[Recensione] – Potion Explosion

scritto da Fabio (Pinco11)


Avete presente i millemila giochetti, tra quelli che affollano le memorie dei vostri smartphone e tablet, che hanno come scopo quello di connettere in vario modo caselline dello stesso colore?
Ok, l’uovo di Colombo alla base del gioco da tavolo del quale vi parlo oggi è proprio quello di traslare, con i dovuti aggiustamenti e con i giusti materiali, quel concetto in versione analogica ed il compito, come vedremo, è riuscito.
Potion Explosion, prodotto dalla Horrible Games è frutto della fantasia creativa del trio Silva – Crespi – Castelli (illustrato da Giulia Ghigini) ed è un classico family (l’età dichiarata è dagli 8 anni in su) che propone partite per 2-4 giocatori dai 30 minuti in su (gioco indipendente dalla lingua).
Come livello di difficoltà, come avrete capito, si tratta di un classico introduttivo, che può essere proposto senza difficoltà praticamente a chiunque.

Un mare di biglie colorate!!


Lo scorso anno, prendendo atto del successone avuto da Colt Express, gioco che sicuramente deve buona parte del suo successo al trenino tridimensionale in cartone che contiene, si ragionava sul fatto che nella stagione successiva avremmo assistito ad un incremento dei titoli fortemente improntati sulla componentistica, che poteva essere quindi uno strumento per distinguere il singolo prodotto dalla massa. Potion Explosion sicuramente si colloca in questo filone, perché l’attenzione ai componenti è qui fondamentale.
Appena aperta la confezione troviamo infatti subito un bel sacchettone, che contiene ben 80 biglie colorate (20 per quattro diversi colori) ed il necessario per assemblare il contenitore, in cartoncino spesso (a forma di cassetto aperto), che le conterrà nel corso della partita. All’interno di esso, come vedremo, ci sono cinque scanalature, nelle quali le biglie stesse saranno destinate a scorrere e ad essere ospitate, mentre la parte superiore del ‘cassetto’ funge da torre delle biglie, utile per mescolarle.
I materiali sono poi completati da 64 tessere pozioni (8 per 8 tipi diversi, con in ciascun tipo due pozioni di partenza, con una stellina) a forma di ampolla, una quindicina di skill tokens (punti bonus per il raggiungimento di obiettivi), qualche dischetto penalità (per gli aiuti), il segnalino primo giocatore ed una striscia in cartoncino sagomata che fungerà da scheda giocatore.
Da notare è che le tessere pozione recano dei buchi nei quali le biglie dovranno essere alloggiate e delle strisce colorate che identificano i tipi di biglie che devono essere utilizzati per ottenere quella pozione.

Come si gioca? Semplice come giocare a Jewel 🙂


Si inizia la partita con davanti a sé due tessere pozione vuote, che si devono riempire con le biglie corrette e si procede a turno.
Il giocatore al quale sta non deve far altro che prelevare un ingrediente dal dispenser (così chiamiamo il cassettone aperto) e piazzarlo in una delle pozioni che sta preparando (o nell’alambicco con tre buchetti che funge da ‘magazzino’). 
A quel punto le biglie poste sopra a quella tolta scivolano verso il basso riempiendo il buco e, se nel fare ciò almeno due biglie dello stesso colore vanno a collidere, allora essere ‘esploderanno’ virtualmente e potranno essere a loro volta prelevate. Naturalmente è possibile che, togliendo anche esse, si verifichino ulteriori esplosioni a catena … 
Le biglie prelevate sono quindi piazzate negli appositi spazi all’interno delle pozioni (da 4 a 7 spazi presenti in ciascuna pozione) che il giocatore sta preparando e, quando le pozioni sono completate, sono trasferite a lato della scheda giocatore e riconosceranno punti (quelli indicati su di esse) a fine partita. Le biglie utilizzate sono naturalmente rimesse nel dispenser in modo casuale, gettandole sul coperchio e lasciando che vadano ad infilarsi nelle canaline. La casualità è garantita anche dal fatto che il coperchio del dispenser impedische normalmente di vedere bene quale sia la sequenza delle biglie che compariranno dopo le 8-9 visibili.
Il gioco è qui al 90%, perché le poche cose in più da sapere (che sono poi quelle che danno un pelo di pepe al gioco e lo movimentano) sono che le pozioni possono essere anche ‘bevute’ dopo essere state realizzate, concedendo piccole azioni bonus (che NON scatenano esplosioni). Tra di esse ce ne sono alcune che consentono di prelevare una o più biglie dal dispenser, oppure di utilizzare le biglie nell’alambicco (riserva) senza rispettare l’obbligo dei colori, o di rubare le biglie nell’altrui riserva, riattivare una pozione e così via. Per rendere vario il gioco in ogni partita si gioca con sei degli otto tipi di pozioni disponibili.
Scopo del gioco, oltre a collezionare le pozioni per i punti, è quello di completare dei set di tre pozioni dello stesso tipo o di 5 pozioni di tipo diverso, ottenendo per ogni set una tessera bonus. Esaurite le tessere bonus previste per il numero di giocatori partecipanti (4, 5 o 6 a seconda che i giocatori siano 2, 3 o 4) la partita, completato il giro, ha termine e chi ha più punti, beh, vince …

Divertimento per tutti?

Nelle mie impressioni parto sempre dall’aspetto visivo e non posso che dire che esso rappresenti, in questo caso, una bella fetta della presentazione del gioco.
Vedere sul tavolo il dispenser con le biglie rappresenta infatti una attrattiva immediata e mio figlio, che si colloca proprio a ridosso del range di età indicato (lui 7 anni e 1/2) non ha aspettato un secondo prima di fiondarsi al tavolo per giocare.

Le biglie sono belline (ce ne sono ovviamente anche alcune leggermente meno ‘tondeggianti’ delle altre, ma la cosa non inficia la giocabilità, nè l’aspetto visivo d’insieme) ed anche il dispenser (che io continuo a pensare come un cassettone aperto) si monta senza particolari difficoltà (la prima stampa della versione inglese aveva anche una fustella addizionale per renderlo più solido, ma essa è oramai esaurita – grazie al soldout di Essen – per cui chi lo prenderà ora avrà direttamente già nella scatola tutti i pezzi definitivi). Pure le pozioni, con i loro buchini, sono funzionali e gradevoli ed in poco i simboli presenti (che spiegano le azioni bonus) si ricordano senza problemi.

Per ora, avendoci già fatto diverse partite ed avendo lasciato il dispenser montato nella scatola, non ho notato problemi di tenuta, ma dovrò verificare nel tempo se mostrerà segni di cedimento (come alcuni, leggendo su internet, pare abbiano lamentato), soprattutto se sottoposto alle amorevoli cure di amici di mio figlio … 😉
Nel complesso, comunque, se siete di quelli che avete comprato Colt Express per via dei trenini 3D, questo non ve lo lascerete scappare di sicuro!
Segnalo che tra l’altro l’editore ha annunciato l’uscita di una ristampa del gioco, la quale conterrà anche un dispenser modificato, ovvero pensato per risultare più durevole dopo il montaggio, promettendo di fornire gratuitamente la relativa fustella agli acquirenti della prima edizione.

Sulla ambientazione devo dire che l’idea dei componenti della pozione è logica e tutto sommato tiene senza problemi: certo non vi sentirete esattamente i nuovi Albus Silente, ma lo spirito di fondo è rispettato ed i componenti e grafica aiutano.

Passando alla giocabilità il pregio principale del gioco sta nella sua immediatezza, perché chiunque, compresi i più piccoli, agguanta il concetto nel giro di un paio di turni, rinviando poi leggermente più avanti la comprensione degli effetti delle pozioni.
A livello pratico tenete conto che la prima partita è da considerarsi di riscaldamento e ve lo dico perché la struttura del gioco in un certo modo richiede che le cose fluiscano velocemente, per cui i tempi leggermente allungati della partita di prova potrebbero risultare lunghetti, con tempi di attesa legati alla riflessione dei tre giocatori che possono precedervi. 
Vi assicuro che però subito dopo, una volta capito il meccanismo e soprattutto l’uso delle pozioni, il numero di turni cala ed i tempi di riflessione tendono a scomparire per tutti, riportando il gameplay all’interno dei binari ragionevolmente pensati dagli autori.

Quanto a profondità è chiaro che i gamers più duri devono vederlo come il filler che può essere per loro e non possono pretendere di cercarci uno spessore strategico particolare. 

Le combinazioni più basiche le vedono infatti tutti o quasi sin dal primo giro, mentre quelle più articolate (bevi la pozione x, poi preleva la biglia e scatena l’esplosione a catena) si arriva a vederle nell’arco di qualche partita (o prima, per i più sgamati), per cui il gioco si colloca nel classico target dei family, ovvero dei giochi che in qualche modo premiano chi si impegna, riconoscendo un vantaggio a chi sfrutti quel po’ di profondità che il gioco propone, il tutto senza però richiedere riflessioni troppo complicate. 
L’ideale, insomma, per una serata di rilassato divertimento in famiglia ed un titolo che potrebbe forse fare capolino anche, per il target ampio che ha, nei centri commerciali. Del resto, però, a questo macrolivello apparteneva anche Colt Express e questo non gli ha impedito affatto di vincere lo Spiel des Jahres e vendere un ballino di copie …
Per chiudere segnalo che l’interazione è bassa (quasi solo indiretta, ovvero legata all’occasione che l’altro sfrutta prima che stia a te) ed è diretta solo per una pozione che permette di rubare qualche biglia altrui (massimo tre). La scalabilità è ottima, perché il gameplay resta praticamente lo stesso sia in due che in quattro …

CONCLUSIONI


Potion Explosion è un gioco che punta sicuramente sui bei materiali (le biglie sono belle tanto ora quanto lo erano quarant’anni fa …) per fare colpo e devo dire che ci riesce.

È un family di difficoltà bassa e propone un meccanismo di gioco che strizza l’occhio ai giochi per smartphone e simili tipo Jewel e Candy Crush, per cui una volta spiegato non genera di solito alcuna difficoltà di comprensione anche negli assoluti neofiti.

Non è certo profondissimo, ma richiede colpo d’occhio ed un minimo di impegno per prevalere, per cui dovrebbe essere l’ideale per le serate in famiglia (è un 8+ di età) e come filler per gli incontri tra gamers.
Ringrazio l’editore per la copia di review concessaci direttamente ad Essen.
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