[Recensione] King Up!

La dV Giochi sta sempre più focalizzando la propria attenzione sulla creazione di una linea editoriale orientata verso il mercato familiare ed in questo contesto si colloca la uscita dell’ultimo titolo proposto dalla casa umbra, ossia King Up ! (già Viva il Re!), riedizione del King Me! che ottenne nel 2004 un lusinghiero piazzamento al concorso Spiel des Jahre, con ingresso nell’elenco dei ‘consigliati’ dalla giuria.
Il gioco, ideato da Stefano Luperto, è un classico filler, basato su meccanismi di bluff e di ‘tenta la fortuna’ (push your luck),  per 3-6 persone. La sua teorica ambientazione è quella di un allegro reame medievale, nel quale vari personaggi entrano in competizione tra loro per essere eletti re ed i giocatori avranno in ogni mano di gioco un elenco di alcuni dei competitori da supportare.

Materiali e regole


All’interno della scatola, di piccole dimensioni, è contenuto innanzi tutto il tabellone di gioco, pieghevole ed in cartone rigido, a sua volta di formato ridotto (poco più di una spanna di lunghezza e poco meno di larghezza), il quale raffigura un palazzo, diviso in più piani numerati (da 0 a 5 i primi e con il numero 10 l’ultimo).
Vi sono poi tredici dischetti colorati di legno, sui quali devono essere attaccati altrettanti adesivi, raffiguranti i personaggi che partecipano alla lotta per il trono, identificati tramite l’iniziale del loro nome (da Alinghiero ad Odessa). Vi è quindi un mazzo di carte ‘obiettivo’ su ciascuna delle quali sono indicati 6 nomi di personaggi, che ciascun giocatore dovrà sostenere.  Completano la dotazione un mazzetto di carte, destinate ad essere consegnate ai giocatori, con una corona per colore (che rappresenta un voto a favore di un candidato re) e varie corone grigie con una x rossa sopra (a simboleggiare un voto contrario all’elezione), nonchè un blocchetto notes ed una mini matita per tenere traccia dei punti.
Le regole (qui in italiano) sono assai semplici. All’inizio della mano di gioco (ve ne sono tre uguali) ognuno riceve una carta obiettiv le trovateo che terrà segreta, apprendendo quali personaggi dovrà sostenere nel corso di quel round, nonchè una carta con una corona del suo colore ed alcune carte con la corona grigia barrata (il numero varia a seconda dei giocatori).
Ciascuno dei partecipanti colloca quindi a turno uno dei dischetti dei personaggi su di un piano a scelta tra il primo ed il quarto (l’ultimo omino va sul piano terra).
Una volta completato il piazzamento in ogni turno il giocatore a cui sta deve semplicemente spostare un personaggio dal piano in cui si trova a quello superiore, rispettando l’unico limite che su di un piano non ci possono essere più di quattro personaggi. Quando si sposta un personaggio dal piano quinto (quello con il 5) all’ultimo piano (quello con il 10), vuol dire che lo si sta proponendo quale re ed ha luogo l’elezione. 
Ognuno dei giocatori sceglie se supportare la candidatura a re di quel personaggio (basandosi sul fatto di averlo sulla propria carta obiettivo, ma non solo …) ed in tal caso pone davanti a se, coperta, la carta con la corona del suo colore, se invece non vuole che diventi re, gioca una delle carte grigie barrate. Si scoprono quindi tutte insieme le carte prescelte dai giocatori e se vi è UNANIMITA’ di consensi il personaggio diventa re ed il ruond termina (calcolando i punti), mentre se vi è anche un solo no il personaggio è rimosso dal gioco per quel round e si prosegue, scartando però le carte di chi ha votato ‘no’. Mano a mano, con il passare del gioco, le carte ‘no’ andranno esaurendosi, per cui alla fine vi sarà per forza l’elezione di un re (ci sono solo 12 no e 13 personaggi). 
Una volta eletto il re ognuno riceverà per quella mano un punteggio pari alla somma dei valori dei piani sui quali si trovano i personaggi sopravvissuti che ha indicati sulla propria carta obiettivo. Il gioco si svolge sulla base di tre round, vincendo chi ha più punti in totale. Si noti che nella terza mano vi è la possibilità di giocare anche cercando di eliminare dal gioco TUTTI i giocatori sulla propria carta obiettivo, ottenendo in tal caso 33 punti.

Impressioni

Siamo davanti ad un classico gioco leggero adatto per un pubblico ampio. L’ambientazione prescelta è fittizia ed il flusso del gioco non è ad essa intimamente legato, però le illustrazioni ed i colori prescelti, vivaci, contribuiscono a dare la giusta atmosfera al complesso del gioco. Quanto alla componentistica direi che è adeguata, visto che le meccaniche proposte potevano essere rese anche con materiali più poveri (al limite utilizzando anche solo un mazzetto di carte), per cui possiamo dire che in questo caso anche all’occhio sia stata data la sua parte, pur non esagerando, visto che le dimensioni sono state contenute nel giusto.
Quanto alle dinamiche di gioco chiaramente non siamo davanti ad un titolo che richieda un grosso sforzo di inventiva e pianificazione o calcolo, vivendo esso sulla interazione tra i giocatori e su poche regole e meccanismi, che ritengo essere sufficientemente coinvolgenti. 
Le tattiche di gioco, di fatto, sono alla fine due, ossia quella base, che tutti adottano nella prima partita, che consiste nel cercare di far salire sempre i propri personaggi, sperando che uno di essi sia eletto re, godendo del bonus di 10 punti che egli otterrà, ed una avanzata, che consiste nel giocare soprattutto sui personaggi che non si hanno, cercando di far salire loro per primi, contando sul fatto che di solito il re viene eletto verso la fine, quanto tutti hanno esaurito le loro carte ‘no’ e cercando di risparmiare le proprie carte ‘no’, magari votando a favore (prendendosi dei rischi) anche per candidati che non si hanno sulla propria carta. 
Di fatto dopo qualche partita le strategie andranno miscelandosi, visto che se tutti ‘si fanno furbi’ troppo presto, adottando la seconda linea di gioco, le partite diventeranno ‘lampo’, con elezioni improvvise alle prime votazioni e con margini ridottissimi di punteggio. Nella terza mano c’è poi lo spazio per tattiche ‘suicide’, visto che riuscendo a far eliminare tutti i propri personaggi si otterra’ il massimo dei punti (33). Il gioco offre quindi il giusto spazio per ragionare, tanto da non divenire del tutto casuale, ma nel contempo le tattiche consistono nel sapere bluffare e quando prendersi dei rischi, per cui non è richiesto troppo sforzo ed applicazione per eccellere (adatto quindi per serate conviviali dove l’attenzione non è sempre al massimo).
Per chiudere quindi direi che Viva il Re! è un titolo leggero (a fianco una carta espansione, il ‘bagno’), buon esponente della categoria dei filler, che quando è proposto a neofiti fa sempre la sua bella figura (per ora gli amici che lo hanno provato sono sempre stati contenti, ma dipende chiaramente dai gruppi ai quali lo si propone). Non è dotato di grande profondità dal punto di vista matematico o delle tattiche, per cui passarci sopra un intero pomeriggio può annoiare, però è anche un titolo che verosimilmente può avere, nella sua semplicità, il suo appeal e la sua longevità. A livello di prezzo la fascia è intorno ai 20 euro, cosa che può invogliare a sua volta all’acquisto.
— Le immagini sono state pubblicate sul sito della casa  produttrice e/o tratte dal manuale o ritratte da una copia del gioco gentilmente messa a disposizione dal produttore. Alla casa produttrice (dV Giochi)  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —
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