Fabio (Pinco11)
ESDRA E NEEMIA PRIME IMPRESSIONI
I nostri lettori abituali ben sanno della mia predilezione per i cinghiali, così come di quella verso la Garphill Games, editrice che ha proposto nel tempo una sfilza di gestionali di peso, tra i quali cito, giusto per darvi qualche spunto, il recente Studiosi al sud del Tigri o il classicone Paladini del Regno Occidentale.
Stavolta l’ambientazione è quella della Gerusalemme intorno al sesto secolo avanti cristo, dove i giocatori sono chiamati a partecipare alla ricostruzione, che fece seguito alla distruzione per le mani del Babilonesi del 586.
Il livello di difficoltà stimato è di 3.80, che lo appaia a Studiosi, mentre i numeri ci dicono che siamo di fronte ad un 1-4 proposto per età di 13 anni e più, con tempo a partita 90-120. L’edizione originale è della Garphill Games (“Ezra e Nehemiah“), mentre l’edizione italiana è della Chur Games con distribuzione della Tesla (autori sempre la rodata coppia Phillips – Macdonald).

ESDRA E NEEMIA IN POCO
Il flusso del gioco è piuttosto lineare, per gli standard dei cinghialotti. Ogni giocatore infatti al proprio turno si limita a giocare una delle quattro carte personaggio che ha in mano su uno dei tre spazi della propria plancia e ad eseguire una delle tre azioni consentite dalle ‘bandiere’ che compaiono in alto a sinistra. L’idea è che la forza dell’azione sia pari al numero di bandiere visibili nelle tre (al massimo) carte visibili nelle tre slot della propria plancia (oltre ad eventuali bonus), per cui una certa attenzione deve essere posta nello studio dell’ordine di gioco delle carte e nel massimizzare il potenziale.
Ognuna delle tre azioni ha poi almeno un paio di modalità di svolgimento, consentendo di raccogliere risorse o spenderle per costruire muri e porte della città, di donare materiali o cenere al tempio, di far diventare scribi alcuni propri lavoratori o di muoversi per la città e sono sempre disponibili alcune azioni extra consentite sempre o specifiche della carta che si è giocata (es. upgrade di sezioni della mappa).
Ogni sei carte giocate ha luogo una fase di ‘fine turno’ (Sabbath), nella quale una di esse viene destinata a fungere da obiettivo di fine partita e le altre rimescolate. Alla fine del terzo giro, quindi dopo 18 carte giocate, la partita ha termine e si procede al classico conteggio di fine partita di tutto ciò che si è ottenuto.

COME SI PRESENTA ESDRA E NEEMIA
La Garphill ha dei buoni standard produttivi, che sono mantenuti anche in questo titolo. Efficaci le illustrazioni, con una ottima leggibilità anche delle icone, le quali richiedono una partitella di adattamento, ma che risultano già in corso di essa (almeno per utenti esperti) piuttosto intellegibili. Omini e risorse – cubetto in legno sono di dimensione gradevole a vista e tatto e sul tavolo il tutto si presenta piuttosto bene, con una bella resa complessiva. Non siamo assolutamente nel campo delle produzioni deluxe, ma la fascia di prezzo resta (sotto ai 60 euro), per quanto un filo più alta rispetto al passato della casa, sempre contenuta sotto gli standard della categoria (che ora parte dai 70 eurozzi).
Interessante l’ambientazione, che comunque risulta sufficientemente ben resa, con richiami storici e culturali.

COME GIRA
Esdra e Neemia gira come ci si poteva aspettare dal suo team creativo, ossia bene. La struttura di base è stata limata il giusto e risulterà, quindi, piuttosto facile da digerire da parte degli utenti abituali di gestionali di peso, con sole tre macro azioni di base di riferimento. Intorno a questo è stata inserita la possibilità di spendere i punti azioni in un paio di modi in ognuno dei tre casi, così come quella di svolgere, contestualmente, delle azioni opzionali, restituendo così la profondità che si poteva temere di perdere con le ridotte scelte iniziali.
L’aspirazione, ragionevolmente, è stata quella di ridurre i tempi di riflessione e quindi di attesa, agevolando i processi decisionali.
Per il resto abbiamo diversi tracciati con bonus, diversi potenziamenti acquisibili con una sorta di albero tecnologico (gli scribi), nonchè i classici sottogiochi che fanno la felicità degli amanti del genere, tutti incastrati tra loro, tra i quali domina, appunto, quello delle bandiere che presiede al calcolo della potenza di ogni azione.
C’è quindi abbastanza profondità a varietà per divertirsi e le prime partite sono risultate gradevoli, con feedback positivi da tutti i miei compari di gioco.

APPROFONDIAMO …
La tendenza, in effetti, almeno nelle prime esperienze, può essere quella di ‘specializzarsi’ in un certo ‘colore’, ripetendo spesso la medesima azione e premetto che (dopo aver svolto qualche turno di acclimatamento) si dovrebbe cercare di resistere a questa tentazione, ponendo attenzione a non eccedere, in quanto a fine partita ci si potrà poi trovare sbilanciati e perdere la sensazione di varietà che il gioco può invece offrire.
Ci sono, comunque, alcuni accorgimenti che spingono ad investire sull’acquisizione di pane (i cittadini servono per ottenere risorse, ma devono essere sfamati al Sabbath) e/o sul progresso nel tracciato dell’altare, sotto forma di penalità che si possono subire (o bonus da ricevere), così come qualche piccolo bonus di ‘maggioranza’ è distribuito qua e là per ricordare che al tavolo ci sono diverse persone sedute. Nel contempo resta la competizione per accedere agli spazi scriba, ciascuno dei quali alloggia un unico omino.
Nell’insieme Esdra e Neemia resta un titolo a bassa interazione, un poco come la maggior parte dei titoli dell’editore, ma qualche spunto è comunque presente.

COME STA ANDANDO
Mentre scrivo Esdra e Neemia gode di un solidissimo 8.3 di voto medio, che rende l’idea di come sia stato apprezzato molto dagli amanti del genere.
Come premesso anche al nostro tavolo i commenti sono stati decisamente ultrapositivi, per cui non posso che consigliarlo. Aggiungo solo un piccolo caveat, ossia che forse può difettare di un coefficiente di estrema innovazione e che la bassa interazione può portare a partite a sviluppo ‘parallelo’ tra i giocatori.
La scalabilità è ottima e le partite a due giocatori possono essere fruite come metodo per velocizzare i tempi di gioco, in vista dei match a 4, che nelle prime esperienze possono tendere (complici i tempi di riflessione) a dilatarsi un pelo.

CONCLUSIONI
Esdra e Neemia è l’ultimo arrivato nella serie ‘storica’ della Garphill Games. Solita solidità e fluidità, con un gameplay ripulito ed efficace, rappresenta un’ottimo riferimento per gli amanti del cinghiale che non amano chi ecceda nel barocco. Molto classicheggiante, infine, nelle meccaniche.
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