Anche a voi che leggete rivolgo l’invito a farci sapere cosa avete visto, aldilà di quanto trovate nell’elenco ed io provvederò ad integrare il report 🙂
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| Warage RPG |
Il loro cavallo di battaglia, lo sappiamo, è il gioco di carte Warage, sul quale continuano, giustamente, a puntare (vi rinvio, se non ne sapete ancora molto, all’articolo che abbiamo pubblicato sul gioco) ed io non posso che apprezzare questo spirito, perché in un mondo nel quale ogni anno escono un migliaio di titoli (come ordine di grandezza) nel giro di pochi mesi ogni gioco tende a diventare, di per sé, ‘vecchio’, vedere che invece qualche produzione di casa nostra riesce a rimanere competitiva con il passare del tempo, conquistando di volta in volta l’interesse di nuovi giocatori, esercita il suo fascino su di me.
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| Richard I |
Nel contempo ho scoperto da loro anche Richard I, di Andrea Chiarvesio, gioco per 3-8 giocatori a base di carte, nel quale i partecipanti si legano (e lasciano) in continuazione in alleanze poco affidabili, nel tentativo di prevalere sugli altri, nel portare avanti la lotta tra la fazione dei seguaci di re Riccardo e quelli del fratello Giovanni.
Di seguito sono passato da un altro editore che sta compiendo i suoi primi passi, ma che sembra avere grandi progetti ed idee chiare per una rapida espansione, ossia la Pendragon. Sui tavoli c’erano giusto giusto le loro prime due uscite, ovvero Hexemonia, titolo a base di esagononi, gestione cubetti e controllo territorio (qui l’articolo e video di TeoOh!) ed il gioco di carte Stay Away, reduce dalla campagna di crowdfunding, ma si parlava soprattutto di Coloni Imperiali, ovvero l’edizione italiana di Imperial Settlers, uno dei titoli più attesi di questa Essen, che è promesso in arrivo per febbraio e riguardo al quale già si parla dei primi pacchetti di espansione, nella logica di poterlo far diventare un long seller.
A fianco ecco la Uplay.it, editore che continua nel suo impegno di localizzazione di un sacco di titoli: nel mostrarmi le ultime novità in particolare l’amico Giovanni mi ha parlato molto degli sforzi che hanno compiuto per intervenire con ritocchi grafici e/o di componentistica sulle edizioni italiane dei titoli prescelti, il tutto con risultati che, toccando con mano quanto era sui tavoli, mi sembrano decisamente buoni.
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| Machi Koro |
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| Zombie 15′ |
Tra i numerosi altri titoli freschi freschi vi segnalo (anche se non è il mio genere) Zombie 15′, Il sesto senso (titolo investigativo con alla base carte e meccaniche che possono ricordare i concetti di Dixit), Cappuccetto Rosso non dorme mai (minimalista, in sacchettino di stoffa, con dei segnalini puccettosi ..).
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| Il sesto senso |
Ancora tra gli editori nuovi (nel senso di presenti sul mercato da meno tempo) eccoci alla HCDistribuzione, dove campeggiavano diverse copie di Panamax, un buon gestionalotto a base di dadi (qui l’anteprima), ma anche dei titoli degli editori con i quali la HC ha stretto contatti, tra i quali la polacca G3 (della quale dovrebbero essere distribuiti Urban Panic e Imperialism, oltre ai titoli della vecchia stagione già nel loro catalogo), la Placentia Games, la White Goblin e la Academy Games.
Probabile, dai rumors raccolti, che arrivi anche qui la localizzazione di uno dei titoloni di Essen che ancora non godevano di una versione italiana annunciata (comincia con la O). Hear you soon, friends 🙂
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| Panamax |
Lì a fianco ho parlato con i ragazzi di La Mongolfiera, i quali proponevano la loro prima uscita in pompa magna, dopo il precedente Alarm! U-Boot, ossia World of Taks, gioco di carte ad ambientazione seconda guerra mondiale localizzato grazie ad accordi con la russa Hobbyworld.
Il marmifero Federico Dumas era invece sempre al pezzo nello stand della sua Red Glove, la quale ha nel recente compiuto una scelta molto decisa di catalogo e di taglio grafico per i suoi prodotti, indirizzando i propri sforzi in gran parte sulla produzione in proprio di una serie di titoli primariamente (ma non solo) per bambini (nella foto sotto vedete un espositore con una serie di titoli in formato travel), ma anche su di una linea per gamers, affidata sempre al game designer interno Marco Valtriani.
Da quello che mi è stato riferito sembra che anche la ristampa di Vudù sia in fase di ‘spazzolamento rapido‘ da parte dei giocatori italici, ma anche Super Fantasy, appena uscito nella versione standalone (e combinabile con l’originale) La notte dei morti male e Godz (qui il nostro articolo su di esso) sembrano cavarsela non male.
In Oliphante c’era la solita grande quantità di titoli, a partire dai loro Movie Trailer 2, Kaleidos (anche nella versione Junior) e Primiera (di Spartaco Albertarelli, tentativo di internazionalizzare i nostri giochi di carte tradizionali).
Al loro fianco le localizzazioni dei titoli Gigamic (come Gloobz …), ma anche di diversi altri editori: spero che le foto allegate diano l’idea di quanto il catalogo della casa si stia espandendo (senza considerare che in esso rimangono sempre i long seller come i giochi astratti in legno dell’editore francese).
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| Black Fleet |
Enorme era, da quelle parti, anche lo spazio della Asterion, con davvero tantissimi tavoli imbanditi e sempre pienissimi.
Siccome le novità era moltissime, mi concentro nel ricordarne alcune in particolare, come Black Fleet (qui la nostra anteprima), nuova uscita dello stesso editore di Splendor (stavolta con un maxi tabellone e navone di plastica), ma anche Lord of Xidits – spero stavolta di averlo scritto bene … 🙂 – ed Arcadia Quest (a base di miniaturozze molto attraenti) erano parecchio seguiti.
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| Arcadia Quest |
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| Xidit |
Tra gli altri con il simbolo della stella ho notato ancora Cosmic Encounter ed Abyss , gioco di carte dalla grafica super curata che mi attira parecchio (qui le prime impressioni del nostro Simone M., uscite pochi giorni fa) ed il piccolo Zombie Kidz.
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| The Witcher |
Tra queste ultime ho notato in particolare The Witcher che era in demo e promesso in pubblicazione presto (a riprova del fatto che ultimamente i paesi dell’est europa, ed in particolare i polacchi, si stanno facendo un sacco di strada in questo mercato), ma anche X-Wing (qui l’articolo di recensione comparso sulle nostre colonne virtuali tempo fa), L’ultimo Banchetto (multigiocatore), Kingsport Festival (di Chiarversio, del quale vi parlammo poco tempo fa in anteprima) e Warhammer Diskwars (un amico giusto l’altra sera me ne parlava felice, compatendomi per non averlo ancora giocato, cosa che mi impediva, a suo dire, di vedere la luce o qualcosa del genere … Ciao Ale …).
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| Versailles |
Nel contempo l’editore promuoveva la propria piattaforma di crowdfunding nazionale, ovvero Giochistarter, proponendo sui tavoli diversi degli ultimi titoli finanziati grazie ad essa, come Progress (altro civlike, made in NKSN), Versailles (un gestione azioni classicheggiante, con un bel tabellone centrale riccamente illustrato e con una meccanica di ‘piazza gli ometti e poi muovili nelle varie locazioni utilizzando le strade presenti su di esso’, che mi intriga – recensione coming soon ), Kanban ed Oklahoma Boomers.
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| Dungeonpig |
Passaggio d’obbligo (stavolta sin troppo rapido, ma vedrò di rifarmi alla prossima fiera) poi alla Area Autoproduzione, del nostro Angelo Porazzi, nella quale era presente la solita schiera di autori ultra galvanizzati ed impazienti di farsi strada.
Tra quelli che sono invece appena usciti dall’Area Autoproduzione per presentarsi con uno stand proprio da quelle parti c’erano anche i ragazzi di Board of Dreams (a tema baseball) e quelli di Ready to Rock (a sfondo concerti, reduci da Essen) e di Balance Games (questi ultimi leggermente meno ‘ragazzi’, ma non per questo meno simpatici …).
Il grande Cranio imperversava invece, barbuto, fiero e gagro (anche se un attimo stanchino ed a volte stavaccato sulla sedia come un gatto nel suo sonnellino pomeridiano) al booth della Cranio Creations, dove erano proposte una saccata di novità (tra l’altro c’era anche uno stand secondario per promuovere Valentina, il gioco ispirato all’omonimo fumetto).Dialogando sull’inconveniente il barbuto amico mi confidava di sperare di sfruttare l’occasione per dare dimostrazione della serietà dell’editore nel seguire il cliente nel post vendita, superando così al volo le difficoltà emerse ad Essen alla scoperta del fastidioso bug, facendo così di necessità virtù.
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| Alchemisti |
Per il resto ho visto sui tavoli (finalmente) la versione italica di Glass Road, un Rosenberg classico di base, ma con meccaniche semplificate il giusto (qui un articolo su di esso), che mi ha colpito molto positivamente (tanto da rimanere nella mia collezione anche nelle ‘purghe’ libera spazio del pre Essen) – tra l’altro sempre di Rosenberg avevano anche il nuovissimo Fields of Arle, titolotto cinghialoso per 2, con meccaniche che a prima vista sembrano una sintesi, nella logica della continua evoluzione dell’autore, dei suoi precedenti titoli – ed il nuovo Soqquadro, partygame coinvolgente
(le carte indicano le caratteristiche degli oggetti che si devono andare in giro per la casa a reperire e portare sul tavolo, con gioco in tempo reale e quindi con tutti che cercano insieme …) che presentava un gameplay ancor più semplificato e più lineare rispetto alla versione provata alla Play (a riprova del fatto che il duo Tascini Luciani non fa solo titoli spremimeningi …).
Altro editore storico che quest’anno ha fatto le cose ancora più in grande del solito e che mi ha colpito positivamente con le sue ultime scelte editoriali (che danno l’idea di un desiderio in qualche modo di espandersi) è la dvGiochi.
Si tratta per primo di Bruges, uno dei miei Feld preferiti, gioco di carte interessante ed intelligente, che propone ad ogni turno una sorta di rompicapo nel capire cosa si possa tirare fuori al meglio dalle carte che si pescano, fruendo di esse in uno dei diversi modi che le regole consentono (uno dei quali legato al testo proposto dalla carta – cosa che rende utilissima l’edizione italiana). Il gioco, dipendente dalla lingua, mancava sul nostro mercato e sono lieto che l’editore perugino abbia colmato la lacuna.
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| Heroes of Normandie |
Alla Playwell Games erano invece concentrati sul loro Heroes of Normandie, gioco di guerra ad quadratoni che rievoca prima di tutto l’invasione in Normandia della seconda guerra mondiale, ma che ora gode di una saccata di espansioni.
Superati gli spazi dedicati a Magic, Lego ed alla Hasbro (presente con i suoi classici cavalli di battaglia), sono giunto quindi alla Raven, distributore che proponeva parecchi titoli nuovi, realizzati dai diversi editori da esso curati.
Passata la Mini G4m3s Studio (qui la nostra intervista a loro) eccoci al simpatico mondo di Krosmasters Arena, titolo di punta della Ghenos Games, la quale dedicava gran parte del proprio spazio al fortunatissimo titolo di combattimento miniature che distribuisce in Italia da qualche tempo (e del quale erano proposte espansioni e pacchetti speciali).
Per i gamers invece l’editore proponeva in distribuzione due titoli appartenenti alla categoria dei cinghialini, ovvero prima di tutto Zhanguo, della coppia Niccolini – Canetta, gioco gestionale che ci ha ricordato, nel paio di partite fatte sinora (di quelle che alla fine ti lasciano stanco), logiche alla Feld del periodo Trajan. Per me questo è un complimento e sono lieto che il gioco fosse disponibile per l’acquisto già a Lucca.
Date alcune rapide occhiate alla Editrice Giochi (presente con il proprio catalogo, soprattutto focalizzata su Risiko!) ed alla Serfer Giochi (mi attraeva Battaglia, ma ero a quel punto di corsa …), ho fatto un girello finale alla ricerca degli stand sino ad allora dimenticati (Ninja Shadow Forged, il gioco di carte tutto italiano Everzone, …), ma il tempo era tiranno e sono uscito di gran carriera per andare a completare la mia giornata prendendomi la meritata (!?) pausa di gioco vero, puro e duro, seduto comodo e confortevole ad uno dei tavoli della Biblioteca Agorà, dove la tana dei Goblin proponeva l’annuale appuntamento con Essen a Lucca, ovvero decine di novità prese ad Essen e pronte per essere giocate, il tutto, quasi sempre, spiegatoti da qualcuno dei gentilissimi volontari dell’associazione.
Sarebbe inutile ripetere (ma lo faccio lo stesso) quanto questa cosa mi faccia ogni anno felice e devo dire che sempre più gente sta dimostrando, nel dopo cena, di apprezzare l’iniziativa, con tante facce note (i soliti gamers), ma anche con parecchia gente che con piacere provava qui cose che in fiera erano state inavvicinabili.
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| Die Staufer |
Io sono riuscito, in queste poche orette, a giocare diverse cosine e di seguito riassumo le mie prime impressioni sui principali dei titoli in questione, così come avevo fatto per Essen.
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| Zhanguo |
Zhanguo. Lo avevo già testato ad Essen e qui ho avuto l’occasione di farci una bella partitozza, di quelle tese fino all’ultima mossa. Il bello del gioco è quello che si parte da una meccanica di base (scelta azioni) piuttosto facile (giochi una delle sei carte che ti danno in mano ogni turno o sul tuo tabellone personale, per guadagnare segnalini influenza e per predisporre futuri bonus, o per eseguire una delle sei azioni disponibili), per poi potersi piacevolmente perdere virtualmente in un oceano di possibilità di fare punti (decine …). Il conteggio di fine partita, con un sacco di bei bonus da calcolare, è di quelli interessanti, così come lo sono le possibili combo tra le carte. Come accennavo la sensazione è quella di essere di fronte ad un titolo di buona profondità. Feldiano
Mahe. Siccome ogni tanto, tra un cinghiale e l’altro, un bel fillerino ci sta sempre bene, eccoci di fronte ad un giochino dai bei materiali e dalla meccanica facile facile (push your luck, in quanto tirando sino a tre dadi non si deve sballare – cosa che accade se la somma di essi è superiore a 7 – e ci si muove di quanto è uscito se ci si ferma al primo dado, del doppio se si tirano due di essi e del triplo se ne hai tirati 3), abbinata all’idea dell’ingroppamento alla Camel Up. Saltami in collo e andiamo ..
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| Mahè |
King’s Pouch. Continuo a tirarmela con tutti per aver scoperto ‘sto giochillo coreano, con una grafica da prototipo ma che pompa un sacco. Era uno dei tre bag building di Essen (con Hyperborea ed Orleans), ma alla fine gira bene, non è troppo pesante da spiegare e si capisce al volo. Nonostante questo ha colpito tutti, compreso l’amicone Plombiers. Sorprendente 😉

Le code
Un accenno di passaggio, prima di arrivare alle conclusioni, lo dedico all’aspetto (più di cronaca) legato all’ingolfamento che ha conosciuto la fiera, o meglio l’intera città, nel corso della giornata di sabato.
All’arrivo le code in auto erano importanti e, a fronte di 45 minuti di viaggio impiegati nel ritorno, la mattina ce ne abbiamo messi oltre 140 per arrivare a Lucca e parcheggiare a casa del diavolo. Da lì poi ci siamo dovuti sciroppare le classiche code chilometriche per il biglietto (non ero sicuro sino all’ultimo del giorno nel quale sarei potuto andare ed ho pagato per questo dovendo fare la cosa più lunga – non è però concepibile che si debba fare anche quella per i braccialetti: non te li possono dare mentre entri?), da fare in una simpatica biglietteria in capo al mondo (località ovviamente iperlontana da casa del diavolo), ma anche all’ingresso, il tutto pigiati peggio delle sardine.
Sono onestamente ammirato dalla civiltà media dimostrata dalla gente in coda, visto che assai pochi hanno reagito in modo scomposto a questo frullato di membra al quale eri sottoposto ovunque.
Nel pomeriggio, poi, mi sono trovato a muovermi brevemente in città, dove ho sperimentato con stupore altre code con terrificanti pigia pigia da un quarto d’ora anche solo nel passare dalle porte della città.
Qualche perplessità di fondo sul fatto che il tutto possa e debba essere gestito meglio la avrei e spero che qualcuno si inventi qualche soluzione migliore, prima che un anno o l’altro ci scappi la tragedia, piccola o grande, alla quale segua la fine dell’evento.
A livello pratico però, nonostante tutto questo (e ragionevolmente grazie al bel tempo, che spingeva la gente a girare per la città), nella tensostruttura dedicata ai giochi si girava piuttosto bene e si poteva anche sedersi a provare le cose.
Nel rileggermi mi sembra di cogliere nel mio racconto della fiera toni forse sin troppo entusiastici rispetto ai miei standard, ma la cosa è legata al fatto che, come accennavo in premessa, il piccolo mercato di casa nostra (parlo dei boardgames, ovviamente) sembra mostrare una crescente vitalità e senso di iniziativa.
Torno mentalmente indietro a qualche anno fa, quando (parlo del 2009) mi lamentavo per il fatto che a Lucca, ad un paio di settimane da Essen, non arrivava quasi nessuna delle centinaia di novità partorite dalla fiera mondiale del gioco e la cosa mi dava la misura della nostra provincialità e disinteresse della massa per il settore.
Oggi invece vedo che per il 70 % dei titoli nelle prime posizioni delle classifiche di gradimento della fiera sono state annunciate edizioni italiane o addirittura erano già in vendita a Lucca, così come diversi altri titoli (non localizzati, ma semplicemente venduti nelle versione originali) erano disponibili per la vendita a prezzi non dissimili da quelli tedeschi.
Se ci aggiungiamo il fatto che diversi editori italiani hanno conosciuto ottimi risultati di vendita e critica allo Spiel (ricordo qui Hyperborea dell Asterion, Historia di Giochix, Zhanguo di What’s your Game, come primi esempi che mi vengono al volo) direi che c’è da essere ottimisti.
Certo, se entriamo nei panni di chi lavora nel settore, il fatto che il numero dei protagonisti del mercato (leggi editori / distributori) cresca continuamente potrebbe non dare una sensazione altrettanto positiva come quella che abbiamo noi utenti, visto che in teoria la fetta per ciascuno diventa teoricamente più piccola, però ci sta anche che ad un aumento dell’offerta (ho anche parlato con alcuni che si stanno attrezzando a loro volta per compiere a breve i primi passi sul mercato editoriale) segua, con una adeguata sensibilizzazione del mercato, anche un espansione dello stesso.
Del resto, se consideriamo quanto i giochi da tavolo siano ancora, qui da noi, una nicchia, di margine per espandersi dovrebbe essercene tanto.
Quanto alla fiera di Lucca essa ci guarda con la sua altezzosità e snobismo tipicamente toscani e ci ricorda che tanta gente come da lei non ne passa da altre parti (su internet si parla di 240.000 biglietti staccati e 400.000 possibili persone stimate in giro per la città ...), per cui, volente o nolente (a dispetto degli obiettivi disagi che si devono mettere in conto nell’andarci), resta evento centrale nel panorama ludico di casa, dove le case accorrono a presentare le loro novità (se sento gli editori agli stand le vendite nelle giornate di fiera sono clamorose, ma qui i dati, comunicati a voce, vanno presi cum grano salis), avendo l’occasione, più unica che rara, di farle vedere ad un grande pubblico anche di non giocatori.
L’appuntamento quindi resta per il prossimo anno ma, prima di esso, ci sarà occasione per altri report, come quello di Modena di aprile o il nuovissimo Carrarashow di fine maggio, il tutto prima dell’estate 😉
Un saluto a tutti quelli che ho visto in fiera ed a quelli che avrei voluto vedere o con i quali avrei desiderato dialogare ma che il tempo o la folla mi ha impedito di farlo.
… e la vostra Lucca Games, invece, come è stata?
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