simarillon (Davide)
Onitama di Studio Supernova, gioco astratto che ha visto una sua recente ristampa è il gioco protagonista della recensione di oggi. Autore del gioco Shimpei Sato, mentre la parte artistica è opera di Jun Kondo e Mariusz Szmerdt. Il titolo è per due giocatori, come capita di frequente nei titoli astratti, si può giocare in partire di 15 minuti circa, a partire dai 10 anni di età.
I Materiali
La particolare e minimale scatola di Onitama contiene:
- otto Pezzi Discepolo (4 per giocatore) rispettivamente nei colori Blu e Rosso;
- due Pezzi Maestro (1 per giocatore) nei colori Blu e Rosso;
- un Tabellone a Tappetino contenente una griglia su 5*5;
- sedici carte Carte Mossa, rappresentante ognuna un animale differente, che ci darà la possibilità di muoverci in maniera differente sul tabellone.
I materiali sono perfetti per il gioco e, in un qualche modo, minimali e suntuosi allo stesso tempo. Il tappetino in neoprene su cui si muoveranno i nostri. Onitama ha un design essenziale dove ogni singola linea, lettera o disegno si trovano al posto giusto, con il giusto carattere e con le spaziature giuste. Materiali sicuramente promossi e molto più che adeguati allo scopo … e poi a me la scatola verticale con la chiusura magnetica fa davvero impazzire!

Il Gioco, ovvero eccovi le regole
Presi il Maestro, i suoi quattro Discepoli e scelte, casualmente, cinque carte mossa tra le sedici disponibili siete pronti a giocare. Ogni giocatore prende due carte mossa e la rimanente viene posizionata nell’area della mossa aggiuntiva e decreterà il primo giocatore (con il colore in basso a destra).
Al proprio turno il giocatore sceglie una delle carte mossa che ha difronte a sé e muove uno dei propri pezzi sulla ‘scacchiera’, come mostrato dalla carta. Se il pezzo mosso finisce in una casella occupata da un pezzo avversario questo viene ‘catturato’ ed eliminato dal gioco. Finito il movimento la carta usata viene messa nell’area mossa aggiuntiva e si prende la carta lì presente. Si vince con ‘La Via della Pietra’, ovvero catturando il Maestra avversario, oppure con la ‘Via del Fiume’, ovvero portando il proprio maestro sulla casella Tempio avversario.
Astrattometro
Mi concedo, visto la tipologia di gioco, anche questo paragrafo. Il gioco è un astratto mascherato, muoveremo, infatti, il nostro Sensei e i suoi discepoli per sconfiggere il Sensei avversario o far raggiungere al nostro la sede della scuola avversaria. Si sente tutto questo? Non particolarmente, ma un design funzionale ci dà sicuramente l’impressione di aver a che fare con qualcosa di estremamente orientale, magari giapponese.
Onitama: 7/10

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “guarda gli errori degli altri e correggi i tuoi”, un famosoProverbio Giapponese.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Onitama:
- a conoscere un pochetto di cultura giapponese;
- a ragionare in anticipo di almeno un paio di mosse;
- a pianificare il proprio gioco in funzionee (anche) del gioco del nostro avversario;
- che dietro giochi che ci possono sembrare semplici dalle regole, ci può essere una profondità inaspettata.

Considerazioni Personali / Impressioni
Onitama affascina da subito
Scacchistico … quanto basta
Il gioco ha un flusso molto semplice ed interessante, il fatto di conoscere tutte e cinque le carte con cui si gioca e sapere con quali carte si giocherà il turno successivo permetto (o meglio richiede) di ragionare almeno sulla mossa successiva … e se siete dei giocatori di scacchi penso possiate ragionare, senza nemmeno troppa difficoltà per due o tre mosse. Diversamente dagli scacchi non ci sono ‘aperture studiate’ o ‘finali scriptati’ dal momento che l’interazione tra le 16 carte del gioco base (ed eventualmente le 16 dell’espansione La Via del Maestro) permettono una quantità di situazioni notevoli, considerando che si useranno solo 5 carte ad ogni partita.
5*5
Sono molti i giochi (astratti e non) che hanno come base una griglia 5*5, in passato recensii Kipicot citando proprio Onitama come uno dei miei astratti preferiti, per la semplicità e per la contemporanea profondità del gioco. Onitama è un gioco che ho giocato molto (anche su dispositivi digitali) e che permette di affrontare le partite in modo conservativo o più aggressivo, in qualche modo rivelando lo stile di gioco preferito dai diversi giocatori.
La griglia 5*5 si dimostra essere un po’ stretta in alcuni momenti della partita e il fatto di dover, obbligatoriamente, giocare una carta può metterci in condizioni di difficoltà nel procedere della partita e il nostro tentativo dovrà essere proprio quello di mettere in difficoltà il nostro avversario conoscendo sia le carte in suo possesso, sia la carta che andrà ad acuisire al turno successivo. Un giorno rifletterò approfonditamente sulla griglia di queste dimensioni, per ora la mia idea è quella che sia ideale per avere spazio per muoversi (e riflettere) ma obblighi anche all’interazione tra i giocatori senza eccessivi tempi di gioco.

Japan
Il gioco calca molto bene il concetto orientale less is more, il gioco è minimale ed elegante in ogni suo dettaglio, le illustrazioni sono molto per inserite nel contesto e anche le carte movimento sono minimali, con quella piccola citazione che aiuta a restituire le atmosfere creando un piccolo spazio orientale sul tavolo durante le partite.
Vittoria
Molto interessante la possibilità due avere due condizioni di vittoria differenti, che contribuiscono nel creare diverse strategie; in un qualche modo favorendo un approccio più aggressivo o più conservativo, ovviamente muovere il proprio Maestro lo espone maggiormente che lasciarlo vero il proprio tempio. Inoltre, sarà sempre necessario non solo scegliere la mossa migliore per sé stessi, ma contemporaneamente, prestare attenzione alle carte dell’avversario per cercare in qualche modo di metterlo in difficoltà quando possibile e di avvicinarci verso la vittoria. Ad esempio, a me piace, soprattutto all’inizio del gioco, lo scambio dei pezzi (qui sempre alla pari) mentre c’ è chi preferirà avere per il maggior tempo possibile sulla scacchiera tutti i propri pezzi.
Paralisi da Analisi
Il gioco richiede sicuramente una certa concentrazione. Giocatori abituati a confrontarsi con i giochi astratti avranno la meglio, anche abbastanza facilmente, su giocatori meno avvezzi a queste meccaniche di gioco. Inoltre, durante la partita potrebbero non essere così rari dei momenti in cui ci si trova ad analizzare le carte e le varie le possibilità che ci aprono e le eventuali risposte, creando nei giocatori un potenziale problema di downtime per i nostri avversari e un po’ di paralisi di analisi per noi.
In Conclusione
Onitama è un gioco astratto, semplice ed elegante, con una buona rigiocabilità, semplice da imparare e, comunque, non così difficile da padroneggiare, ma sempre sfidante. Il gioco si può considerare, a tutti gli effetti, un classico moderno, che si distingue per i materiali, per le meccaniche molto semplici e per le atmosfere di gioco minimali che restituisce.
Se siete appassionati di giochi astratti questo gioco non deve mancare alla vostra collezione, se amate gli scacchi questo gioco non deve mancare alla vostra collezione, se volete capire se vi piacciono i giochi astratti questo Onitama potrebbe fare al caso vostro e mettervi nelle condizioni di capire se un astratto può essere la vostra cup of tea.
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