Scritto da Diego Inserauto (Interesse Ludico)
Giochi sul nostro tavolo è da sempre una piattaforma aperta a tutti, e quando nasce una nuova realtà editoriale siamo sempre lieti di concedere un po’ del nostro spazio, il divano è grande e si sta tutti comodi. Durante l’ultima Lucca Comics & Games abbiamo avuto modo di scoprire Djama Games, un nuovo editore che si presenta con una vecchia gloria: YOMI, di David Sirlin, un gioco di carte per due giocatori ispirato inizialmente a uno degli arcade più famosi nel mondo dei videogiochi, Street Fighter, ma col tempo capace di generare, oltre a una seconda edizione del gioco stesso e la sua trasposizione PC, anche un videogioco tutto suo, Fantasy Strike.
Dato che le fiere del fumetto sono ambienti troppo congestionati, abbiamo aspettato un momento di calma per raggiungere Tommaso e Bruno di Djama Games per una breve intervista che vi proponiamo a seguire. Buona lettura!
– Ciao Tommaso, ciao Bruno. Innanzitutto, presentatevi al nostro pubblico, chi siete, che ruolo ricoprite in Djama Games e soprattutto: come si pronuncia Djama?
Ciao, siamo Tommaso e Bruno, rispettivamente titolare ed editor di Djama Games. Da giocatori appassionati abbiamo sempre avuto il desiderio di condividere le nostre passioni con altri giocatori. Così, dopo averne parlato a lungo, abbiamo deciso di iniziare quest’avventura ed è nata Djama Games.
– Avete deciso di iniziare la vostra avventura nel settore proponendo un gioco già famoso come YOMI (trovate informazioni sulla prima edizione cliccando qui, mentre potete dare un’occhiata al regolamento qui), volete dare un assaggio del titolo anche a chi non lo conosce ancora? Quali sono i suoi punti di forza?
YOMI è un picchiaduro di carte molto divertente, perfetto per partite veloci fra amici come per tornei competitivi di alto livello. Uno dei più celebri punti di forza di YOMI è sicuramente il bilanciamento. Il lavoro svolto da David Sirlin negli anni è stato finalizzato al raggiungimento di un equilibrio perfetto. E il risultato è impressionante: YOMI è un gioco facile da imparare, profondissimo da padroneggiare e rigiocabile praticamente all’infinito. Il tutto con un ritmo di gioco molto elevato, proprio come nei picchiaduro che hanno fatto la storia dei videogiochi. Il fatto che i personaggi siano molto carismatici e la lore del gioco appassionante sono dei valori aggiunti che ci sono sempre piaciuti.
– Perché avete scelto di puntare su un gioco che è sul mercato già da qualche tempo anziché cercare di agguantare l’ultima novità dallo Spiel o da Kickstarter?
Abbiamo scelto di esordire con YOMI perché noi stessi ne siamo giocatori appassionati e perché è un gioco di culto che non aveva mai avuto un’edizione italiana. Inoltre, uno dei nostri obiettivi editoriali è proprio quello di proporre giochi che siano eccellenze nel loro genere. YOMI è un perfetto rappresentante di questa nostra idea.
– Con i suoi mazzi bilanciati, YOMI sembra un gioco perfetto per il gioco organizzato, ci avete già pensato?
Assolutamente sì. Quando abbiamo deciso di pubblicare YOMI lo abbiamo fatto con l’intenzione di favorire lo sviluppo di una scena competitiva. Per questo motivo stiamo per partire con una serie di iniziative legate al gioco organizzato. Annunceremo a breve le prime date.
– Avete avuto modo di vedere la presa sul pubblico in occasione di Lucca Comics & Games. Com’è andata?
Lucca Comics and Games è stata un’esperienza molto intensa. YOMI è stato accolto benissimo e le nostre postazioni demo sono state letteralmente prese d’assalto: siamo arrivati ad avere ore di coda per poter provare il gioco. Inoltre, il fatto che il gioco non sia collezionabile e che ogni mazzo sia perfettamente bilanciato sono state caratteristiche molto apprezzate. Siamo davvero contenti di vedere così tanto interesse intorno a YOMI.
Saremo presenti alle principali fiere di settore più alcune fiere, magari meno famose, ma molto interessanti. A PLAY non mancheremo di sicuro.
-Pubblicherete altri giochi dello stesso autore di YOMI come Codex e Puzzle Strike? Il vostro rapporto si estende al di là di un semplice contatto tra autore e publisher?
I nostri rapporti con Sirlin sono ottimi e non nascondiamo di apprezzare molto il suo lavoro di game designer anche al di là di YOMI. Ma al momento preferiamo non anticipare troppo sulle nostre prossime pubblicazioni.
– Parlando di prossime pubblicazioni, prenderete in considerazione l’idea di pubblicare giochi inediti italiani?
Certamente, la pubblicazione di giochi inediti italiani è un altro degli obiettivi che ci siamo posti quando abbiamo iniziato quest’avventura editoriale. Crediamo molto nel talento dei designer italiani, anche emergenti, e non vediamo l’ora di pubblicare giochi italiani in pieno stile Djama Games: giochi eleganti, profondi e longevi (e molto divertenti, naturalmente).
– Grazie per il vostro tempo ma prima di salutarci, una curiosità: come si pronuncia Djama?
Djama si pronuncia con la “G dolce” (come Django, per intenderci). Grazie a voi!
Certamente, la pubblicazione di giochi inediti italiani è un altro degli obiettivi che ci siamo posti quando abbiamo iniziato quest’avventura editoriale. Crediamo molto nel talento dei designer italiani, anche emergenti, e non vediamo l’ora di pubblicare giochi italiani in pieno stile Djama Games: giochi eleganti, profondi e longevi (e molto divertenti, naturalmente).– Grazie per il vostro tempo ma prima di salutarci, una curiosità: come si pronuncia Djama?
Djama si pronuncia con la “G dolce” (come Django, per intenderci). Grazie a voi!
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