Non c’è due senza tre… quindi eccomi oggi a presentarvi la recensione del terzo gioco astratto Djeco arrivato in casa – dopo Niwa e Twisty – nello specifico parliamo di Kipicot; i giochi sono arrivati in quest’ordine, che è, con tutta probabilità, anche l’ordine di difficoltà dal più semplice al più complesso. Autori del gioco di cui parliamo oggi sono la coppia Jean-Jacques Derghazarian e il compianto Alain Rivollet (che qualcuno potrebbe ricordare per il geniale Concept e che io associo a Belfiorella, gioco che mi ha accompagnato tantissimo in passato); le illustrazioni, invece, sono di Charlotte Gastaut. Si può giocare da 2 a 4 giocatori, a partire dai 7 anni in 30 minuti circa (poi ovviamente, come tutti gli astratti, ha una durata variabile in funzione delle abilità dei giocatori seduti al tavolo).
I MATERIALI
La scatola, di forma quadrata e non eccessivamente grande, contiene:
- il tabellone;
- quaranta gettoni riccio di mare in legno (venti di colore giallo e venti di colore rosso);
- quattro pedine giocatori.
I materiali sono sicuramente di ottima qualità: i gettoni in legno sono spessi e piacevoli da vedere, il tabellone molto spesso e le pedine giocatore fanno buona mostra di sé. Niente di eccezionale, ma niente di fuori posto, quindi materiali OK!
Qui potete trovare un video di unboxing:
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Disclaimer: questo paragrafo (e le sue appendici) spiegano in maniera generale
e non strutturale le regole del gioco e non si sostituiscono al regolamento.
Una volta aperto il tabellone 5×5 e scelta la propria pedina è subito possibile giocare. Durante il proprio turno di gioco, ogni giocatore compie le seguenti tre azioni.
- Spostare un gettone Riccio di Mare presente sul tabellone (facoltativo).
- Pescare un gettone Riccio di Mare, di un colore a propria scelta, dalla riserva e
posizionarlo sul tabellone a proprio piacimento, con il seguente vincolo: o su una casella libera o su una casella con un solo Riccio di Mare del colore opposto. In alternativa al pescare si può spostare un gettone Riccio di Mare già presente sul tabellone (il giocatore può spostare solo i gettoni sui quali non ci sono pedine), considerando che le pedine al primo livello si muovono ortogonalmente di uno spazio e non possono salire di livello, mentre quelle al secondo livello si muovono ortogonalmente di quanti spazi vogliono e possono superare le pedine al primo livello durante il proprio movimento.
- Spostare la propria pedina giocatore su un gettone Riccio di Mare presente sul tabellone.
Durante il proprio turno di gioco, se un giocatore riesce a realizzare un “quadrato di pesca”, vince i gettoni Riccio di Mare che formano questo quadrato; i quadrati validi rispettano le seguenti caratteristiche:
- i ricci sono tutti dello stesso colore e l’unica pedina giocatore sul quadrato è la propria;
- il quadrato è costituito da una diagonale gialla e da una diagonale rossa e su uno dei quattro ricci c’è la propria pedina.
Quando vengono pescati i ricci si recuperano anche quelli eventualmente sotto al quadrato appena costruito, mentre non si pescano eventuali ricci bloccati dalle pedine di altri giocatori. Quindi la mano passa al giocatore seguente. Se durante tre turni completi non viene aggiunto né eliminato alcun gettone dal tabellone, il giocatore di turno dovrà obbligatoriamente aggiungerne uno (allo step 2).
Vince chi avrà il maggior numero di Ricci di Mare al termine della partita, che avverrà quando nella riserva non ci saranno più ricci disponibili di uno dei due colori.
I MIEI PARAMETRI
Ecco alcuni parametri, oggettivi, per aiutarmi a valutare un gioco.
Rigiocabilità
Buona: ci sono molte piccole sfumature che permettono al gioco di non ripresentarsi mai troppo uguale a se stesso, sebbene alla fine l’obiettivo della costruzione del quadrato di pesca porti, necessariamente, verso un certo tipo di mosse.
Interazione
Sicuramente alta, come è giusto che sia per la tipologia di gioco a cui Kipicot appartiene. È importante controllare cosa succede sul tabellone per cercare di non avvantaggiare troppo gli avversari, inoltre è facile che qualcuno, soprattutto nelle partite a 4, possa rovinare i nostri piani.
Originalità
Non saprei onestamente valutarla: il gioco ha qualche piccolo twist, ma in realtà tutti mi sembrano “già visti”. Nel complesso l’originalità, se di originalità si può parlare, è nell’aver combinato bene il tutto.
Profondità
Molto alta, molto più di quello che ci si potrebbe aspettare leggendo il nome dell’editore. Il gioco non è assolutamente semplice da padroneggiare e la “migliore costruzione” dei quadrati di pesca si rivela essere un aspetto che necessità di una visione sia tattica sia, soprattutto, strategica.
Mi concedo, visto la tipologia di gioco, anche questo paragrafo. Il gioco ci presenta come dei pescatori impegnati a raccogliere dei ricci di mare: tralasciando il fatto che non so bene come si peschino i ricci di mare, credo che vi sarete dimenticati di essere dei pescatori già al momento del posizionamento della pedina la prima volta sul tabellone.
Kipicot: 9/10
LA FIRMA DI DAVIDE… OVVERO COSA SI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “l’arte di vincere la si impara nelle sconfitte“, da Simón Bolívar.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare a Kipicot:
- a ottimizzare le mosse e soprattutto a cogliere le occasioni al momento opportuno;
- che esistono giochi astratti, carini, non solo per 2 giocatori;
- a creare dei pattern ottimali durante il gioco;
- ad accettare lo scombussolamento dei propri piani;
- a ragionare per livelli e che le proprie pedine si possono muovere in modo differente a seconda delle condizioni di gioco.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Kipicot appartiene ai numerosi giochi da scacchiera che si giocano su una griglia 5×5 (prima o poi ci farò una riflessione su questo, tra l’altro è su tale conformazione che si gioca Onitama, uno dei miei astratti preferiti) e non tradisce le aspettative di chi si aspetta un gioco con una certa profondità; questo è uno dei pochi casi in cui il 7+ che compare sulla scatola mi sembra essere troppo ottimistico, almeno se lo si pensa come padroneggiato completamente.
Si può giocare sino a 4 giocatori, ma l’esperienza di gioco sarà profondamente diversa tra il 2 e il 4: in 2, infatti, si avrà una visione più completa del gioco e la sfida sarà soprattutto tattica, il 4 il gioco diventa più difficile da gestire e la sfida sposta l’ago della propria bilancia verso la strategia piuttosto che verso la tattica. Se devo essere sincero lo preferisco in 2 giocatori, soprattutto perché mosse “sbagliate” di uno dei giocatori possono favorire chi gioca immediatamente dopo: proprio per questo è consigliabile che se si è in più di 2 si abbiano capacità di gioco simili.
L’abilità è tutta nel capire il tempismo migliore per la costruzione del quadrati di pesca, cercando di non lasciare facili opportunità agli avversari; interessante l’obbligo di muovere, ad ogni turno, la propria pedina giocatore per dare dinamicità al gioco, di fatto obbligandoci a pensare sempre anche almeno al turno successivo.
Un ultima nota sull’utilizzo della pedina giocatore che aggiunge un ulteriore spunto di riflessione ai contendenti, che devono ben considerare quali ricci bloccare per non aiutare il gioco degli avversari. Kipicot, differentemente da quanto ipotazzabile pensando all’editore che l’ha pubblicato, ha un buon livello di complessità e come tutti i buoni astratti è facile da imparare, divertente da giocare e difficile da padroneggiare.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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