[giochi da zaino] Memento

Memento Recensione di Nero79
Girovagando nel centro commerciale in cui vado di solito qui in Germania, mi dirigo nel solito negozio di giocattoli tedesco e, tra il nuovo Bora Bora di Feld e le immancabili e innumerevoli scatole di Dominion vedo un gioco di carte che ha qualcosa di familiare… Memento… come il film… ma chi l’ha fatto? Mmmm Mori, Memento Mori (mo me lo segno… anzi no va… mo me lo compro). Così dopo un’occhiata veloce alle regole lo propongo al gruppo.

Memento è un gioco per 2-5 giocatori di Paolo Mori (autore tra gli altri del fortunato Libertalia) pubblicato dalla tedesca Kosmos. L’autore è riuscito a convincere della validità del suo gioco un editore molto “difficile” e molto “tedesco” proponendo delle dinamiche semplicissime e quasi Kniziane (per chi conosce la produzione del Doktor Knizia) e forse per questo appetibili da queste parti ed esaltate dall’assenza di ambientazione. Memento è infatti un gioco di carte puramente astratto in cui i giocatori prendono carte a turno formando così una loro pila che non potranno mai consultare fino alla fine del gioco. Si pesca o si passa (tutto qui) tenendo presente le carte obiettivo (purtroppo in tedesco) che assegnano o tolgono punti a determinati set di carte (set dello stesso colore o della stessa forma) come determinato casualmente a inizio partita. Quando tutti hanno passato o quando finiscono le carte si riveleranno i propri set ottenendo o perdendo un tot di punti. Si rigioca per 3 volte e chi ha fatto più punti vince. Segue spiegazione un po’ più precisa al paragrafo Il gioco (ma se avete già capito potete saltarlo).
I componenti
Gioco di carte in scatola compatta contenente ovviamente il mazzo suddiviso in:
– 8 carte ordine che mostrano diversi set di 4 carte (set di 4 forme diverse di un singolo colore o set di forme uguali nei 4 colori)
– 18 carte punteggio indicano le condizioni necessarie per ottenere o perdere i punti indicati. Sono le uniche carte in tedesco, niente che Google Translate non possa decifrarvi se volete dare al gioco una chance.
Alcune carte a titolo esemplificativo (+5 punti se si hanno esattamente 4 carte di questo tipo,+5 punti se si ha la maggioranza di questo tipo di carte rispetto agli avversari, -2 punti se si hanno meno di 4 carte di questo tipo, +1 punto se si ha un numero pari di carte di questo tipo, +1 punto se un altro giocatore ha lo stesso numero di carte di questo tipo ecc…)
64 carte forma che mostrano ciascuna una forma (cerchio, quadrato, triangolo o stella) in uno dei 4 colori (rosso, giallo, verde o blu).
La grafica ricorda sicuramente Einfach Genial di Reiner Knizia pubblicato sempre dalla Kosmos e trasformato con successo sia in un gioco di carte che in un gioco di dadi. Da queste parti si trova praticamente ovunque, ma stiamo parlando di Knizia quindi è ovvio. Speriamo che il richiamo grafico aiuti Memento nelle vendite.













Il gioco

Le regole come ho detto sono semplicissime. Magari nemmeno vi serve leggere questo paragrafo, ma per i più curiosi lo scrivo lo stesso.
Come prima partita il regolamento consiglia di eliminare una forma e un colore ma noi che amiamo le sfide non l’abbiamo fatto. Si piazzano le 8 carte ordine in fila sul tavolo. Sotto ciascuna di queste carte va una carta punteggio presa casualmente tra le 18 disponibili. Questo indicherà i punteggi ottenibili al raggiungimento di determinate condizioni su determinati set di carte (per forma o colore).
Si formano quindi con le restanti carte dei mazzetti. 10 carte (o 6 nella versione semplificata) formano un mazzetto coperto (con il dorso in alto), le restanti vengono suddivise equamente in 3 mazzetti scoperti (con il fronte in alto). Al proprio turno il giocatore può fare una sola di due semplicissime azioni:
– prendere una carta da uno dei quattro mazzetti e aggiungerla al proprio mazzetto coperto (potrà guardare la carta un’ultima volta quando la prende ma poi questa verrà posta con il dorso in alto a formare una riserva di carte personale che non potrà mai essere consultata fino al momento del conteggio dei punti (da qui la parte mnemonica che ha suggerito il titolo).
– passare il turno e non prendere nessuna carta.
Si continuerà in questo modo fino all’esaurimento dei quattro mazzetti o se tutti i giocatori decidono di passare. A questo punto ogni giocatore suddivide le sue carte in più gruppi in base dapprima alla forma e poi al colore. I punti vengono segnati con carta e penna (non fornite) e si procede ad una seconda e poi ad una terza manche. Alla fine chi ha fatto più punti ha vinto.
Impressioni
Lo so mi dicono in molti che sono troppo buono nelle recensioni ma, se un gruppo di giocatori tedeschi gradisce un titolo e fino a che non glielo sveli resta convinto che il gioco l’abbia fatto un tedesco… il loro amato Herr Doktor (Reiner Knizia) al massimo Uwe Rosenberg (entrambi nominati durante la partita), capite bene che fargli notare che il designer è italianissimo è una vittoria (fuoricasa) tutta mia.
Non penso che il gioco valicherà i confini dell’Impero mitteleuropeo ma mi sembrava giusto segnalarvi questa uscita che dimostra come il design italiano si stia facendo valere anche qui nella terra dei meeple…
È davvero difficile attirare l’attenzione di un editore così “severo” come Kosmos e se Paolo Mori ci è riuscito bisogna davvero fargli i complimenti. Oltre che al mio gruppo il gioco è piaciuto anche a me riuscendo a spodestare dal tavolo una serie di filler di carte che finiamo per proporre spesso a fine serata (Mamma Mia, Wizards Extreme, Frank’s Zoo, Parade e Gold!).
Intervista
Approfitto della disponibilità dell’autore per porgli alcune domande:
Ciao Paolo, puoi raccontarci come hai avuto l’idea per Memento?
L’idea è nata in occasione di un “cimento”, uno dei periodici contest informali che teniamo tra gli autori che partecipano al forum di www.inventoridigiochi.it. In realtà la prima idea era piuttosto diversa. Prima di tutto perché era in tempo reale. Quindi ognuno doveva raccogliere le proprie forme mentre gli altri facevano lo stesso. Era un’idea che non avevo mai testato (i cimenti funzionano così), e che naturalmente provocava un gran caos che non si sposava granché con un gioco mnemonico. Ma il resto era l’embrione di quello che è adesso Memento. Altra differenza significativa dal gioco come è ora: il gioco non era di carte, ma i giocatori dovevano prendere dal centro del tavolo dei pezzi di legno di varie forme e colori e infilarli nei propri sacchetti, in cui non potevano più guardare. La sensazione era simpatica, e il primo prototipo che ho presentato agli editori in fiera era proprio così.
Come mai hai deciso di proporre il gioco come astratto nonostante la scarsa “vendibilità” del genere?
A dire il vero avevo fatto anche un micro tentativo di ambientarlo: i giocatori erano esploratori all’interno di una piramide egizia, che raccoglievano tesori al buio (questo per richiamare l’idea che non si potesse guardare a quello che già si era preso). Ma era così posticcia che ho preferito lasciar perdere e proporlo direttamente come ‘astratto’. D’altronde non mi pare che la Kosmos si fosse mai fatta grandi problemi nel pubblicare giochi senza ambientazioni (un precedente illustre: Einfach Genial). E se avesse ritenuto il gioco meritevole, avrebbe potuto comunque trovare qualcosa di più o meno adatto, come tema. Invece è rimasto astratto e, ancora più incredibile, con lo stesso nome con cui lo avevo proposto. Son soddisfazioni ;-).
Come ha reagito l’editore quando l’hai presentato?
Con Kosmos, è successa una cosa che non capita molto spesso: abbiamo fatto una partita intera. Questo perché le regole e il setup erano così rapidi che non c’era bisogno di fare una presentazione ristretta. Le regole sono così smilze che è difficile rendersi conto di che gioco sia senza giocarlo. Dopo la partita hanno deciso di tenerlo per valutarlo. Sto parlando ancora della prima versione, quella con i pezzi di legno. Qualche mese dopo l’editor di Kosmos è sceso a Torino per partecipare a IDEAG e lì gli ho proposto una versione di carte che avevo pensato giusto un paio di giorni prima. E’ sembrato subito chiaro a tutti che la vera forma del gioco dovesse essere quella (e credo che i diminuiti costi di produzione abbiano convinto definitivamente l’editore a prenderlo in catalogo). Anche se qualche piccolo rimpianto per quella bella versione con sacchetti e pezzetti di legno colorati mi rimane…
Pensi sarà possibile vederlo in futuro in un’edizione italiana a cura di qualche editore nostrano?
Come sempre, questa non è una domanda da fare agli autori. Di per me spero che il gioco sia apprezzato, e che spinga qualche editore straniero a pensarci… anche se in Italia il panorama editoriale è ancora piuttosto ristretto e non saprei chi si può interessare a localizzare un gioco di carte “astratto”. 

— Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i  diritti sul gioco appartengono all’Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. –

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