Max
Tra le tante proposte di Modena Play, quest’anno ho provato questo titolo (ed altri come Miconia e Monki) insieme a Giuseppe Alfano nello stand di playaGame Edizioni. Devo dire che il gioco ha divertito molto sia me che mio figlio, siamo rimasti entrambi piacevolmente colpiti da Snack Wars anche se per motivazioni differenti. Sarà stata la bravura e la gentilezza dell’editore o il fatto che si stava avvicinando l’ora di pranzo e le carte ben illustrate da Camille Chaussy ci mostrano parecchie prelibatezze culinarie?
Materiali
La scatola del gioco è compatta e presenta una grafica pulita ed accattivante. Al suo interno sono presenti 60 carte di buona qualità e un breve regolamento.
Le carte si suddividono in 45 carte cibo, 5 carte bonus e 10 carte procione e lo scopo del gioco è quello di creare la propria collezione di golosità in un quadrato 3×3. Dovremo cercare di ottenere più punti possibili dalla nostra collezione grazie ad una classica meccanica di set collection, facendo attenzione ad alcuni bonus e ai furti dei famelici procioni.

Il gioco nel dettaglio
Le carte cibo sono di tre colori differenti e ad ognuno di essi corrisponde un tipo di cucina: statunitense, francese e asiatica. Allo stesso modo anche le carte bonus fanno riferimento ad un colore/tipo di cucina, ed in aggiunta ci sono una carta bonus per i procioni e una carta bonus per la combinazione dei tipi di cucina presenti nella collezione del giocatore.
La partita inizia con la distribuzione di nove carte ad ogni giocatore, quindi in senso orario a partire dal più golosone (non potevo esimermi dal riportare questa chicca del regolamento) si può effettuare una azione a scelta tra queste tre:
- Aggiungere alla propria collezione tutte le carte Cibo con lo stesso valore, e di conseguenza la stessa pietanza
- Aggiungere alla propria collezione una carta bonus
- Giocare tutte le carte procione pescate
La prima azione è necessaria per costruire la nostra collezione e, per farlo nel migliore dei modi, dovremo sempre controllare le collezioni degli altri giocatori. Inoltre dovremo anche tenere a mente il fatto che il valore della carta corrisponde anche al numero di copie di essa presenti nel mazzo. Quindi in alcuni turni sarà sicuramente più vantaggioso giocare una coppia di tre piuttosto che una coppia di otto, perché nel primo caso avremo quasi sicuramente (procioni permettendo) tre punti in più a fine partita.
Le carte bonus forniscono un punto aggiuntivo per ogni carta del colore corrispondente oppure cinque punti in più se si ha nella propria collezione almeno una carta di ogni tipo di cucina.
Infine le carte procione permettono di rubare una carta dalla collezione degli avversari, per ogni carta procione giocata potremo rubare una carta a qualsiasi giocatore.

Nei turni successivi al primo si pescano le carte necessarie per arrivare ad un totale di nove, tenendo conto di quelle già giocate. Se nel primo turno abbiamo aggiunto tre carte alla nostra collezione, nel secondo turno ne pescheremo sei.
La partita prosegue fino a quando tutti i giocatori non hanno terminato la propria collezione e quindi si procede al calcolo dei punti vittoria. Per ogni maggioranza si ottengono i punti vittoria corrispondenti al valore del cibo (la maggioranza degli Hamburger con valore due fornirà due punti vittoria). I pareggi non forniscono punti vittoria. Si applicano infine i punti delle eventuali carte bonus e si ottengono così i risultati finali. Ovviamente il vincitore è chi ha più punti vittoria.
Le qualità di questo gioco
Come ho già scritto nelle prime righe di questa recensione, Snack Wars mi ha divertito fin dalla prima partita e credo che questo gioco abbia molti pregi e qualità sotto diversi punti di vista.
Le ridotte dimensioni della scatola rendono il gioco tascabile ed è possibile portarlo ovunque senza problemi. Inoltre le carte sono di buona qualità e danno la sensazione di poter reggere diverse partite in spiaggia, sui tavolini di un bar o su una coperta stesa in un prato per un pic-nic. Insomma la portabilità del gioco direi che è molto elevata.
Sono riuscito a fare diverse partite con fasce di età completamente differenti e ho avuto così modo di apprezzare i diversi approcci a questo gioco. Con bambini dai sei ai dieci anni circa, il gioco è un po’ la festa del procione e l’atmosfera è caciarona e ricca di piccoli dispetti. Poco importa chi alla fine avrà ottenuto più punti vittoria, l’importante è rubare più carte possibili agli avversari e farsi così grosse risate. Nonostante ciò i giovani giocatori devono necessariamente fare qualche conto per capire quali carte rubare e fare così più punti. Dopo qualche partita anche i bambini fanno dei ragionamenti tattici non indifferenti per la loro età.

Le partite tra ragazzi o adulti invece sono decisamente più serie e con un livello di concentrazione maggiore. Ogni decisione viene ponderata in base al numero di carte già presenti sul tavolo e i furti dei procioni avvengono solo nei momenti strettamente necessari, di solito quando non c’è più tempo per recuperare. Snack Wars per quanto mi riguarda può essere il filler adatto per inizio o fine serata di gioco tra giocatori abituali, o un titolo validissimo per introdurre qualcuno a digiuno di giochi da tavolo.
I difetti di questo gioco
Un piccolo difetto del gioco potrebbe essere la longevità dello stesso. Infatti è difficile che si faccia solo una partita a Snack Wars, la sua breve durata e le sue dinamiche fanno sì che si giochino più partite per volta. Questo potrebbe portare i giocatori ad esaurire il titolo in breve tempo. Il gioco è veloce e con poche regole ma al tempo stesso ogni partita offre bene o male sempre lo stesso sapore. Tuttavia per un filler di questo tipo mi pare un aspetto di poco conto.
Quindi che la guerra degli snack abbia inizio, buon appetito!
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