per un pubblico ampio: dopo aver proposto lo scorso anno Minute Realms, esce quest’anno con un nuovo titolo, sempre a base di carte, che compie un ulteriore passo in quella direzione.
Parlo di Catalyst, di Perman Rodaser (alias Per Abrahammson, con l’intervento, in sviluppo, di Chiacchiera, Corbelli, Frhmark e Roscini), titolo (2-4 giocatori, 10+, 20′-40′ a partita) che avevamo avuto occasione di provare, fugacemente, alla nostra Con di Genova a giugno e che è reduce da una buona accoglienza avuta anche alla Gen Con.
Di che si tratta? Siamo di fronte a un gioco di carte nel quale incontriamo meccaniche di draft (scelta carte disponibili sul mercato), di deck-building (costruzione del mazzo grazie agli acquisti, ma qui tutto è monouso) e di costruzione di combo (combinazioni di effetti/azioni), abilmente mescolate tra loro. L’aggettivo (abilmente) tradisce che ho gradito il gioco, lo so, ma so anche che sarete abbastanza curiosi da leggere il resto dell’articolo per sapere perché 😉



LE REGOLE IN BREVE
I componenti principali sono rappresentati dalle carte, divise in edifici, che sono solo 4 (ciascuno consente di produrre un effetto quando è attivato il catalyst (personaggio) che ospitano e ve n’è disponibile una copia per giocatore, anche se il prezzo di acquisto sarà crescente) e in catalyst, ovvero i personaggi che si vanno ad acquistare e attivare nel corso della partita (ognuno dei quali ha un valore di acquisto, che vale anche come punti vittoria a fine partita, un colore e un effetto che produce all’attivazione). 

Ognuno parte con un tot di soldi e si hanno 5 carte disponibili per l’acquisto sul mercato (a seconda della posizione ci sono dei modificatori del prezzo), per cui il giocatore a cui sta ha sempre la scelta di compiere una delle tre azioni disponibili, ovvero: 1) comprare un catalyst, pagandone il costo (monete) e mettendolo di fronte a sé (se ha un edificio libero, deve collocarlo sopra di esso); 2) attivare un catalyst che ha di fronte a sé e produrre gli effetti che esso indica (a fine turno la carta finirà nel proprio mazzo degli scarti, non producendo); 3) ottenere denaro (rendite) pari al valore del catalyst più costoso presente sul mercato.

Nell’acquistare le carte si devono avere presenti anche gli obiettivi comuni presenti in gioco (a inizio partita si sceglie una delle 4 carte punteggio disponibili, che attribuisce punti per una serie di caratteristiche delle carte) e nell’attivare i catalyst si cerca di massimizzare gli effetti, combinando l’attivazione di diverse carte, sfruttando i poteri degli edifici (quando si attiva un catalyst contenuto al loro interno, essi producono effetti e non sono mai scartati) e utilizzando i gettoni attivazione, che consentono, spesi, di attivare più catalyst in un turno, ottenendo a volte effetti a catena devastanti.
La partita ha termine quando il mazzo finisce (si conclude il turno e se ne svolge uno addizionale, sfruttando alcune carte messe da parte nel setup) e si contano i punti, sommando quelli ottenuti con i valori dei catalyst acquistati con quelli frutto di obiettivi e piccoli extra (c’è anche un bonus per la maggioranza dei gettoni militari).



COME SI PRESENTA

L’editore, come marchio, ha una buona fama e anche Catalyst rispecchia il desiderio di mantenerla, per cui la componentistica si rivela, nel complesso, come decisamente curata.
Parto dalle carte, che sono di buona qualità complessiva (io lo sto giocando senza imbustare) in formato maxi (circa 11×7 cm) e illustrate con ritratti molto gradevoli: il gusto di ognuno è soggettivo, ma il tratto è ben definito, con una cura al tema di fondo, che è un poco scifi, senza però che la grafica (come a volte accade) inibisca la percezione immediata delle icone, che sono ben visibili. 
Per il resto c’è anche una plancia componibile centrale, che è utile ad accogliere le 5 carte del mercato e che rappresenta il classico componente aggiunto che in una produzione più spartana poteva essere sostituito da pochi gettoni (quelli con il +/-1 di valore) con le carte in mostra semplicemente sul tavolo.

Quanto ai segnalini, sia le monete che gli indicatori militari e attivazione sono in cartoncino, ma di buona dimensione, con un inserto in plastica sagomata: qui l’unico possibile upgrade poteva essere quello di inserire gettoni in plasticona pesante, ma penso che la scelta adottata sia preferibile, anche per mantenere il prodotto in una fascia di prezzo più contenuta.

Nell’insieme, quindi, ho apprezzato i materiali come ben assemblati, curati e idonei allo scopo.
Se ne volete sapere di più sulle regole, eccovi anche la nostra videopresentazione:




L’AMBIENTAZIONE
Non è fortissima, perché non siamo di fronte a un adattamento di un franchise cinematografico, né abbiamo personaggi i cui poteri siano collegati, in qualche modo, a una loro peculiarità distintiva, ma lo sforzo di proporre una teorica storia di fondo di genere scifi, in virtù della quale i giocatori competono tra loro assoldando e sfruttando allo scopo i poteri dei catalyst, ovvero individui dotati del potere di canalizzare energia, è stato compiuto.
La grafica a mio avviso sorregge lo sforzo quasi da sola, ma volendo si può cogliere negli edifici il senso di essere dei potenziatori degli effetti e per il resto, per un titolo che vuole essere indirizzato a un pubblico ampio, direi che quanto è sullo sfondo è delineato il giusto per dare un background di riferimento, senza appesantire il tutto (pensate al tema di fondo di Splendor e chiedetevi se vi ricordate qual è …).

COME GIRA

La mia risposta sintetica è “gira bene” ed è frutto del dichiarato gradimento per il gioco, che mi ha ben impressionato nelle prime partite che gli ho dedicato.
Quello che emerge è anche che il flusso delle partite cambia radicalmente a seconda della rapidità con la quale escono i catalyst che consentono di costruire gli edifici. In 2 giocatori, per esempio, questa rapidità cambia del tutto la partita e in più giocatori il rischio che corre chi viene dopo è di rimanere a lungo senza edifici (anche se non capita frequentemente e il malus per acquisto degli edifici successivi aiuta a far sì che qualcuno non scappi).
La sensazione complessiva è quella di un buon bilanciamento: da qui dovrò sottoporlo a uno stress test più significativo, per capire se abbia i requisiti (cosa che si comprende quando si passano le 20-30 partite) per diventare un piccolo classico di casa, sulla scia di Splendor, Azul, Majesty, Kingsburg e compagnia, ovvero dei titoli della classe di peso alla quale appartiene, che è quella dei giochi che partono per essere fruibili a un pubblico ampio, ma con un pizzico di sale in più rispetto ai giochi base base.
L’età consigliata, in effetti, è un 10+ (bimbi già assuefatti ai boardgame) e il tempo a partita è di 20′-40′, caratteristiche che fanno comprendere come il gioco punti a un pubblico assai ampio.
Cerco, per prima cosa, di descrivere quale sia il succo del gioco e per farlo cito un breve commento lasciato su BGG da un utente (goatcabin), che ha efficacemente sintetizzato diverse caratteristiche del gioco: “Catalyst is to combo-building games what Splendor is to engine-building games: the purest, simplest, frictionless distillation of the concept, but also quick and snacky. I’m not sure the strategic variety is there for the long term (scores were very close), but first taste is delicious.”
Per tradurre il concetto Catalyst è descritto da quell’utente, secondo me correttamente, come un titolo che propone, con le adeguate semplificazioni, in modo tale da risultare nel contempo rapido e stuzzicante, un distillato delle meccaniche dei giochi di costruzione di combinazioni di effetti, con un approccio similare a quello seguito da Splendor per i giochi di costruzione di motore produttivo (e di collezione set aggiungerei …).
Quello che abbiamo di fronte, in effetti, è un titolo che propone meccaniche tutto sommato semplici, con poche scelte di base, così da non complicare troppo la vita al giocatore occasionale, ma che cerca (e secondo me a suo modo ci riesce) nel contempo di offrire all’utente più esperto quel tot di profondità per costruire una strategia e un margine di punti nei confronti di chi giochi in modo più spensierato (le cooooooombo …).

Ogni carta, così, può produrre giusto  uno o due di quei 4/5 effetti diversi, non i millemila tipici dei deck-buiding specializzati, quindi abbiamo la produzione di monete, la possibilità di comprare un personaggio, di acquisire un edificio, di ottenere gettoni militari e di acquistare un gettone attivazione.
Le prime due opzioni consentono, abbinate alla logica che ogni carta acquistata restituisce, a fine partita, punti pari al suo valore, di costruire una tattica base, che consiste nel comprare le carte che al minor prezzo (sfruttando lo sconto che hanno le carte che si fermano più a lungo nel mercato, slittando nelle slot con il -1 di prezzo) possibile, tenendo magari conto dei piccoli bonus che la carta obiettivo attribuisce, offrono più punti a fine partita. Qui il giocatore altro non fa se non alternare la scelta di acquisire rendite  (quando sul mercato c’è una carta di valore elevato, che consente di prelevare più monete) con l’acquisto di catalyst e raramente ricorre al loro utilizzo. Gradatamente e magari giusto un paio di volte a partita questo giocatore inizierà a fruire dei personaggi che danno gettoni attivazioni concedendosi, magari, giusto una attivazione di due catalyst in un turno.
La speranza (insita nel gioco) è però quella che i presenti vadano gradualmente (o già alle prime partite) a cercare di costruire però la combo perfetta, ossia ad acquistare, di turno in turno, personaggi ed edifici per assemblarli in modo tale da consentire, in un unico turno, di ottenere una decina di effetti in un solo colpo, guadagnando così tanti tempi di gioco sugli avversari (che si risolvono alla fine in punti). Lo stesso manuale, del resto, contiene un esempio di un turno con una combo da diverse azioni, per cui il desiderio è quello di spingere proprio a combare 😉




Altra strada percorribile è invece quella di puntare presto ad alcuni edifici, per farli di turno in turno abitare dai catalyst, in modo tale da ottenere effetti variegati. Ad esempio, se sfrutto quello che mi dà due monete, inserendoci un catalyst che mi fa comprare un’altra carta (e magari mi dà anche un piccolo bonus extra), mi trovo nelle condizioni di poter al mio turno acquistare una carta magari a gratis (costo 2 ammortizzato dalle due monete), che potrò a fine turno mettere a sua volta nell’edificio, potendo ripetere magari l’operazione per più turni di seguito. Qui dovrò selezionare la carte da comprare pensando sia al loro valore in punti che alla loro funzionalità ad abbinarsi con gli edifici che possiedo.
Ancora: c’è chi colleziona catalyst che danno gettoni attivazioni e poi dà vita (qui in parte anche per il gusto di fare scena, visto che i catalyst che danno gettoni attivazione, spesi un poco alla volta, alla fine danno gli stessi risultati di quando li attivi tutti insieme …) a spettacolari combinazioni con una decina e più effetti prodotti in un solo turno, a catena (sfruttando il fatto che in ogni combinazione catalyst-edificio ci sia uno di essi che dà gettoni extra).

Ecco una combo di esempio, con TUTTE le carte che producono effetti in un turno

Nel complesso, quindi, c’è abbastanza varietà per solleticare e nel contempo è perseguibile anche una strategia più lineare, per risultare accattivante anche per i neofiti.

Le partite fatte finora hanno reso margini di distanza tra i giocatori che hanno lottato per la vittoria tutto sommato contenuti, per cui ho idea che alla fine le varie strade tendano a condurre alla stessa meta, però è indubbio che avendo un occhio ai vari parametri (vedi obiettivi, che nelle primissime partite di acclimatamento si tende a scordare) è facile, di turno in turno, massimizzare i risultati (es. compro a costo 2 monete una carta che mi darà 5 punti, perché è una carta di valore 3, ma la compro con lo sconto, è rossa, quindi ho 1 di bonus e ha un altro bonus perché un altro obiettivo premia quel valore …) e guadagnare, come accennavo, tempi di gioco (ovvero svolgo più azioni in un turno, sfruttando i poteri dei catalyst (es. compro due carte in un turno grazie a un catalyst che fa comprare un personaggio, inserito in un edificio che consente lo stesso effetto.

Profondità complessiva?

Direi che siamo di fronte a un gioco che nelle logiche di base richiede, per il giocatore esperto, giusto 2-3 partite per coglierle tutte (ma in Splendor ce ne voleva giusto una, se vogliamo essere onesti) e qualcuna extra per elaborare le varie possibilità di combinazione tra edifici e catalyst, il tutto avendo un occhio alla tattica del momento che si deve ricercare, massimizzando le possibilità che proprio quel mercato che si ha offre.
Per il giocatore meno abituale, invece, il gioco può risultare anche gradevolmente profondo, perché lo mette, forse per la prima volta, di fronte ad una varietà di scelte per lui inusuale, tanto da poterlo condurre anche a compiere un passo extra rispetto a quanto facevano titoli per tutti come Splendor o Carcassonne. 

Possibili controindicazioni?
Be’, il fatto di proporre qualcosina di più richiede comunque un minimo di applicazione extra rispetto ai veri e propri titoli portale per neofiti e quindi può non risultare sufficientemente immediato per i più restii. Nel contempo ha quell’ambientazione un poco scifi che a me piace molto, ma che curiosamente nel nostro paese non va tantissimo (negli States la maggior parte dei film più visti hanno quel tema, mentre qui da noi il grande pubblico, oltre ai blockbuster americani, continua a orientarsi su cose più attinenti alla realtà) e propone la ricerca di combo di effetti, a loro volta un tipo di impostazione che può risultare, di principio, non gradita ad alcuni.
In sostanza direi che, grosso modo, se già leggendo la descrizione del gioco avete capito che non è la vostra classica (come dicono gli amici d’oltreoceano) cup of tea, lasciate perdere, perché non credo che questo titolo rivoluzionerà il vostro modo di approcciarvi ai giochi di carte mentre, così come, se oramai questa categoria di titoli vi ha un poco stufato (per averne, magari, mangiato troppi), parimenti potreste passare.
Per tutti gli altri curiosi, invece, un’occhiata secondo me il gioco la merita, perché è bello e basta (mio gusto, ovvio …).

Scalabilità?
Per ora devo dire che ai miei occhi il meglio il gioco sembra darlo nella versione a due, perché ne ho apprezzato la rapidità di sviluppo (con una dose sufficiente di controllo su ciò che si lascia all’avversario), godendolo come un bel fillerotto e per lo stesso motivo mi è piaciuto più in 3 che in 4. In realtà qualche adattamento nelle varie versioni c’è, perché ci sono diverse carte che si aggiungono o tolgono a seconda del numero di giocatori, ma la dimensione del mazzo non cresce in modo esattamente proporzionale (ci sono circa 40 carte catalyst in 2 e 60 in 4), per cui nelle poche partite fatte ho sentito, in due, meno urgenza di portare in fondo i miei progetti, mentre in quattro ho avuto la sensazione che il mazzo mi scorresse via forse un filo troppo veloce senza poter controllare il mercato (che con tre giocatori tra me e il prossimo turno cambia quasi del tutto ad ogni giro). Nel contempo, più gente c’è, più ci si diverte …
Ciò detto, è anche vero che il gioco gira liscio comunque e che il minor controllo tipico del multigiocatore è ripagato dal maggior divertimento (e il premio per chi ha più punti militare è più gustoso da vincere o da non perdere).

CONCLUSIONI
Catalyst è un gioco di carte che punta (il tutto con  una componentistica e grafica curate) a distillare le logiche tipiche dei titoli che puntano su costruzione mazzi e combo in una veste fruibile a un pubblico piuttosto ampio, il tutto strizzando l’occhio anche al gamer. 
Nel complesso sembra voler essere una sorta di filler con gli steroidi e mi è risultato assai gradito, stuzzicandomi il giusto, con un gusto sufficientemente rotondo da ingolosire, ma senza le calorie (ovvero regolette, effetti ed effettini) che di solito propongono questo tipo di giochi (ovvero senza appesantire troppo il gameplay).
A prima vista, quindi, una buona portata, che ora devo solo riproporre più volte in tavola per verificarne la longevità, anche agli occhi dei miei compari di merende, ma la mia valutazione sul gioco ora come ora è che sia un titolo decisamente di buon livello 🙂

Ringrazio l’editore per la copia di preview inviata, che mi ha consentito di provare il gioco.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Salvatore Cicero: Un altro saggio breve, anche questo interessante q...
Salvatore Cicero: Vale lo stesso per me. Anche la possibilità di pe...
Salvatore Cicero: Grazie per il commento! Pienamente d'accordo sul t...
simarillon (Davide): Hai sempre fatto male. Non si disdegna un gioco pe...
simarillon (Davide): Per me lo stesso valse per HQ. Gli immensi pomerig...
Edoardo: Gioco sulla carta interessante con buona parte del...
Tore: Grazie per il commento! Come avrai letto, Labirint...
Tore: Grazie per il.commento! Bellissima In ogni atomo. ...
Marco Amanti: Io sono tra quelli che ha sempre disdegnato labyri...
Lorenzo: Grande prestazione! mi ha fatto riaffiorare ricord...
I più letti del mese
oltrelaportacover
Oltre La Porta
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
2 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
Pick a Pen Reefs 01
Pick a Pen: Reefs [Rolla e scrivi]
Fai rotolare le matite colorate e scegline una per tracciare sul foglio, in base ai simboli usciti, i...
Pick a Pen Crypts 01
Pick a Pen: Crypts [Rolla e scrivi]
Fai rotolare le matite colorate e scegline una per riempire sul foglio il simbolo uscito sulla sua faccia...
pick a pen box
Pick a Pen: Gardens e le sue matitone
Alla fine della giornata, Pick a Pen: Gardens è un simpatico rolla e scrivi, incentrato sulla novità...
q0w4j3gm
Speciale Vedetta: Dragon in the Hut
IdeaG è da sempre fucina di idee e progetti: quando uno di questi si realizza è una grande gioia per...
pic7184172
Nimalia
Nimalia è un gioco di carte rapido semplice da imparare che ci farà creare la nostra riserva di animali...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

2
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x