Glass Road: Primi impressioni

scritto da Bernapapà

Fra i titoli che allo scorso Essen mi avevano fatto avere l’acquolina in bocca, senza darmi la possibilità di soddisfare il desiderio, c’era anche questo titolo: Glass Road, edito in Italia dalla Cranio Creations. L’autore, il mitico Uwe Rosenberg,  è uscito contemporaneamente con Caverna, da alcuni ritenuto il perfezionamento massimo delle sue già grandi opere: stiamo comunque parlando di cinghiali molto setolosi… Con questo titolo, invece, l’autore si è riproposto di “avvicinare” un pubblico meno impegnato, condensando le usate meccaniche di trasformazione delle risorse in un’oretta di tempo (non a giocatore, ma in totale!). La curiosità era quindi massima, e l’ambientazione proposta (la produzione del vetro nella foresta bavarese vecchia di 700 anni), benché sia alquanto “pretestuosa” come in molti suoi giochi, aveva comunque richiamato la mia attenzione. Se non fosse per pochissime scritte su alcune carte, sarebbe anche indipendente dalla lingua: per il resto, parliamo di un gestione azioni per produzione e trasformazione di risorse, da 1 a 4 giocatori, con un meccanismo di interazione nemmeno così ininfluente come in altre sue opere. Vi racconto la prima impressione dopo un paio di partite.

I materiali e le regole

I materiali sono presto detti: abbiamo una plancia che contiene gli edifici disponibili ad ogni round, rappresentati da talloncini di cartone, con il loro prezzo (in termini di risorse necessarie), il loro effetto ed i punti vittoria che faranno ottenere a fine partita: sono dividi in 3 gruppi di differente colore: quelli azzurri sono di produzione o trasformazione di risorse continua; quelli gialli producono risorse one-shot, mentre quelli rosati sono una sorta di obiettivi da raggiungere per accumulare più punti vittoria. Ad ogni giocatore sono distribuite due plance ed un mazzo di carte; una plancia, rappresentante i propri possedimenti, contiene già 3 edifici (di tipo rosato), uguali per tutti, ed una griglia 5×4 di spazi disponibili per gli edifici, inizialmente occupati da 6 boschi (per un totale di 10 spazi), 2 laghi, 2 frutteti e 2 cave di argilla (rimangono quindi inizialmente solo 2 spazi liberi).
L’altra plancia contiene due ruote che, tramite un meccanismo complicato come ideazione, ma semplicissimo da utilizzare, tengono traccia di quante e quali risorse ci sono a disposizione: una ruota contiene le risorse per produrre i mattoni, mentre l’altra per produrre il vetro (sono tipo quelle già utilizzate in Ora et Labora o in Le Havre: Ancora in porto, per chi li conosce). La quantità delle risorse, rappresentate ognuna da un segnalino colorato, è data dallo spicchio su cui si trovano, che riporta, appunto, il loro numero. Il meccanismo di produzione è semplice: la risorsa finale è prodotta utilizzando una unità delle loro risorse base (argilla, carbone e cibo per il mattone e carbone, legno, sabbia, acqua e cibo per il vetro). La produzione è automatica: appena ho almeno una unità delle risorse base, la risorsa finale viene prodotta, consumando la risorsa base: unica eccezione è data dall’impossibilità di avere a disposizione più di 3 mattoni o più di tre vetri. I mattoni ed i vetri, insieme alle altre risorse, sono fondamentali per costruire gli edifici e/o per fare punti vittoria.

Abbiamo poi le 15 carte personaggio, dalle quali ogni giocatore, ad ogni round, sceglierà 5 per poterle giocare. Le carte personaggio rappresentano azioni da poter eseguire: alcune hanno un costo, in termini di risorse base oppure di abbattimento di foreste. Ogni carta contiene due azioni possibili: la possibilità di effettuarle entrambe dipende dal meccanismo di gioco, ed è, se vogliamo, la novità del gioco stesso, e che andrò a spiegare. Ogni round è suddiviso in 3 turni. Ad ogni turno, tutti i giocatori scelgono simultaneamente la carta da giocare: poi il primo giocatore scopre la sua carta: se qualcun altro ha quella carta nella propria mano, il giocatore può effettuare solo una delle due azioni possibili, e chi ha la carta in mano potrà quindi beneficiare di un’azione in più, calando quella carta e scegliendo anch’egli fra le due azioni possibili; se invece la carta non è in mano di nessuno, il giocatore può effettuare entrambe le azioni: se la carta è quella scelta per la mano in corso, è a discrezione del giocatore se rivelarla (rinunciando di fatto ad un’azione, ma ostacolando l’avversario) o aspettare e rivelarla solo al proprio turno. Le azioni possibili sono sostanzialmente di 3 tipi: ottenere risorse, acquisire  paesaggi (laghi, frutteti o miniere) o costruire edifici. In ogni istante è possibile liberarsi di elementi paesaggistici presenti nella propria plancia, per fare posto a nuovi edifici.

Abbiamo una carta che si discosta un po’ dalle altre, in quanto prevede la possibilità di spostare 3 edifici, pescati al buio, da mettere nella propria riserva personale, e che potranno successivamente essere costruiti secondo i criteri usuali di costruzione.
Il materiale è tutto qui (si aggiunga il bel talloncino del bicchiere di vetro, per il primo giocatore del round). La qualità delle carte de dei cartoncini è standard, così come la gradevolezza del disegno, fumettoso al punto giusto. Forse i simboli utilizzati sugli edifici avrebbero potuto essere più grandi (ad ogni round è necessario passare qualche minuto a decifrarli).
Il flusso di gioco è in pratica già stato spiegato: 4 round formati ognuno da 3 turni: in ogni round si scelgono 5 carte, ma se ne potranno usare solo 3 (potrò usare le altre due solo se mi sono state “chiamate” da un avversario). Fra un round e l’altro si rimpingua la plancia degli edifici. Alla fine del quarto round si sommano i punti vittoria ottenuti dagli edifici, che possono avere punti vittoria fissi, o moltiplicatori di risorse o di condizioni varie (ad esempio, un moltiplicatore per le cave di argilla contigue o per il numero di boschi rimasti).

Le prime impressioni

La prima cosa che colpisce dopo la prima partita, avendo apparecchiato un prodotto di Uwe, è che i tempi sono effettivamente quelli riportati: un’oretta abbondante per la prima partita, ma che già nella seconda tende drasticamente a calare. Il flusso del gioco, infatti, è molto molto semplice. Le regole si apprendono in pochi minuti, e dopo poco, ci si destreggia abbastanza con i simboli riportati sulle carte e sugli edifici: questo, ovviamente, non rende il gioco semplice da vincere! In altre parole, il gioco è abbastanza calcoloso, adatto ad un pubblico “ammaestrato” a queste dinamiche. Un’altra cosa che sorprende è la forte interazione: sembra una stupidaggine, ma il poter fare tutte le proprie azioni, oppure farsele “fregare” perché si è scelta una carta “scontata” fa molto la differenza. In definitiva, ad ogni turno, giocando almeno in 3, è possibile fare un numero di azioni molto variabili: da 8 azioni, se si è molto “intuitivi” nel tenersi in mano le carte che hanno scelto gli altri, alla miseria di 3 azioni, se abbiamo giocato carte che gli avversari hanno “intuito”. Dalle poche partite giocate ho intuito che la scelta delle 5 carte possa, talvolta, essere fatta in maniera interattiva, anche se, nella maggior parte dei casi, la coincidenza di scelta si rivela in maniera abbastanza casuale. Questa meccanica è a mio avviso l’idea che eleva questo gioco al di sopra di un semplice meccanismo di azioni/ trasformazione risorse.

Assorbita questa perturbazione, il gioco si rivela sufficientemente strategico (gli edifici sono molti, per cui difficilmente si farà la corsa sui soliti), ma necessita comunque di un minimo di elasticità per cambiare strategia in corsa. Per il resto, il marchio di Uwe lo si sente soprattutto nel fatto che è, come le sue opere più famose, molto calcoloso: nell’ultimo turno ci si ritroverà a fare i conti se conviene di più aumentare una risorsa perché ho l’edificio con il suo moltiplicatore, piuttosto che puntare su un’altra per comprare un ulteriore edificio: lo spareggio far queste scelte è di pochissimi punti per cui, soprattutto alla fine, si perde un po’ di tempo con il cervello in modalità calcolatrice. Questo aspetto ad alcuni giocatori può non piacere, ma solitamente sono gli stessi che non amano le opere del nostro.

L’ambientazione proposta è simpatica e adeguatamente richiamata, anche se, come al solito, un po’ appiccicaticcia alle dinamiche proposte, che potrebbero essere applicate a qualsiasi processo produttivo.
Volendo concludere con un giudizio complessivo, devo dire che il titolo mi è piaciuto: credo che il tentativo fatto dall’autore di condensare la “pesantezza” delle sue meccaniche in un’oretta di gioco sia pienamente riuscito, tanto che viene voglia di fare il bis dopo una partita: forse è ancora improponibile per i neofiti, ma può senz’altro avvicinare qualcuno che è spaventato dai tempi di gioco delle sue opere più apprezzate, ma che vuole cimentarsi con il suo genio. Promosso a pieni voti!

Chi fosse interessato, può trovarlo su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

Le immagini sono tratte dal sito BGG.  Tutti i diritti sui giochi di cui si parla appartengono alla casa produttrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su richiesta.

Il nostro sponsor
365 Giorni Fa...
Ultimi commenti
Salvatore Cicero: Gli adattamenti richiesti ai giocatori: un problem...
Gianluca di Picardia: A che adattamenti ti riferisci? Io sto continuand...
Salvatore Cicero: Che freschezza questo punto di vista alternativo, ...
Salvatore Cicero: Bell'articolo, complimenti. Sono anche molto invid...
Salvatore Cicero: Un altro saggio breve, anche questo interessante q...
Salvatore Cicero: Vale lo stesso per me. Anche la possibilità di pe...
Salvatore Cicero: Grazie per il commento! Pienamente d'accordo sul t...
simarillon (Davide): Hai sempre fatto male. Non si disdegna un gioco pe...
simarillon (Davide): Per me lo stesso valse per HQ. Gli immensi pomerig...
Edoardo: Gioco sulla carta interessante con buona parte del...
I più letti del mese
Breaking_NIU_1
NIU - Novità In Uscita a Settembre 2026
GiocAosta_2026
GiocAosta - Quanto vale il gioco?
Ieri_Sera_30_08_2026
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli] Ufo Robot Goldrake Xperienz e altri 4! (+ dettaglio)
Ufo Robot Goldrake ExperienZ
Ufo Robot Goldrake XperienZ [Recensione]
Lab_copertina
LABYRINTH CHRONICLES

Sapevi che abbiamo un gruppo su telegram? ISCRIVITI ORA!

Il nostro sponsor
Sottoscriviti
Notificami
guest
6 Commenti
Meno recente
Più recente Con più voti
Aspetta! Non hai ancora letto questi!
Image1
Anteprima - Glass Road
scritta da Agzaroth Per circa 150 km nella foresta bavarese, si snoda la via del vetro, famosa soprattutto...

DISCLAIMER

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto contiene semplicemente opinioni e divagazioni scritte da diversi appassionati dell’hobby del gioco da tavolo, raccolte in un unico sito per ragioni di comodità e utilità pratica, assieme alle loro esperienze pratiche di gioco e/o ai racconti delle visite a fiere del settore. Non vi è nessuna volontà precostituita, né garanzia di un aggiornamento con cadenza periodica per noi vincolante né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001, ma solo un veicolo di espressione del libero pensiero degli autori dei singoli post, diritto garantito anche dalla costituzione, senza alcuna pretesa di professionalità (non vi è alcun fine di lucro) o di volersi proporre come organo di informazione di stampo giornalistico.
I diritti sulle immagini riportate a corredo degli articoli sono di proprietà delle case produttrici e possono essere tratte da manuali e/o dai loro siti o di chi le ha postate in giro per Internet (in genere citato in fondo ad ogni articolo) e saranno rimosse su richiesta.
Questo sito potrebbe contenere link ad altri siti web, non direttamente controllati, quindi si declina ogni responsabilità sui loro contenuti. Resta a carico dell’utente la presa visione delle normative sulla privacy e sulle condizioni d’uso applicate in tali siti.
In questo sito potrebbero essere utilizzati dei marcatori temporanei (cookie) che permettono di fruire di alcuni servizi che il sito offre. Per cookie si intende il dato informativo, attivo per la durata della connessione, che viene trasmesso da questo sito al computer dell’utente al fine di permettere una rapida identificazione. L’utente può disattivare i cookie modificando le impostazioni del browser: si avverte che tale disattivazione potrà rallentare o impedire l’accesso a tutto o parte del sito.
Per chi avesse desiderio di avere maggiori informazioni, eccovi l’informativa estesa che ho stilato sull’argomento.

Contattaci

6
0
Ci piacerebbe sapere cosa ne pensi, lasciaci un commento!x