Fabio (Pinco11)
THE GLADE RECENSIONE
Richard Breeze è un autore piuttosto noto quale ideatore di gestionali, nel curriculum del quale troviamo Keyflower (un 2012 tuttora nella top 100 di sempre di BGG), Inhabit the Earth, Reef Encounter e diversi titoli della serie ‘Key’), per cui ho accolto con una certa curiosità il suo ‘esordio’, dopo una trentina d’anni di carriera, nel genere dei puzzle game, con il titolo del quale vi parlo oggi, ossia The Glade, edito dalla R&D Games (la casa dell’autore), per 1-4 giocatori, 30′-60′, 12+.
Visivamente il gioco, con un gran numero di tesserine da piazzare su una griglia personale quadrettata, si propone come un incrocio tra uno Scarabeo ed un Qwirkle, ma in realtà, dal punto di vista del gameplay, è a tutti gli effetti un puzzle game di spessore, come attesta anche il 2.33 di difficoltà media percepita dagli utenti di BGG (qualcosa sopra ad un 2.18 di Calico e molto più dell’1.60 di Qwirkle).

THE GLADE IN POCO
Ogni giocatore riceve otto tesserine quadrate ed una griglia quadrettata e si parte. Ogni tessera ritrae uno dei quattro animali (topo, rana, scoiattolo e riccio), uno dei quattro tipi di foglie (ai quali corrisponde il colore delle illustrazioni) e dei quattro ‘frutti‘ (per cui abbiamo 64 combinazioni, che si ripetono due volte).
L’idea è che al proprio turno si possano giocare da 1 a 4 tessere sulla stessa linea orizzontale o verticale, collegate tra loro o tramite tessere già piazzate (es. una da una parte e una dall’altra di una tessera già presente). Si parte dal centro e poi si vanno a creare le classiche diramazioni tipiche dello Scarabeo (anche se è qui possibile piazzare anche senza collegarsi a tessere già presenti, con l’avvertenza che in tal caso si potrà avere una penalità a fine partita).
La chiave è quella che è obbligatorio rispettare un paio di regolette di piazzamento, la principale delle quali è che si devono formare set di 3 o 4 tessere che condividano una caratteristica (es. quattro scoiattoli) o due (es. quattro topi con la ghianda) e che nelle caratteristiche residue (animale/foglia/frutto) presenti tutti elementi differenti (es. abbiamo tre topi, con quattro tipi diversi di foglia e quattro tipi diversi di frutto).
Se ci aggiungi un paio di cosette (che qui vi risparmio) le regole sono qui al 90%, ma da dirlo a metterlo in atto in modo automatico un paio di partite di adattamento ci vogliono tutte. Concludo poi dicendo che ci sono due modalità di gioco, una per imparare ed una ‘vera’, il matching game.

COME SI PRESENTA THE GLADE
Parto dal tema di fondo, che risulta tanto estetico, quanto gradevole, essendo tutto ispirato al bosco ed ai suoi colori. Evocativa è così l’illustrazione di copertina, così come lo sono le tinte prescelte per le tessere (gradazioni di marrone e verde), fermo restando che tutto avrebbe funzionato anche con stelline e numeri.
Bello è anche l’effetto tattile delle tesserine in legno e sul tavolo il tutto, a fine partita, con il delizioso tocco dei funghetti colorati segnapunti, fa la sua bella figura.
Qualche riserva la ho, però, sul colpo d’occhio sui simboli delle tessere, che richiede almeno due o tre partite per essere sviluppato, in quanto le tinte prescelte risultano abbastanza vicine (a volte si può fare confusione con i simboli (soprattutto il marrone chiaro) sul lato del ‘matching game‘ della scheda ed avrebbe forse aiutato che gli elementi fossero almeno tratteggiati con dei bordi in nero, invece che essere in monocolore.

COME GIRA
La cosa che mi ha stupito è la relativa difficoltà che si ha a far capire bene il gioco, nonostante il fatto che nella sua base abbia giusto tre-quattro regole in croce. La prima partita è stata quindi dedicata sempre, a chi lo ho spiegato, a capire BENE il concetto del set di tessere con UNA caratteristica uguale e le altre TUTTE DIVERSE e si è dovuto procedere sempre a ricontrollare i set piazzati, per essere sicuri che tutto fosse regolare. In verità anche alla seconda l’automatismo non era ancora scattato, per cui direi che è dalla terza in poi che si inizia davvero a entrare bene nelle logiche del gioco e ad apprezzarlo pienamente.
Altrettanto fondamentale è inoltre il giocarlo nella modalità ‘matching game‘, ossia sul lato B della scheda giocatore (quella con i simboli), perché solo quello è il vero gioco, che da soddisfazione nel far combaciare le cose, mentre la modalità base è da considerare solo per la prima partita di apprendimento (la mancanza dei simboli rende il tutto molto più aleatorio e si perde buona parte delle fonti di punteggio e quindi della natura di puzzle del gioco).

SENSAZIONI
Accennavo che The Glade si presenta come un incrocio di Scarabeo e Qwirkle, aggiornati sulla base dei moderni concetti dei puzzle game che vanno tanto di moda in questo periodo da Azul in poi. La sfida è quella di giocare ad ogni turno, se possibile, almeno un tris (vale un punto, o due se le caratteristiche comuni sono due) o, ancora meglio un poker (un punto extra) e di cercare di far combaciare tessere il più possibile con quelle già sul tavolo, per creare occasioni future di dar vita a più set con la stessa giocata.
Nel contempo c’è l’invito a cercare di dar vita a spazi vuoti circondati da tessere (ortogonalmente), i c.d. enclosures, dentro ai quali si possono collocare gettoni fungo (od oggetto) conquistati in precedenza per ottenere così un punto extra e giocare un turno addizionale con l’effetto combo che ne consegue. A dare ulteriore spessore c’è poi la opportunità (nel matching game) di cercare di incastrare i piazzamenti in modo tale da piazzare le giuste tessere sui simboli corrispondenti (punti extra).
Parlando di interazione, avrete intuito come sia in generale debole, ma un paio di idee aiutano a tenerla viva, sia avendo previsto una ‘corsa’ ai simboli foglie sui bordi (restituiscono un bonus a scendere), sia la possibilità di andare a completare i set avversari, regalandogli così una tessera sul tabellone, ma guadagnando un punto su di loro.
TIRANDO LE SOMME
Premetto che The Glade era entrato subito nel mio radar appena visto e che non mi sono lasciato scoraggiare dallo scalino di apprendimento inaspettatamente elevato (parliamo però sempre di un peso medio, poco più di un family) e dal paio di partite di apprendimento necessarie. Sono conscio del fatto che una singola partita può lasciare spiazzati, però le mie sensazioni, appena ‘entrati’ nelle sue logiche, sono del tutto positive.
C’è infatti abbastanza spessore per poter pianificare, ci sono potenziali combo che danno vivacità e la natura di puzzle game per far riflettere, per cui nell’insieme siamo davanti ad un titolo che merita a mio avviso più attenzione di quanta potrebbe apparire ad un primo impatto.
Ci sono anche alcuni aspetti disincentivanti, come la difficoltà ad ‘entrarci dentro’ subito (che è alla base, secondo me, del voto medio del quale il gioco gode al momento su BGG, ossia un penalizzante 6.7, mentre merita sicuramente molto di più) e le scelte grafiche che non agevolano il primo colpo d’occhio, ma l’amante dei puzzle game (che ha nella sua storia Scarabeo e Rummikub) ha forti potenzialità di apprezzarlo.
Ultimo suggerimento: cercate di spiegare il gioco in prime partite a due, per ridurre i tempi di riflessione, perché la prima esperienza può portare, con 4 neofiti, ad un paio d’ore di partita (contando i tempi di riflessione), che risultano un poco lunghette.

CURIOSITA’
L’editore sfrutta normalmente il bordo della scatola per fornire informazioni aggiuntive ed è così che ho appreso di come il gioco sia frutto della passione dell’autore per il Rummikub (un gioco più semplice di raccolta set), che gioca da lungo tempo, con house rules ad hoc. Nel contempo le tessere di The Glade presentano anche una caratteristica addizionale (una tinta della tessera ed un simbolo leggero in alto a destra) che sono del tutto irrilevanti per il gioco che abbiamo acquistato, ma che possono dar vita, unite ad un set di una possibile seconda edizione di The Glade, ad una nuova modalità di gioco.
CONCLUSIONE
The Glade è un puzzle game a base di piazzamento tessere, nel quale si cerca di realizzare set di 3-4 tessere con caratteristiche combacianti e/o diverse per ottenere punti.
La presenza di ulteriori regole (applicabili anche per ‘moduli’) dona ulteriore spessore e genera spazio per le classiche combo, dando vivacità e spessore al tutto. Non di fruizione immediata, può richiedere un paio di partite di apprendimento per entrare nelle sue logiche, ma può dare la giusta soddisfazione agli amanti del genere.
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