Scritto da
Battlemad
Quattro piccoli giochi per quattro situazioni differenti: i Micro Games sono quattro (per ora!) giochi in formato tascabile, portati in Italia da Pendragon e originariamente editi da Button Shy. Sono rapidi e veloci, con poche e semplici regole adatte a tutti. Avignone e Revolver Noir sono per due giocatori, l’Isola dei Predatori è un solitario e In Vino Morte arriva ad ospitare fino a 9 persone.
Hanno un prezzo molto contenuto e attirano l’occhio grazie alla loro confezione in plastica che si apre a libro. Contengono sempre e solo carte e uno scarno regolamento. Da giocare in massimo una ventina di minuti, sono adatti ad ogni situazione: sapranno attirare al tavolo da gioco anche i neofiti, che difficilmente vorranno fare solo una partita!
In questa recensione parleremo di Avignone – Lo Scontro dei Papi e di In Vino Morte. Gli altri due titoli li trovate nella recensione di LucaCiglione.

Avignone – Lo Scontro dei Papi
Avvolto nella sua confezione nera, abbiamo un perfetto gioco di influenze per due giocatori. Siamo nel 1378: inizia la crisi dell’autorità papale, che durerà per quarant’anni. Urbano VI, eletto nel conclave di quell’anno, non viene ben visto dai cardinali francesi che, ritenendo illegittima la nomina, nomineranno un antipapa, Clemente VII. Ha inizio lo scisma che vedrà contrapporsi il Papa di Roma a quello di Avignone. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il gioco: il nostro obiettivo è ottenere l’appoggio del popolo, portando il maggior numero di persone dalla nostra parte. Ideato da John du Bois, con illustrazioni di Fabrice Weiss e adatto dai 12 anni in su, Avignone si gioca in 15 minuti, ma spesso anche meno!
Cinque carte mappa sono disposte sul tavolo da gioco, verticalmente rispetto ai giocatori: rappresentano il viaggio da compiere tra Roma e Avignone, passando per Firenze, Genova e Nizza. Cinque carte personaggio vengono posizionate orizzontalmente accanto a Genova: si trovano esattamente a metà strada tra i due giocatori che interpretano il Papa e l’Antipapa. Queste carte si muoveranno di città in città, spostandosi sempre più verso uno o l’altro giocatore. I personaggi sono sei, tutti in duplice copia: il Nobile, il Vescovo, il Cardinale, l’Inquisitore, il Cavaliere e il Villico. A turno, i giocatori sposteranno i personaggi grazie a preghiere, castighi o suppliche fino a farli arrivare nella propria zona di controllo, oltre Roma o Avignone. C’è anche la scomunica, che elimina in toto una carta, sostituendola con la prima del mazzo. Il primo che riesce ad ottenere il supporto di tre personaggi, o a incontrare le condizioni di vittoria del nobile, vince la partita.

Impressioni
Avignone mi ha positivamente impressionato. La partita è veloce, ma sempre tesa e spesso si percepisce un’atmosfera quasi scacchistica. L’idea di dover spostare i personaggi utilizzando anche le loro abilità permette di scombinare rapidamente i piani dell’avversario o portarsi in momentaneo vantaggio. La strategia deve sicuramente essere a medio/lungo termine, cercando di prevenire le possibili mosse dell’avversario: la possibilità di scomunicare un personaggio è sempre utile per salvarsi all’ultimo minuto!
Ciò che ho notato, però, è che si finisce sempre per compiere le stesse mosse e, soprattutto contro lo stesso avversario, le partite sono molto simili l’una all’altra. Bene o male tutti i personaggi hanno un impatto simile sulla partita, con effetti differenti: il nobile stesso, che formalmente non ha nessun potere, risulta uno dei personaggi più spostati.
Esistono già espansioni che aumentano il numero di carte personaggio: speriamo di vederle in futuro anche in Italia! Sarebbe un semplice modo per ampliare notevolmente il numero di personaggi giocabili e vedere molta più variabilità.

In Vino Morte
L’unico gioco della collana per più di due giocatori, arriva addirittura fino a 9: è a tutti gli effetti un party game adatto a qualsiasi momento o situazione. Ideato da Chris Anderson, questo piccolo gioco di bluff e deduzione saprà essere apprezzato da chiunque… proprio come un buon vino! Nell’astuccio di un bel rosso acceso troviamo solo due tipi di carte: 8 carte vino e 8 carte veleno. D’altronde, anche l’incipit stesso del gioco parla chiaro:
Nella prima portata era decisamente nella zuppa. Dopo di quella, non è così chiaro. Forse nella salsa bernese? A ogni modo, due cose sono cristalline: qualcuno sta avvelenando gli ospiti della festa, e il vino versato potrebbe essere l’ultimo che sorseggerai.
Il mazziere, all’inizio del round, darà una carta coperta ad ogni giocatore: in totale dovranno esserci almeno un vino e un veleno. A turno, ognuno sceglierà se voltare la carta e quindi bere ciò che c’è indicato, o scambiare la propria carta con quella di un altro giocatore. Una volta che tutti hanno fatto la scelta, vengono rivelate le carte ancora coperte. Tutte le persone che hanno una carta veleno sono eliminati dal gioco, gli altri effettuano un nuovo round: chi sarà l’ultimo sopravvissuto?

Impressioni
In Vino Morte è un gioco estremamente elementare: semplice e immediato, può essere giocato da chiunque in qualsiasi momento. Non c’è nemmeno bisogno di un tavolo! Come tutti i giochi di bluff e deduzione, dialogare è fondamentale: il mazziere, infatti, deve riuscire a convincere gli altri giocatori ad effettuare la scelta giusta… per sé stesso, ovviamente! Si gioca in pochi minuti, piace a tutti e le partite si susseguono una dopo l’altra, tra odio reciproco e minacce di morte (per avvelenamento).
La sua estrema semplicità lo rende il gioco perfetto per un inizio o fine serata, o per essere giocato in un pub in mezzo agli schiamazzi generali.

Conclusioni
Due giochi diametralmente opposti: da un lato strategia e programmazione di Avignone, dall’altro bluff e caos di In Vino Morte. Se abbracciamo tutti e quattro i Micro Games, noteremo l’enorme differenza che li contraddistingue, a prescindere dal numero di giocatori.
Tenendo conto di questa variabile, è ovvio come In Vino Morte e L’Isola dei Predatori diano sensazioni diverse, essendo uno un party game e l’altro un solitario. E per quanto riguarda Avignone e Revolver Noir? Entrambi sono per due giocatori, uno scontro di menti tra arcinemici: papa e antipapa, killer e poliziotto. Quale sarà il vostro gioco preferito tra i Micro Games?
Si ringrazia Pendragon per le copie review.
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