Scritto in modo misterioso da
Battlemad
Operazione Focus è il terzo capitolo della collana Reality Game di Librarsi (qui trovate il loro sito). Scritto da Marco Tavoloni ed illustrato da Mattia Simone, verremo catapultati in una missione di vita o di morte: dovremo infiltrarci in una base egiziana e portare a termine tre missioni distinte. Un lavoro che può essere affrontato solo dagli agenti del Mossad!
Maggio 1967.
La miccia è accesa e la polveriera del Medio Oriente prossima a incendiarsi. Venti di guerra soffiano impetuosi.
Stretto nella morsa delle alleanze dei paesi che lo accerchiano, Israele pianifica un attacco aereo preventivo all’Egitto: lo scopo è annientarne l’aviazione, decapitando il potenziale bellico della compagine avversaria per ridisegnare le sorti dell’imminente conflitto.
L’Unione Sovietica ha però fornito all’esercito egiziano l’innovativo sistema di difesa SK-21: un potente radar in grado di intercettare i caccia in avvicinamento ben prima che questi sferrino l’assalto. Per scongiurare la disfatta, il Mossad, il temibile servizio di intelligence israeliano, infiltra i suoi tre migliori agenti nella base militare egiziana di Men-Nefer, in cui è custodito il “cervello” del sistema SK-21, allo scopo di sabotare il radar.
AMBIENTAZIONE e TRAMA
Mivtza Moked: Operazione Focus. È il 5 giugno 1967, mattino. L’aeronautica militare israeliana lancia questa operazione, dando avvio alla “Guerra dei Sei Giorni”. 184 dei 196 aerei a disposizione dell’aviazione israeliana parteciparono a questo attacco e nel giro di tre ondate le forze aeree egiziane furono quasi completamente distrutte.
È in questa cornice che si inseriscono Avi, Gad e Ben, gli agenti che dovremo guidare in questa missione: la sera del 4 giugno si devono infiltrare nella base di Men Nefer. I loro obiettivi sono tre: sabotare l’avanzato sistema radar SK-21, prelevare il tenente Khalil, creare un diversivo per il sabotaggio.
Come possiamo immaginare, se lo sfondo dell’opera è storicamente accurato, immaginaria è invece l’operazione descritta nel libro. Come viene specificato dall’autore, però, i fatti narrati sono ispirati ad altre missioni o ad altri personaggi del periodo. La missione stessa ricorda l’operazione Rooster 53, dove l’esercito israeliano riesce a sottrarre un innovativo sistema radar egiziano grazie ad una serie di diversivi. Anche la figura del disertore, il tenente Youssef, si ispira al pilota militare iracheno Munir Redfa.

MECCANICHE DI GIOCO
Diverse sono le meccaniche di gioco che reputo fondamentali per comprendere il grande lavoro svolto dall’autore nel creare questo Reality-game: la gestione di tre agenti con caratteristiche e approcci differenti, la possibilità di usare alcuni oggetti durante la missione, la tavola degli stati e l’uso sapiente dei numeri di paragrafo.
Tre diversi agenti
Possiamo definire Operazione Focus un cooperativo single player? Perché questo è quello che è, in fondo! La nostra avventura sarà infatti divisa più o meno equamente nella gestione di tre diversi agenti, impegnati nelle tre diverse missioni descritte in precedenza. L’abbinamento agente-missione sarà libero, quindi potremo, nel corso delle diverse run, cambiare l’approccio semplicemente scambiando di posto i vari agenti. Gad ha una spiccata osservazione, mentre Avi è molto persuasivo. Di contro, Ben ha un abbondante malus in persuasione ma è migliore in abilità e osservazione. Le singole caratteristiche influenzeranno i tiri di prova sparsi nella narrazione, facilitando o meno la nostra missione.
Oggetti
Essendo a tutti gli effetti una missione stealth di sabotaggio, i nostri agenti partiranno con una serie di oggetti per completare al meglio la missione, ma sicuramente altri verranno trovati nel corso della lettura. Ma ciò che mi ha colpito è il loro utilizzo! Infatti, ci saranno occasioni in cui potrebbe essere utile usare un oggetto per facilitarci un determinato compito: in questo caso basterà aggiungere il modificatore dell’oggetto al numero del paragrafo e verificare se l’oggetto poteva realmente essere usato: se il nuovo paragrafo è in continuità con quello attuale… complimenti! Questa è sicuramente la meccanica che più ho adorato del libro!
Numeri paragrafo
Collegato ai precedenti è la sapiente gestione dei paragrafi: molti di questi hanno una doppia numerazione. La priva volta che visitiamo un luogo dovremo leggere il primo numero, tutte le altre volte dovremo dirigerci al paragrafo indicato dal secondo. Una gestione semplice ed efficace! Inoltre, ogni paragrafo avrà un simbolo per identificare la tipologia di missione che stiamo effettuando: in questo modo possiamo seguire un filo rosso, senza il rischio di perdersi.
Tavola degli stati
Altra soluzione a mio avviso geniale: la tavola degli stati. A prima vista sono solo lettere, ma in realtà sono situazioni, oggetti in possesso o modifiche effettuate al personaggio. Permettono di avanzare nella storia o di affrontare alcuni paragrafi in maniera diversa, semplificandoci alcuni compiti. Per esempio, se siamo in possesso di una matita senza punta abbiamo lo stato A. Una volta che entriamo in possesso di un temperino, ecco che il libro ci dirà: se hai lo stato A, cancellalo e di segna lo stato B (matita appuntita). In futuro, un altro paragrafo potrebbe chiederci lo stato B per avanzare! Geniale!!!

IMPRESSIONI
Operazione Focus unisce due delle mie grandi passioni dell’adolescenza: i librigame e i giochi stealth. Durante la lettura mi pareva di essere in una missione di Commandos 2: se mai ci avete giocato, sapete di cosa sto parlando! L’idea di avere diversi personaggi da usare, traendo il meglio da ognuno di essi, è una delle caratteristiche che più ho amato di questo libro.
Ci sono momenti in cui bisogna realmente fermarsi e chiedersi se la direzione presa sia quella giusta o no. Fondamentale è riflettere sulle azioni che possiamo compiere sia come singolo agente sia come coppia di agenti. Alcuni paragrafi sono preclusi in mancanza di uno specifico stato, rendendo quindi impossibile l’avanzamento della missione se non siamo in possesso di uno specifico oggetto.
Ho passato delle ore in alcuni punti, cercando di capire come fare interagire tra di loro gli agenti, scoprendo poi che il sistema creato dall’autore è perfettamente oliato: scorre benissimo, basta avere un poco di inventiva e pensare fuori dagli schemi!
EDITORIALMENTE PARLANDO
La versione deluxe box-edition del libro è un vero gioiellino, che aggiunge valore all’opera. Oltre al libro troviamo i dossier per le tre missioni che paiono dei veri documenti d’epoca, quattro mappe (una dell’edificio e una per ogni missione), i tesserini degli agenti e la scheda della missione. Quest’ultima risulta sicuramente fondamentale per poter giocare e rigiocare: contiene infatti la tavola degli stati e tutte le note della missione.
Il libro è composto da 694 paragrafi quasi tutti brevi, a cui si aggiungono: una breve introduzione che funge da preambolo alla storia, un breve regolamento e, in coda, un approfondimento storico e tutte le schede e mappe di missione. Arricchiscono il tutto le illustrazioni sparse nel libro, ispirate agli avvenimenti più importanti della storia narrata.

A CHI È RIVOLTO
Operazione Focus non è un libro semplice, tutt’altro. Bisogna impegnarsi seriamente, sapendo scegliere quando cambiare agente e, soprattutto, come farli collaborare l’un l’altro. Ci sono momenti in cui ci si ferma e non si capisce come poter procedere! Il livello di difficoltà, quindi, è elevato e lo rende un prodotto non appetibile a colore che desiderano un’esperienza di gioco fluida e senza troppi ragionamenti.
Sicuramente è un libro che consiglio agli amanti della storia del novecento, perché va ad inserirsi in un contesto sempre attuale e, ahimè, spesso poco approfondito durante gli anni di studio.
RIGIOCABILITA’
Riuscire a terminare al primo colpo il libro è veramente difficile: i modi per concludere negativamente la missione sono molti e alcuni dettati dal fato. Rileggere e rigiocare il libro diventa quindi necessario per raggiungere uno dei finali “positivi” possibili. Una volta portato a termine, probabilmente vorrete anche cercare di provare altre strade, verificando l’uso di quel determinato oggetto o provando un approccio diverso. Ed è proprio in questa direzione che si pongono i tre diversi militari: le loro diverse statistiche di partenza vi possono facilitare nella scelta di determinati approcci alla partita. Se consideriamo anche i lanci prepartita, ecco che le diverse possibili combinazioni sono veramente tante!

CONSIDERAZIONI FINALI
Leggere Operazione Focus è stato un piacere immenso. L’utilizzo sapiente di questo sistema cooperativo permette un’immersività totale: pare di essere lì con loro, con Avi, Ben e Gad! Sembra di essere in comunicazione con loro, di guidarli in questa missione che può finire malissimo! Ma in quel caso si riprova e si riprova ancora, perfezionando le nostre scelte, scoprendone di altre. E quando si arriva alla fine, ci si sente sollevati, come se noi stessi l’avessimo compiuta e guardassimo il nostro lavoro da lontano, da una duna nel deserto.
Si ringrazia l’editore per la copia omaggio.
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