Anteprima – Waka Waka

scritto da Fabio (Pinco11)

La Kosmos sembra essersi proposta con Waka – Waka (per 2-4 giocatori, tempo medio 45 minuti a partita, con testo in lingua tedesca sulle 66 carte) il chiaro obiettivo di farlo concorrere allo Spiel des Jahres, visto che ha incaricato il noto Michael Menzel di illustrarlo, ha scelto come autore il noto Rudiger Dorn (Goa, Genoa, Jambo, Arcadia, Diamonds Club) e come tema di fondo l’Africa cantata dalla flessuosa Shakira nell’omonima canzone (niente è dovuto però per i diritti, perchè il termine è preso dallo swahili e vuol dire semplicemente ‘fallo!’).
La miscela porta come risultato un gioco basato sull’uso di carte e su meccaniche legate alla raccolta di set, moooolto semplice e moooolto familiare, rivolto quindi all’ampio pubblico prescelto come target ideale del premio prima citato. Quanto al tema prescelto l’idea è che i partecipanti si confrontino nel tentativo di soddisfare le richieste dello sciamano del villaggio, che gli garantirà, in cambio, il suo pieno appoggio per i loro commerci.

Il tabellone menzeliano …
Waka waka  eh eh  this time for Africa ..
La scatola rivela al suo interno i classici componenti di questa fascia di prodotto, ovvero un tabellone, riccamente illustrato, sul quale sono destinate a trovare posto le numerose tessere, carte e segnalini che completano la dotazione. In particolare abbiamo 66 carte azione (divise in una decina di ‘tipi’ di carta), 84 tesserine merce (divise in 6 tipi di merce, con 14 tessere per ognuna), 56 segnalini pepita d’oro, 4 trippolini (uno per giocatore), due segnalini ‘fuoco ed un paio di schede missione per le partite successive (da usare come variante). 
Le regole del gioco (disponibili, senza immagini, in inglese grazie alla traduzione postata su BGG da Christian Langer) stanno in quattro paginette con immagini e sono davvero basiche. L’idea è che ad inizio partita ogni giocatore riceva 6 carte ed otto pepite d’oro ed al suo turno possa, semplicemente, giocare da zero a tre carte producendo gli effetti in essi indicati: meno carte sono giocate, più carte od oro si potrà ottenere a fine turno (se non si giocano carte si ha la possibilità di pescare sino a 3 carte o pepite, nel mix desiderato, se se ne gioca una la dotazione scende a 2 e così via).
I componenti di gioco
La carta più ricorrente è il ‘commercio’, che consente di prelevare, pagando il prezzo indicato (da 2 a 5 pepite) le tessere merce contenute su di una delle 4 canoe (che contengono da 2 a 4 tessere, due delle quali coperte, per cui la canoa più piccola attribuisce due merci a caso, mentre quella più grande ne dà 2 visibili e due a caso), oppure di vendere due merci uguali che si possiedono ottenendo 10 pepite, oppure di consegnare al villaggio le merci indicate sulla tabella dello ‘sciamano’, salendo di uno dei 5 livelli previsti.
Annoto che il massimo di carte che si possono avere in mano è 6, così come sono  6 le merci che si possono possedere contemporaneamente (si sistemano, visibili, in appositi spazi sul bordo del tabellone) e che gli effetti  delle carte consistono nel poter ripetere l’azione precedente, nello scambiare o prelevare una merce presente nel villaggio, nel poter pescare o scartare carte, nel fare un ‘livello’ pagando 12 pepite, prendere oro o vedere le carte di un avversario.
Scopo del gioco è quello di essere il primo (il turno però è sempre completato, per cui ci può essere un tie breaker) a completare tutte e 5 le richieste dello sciamano (nell’ordine da lui voluto).
… You’re a good soldier .. Choosing your battles ..
La melodia della canzoncina dei mondiali continua a venirmi in mente nello scrivere di questo gioco e devo dire che la parte migliore di esso sta proprio nello sforzo compiuto per ambientarlo dal punto di vista grafico. Il tabellone infatti è molto attraente, con belle tinte sull’arancio e giallo, a ricordare un ipotetico tramonto africano, così come in tema sono anche le carte. 
Per il resto direi che l’aderenza tra il tema e le meccaniche tende a finire qui, così come il resto della componentistica non fa certo strappare i capelli, considerando che il dispendio di trippoli di legno è ai minimi storici per un gioco prodotto da un’editore tedesco (ci sono solo i 4 segnalini, uno per giocatore) e che per il resto il tabellone è arricchito solo dalla presenza di una manciatona di tesserine quadrate (le merci) e di un mazzetto di carte. Nel complesso quindi (fatta salva la verifica della qualità intrinseca dei materiali utilizzati) direi che siamo davanti ad un prodotto nella media della categoria, con qualche segno più per la grafica ed un piccolo meno per il resto.

Le ‘missioni’ alternative
Passando alle meccaniche direi che il concetto di ‘gioco per famiglie’ è forse il più calzante per descrivere il titolo. Partiamo infatti dalla considerazione che l’unica cosa che i giocatori devono fare è gestire le proprie carte, che si pescano a caso, per acquisire le merci (che in larga parte si comprano a caso) necessarie per adempiere alle cinque richieste di consegne avanzate dallo ‘sciamano’, uguali per tutti, per cui ci renderemo conto di come il fattore fortuna possa essere un attimo determinante, aumentando poi con il numero dei giocatori. 
Qualche ‘correttivo’ al riguardo è comunque presente, come la possibilità di giocare tre carte qualsiasi per fare un’azione ‘commercio’ o quella di spendere una pepita, nel turno altrui, per compiere la stessa azione dell’avversario (quando consentito dal tipo di carta), anche con lo scopo di aumentare l’interazione.
Scelte ‘tattiche’ naturalmente, come tipico di questo genere di prodotti, ve ne sono in quantità tale da poter far prevalere chi ci sulle mosse ci riflette dieci secondi rispetto a chi si limita a rispettare le regole, giocando più o meno a caso, ma la sensazione non è davvero quella di un bruciacervello. A livello di scelte infatti è necessario capire quando sia meglio giocare più carte (diminuendo così il rifornimento di fine turno), magari sfruttando le combinazioni offerte (e qui la cosa può diventare anche vivace) e quando invece limitarsi ad ‘interventi mirati’. Nello stesso tempo l’acquisto di merci sulle barche più costose può rappresentare uno spreco o un valido investimento per evitare il rischio assoluto della pesca tutta casuale della barca più economica. Ci sono poi, oltre alla lista ‘base’ delle richieste dello sciamano, altre due schede che possono essere utilizzate per partite successive (con un totale di altre 4 ‘liste’), il tutto per donare un minimo di longevità al tutto.
Le meccaniche sono quelle, quindi, dell’uso di carte e della raccolta set, molto semplici ed immediate.

People are raising their expectations
Continuo ad utilizzare come titoletti passaggi dalla melodia di Shakira, ma in particolare quello di questo paragrafo conclusivo tende a sintetizzare le impressioni rese dal primo esame di questo gioco, ossia che l’abbondanza di prodotti sul mercato rende gli acquirenti piuttosto esigenti e non so se Waka Waka proponga abbastanza ciccia per ingolosire i meno affamati.
Siamo davanti ad un titolo che infatti fa della grafica il suo cavallo di battaglia e devo ammettere che il primo impatto del tabellone è davvero positivo, però poi, passando alle meccaniche, il suo pubblico ideale rimane esclusivamente quello familiare, nel senso più puro del concetto. E’ quindi un prodotto che potrà interessare facilmente gli occasionali, incuriosendoli il giusto, mentre non dovrebbe intrigare più di tanto i giocatori esperti, sia per la mancanza di una esagerata profondità, sia per la presenza di meccaniche tutto sommato già note.
A margine di tutto poi c’è l’aspetto della dipendenza dalla lingua, superabile abbastanza facilmente (visto che i tipi di carte sono solo una decina) con una tabellina riassuntiva o dei piccoli paste up, ma che potrebbe ancor di più scoraggiare i giocatori di casa nostra (salvo edizione italiana). I fan di Menzel, invece, non credo se lo faranno scappare (magari per appendere il tabellone in salotto …).

— Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG (postate da ) o dal sito della casa produttrice (Kosmos) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —  
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