Sieg Zion !!!
Zaku MKII
Ho sempre, sempre, sempre odiato il periodo napoleonico.
Nella mia testa, la parola “wargame” ha sempre avuto un solo, inequivocabile sapore: quello del fango delle trincee, del rombo dei motori dei Panzer e della sabbia sulle spiagge della Normandia. La Seconda Guerra Mondiale era il mio unico orizzonte. Ricordo ancora la mia prima chiacchierata con Andrea, quando ero in procinto di entrare nelle file di GSNT e gli dissi: “Sai, magari un giorno mi piacerebbe fare una recensione su un gioco che non è assolutamente nelle mie corde. Il fatto è che io scrivo sempre recensioni positive dei giochi e questo succede perchè compro giochi che adoro”.
Ecco. Questa riflessione su Battlefields of the Napoleonic Wars è il risultato di quella profezia che si autoavvera .

“…e un bel momento invece, una mattina di …”
Come sono finito in questa situazione? Tutto nasce dal fatto di dare la mia disponibilità a Riccardo per i IoGioco Awards che si sono svolti a Roma il 26 Aprile e lui mi ha detto che ne pensi se dimostri questo gioco? Citando Brizzi, proprio come “quel matto aveva deciso che nulla sarebbe più stato come prima” anche io ho pensato che era giunto il momento di fare qualcosa di diverso. Ho voluto fare un salto nel buio. Siete pronti a scoprire come è andata?
Il gioco in questione è Battlefields of the Napoleonic Wars, firmato da Paolo Mori e Alessandro Zucchini, titolo di lancio della neonata casa editrice Ingenioso Hidalgo. Ero maledettamente incuriosito dal nome di Mori: amo i suoi lavori, specialmente Pandemic: La Caduta di Roma ….ma non solo. Inoltre, il vociare entusiasta attorno a questo titolo era assordante: una tiratura andata immediatamente sold out e le voci su un questo pratico e veloce sistema di espansioni a base di sole mappe mi avevano stuzzicato la fantasia. Eppure evitavo articoli e video sul gioco, convinto che il tema me lo avrebbe reso indigesto.
E invece, signori, mi sono dovuto ricredere.
Su tutta la linea.

Semplice? Si , ma molto stretto e quindi difficile da padroneggiare.
La semplicità: Regole essenziali e setup veloce
La magia di Battlefields of the Napoleonic Wars risiede in un regolamento asciutto che fa dimenticare la “burocrazia” dei wargame classici. Qui non si controllano tabelle di risoluzione o si fanno calcoli matematici. Al tuo turno, scegli un ordine da una plancia e lo assegni. Puoi far muovere la fanteria, caricare con la cavalleria o far tuonare l’artiglieria.
Semplice? Si , ma molto stretto e quindi difficile da padroneggiare.
Altro punto a favore è la gestione degli scenari. Per ognuno di essi stendi la mappa e sul retro trovi già stampato l’intero setup. Nessuna pedina da cercare disperatamente in chissà quale pagina del manuale. E se ti serve un approfondimento storico c’è un QR code stampato sopra che ti porta dritto al punto, integrando la tecnologia moderna con l’esperienza reale.
La semplicità delle informazioni visive sulla mappa è la chiave di volta. Le pedine rettangolari ti forniscono tutto ciò di cui hai bisogno al primo sguardo. C’è solo l’essenziale, ma è un essenziale che basta e avanza per generare un flusso ininterrotto di mosse e contromosse tattiche con il generale seduto dall’altra parte del tavolo.
L’emozione…
La sorpresa più devastante è stata trovarmi a ragionare accanitamente su quella plancia. Mi sono seduto e, all’improvviso, stavo giocando. Non dovevo perdermi in rapidi calcoli sui valori di impilamento, sui frazionamenti dei punti movimento o sui rapporti di forza matematici.
Certo, Battlefields of the Napoleonic Wars non vanta il livello di simulazione/realismo di qualche altro wargame più blasonato e famoso, ma che velocità signori miei !!! Entri subito sulla mappa e vedi esplodere attacchi, subisci sorprese letali, organizzi ritorni gloriosi. Gioisci per una fortuna inaspettata dei dadi e ti disperi per colpi mancati in modo clamoroso. Il tempo passa velocissimo, polverizzato dai cannoni dall’azione.
L’emozione che ti travolge è purissima: ti senti davvero Napoleone. Sei lì, metaforicamente in piedi su una collina ad osservare le tue truppe dall’alto. Mandi ordini a destra e a manca, mentre calcoli freneticamente l’arrivo dei rinforzi e intanto orchestri una micidiale mossa a tenaglia contro quella linea di artiglieria avversaria che ha osato colpirti ma che il tuo nemico ha lasciato scoperta.
La scelta degli ordini

In Battlefields of the Napoleonic Wars, il motore del gioco ruota attorno a un sistema di selezione delle azioni estremamente bilanciato. Nel proprio turno, vi troverete sempre di fronte a un bivio fondamentale: impartire un ordine alle vostre truppe oppure effettuare un delicato “Recupero” (Rally). Vediamo nei dettagli che cosa significa.

Azioni truppe
Se scegliete l’azione attiva, dovrete piazzare uno dei vostri gettoni Ordine sulla plancia di battaglia, occupando uno spazio specifico (come “Fanteria in Colonna”, “Cavalleria” etc) e non potendo più utilizzare quell’ordine fino al prossimo “recupero” (Rally). Fatto ciò, spenderete i vostri preziosi e limitati segnalini Attivazione per muovere, far sparare o lanciare all’assalto le unità sul campo che corrispondono a quell’ordine. La vera profondità tattica emerge quando vi renderete conto che questi spazi azione vanno a riempirsi ed i segnalini attivazione non bastano mai, limitando progressivamente le vostre opzioni tattiche e costringendovi a pianificare i vostri assalti con tempismo perfetto.

Azione Leader…
L’ordine “Azione del Leader” rappresenta una delle manovre più versatili e tatticamente rilevanti del gioco, poiché permette di coordinare un gruppo di unità attorno a un unico comando. Selezionando un proprio Leader sul campo di battaglia, il giocatore può attivare tutte le unità che si trovano nel suo stesso spazio o in quelli adiacenti, assegnando loro i necessari segnalini Attivazione. Ogni tipologia di truppa così attivata può eseguire le proprie azioni caratteristiche: ad esempio, la fanteria può muoversi, fare fuoco o cambiare formazione, mentre la cavalleria può caricare e l’artiglieria può manovrare o sparare.
…e la sua dinamicità
Un aspetto fondamentale di questo ordine è la dinamicità: se il Leader si sposta insieme a un’unità che condivide il suo spazio, egli può finire adiacente a nuove unità, permettendo di attivare truppe differenti rispetto a quelle presenti all’inizio del turno. Al termine di tutte le attivazioni, il Leader può essere ulteriormente riposizionato in qualunque spazio della mappa che non sia occupato da forze nemiche, garantendo una costante pressione strategica nei punti nevralgici dello scontro.
Azione recupero (Rally)
Quando i segnalini Ordini si sono esauriti, o semplicemente gli spazi Ordine migliori sono bloccati, sarete costretti a “tirare il fiato” eseguendo un Recupero. Questa mossa è vitale perché vi permette di riprendere in mano tutti i vostri gettoni Ordine, riorganizzare le truppe, riformare le unità mandate in rotta e riposizionare i vostri Generali. Tuttavia, il gioco vi impone un dazio pesantissimo: riorganizzarsi sul campo regala immediatamente un Punto Vittoria al vostro avversario, spingendolo un passo più vicino alla vittoria finale. Questa dinamica crea un meraviglioso senso di logoramento e una continua spinta a pressare il nemico il più a lungo possibile.
Fuochi, assalti e condizioni
Il sistema di combattimento è senza dubbio uno degli aspetti più intriganti del gioco, diviso elegantemente tra il Fuoco a distanza (ovvero le raffiche di moschetto ) e il brutale Assalto corpo a corpo. Il Fuoco utilizza i dadi arancioni, ideali per logorare le linee nemiche. L’Assalto, invece, si affida ai dadi grigi e vi spinge a invadere letteralmente lo spazio nemico. Ma attenzione, l’avversario non resterà inerme: a seconda di chi state caricando, il difensore potrà reagire evadendo con la sua cavalleria, rispondendo con un devastante fuoco di sbarramento, o chiudendo la sua fanteria in un impenetrabile quadrato per respingere la vostra carica.
Nei dadi non troverete semplici simboli “colpito” o “mancato“. Ogni faccia del dado riporta un requisito situazionale. Un dado si trasforma in un successo (infliggendo perdite o forzando la ritirata) solo ed esclusivamente se la condizione indicata dal simbolo è effettivamente soddisfatta in quel momento sul tabellone. Ad esempio, un tiro potrebbe andare a segno solo se il vostro bersaglio si trova in formazione di colonna, oppure solo se la vostra unità è supportata da un Leader vicino, o ancora, se le vostre truppe hanno un livello di addestramento superiore rispetto a chi stanno attaccando. Questo approccio trasforma il classico lancio di dadi in un puzzle di posizionamento: la fortuna sarà mitigata dalla vostra capacità di creare le condizioni perfette prima di attaccare.
La luna il dado nero….
A speziare ulteriormente l’esperienza c’è il temibile Dado Azzardo, un dado nero che rappresenta le cariche sconsiderate e il furore della battaglia. Spendendo un segnalino Attivazione extra, potete aggiungere questo dado a un Fuoco o ad un Assalto per spingere le vostre truppe oltre i loro limiti. Le facce del Dado Azzardo colpiscono sempre senza aver bisogno di soddisfare alcun requisito, garantendo quasi sempre perdite pesanti al nemico, ma il rischio è altissimo: spessissimo il dado vi si ritorcerà contro, infliggendo danni diretti alla vostra stessa unità attaccante o gettandola nel disordine più totale. È una scommessa che riesce a trasmettere perfettamente il feeling di una manovra disperata capace di ribaltare, nel bene o nel male, le sorti dell’intera partita.

I materiali
I materiali di gioco, per essere un’opera prima di una nuova casa editrice, sono ben fatti e decisamente gradevoli, seppur con un approccio “rustico”. Le truppe sono rappresentate da blocchi rettangolari generici in cartoncino, che si differenziano per tipologia ovvero fanteria, cavalleria e artiglieria (questo tris mi ricorda qualcosa…qualcosa che ha a che fare con 8 armate….ma non ricordo bene …ah beata gioventù).
Per differenziare l’esperienza abbiamo i colori: bianco per le truppe normali, grigie per le truppe veterane e d’oro per quelle di elite.
Poche le note fuori tono ma sono veramente il pelo sull’uovo e magari anche semplicemente le idiosincrasie di un vecchio brontolone quale sono : i dadi e le mappe.
i dadi …
I dadi sono enormemente grandi. All’inizio li ho guardati con sospetto, mi sembravano quasi sgraziati su quella mappa così elegante. Ma poi ho capito: sono dadi speciali, ricoperti di simboli che determinano ritirate, danni diretti o effetti legati alla presenza dei leader. Più sono grandi, più i simboli sono chiari e leggibili nel furore della battaglia. La funzione, giustamente, ha dettato la forma.
…e le mappe…
Le mappe sono graficamente molto belle e, tranne pochissime eccezioni, molto chiare da capire tra colline, strade, esagoni etc etc . però….sono un pò troppo sottili. Niente di nuovo nel mondo dei wargame, per carità, ma ritengo Battlefields of the Napoleonic Wars un ottimo gioco wargame introduttivo ed una mappa un pò più pesante non avrebbe fatto male al look & feel di un neofita che si avvicina.
Ripeto, i desideri di un giocatore di mezza età….
Sono rimasto totalmente ammaliato da come, con un pugno di regole e dei blocchetti con quasi nessuna informazione posizionati in Colonna, Linea o Quadrato, si potesse generare una narrazione bellica così profonda su una mappa tanto piccola.
Ah, se solo ci fossero stati i miei amati Panzer, Sherman, la Wehrmacht e la 7a Armata Americana su quegli esagoni… lo avrei comprato a scatola chiusa.
Ma che dico una scatola, due scatole!!!
Ed invece ho dovuto aspettare che il destino facesse un lungo giro per portarmi qui ad attendere una seconda edizione del mio primo wargame napoleonico (che dovrebbe arrivare a brevissimo).
Come è finita questa preclusione che avevo?
E adesso? Adesso mi trovo in una doppia, terribile difficoltà.
La prima è di natura logistica: il gioco mi è piaciuto così tanto che sono fiondato sul sito di Ingenioso Hidalgo, trovandolo inevitabilmente Sold Out. Povero me….ma come dicevo sopra….a breve arriva la seconda edizione quindi ….attendo.
La seconda è molto più grave ed esistenziale: ora non so più se devo aprirmi ad altri periodi storici indigesti (qualcuno ha detto guerra d’indipendenza americana?) e/o ad altri giochi napoleonici. Le mie certezze storiche sono crollate come un castello di carte sotto i colpi di mortaio.
Conclusioni
A chi consiglio Battlefields of the Napoleonic Wars?
A tutti.
Sia chi non ha mai toccato un wargame e vuole provare l’ebrezza delle manovre militari senza studiare tomi accademici.
Ai giocatori stanchi che cercano un titolo da esaurire in un paio d’ore scarse, capace di riempire la serata di aneddoti e risate a denti stretti.
E lo consiglio ai grognard veterani, perché dietro questa magnifica semplicità si nasconde una complessità invisibile che vi terrà incollati alla sedia.
È un viaggio brillante nella storia. Un compagno di serate perfetto.
E, per me, la caduta definitiva dell’ultimo pregiudizio.
Viva Alessandro Zucchini !!!
Viva Paolo Mori !!!
Vive l’Empereur !!!
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