Sono passati ormai un po’ di anni da quando su GsnT compariva la preview di Jaipur, ma, fortunatamente, il colorato Jaipur sembrerebbe un gioco a cui gli anni non pesano ancora. Per 2 giocatori, ideato da Sèbastien Pauchon ed edito da GameWorks, Jaipur sta in una piccola scatola che contiene però diversi materiali e una simpatica sfida facilmente trasportabile.
Intanto stiamo parlando principalmente di un card game: i gettoni contenuti all’interno della confezione (devo dire ben studiata per non farli andare tutti in giro) servono esclusivamente come conteggio di punti vittoria e per conteggiare le partite vinte. Visto che si parla di carte, passo subito a dire che son ben plastificate e, anche dopo un po’ di rimescolate, non sembrano necessitare delle bustine protettive. La grafica è molto colorata e sul tavolo gettoni + carte fanno un bell’effetto. L’idea del gioco è che siamo due allegri commercianti di Rajasthan che vogliono contendersi il titolo di migliore per entrare nelle grazie del Maharaja; il gameplay riflette abbastanza bene questa cosa del reperire merci e rivenderle, ma non possiamo di certo parlare di ambientazione.
A questo punto ci sta una minutissima sul regolamento: in mezzo al tavolo sono sempre presenti 5 carte tra merci e cammelli. Ogni turno, un giocatore potrà prelevare dal tavolo carte o venderle (scartarle) al mercato per ottenere punti vittoria. Vendere set di 3, 4 o 5 carte uguali, frutterà inoltre dei punti bonus, sempre utili. Al termine del round, ovvero quando terminano 3 file di gettoni punti vittoria, si assegna 1 punto al giocatore con più PV e si fa un nuovo round. Chi ne conquista 2 è il vincitore.
Ed ora passo direttamente al “se proprio vogliamo trovarci qualcosa di negativo” così vi lascio subito al filmato (altrimenti tutto il tempo che passo a truccarmi e pettinarmi a cosa serve?): è un gioco che si spiega facilmente e con partite rapide, ma non è possibile fare delle vere e proprie strategie, anche se il tipo di scelta sembrerebbe poterle prevedere. Capita, a volte, che una carta girata dalla cima del mazzo possa completare quel set da 5 che stava aspettando l’avversario, regalandogli un bel bonus in termini di punti che potrebbe anche ribaltare la partita.
Tutto sommato però, la sensazione non è mai di un gioco in balìa della fortuna, se si gioca in maniera tattica oculata è sempre possibile strappare una vittoria ad un avversario. D’altra parte il gioco non si propone per esperti, ma per un target family, e da quel punto di vista, eliminare la paralisi da analisi e alleggerire un po’ il pensiero è un punto a suo favore!
Buona visione!
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