Autore: La Redazione di GSNT
Ritornati dai bagordi ludici modenesi è tempo di fare il punto. Per chi ci ha seguito attraverso Telegram questa carrellata è ben nota. I nostri commenti, le sensazioni, i rumori di fondo, i vocali gracchianti li hanno accompagnati durante lo svolgimento di una kermesse ludica in occasione della quale le incertezze metereologiche hanno, per un attimo, fatto scricchiolare (secondo il concitato tam-tam social ma mai secondo le fonti ufficiali n.d.r.) l’imponente macchina organizzativa. Lungi dal voler entrare nel merito di elucubrazioni pseudo moraliste o politiche dei disagi che hanno coinvolto l’Emilia-Romangna nella settimana antecedente all’evento, la manifestazione si è svolta tranquillamente regalandoci ore di meritato distacco dalla quotidianità da dedicare alla nostra passione preferita.
Va comunque reso noto, per dovere di cronaca, che alcune Case Editrici fortemente collegate al territorio hanno dovuto affrontare, a causa proprio del maltempo, delle difficoltà che hanno avuto un impatto logistico importante sulla propria organizzazione interna durante Play risolte in maniera impeccabile ed in tempi record.
La carrellata che vi proponiamo è frutto di una riorganizzazione globale e più strutturata, a bocce ferme, di tutte le nostre sessioni di prova. Sarà stato il Play di Modena delle promesse mantenute o delle aspettative pienamente soddisfatte? Ne riparliamo alla fine, buona lettura.
AHOTNIK – AM GAMES E MAZZI GAMES

Andrea-cogo71: comincio la mia Play in ordine alfabetico andando a trovare subito i ragazzi del progetto Ahotnik, (qui la campagna KS) un gioco di battaglie tra robottoni e creature malefiche, in cui i mech vanno pilotati in coppia, ma i due piloti/giocatori non possono parlarsi. Se volete maggiori approfondimenti vi consiglio di ascoltare la puntata del nostro podcast in cui abbiamo ospitato i creatori del gioco.
AXO – PLAYAGAME

LucaCiglione: comincio con un titolo leggero, “Axo” di Playagame, un gioco coinvolgente che utilizza polimini per cancellare i simboli sulle nostre tre plancette. Il trucco sta nella posizione dei polimini: quando, ad esempio, useremo la lettera L, i giocatori di fronte a noi la vedranno rovesciata. È un gioco che scorre senza intoppi ed è divertente sin dalle prime mosse.
Inoltre, ci sono dei bonus da ottenere riuscendo a terminare due carte contemporaneamente, aggiungendo un elemento di strategia e soddisfazione al gioco. La durata delle partite è intorno ai venti minuti, il che lo rende perfetto per una partita veloce e stimolante.
Personalmente, il gioco mi ha conquistato grazie alla sua semplicità e alla sua originalità, ma devo esprimere un piccolo dubbio sul punteggio assegnato a chi riesce a terminare tutte e tre le carte contemporaneamente, che risulta poco premiante. Ho avuto l’opportunità di confrontarmi con l’editore, il quale sostiene che il punteggio sia stato calibrato in modo da evitare di incentivare un’azione che potrebbe portare a una paralisi del gioco. Credo che sia assolutamente da riprovare anche in relazione a questo punto.
BEER AND BREAD – DV GAMES

Stefano rimango sorpreso, positivamente da questo Beer And Bread, piccolo e compatto german di gestione risorse per due giocatori, dalle grandi soddisfazioni. In base a delle annate, sette, che scandiscono i turni di gioco, puoi fare delle coltivazioni, spendi carte e risorse per produrre pane e birra che ti daranno il punteggio. Il tuo punteggio è molto interessante perché quello finale sarà il minore tra i due di pane e birra e ti spingerà quindi ad essere oculato ed equilibrato ad avanzare a produrre sia pane che birra. Un must per due giocatori secondo me, preso al volo.
LucaCiglione: provo questo titolo sulle ali dell’entusiasmo delle recensioni precedenti. Un gioco dove si deve produrre pane e birra ma dove si farà punti solo con il mazzo più piccolo. Questo sapendo del mio amore per la birra e per il fatto che mi sono dimenticato la regola del punteggio mi ha creato diverse difficoltà. Un gioco da 20 minuti dove si prendono risorse e si fanno ricette dove sicuramente ha un certo peso utilizzare anche gli effetti delle carte. Non è stato amore a prima vista ma gli darò una seconda possibilità sicuramente.
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BETRAYAL AT BALDUR’S GATE – HASBRO

SimoneM.: entro nell’ipercoreografico stand della Hasbro per provare la reimplementazione, a tema D&D, di Betrayal at House on the Hill. Collaborativo ma con traditore, nascosto o rivelato; gioco caciarone in cui si tirano una secchiata di dadi per risolvere le prove. Un titolo evergreen, un usato garantito e se vi piace l’ambientazione e vi è piaciuto il titolo originale, avrete con questo un’alternativa dal flavour fantasy in collezione.
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BRAIN FREEZE – CLEMENTONI

Davide: eccomi a provare Brain Freeze un partygame sfidante con tre livelli di difficoltà. Il primo facile, il secondo già abbastanza sfidante, il terzo veramente, veramente tosto. Bello, fa giocare col cervello appunto! In tutti e tre dovremo piazzare correttamente i cubi, cercando le sole facce che ci permetteranno di realizzare gli obiettivi disegnati sulle carte.
CANGACEIROS

Davide: mi siedo a provare uno dei più attesi di Play ovvero Cangaceiros di Roberto “Dojo Kun” Pestrin. Intrigante ma che ancora, dopo averlo provato, non riesco bene a valutare perché, secondo me, un titolo da non provare assolutamente in fiera (occorre tranquillità), tante icone e tante cose da fare. Mi ha comunque lasciato due sensazioni: la prima è che sicuramente al crescere dei giocatori cresce in divertimento quindi vede doveroso provarlo in quattro giocatori; la seconda che al progredire della partita diventa sempre più interessante e divertente. Tanta voglia di riprovarlo incuriosito dall’ambientazione, credo che questo titolo dividerà la critica.
CATCH THE SNITCH – COSMIC

Luca Ciglione: per gli amanti di Harry Potter, tra cui mi annovero, ho deciso di provare il gioco sul Quidditch proposto da Cosmic Group. La mia curiosità era alta, poiché, come ben sappiamo, i giochi basati sul Quidditch spesso presentano una problematica nelle meccaniche del boccino, che tende a sovrastare le altre componenti del gioco e ad assegnare punti in maniera sproporzionata. Tuttavia, sono lieto di dire che questo gioco si è rivelato abbastanza interessante e divertente.
Il gioco si basa su un movimento sul tabellone e sulla realizzazione di azioni attraverso il lancio dei dadi. Il successo o il fallimento delle azioni, nonché gli eventi che si verificano sul campo, permettono ai giocatori di pescare carte che vengono poi utilizzate per spostare il cercatore lungo il percorso esterno del tabellone. Il boccino si muove in una direzione, mentre il cercatore si sposta nella direzione opposta, andando a incrociarsi in un intrigo avvincente.
È importante sottolineare che il gioco è molto accessibile e si basa principalmente sul tiro dei dadi. Tuttavia, ci sono numerose carte con effetti diversi che contribuiscono a un bilanciamento interessante. Inoltre, sono presenti opzioni più avanzate, come il tifo durante le partite, oppure la possibilità di creare un mazzo di carte iniziale per selezionare la propria squadra. Questi dettagli aggiuntivi arricchiscono l’esperienza di gioco e offrono diverse possibilità di strategia e personalizzazione.
In sintesi, se siete appassionati di Harry Potter e vi affascina il mondo del Quidditch, questo gioco potrebbe essere un’ottima scelta. Nonostante la semplicità delle meccaniche, l’ampia varietà di carte e le opzioni avanzate rendono l’esperienza abbastanza equilibrata e coinvolgente. Naturalmente, se non siete particolarmente appassionati del tema o del Quidditch, potete passare tranquillamente oltre senza rimpianti.
COMPAGNIE DELLE INDIE – GIOCHI UNITI

Andrea-cogo71: L’ultima demo di questa play è compagnia delle Indie di Giochi Uniti. Gioco a metà tra il gestionale e l’azionario finanziario, un gioco davvero studiato alla perfezione. Ci vuole un solo turno per entrare appieno nelle meccaniche del gioco e poi fila via liscio. Molto interessante sia il sistema di piazzamento lavoratori che la trovate delle navi che si differenziano sia per velocità che capienza e la possibilità di investire sulle proprie azioni o quelle altrui. Diventa anche abbastanza veloce per essere un gestionale di questo tipo. Molto intrigante e da riprovare assolutamente; mi ha lasciato la voglia di fare subito un’altra partita. Promosso a pieni voti, forse il miglior gioco tra quelli che ho provato in questa fiera.
SimoneP.: da Giochi Uniti provo Compagnia delle Indie, un gioco di commercio ambientato molto bene, si sente molto l’ambientazione, siamo dei commercianti che dobbiamo acquistare le merci nelle Indie, riportarle a Londra e andare a rivenderle. C’è tutta una fase di mercato, sia in acquisto che in vendita, dove far variare il prezzo delle merci. Si parte da un porto con dei galeoni con poca capacità molto lenti da poter migliorare sia come velocità che come carico e anche come numero. Mi è piaciuto tantissimo tanto da reputarlo un acquisto sicuro. Unico difetto la lunghezza della partita che meno di due ore, due ore e mezzo non durerà.
DANCE OF MUSES – SPACE OTTER

Davide: eccomi a provare Dance of Muses, un gioco che uscirà su KS nell’anno. Un gioco in cui ballano delle Muse, da 1 a 4 giocatori, molto matematico e interessante, un movimento dadi da provare. Sarà necessario riuscire a gestire i dadi in modo che abbiano esattamente il valore desiderato da ogni musa per ottenerne il favore. Ogni turno è possibile in qualche modo manipolare i dadi. Da tenere sott’occhio.
DARWIN’S JOURNEY – GHENOS GAMES

LucaCiglione: continuo il mio giro con Darwin’s Journey e conferma le prime impressioni che già avevo avuto, grandissimo gioco, un piazzamento lavoratori euro veramente fatto bene, fin dal primo turno dovrete avere una strategia di medio-lungo termine. Ci tengo a sottolineare un aspetto del titolo ovvero la sua velocità , al netto di una prima partita in cui cominciare a conoscere i simboli e i tanti modi per fare punti e combo, si può fare tranquillamente con trenta minuti a giocatore. Scorre che è una meraviglia, davvero un buon lavoro fatto da Nestore Mangone. Se non da prendere subito almeno da provare per chi ama giochi euro.
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EARTH – LUCKY DUCK GAMES

LucaCiglione: Sono stato allo stand della Lucky Duck Game e ho avuto l’opportunità di provare il gioco da tavolo “Earth”. Devo dire che è stato un’esperienza piacevole, anche se l’interazione tra i giocatori è molto limitata.
Il concetto del gioco è costruire la propria isola, piantando alberi in modo che gli animali possano trovarvi rifugio. Il nostro obiettivo è far crescere le piante e far germogliare nuovi rami, e il tutto si tradurrà in punti alla fine della partita. Per raggiungere questo obiettivo, dovremo utilizzare le carte che avremo a disposizione. Poiché ci sono molte carte diverse, non sarà possibile pianificare una strategia in anticipo, ma dovremo adattarci a ciò che pescheremo di volta in volta.
Il gioco presenta una meccanica simile a quella di “Puerto Rico”, con il giocatore di turno che esegue un’azione principale e gli altri giocatori che eseguono un’azione secondaria leggermente depotenziata. Questo mantiene il gioco in costante movimento, senza momenti morti, il che è molto apprezzabile. Ogni volta che attiviamo un’azione, si attivano anche le carte dello stesso colore, creando delle piacevoli combo che soddisferanno i giocatori amanti di questa dinamica.
Nonostante la mancanza di interazione diretta tra i giocatori, “Earth” offre comunque una buona dose di sfida e strategia. La costruzione dell’isola e la gestione delle carte richiedono decisioni ponderate e una buona pianificazione a breve e lungo termine. Inoltre, il tema ecologico del gioco è molto apprezzabile e rende l’esperienza ancora più coinvolgente. Se vi piace il genere, insomma, vi piacerà.
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EARTHBORNE RANGERS – FANTASIA

Andrea – cogo71: Earthborne Rangers, di Fantasia Edizioni è in pratica un gioco di ruolo card driven, un open world in cui dovrete esplorare l’ambiente circostante e in cui potrete interagire con qualsiasi elemento presente sul tavolo ed in cui, nonostante una trama principale e alcune “quest” secondarie, i giocatori sono liberi di scegliere cosa fare. Un gioco abbastanza complesso e articolato in cui traspare tutto lo studio e la cura dell’autore nella realizzazione di un titolo che o vi farà innamorare oppure vi lascerà molto freddi. Di sicuro non può lasciare indifferenti.
Stefano: provo Earthborne Rangers, un gioco sostanzialmente esplorativo che definirebbe quasi un gioco di ruolo guidato. Ognuno di noi ha un personaggio con delle abilità, si esplorano delle carte, si risolvono eventi, si combattono mostri, si possono generare alberi per ottenere punti vittoria o fare punti ferita ai mostri. Molto complesso nel senso che ogni carta tirata fuori dal mazzo ha un paragrafo da leggere sul lungo manuale in cui è spiegata la storia e la situazione da gestire collaborando in base agli eventi che colpiscono tutti i giocatori.
FERALIS – DEER GAMES STUDIO

LucaCiglione: eccomi ad affrontare Feralis, edito da Deergames, un gioco di carte in cui si battaglia, un gioco classico diciamo alla Yu-Gi-Oh!/Magic, molto più semplice per quanto riguarda il flusso di gioco, si basa sul fatto che passa il tempo. Ogni turno giocheremo una carta su una parte del tabellone chiamata “incubatrice” che parte da zero e arriva a sei, scandendo i turni di gioco in cui entreranno in gioco le carte. Quando finalmente potremo farle entrare in gioco scateneremo abilità uniche. Ci sono una serie di bonus per accelerare l’entrata in gioco delle carte. Interessante l’introduzione dell’elemento “tempo” anche se forse un po’ spiazzante perlomeno inizialmente.
FIERESIEGE – DEER GAMES STUDIO

SimoneM.: ospite dei ragazzi di Deergames provo FireSiege, un Tower Defense collaborativo per 2-5 giocatori. Bisogna difendere una fortezza da insettoni cattivissimi. Difficile, usa un sistema di selezione azioni tramite tiles da pescare a caso da un sacchetto, le tiles sono due facce. Molto sinteticamente i compagni, senza comunicare direttamente con te, ti suggeriscono quale tile giocare basandosi sull’informazione/effetto per loro visibile in quel momento da questa interazione occorre cercare di calmierare l’inevitabile effetto negativo con quello positivo. Gioco “cattivo” e “bastardo” che è ancora prototipo e verrà lanciato con una campagna KS probabilmente a settembre, da seguire anche perché c’è lo zampino di Martino Chiacchera.
FRESH FRUITS – OLIPHANTE

LucaCiglione: provo Fresh Fruits, creato da BoardGameFrancesco, un giochino dove si gestirà un cestino di frutta facendo attenzione ai pesi dei frutti da piazzare in base al colore/peso, su di una griglia 5×4.
Un titolo che ha il suo perché, molto easy, ideale anche per i bambini; dovendo paragonarlo ad un altro gioco diciamo che siamo davanti ad un Kingdomino molto semplificato.
N.d.R Dato che Francesco non mi ha neppure nominato nel suo report post Play, volevo dirvi per vendicarmi che il gioco è orrendo e la frutta è marcia. E poi diciamocelo Melograno?
HAND TO HAND WOMBAT – ASMODEE

LucaCiglione ho provato questo titolo dei medesimi autori di “Exploding Kittens” e devo dire che è stato molto divertente. Si tratta essenzialmente di un gioco a ruoli nascosti in cui un Wombat malvagio cerca di danneggiare tre piramidi, mentre gli altri giocatori collaborano per costruirle. Il cattivo, naturalmente, dovrà cercare di sabotarle senza farsi scoprire, altrimenti verrà eliminato e non potrà più proseguire con la sua opera di demolizione.
Il gioco si svolge rapidamente, con un round che dura solo 90 secondi, il che significa che potrete completare una partita in soli cinque minuti. Se siete fan del genere di giochi caciaroni e party game, troverete questo titolo molto adatto ai vostri gusti. È estremamente veloce e divertente, ideale per una serata spensierata con gli amici.
Il gioco è stato realizzato con cura e i suoi creatori hanno svolto un ottimo lavoro nel proporre un’esperienza coinvolgente.
HEROQUEST: IL SIGNORE DEGLI STREGONI – AVALON HILL

LucaCiglione: non poteva mancare nella mia play una partita ad Heroquest. Abbiamo giocato con l’espansione Il Signore degli Stregoni che aggiunge nuove missioni e nuove miniature, soprattutto scheletri e mummie. Rispetto ad altre espansioni riuslta diciamo più povera dato che non vi sono nuove meccaniche di gioco. Come sempre è chi è al tavolo che rende le partite ad Heroquest epiche o meno. Nel mio caso i compagni non mi volevano proprio dar retta e alla fine son stati giustamente massacrati mentre il mio mago scappava col bottino.
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INFERNO – GMT

Davide: incuriosito dalla tematica e dall’altisonante titolo provo Inferno. Gioco con la “G” maiuscola, veramente bello bello bello, impegnativo (scordatevi di stare sotto le due ore e mezza), con aderenza storica pazzesca – Guelfi contro Ghibellini – materiali top, interessante, strategico, promosso.
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JOURNEY THROUGH THE ITALY – LIRIUS GAMES

Luca Ciglione:
Ho avuto l’opportunità di provare il prototipo di “Journey through Italy” di Lirus Games, un gioco che, credo, arriverà su Kickstarter in estate o autunno. Questo titolo ci porta in un affascinante Grand Tour attraverso l’Italia, dove il nostro compito è quello di seguire le tracce di uno studente che sta scrivendo il suo diario di viaggio.
Il gioco offre diverse strade per accumulare punti, come la scrittura del diario di viaggio e la pubblicazione delle nostre esperienze. All’inizio della partita, tutti i giocatori ricevono un set di carte identico che permette di muoversi, esplorare le città, interagire con le persone e inviare missive per attivare le abilità dei vari personaggi. Inoltre, è possibile migliorare il proprio mazzo di carte attraverso il deckbuilding, il che consente di ottimizzare il numero di azioni che si possono svolgere.
Nonostante abbia giocato solo una partita quasi completa, che ha richiesto circa un’ora, devo dire che mi è piaciuto molto. Il gioco è incredibilmente fluido e anche se è ancora in fase di sviluppo, si può già intravedere il suo enorme potenziale. Potrebbe sembrare un tema non entusiasmante a prima vista, ma “Journey through Italy” è un vero e proprio orologio svizzero in termini di meccaniche di gioco.
Dato il lavoro eccezionale che Lirus Games ha svolto con “Age of Comics”, sono sicuro che abbiano fatto un altro ottimo lavoro con questo titolo. Consiglio di tenerlo d’occhio e di dare un’occhiata al progetto quando sarà disponibile. Personalmente, ritengo che sia un bellissimo gioco che vale la pena esplorare e apprezzare.
KING OF MONSTER ISLAND – MANCALAMARO

LucaCiglione: non potevo esimermi dal provare “King of Monster Island”, una versione cooperativa di “King of Tokyo”. Il gameplay non presenta grandi novità, ma riprende le meccaniche e le dinamiche del titolo originale. Ci sono i classici dadi da tirare, colpi da sferrare ai mostri e un’ampia varietà di carte aggiuntive per intraprendere azioni strategiche.
Tra le novità degne di nota, ci sono gli scagnozzi del mostro, ognuno con un potere personalizzato che aggiunge ulteriori sfumature al gioco. Inoltre, il vulcano scenografico al centro del tabellone dona un tocco visivamente accattivante all’esperienza di gioco.
“King of Monster Island” riesce a offrire ciò che ci si aspetta da un titolo del genere, fornendo una valida alternativa a “King of Tokyo”, soprattutto per coloro che preferiscono il formato cooperativo.
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KITES – STUDIO SUPERNOVA

White Winston: ultima prova della giornata e tocca a Kites, di Studio Supernova, un partygame molto semplice che si gioca in tempo reale. Il gioco è un cooperativo molto ben tematizzato, dove ogni clessidra rappresenta un aquilone in volo. Giocando delle carte dello stesso colore delle 6 clessidre, le capovolgeremo e lo scopo sarà quello di mantenere gli aquiloni in volo, ovvero, di non far terminare mai la sabbia nelle clessidre, fino all’esaurimento del mazzo di carte. A conti fatti, non è per niente facile vincere e bisogna essere molto coordinati, con un timing perfetto e un pizzico di fortuna. Ci sono anche delle varianti che lo complicano ulteriormente, per rinfrescare la sifda con l’aumentare della propria abilità. Molto carino!
LucaCiglione: ho giocato a Kites e sono in tutto e per tutto d’accordo con White Winston. Pur essendo un’astratto son riusciti a dargli un’ambientazione molto carina e calzante. Titolo preso e di cui avrete presto la recensione.
LA BATTAGLIA DEI PIRATI – CREATIVAMENTE

Davide: bellissimo gioco per tornare bambini, per divertirsi, titolo che ha vinto meritatamente il premio di Io Gioco come miglior gioco per bambini dell’anno scorso. Si cannoneggiano le navi avversarie, ci sono le isole, ci sono tante belle cosine da aggiungere. Si gioca sul tavolo, si gioca per terra si gioca dove volete. Diverte adulti e bambini ed è fighissimo dando anche un po’ di nostalgia. Assolutamente da provare se avete figli.
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MINDBUG – PENDRAGON

Stefano: provo MindBug Gioco di carte interessante con sistema di punteggio alla Magic/Yu-Gi-Oh. Carino e molto tattico, con due mindbug che sostanzialmente ti permettono di rubare le carte dell’avversario e ti danno la possibilità di avere una scelta strategica più ampia potendo bloccare anche gli effetti e le giocate altrui. Bisogna imparare tanto gli effetti delle carte altrimenti si rischia di giocare a caso le prime partite, facile da imparare e sicuramente da gustare dalla terza partita in poi.
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MOSAIC – PENDRAGON

SimoneM.: insieme all’autore Glen Dover ho provato (in super anteprima) Mosaic, un gioco di civilizzazione asimmetrico , dalla componentistica sontuosa, dove si controlla un leader che dà vantaggi sia all’inizio partita che durante la partita,. Si controlla un territorio cercando di fare maggior punti influenza a fine partita portando la propria civiltà in alto costruendo meraviglie, comprando tecnologie, costruendo città. Gioco sicuramente dedicato gli amanti euro del controllo territorio, delle maggioranze e della gestione risorse. Si pone, a detta dell’autore stesso, come un gioco di civilizzazione dalla durata contenuta, in 90-120 minuti a partita. Occorrono un po’ di partite per capire come costruire il proprio motore di carte per generare i PV necessari a sbaragliare gli avversari. Bisogna, infatti, tener ben presente che oltra la conta finale ci sono ben tre momenti intermedi (innescati da apposite carte) in cui si effettua il conteggio dei PV
MY MURDER MYSTERY – HORRIBLE GUILDS

Luca Ciglione: ho avuto l’opportunità di giocare a “My Murder Mystery” di Horrible, un coinvolgente gioco investigativo semi-cooperativo in cui però ogni giocatore assume un ruolo specifico. In questo intrigante scenario, tutti hanno segreti e obiettivi contrastanti con gli altri partecipanti. Si parte all’oscuro dell’identità del colpevole, quindi in un certo senso c’è una componente cooperativa nel cercare di smascherarlo. Tuttavia, ognuno ha anche i propri obiettivi personali da perseguire, che potrebbero portare a voler difendere il colpevole, ricattarlo o chiedergli del denaro.
Durante il proprio turno, ogni giocatore seleziona una carta, la legge segretamente e può decidere se rivelarne o meno il contenuto agli avversari. Inoltre, ci sono delle carte “segrete” che possono essere scambiate tra i giocatori se richiesto. La dinamica che si crea attorno al tavolo è affascinante, soprattutto se i partecipanti sono disposti a entrare nel proprio personaggio e ad interpretarlo al meglio delle loro capacità, quasi ruolando.
L’unica incertezza che ho riscontrato riguarda il numero di giocatori. In sei partecipanti, il gioco funziona magnificamente, ma non sono sicuro se con un numero inferiore di giocatori riuscirebbe a mantenere la stessa dinamicità e divertimento. Tuttavia, vale sicuramente la pena tenerlo d’occhio, poiché sarà disponibile ad un prezzo abbordabile intorno ai 10 € e offre un’esperienza di gioco one-shot della durata di circa 90 minuti.
NIMALIA – LUCKY DUCK GAMES

Luca Ciglione: di Nimalia di Lucky dark abbiamo già fatto la recensione in anteprima! Si tratta di un gioco in cui dovremo posizionare delle carte quadrate che presentano quattro diverse zone, seguendo una meccanica simile a quella di “Gran Bosco”. Inoltre, avremo una plancia con quattro obiettivi, dei quali dovremo raggiungerne almeno due o addirittura tre ad ogni turno. Sarà fondamentale riuscire a far coesistere gli obiettivi, poiché ogni round ci permetterà di giocare solo tre carte, limitando le nostre azioni. Dovremo quindi concentrarci sulle mosse più strategiche e opportune.
Gli obiettivi di “Nimalia” sono di diversi tipi: alcuni richiedono di ottenere la maggioranza in certe zone (quindi dovremo monitorare le azioni degli avversari), altri si basano sui colori delle carte o sui tipi di terreno, e ci sono anche obiettivi in cui gli animali necessitano di particolari elementi, come fiumi o habitat specifici. Gli obiettivi sono numerosi e il gioco è veloce, rapido e facilmente trasportabile. Tuttavia, richiede uno spazio adeguato sul tavolo per essere giocato al meglio. Il numero di giocatori consigliato è da due a quattro, anche se personalmente ritengo che in due non si possa godere appieno dell’esperienza. Consiglio vivamente di giocarlo in tre o quattro persone.
NOVA AETAS – LUDUS MAGNUS STUDIO

Stefano: provo Nova Aetas: Renaissance, skirmish a missioni ambientato in Italia ed in un 1500 “alternativo” (la stessa ambientazione di Black Rose Wars), che vede contrapporsi la fazione papale e quella fazione veneziana. In particolare ha provato uno scenario di caccia dove i quattro eroi devono cooperare per sconfiggere il mostro di turno, in realtà una fazione dei fauni quella delle creature mostruose da affrontare. Quattro personaggi, quattro abilità diverse che cooperando insieme permettono di portare a termine le missioni. C’è anche la variante in solitaria però i quattro personaggio devono essere tutti in gioco, tre dei quali vengono gestiti tramite un mazzo semplificato per fare delle azioni semplici. Il gioco non andrà in retail ma contattando il sito si potrà recuperarlo.
Daniele Sanna: potrei parlarvi degli elementi scenografici come alberi e cespugli in cartoncino spessi quattro dita ognuno, potrei parlarvi della ricchezza delle miniature, poi c’era anche il minotauro in sunburst che è veramente incredibile. Potrei parlarvi della novità relativa della ruota e del tipo di iniziativa gestibile dai giocatori in base agli effetti che vorrete in gioco ma mi limiterò a parlarvi del fatto che il maledetto minotauro ha strappato un albero e l’ha lanciato verso un perdsonaggio oneshottandolo in malo modo. Da prendere subito.
OATHSWORN

White Winston: comincia la giornata e si prova subito uno degli american dell’anno (se non L’american dell’anno), Oathsworn, gioco interessante con la doppia possibilità di gestire i combattimenti in maniera un pò più american (coi dadi) o un pò più german (con le carte). Il gioco è diviso tra una parte narrativa e una di gioco vero e proprio, costituita da scenari di combattimento tipo skirmish. Mi è piaciuto e credo che possa piacere a chi ha apprezzato Gloomhaven, quantomeno se giocato con le carte, perché si presta a tutta una serie di ragionamenti tattici. Apprezzabile anche lo sforzo per mettere (finalmente) al centro dei combattimenti anche il movimento sulla mappa, con possibilità, ad esempio, di colpire il boss sui fianchi o sul retro. Componentistica molo bella, con il ratto gigante a farla da padrone, ma con anche altre bellissime miniature a fare bella figura sul tavolo.
OVERBOOKING – OLIPHANTE

LucaCiglione: ho provato “Overbooking” di Oliphante e devo dire che è un gioco estremamente divertente. Il suo obiettivo principale è cercare di capire le mosse degli avversari e massimizzare il proprio punteggio. Il tema del gioco ruota attorno all’ingresso delle carte/ospiti all’interno di varie locande, ognuna con una capacità massima di ospiti che possono accogliere. Inizialmente, le grandi comitive (carte da 6 persone) entrano per prime, seguite dalle comitive più piccole.
Le carte possono essere giocate sia sulla fila di ingresso (a destra) dove sono messe in coda, sia sulla fila sinistra dove vengono attivati gli effetti Le carte sono quasi sempre posizionate copertenon facendoci conoscere i dettagli specifici di ogni carta, ma solo se è una carta grande (da 4 a 6) o una carta piccola (da 1 a 3).
Una volta posizionate le carte, dobbiamo cercare di capire le mosse degli avversari, cercando di far entrare più carte possibili delle nostre nella locanda e allo stesso tempo ridurre l’ingresso di carte degli altri giocatori.
Ad esempio, la carta 5 può “uccidere” la carta 6 se viene giocata sulla fila sinistra. Quindi, una carta 5 a sinistra distruggerà una carta 6 a destra. Tuttavia, non abbiamo la certezza che la carta grande a destra sia effettivamente un sei, quindi dovremo fare delle scommesse basate sulle mosse degli avversari e cercare di interpretarle correttamente. “Overbooking” è sicuramente un gioco adatto a tutta la famiglia, ma offre anche la possibilità di aggiungere elementi di set collection per accontentare giocatori più esperti e strategici. Consiglio vivamente di provarlo perchè è uno dei titoli che maggiormente ho apprezzato in fiera.
PAMPERO – TESLA GAMES

White Winston: Pampero è il prossimo gioco gestionale dal peso medio-alto, che verrà portato in Italia a fine anno dalla Tesla Games. A prima vista può ricordare un Lacerda, perché ha lo stesso disegnatore e l’autore è un ex sviluppatore dell’autore portoghese; in realtà le meccaniche non ricordano le classiche “lacerdiane” e il gioco non è così complicato, pur non essendo di facile lettura. Non esattamente il gioco da apprezzare fino in fondo in fiera, mi è piaciuto anche se non mi ha convinto al 100%. In particolare, ho trovato la mappa un po’ slegata dal resto e priva di twist collegati al piazzamento delle varie strutture. Da riprovare con calma per una valutazione più approfondita.
QUA LA ZAMPA – HAPPY BLUE (PENDRAGON)

LucaCiglione: Pendragon esordisce col botto con questo titolo per bambini semplice e divertente. Interpreteremo dei gatti che raccolgono il pesce. Facendo tris raccoglieremo punti. Dopo aver indossato le zampine da gatto conteremo fino a tre e, in quel momento, ci fionderemo su un pesce con la nostra zampa. Se saremo gli unici lo prenderemo, se più gattini contenderanno la stessa carta essa verrà scartata.
Mille livelli di profondità per un gioco che può essere anche giocato dagli adulti e può far scatenare inattese risse al tavolo.
QUICKSAND – HORRIBLE GUILD

Matte e Davide: proviamo questo Quicksand assolutamente adrenalinico, un gioco in tempo reale, cooperativo, in cui portare delle clessidre alla fine di un percorso fatto di tassellini con simboli che devono corrispondere alle carte giocate per far muovere le clessidre. Il twist del gioco sta nel fatto che le clessidre non possono superarsi quindi non si può muovere una clessidra dietro un’altra che quindi flippa e riparte al tempo rimasto. Molto cooperativo con prima esperienza con un impatto più forte di un triplo caffè!
Luca Ciglione: questo è l’anno dei giochi con la sabbia e le clessidre a Modena. Dopo kites, c’è anche Quicksand, un gioco più strategico dove le clessidre si muovono e si ribaltano sia per colore che per forma e devono fare un percorso. Non possono ovviamente superarsi e se c’è una che blocca il movimento si “flippa”. Le clessidre possono finire una volta e venir messe da parte, se finiscono per una seconda volta vengono eliminate. Per farle rientrare c’è una carta apposita che è difficile da trovare. Insomma, un gioco sulla falsa riga appunto di kites, dove e bisogna girare le clessidre, far scorrere il tempo e i turni. E quale tra questi due titoli ci è piaciuto di più? Quicksand è più da gamer ma io ho preferito kites perché è più tematizzato ed è più accessibile da tutti. Sono comunque due alternative diverse, date un’occhiata ad entrambi.
REVIVE – GHENOS GAMES

White Winston: seconda prova della giornata e tocca a Revive, un gioco german competitivo (a posteriori, uno dei più chiacchierati e apprezzati della fiera), sostanzialmente a base di combo, dove si prendono risorse, si giocano carte, si sbloccano cose per fare azioni bonus e si esplora una mappa centrale alla ricerca di punti e ulteriori bonus. Un peso medio leggermente tendente verso l’alto, dove serve comunque una visione complessiva per giocarlo bene, che mette insieme un mix fluido e dinamico di meccaniche note, per sfornare quello che oggi viene comunemente definito “eurogame moderno” che, tradotto, significa gioco non troppo complicato, buona complessità, mai stretto e punitivo e un flusso veloce e coinvolgente. Nonostante non sia esattamente il tipo di gioco che adoro (preferisco giochi più stretti), penso piacerà a tanti e sia destinato a far parlare ancora di sé…
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REQUIEM – LUDUS MAGNUS STUDIO

SimoneM.: concludo la mia Modena provando in anteprima Requiem, ambientato nel mondo di Nova Aetas e Black Rose Wars. La scena, però, si sposta in Germania in cui il nostro gruppo di valorosi è alla ricerca dei maghi contaminati dalla Rosa Nera che andranno cacciati ed eliminati. Collaborativo a scenari su mappa modulare. I personaggi, ciascuno dotato di abilità proprie e un proprio mazzo per potenziarsi crescendo di livello, devono esplorare tiles svolgendo missioni con un tempo limitato. Dovranno affrontare nemici (umani e mostri ispirati al folklore teutonico), cercare indizi e svolgere diverse side quest. Ogni giocatore attiva il proprio personaggio spendendo token con simboli specifici (diversi per ciascun eroe) che equivalgono a punti azione. La partita demo è stata bella, il gioco è veramente valido e andrà in lancio verosimilmente a ottobre. Anche qui Ludus riconfeziona una chicca quindi…”shut up and take my money”.
RUNAR – LUDUS MAGNUS STUDIO

Stefano: ho giocato a Runar, uno skirmish molto interessante (di cui aveva già parlato SimoneM. qui) con una commistione di meccaniche che vanno dal draft alla possibilità di infliggere dei danni e difendersi utilizzando e spendendo dei cubetti, per guadagnare personaggi da giocare. Ci sono sia possibilità di attacco che di spinta verso delle trappole, mappa che si può comporre e c’è anche anche un meta-gioco di costruzione di torri che danno punteggio rispetto ad obiettivi di fine turno (sostanzialmente una sorta di clessidra che conta il tempo dei turni e della durata complessiva). Titolo per quattro giocatori ma con la possibilità di inserire la nemesi in qualsiasi momento. Promosso. Un KS in arrivo e in attesa.
SAKURA HEROES – RAVENSBURGER

LucaCiglione: provo Sakura Heroes, un giochino dove si tirano dadi. Bisogna scalare una montagna, ogni montagna ha degli obiettivi (dadi omini, dadi fiore, dadi colore) da risolvere tirando e ritirando dadi mettendoli a parte a ogni successo, un gioco più che altro per bambini o per chi adora tirare dadi.
SHERWOOD BANDITS – LUDUS MAGNUS STUDIO

Stefano: dai ragazzi di Ludus Magnus Studio provo anche Sherwood Bandits Interessantissimo gestionale di dadi che viene bene in quattro cinque giocatori. Si rolla il dado e si scommette sul carro col numero che potrebbe comparire, una volta raggiunta l’offerta i giocatori prendono l’offerta presente sul carro collezionando bottini in set-collection. Molto semplice, tra i 20 e 40 minuti, un family plus.
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SUB ZERO – DTG

Andrea-cogo71: insieme a mia figlia e ad un suo amico mi siedo a provare Sub-Zero altro prototipo family plus di DTG. Si tratta di un gioco di maggioranze asimmetrico ambientato su un lembo di terra al ridosso del circolo polare artico. Su una plancia formata da tessere esagonali, che rappresentano i vari tipi di terreno, dovremo piazzare il nostro gruppo di animali antropomorfi, ognuno con caratteristiche peculiari. In base al risultato del lancio di un pool comune di dadi, potremo scegliere tra diverse azioni mentre ogni tipo di terreno varia il suo rendimento in termini di punti man mano che viene sfruttato. Al termine di tre stagioni chi avrà fatto più punti sarà il vincitore. Semplice, ma non banale e piuttosto cattivello, se fosse stato disponibile sarebbe stato un “instant buy”, purtroppo ci sarà da attendere la campagna crowdfunding che però non dovrebbe tardare molto, visto che il gioco non mi pare abbia bisogno di ulteriori rifiniture.
SUNRISE LANE – HORRIBLE GUILDS

Stefano: eccomi a provare Sunrise Lane di Knizia, indipendente dalla lingua, un city-builder dove ognuno deve costruire degli edifici del proprio colore giocando delle carte dello stesso colore dei quadretti presenti sulla mappa ottenendo dei punti in riferimento ai lotti occupati sulla mappa. C’è un meta-punteggio su una carta dato da obiettivi comuni da calcolare a fine partita (edifici più alti, rete di edifici più lunga e così via). In due giocatori in 20 minuti ce la si fa alla grande. Ottimizzato per il piazzamento carte ed edifici.
Andrea-cogo71: Ho provato Sunrise Lane da Horrible Guild, è una reimplementazione di un gioco di Reiner Knizia (Rondo) e quindi, come tutti i suoi giochi, gira alla grande. Questo che abbiamo provato era un prototipo, quindi materiali assolutamente non definitivi. Anche i colori non erano quelli corretti e non ho foto se non quella della scatola. Il gioco gira come un ingranaggio, un ingranaggio ben oliato e ha soltanto tre regole in croce ma da tanta soddisfazione.
TA-MERI – POST SCRIPTUM (PROTOTIPO)

Andrea-cogo71: ho provato il prototipo di Ta-Meri di Tommaso Alisonno e P.S. Martensen ovviamente Post Scriptum Placentia, un gran bel gioco, un german di quelli tosti dove tutte le azioni si incastrano alla perfezione. É ambientato in Egitto e ci sono tre stagioni per ognuna delle quali ci sono quattro round dove dovremo cercare di piazzare i nostri lavoratori scegliendo se coltivare i campi, promuoverli a sacerdoti, far dipingere e/o costruire loro delle Sfingi, mandarli al mercato, e via dicendo. Insomma un gioco che promette molto molto bene con una componentistica che nella versione definitiva dovrebbe essere molto importante, perché c’è anche una piramide centrale da cui scendono delle palline che rappresentano le “stagionalità”, quindi la pallina azzurra per la pioggia, quella gialla per il sole. Molto molto bello speriamo che arrivi presto la campagna di finanziamento.
THE LAST SPELL – TABULA GAMES

White Winston: sono passato a trovare Tabula Games e mi sono ritrovato nientemeno che il grande Nestore Mangone (Newton, Darwin’s Journey, Autobahn), che non sapevo fosse l’autore di The Last Spell, il prossimo gioco dell’editore con campagna Kickstarter sulla rampa di lancio proprio in questi giorni. Il gioco è un survivor RPG, con componente di tower defense, diviso in due fasi: di giorno prevale l’anima da german puro, in cui si deve costruire le difese e gestire risorse, di notte si trasforma in american, con una sorta di skirmish animato da un sistema di combattimento gestito da dadi (parzialmente controllabili), dove dovremo difenderci da ondate di nemici. Quello che si farà di giorno avrà un impatto forte su quello che accadrà di notte e così via. Si vincerà se si riuscirà a difendere la città senza far morire gli eroi. Curiosi? Io tanto!
THE WOLVES – GIOCHI UNITI

Simone P. : Ho giocato anche io a The Wolves. Un gioco di controllo territorio, maggioranze sui Lupi e sul branco, molto molto carino. Ogni turno bisogna scegliere su quale tessere agire e si girano le tessere del territorio corrispondenti. Possiamo poi spostare i nostri branchi oppure possiamo farli ululare, possiamo anche migliorare queste azioni sulla nostra plancia per farle diventare sempre più potenti. E’ previsto posizionare nuovi Lupi per aumentare il nostro controllo territorio oltre che costruire tane che ci aiuteranno nelle maggioranze. Il gioco è molto, molto bello, approvato, consigliato.
Luca Ciglione: Abbiamo giocato a The Wolves di giochi Uniti, gioco molto molto bello secondo me. Con la durata quella che piace a me: 45 minuti molti eleganti e molto veloci. Sostanzialmente abbiamo dei lupi con cui dovremmo andare a fare il controllo del territorio. Quindi maggioranze. I lupi possono ululare, convertire altri lupi solitari per farli entrare nel nostro branco, possono costruire delle dei covi che possono essere poi upgradati in delle tane e possono anche dominare altri Lupi se sono lasciati soli. Il meccanismo per quale faremo le azioni sono delle tessere dubleface che ogni volta che le usiamo vengono girate. Alcune azioni richiederanno una semplice tessera e quindi saranno sempre fattibili, altre necessiteranno più tessere dello stesso colore. Questo vuol dire che nei turni che abbiamo dobbiamo prepararci le tessere per programmare le azioni più potenti. È molto elegante, semplice da spiegare e facile da giocare. Uno dei giochi più belli che ho provato qui a Modena e secondo me è da tenere d’occhio.
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TWILIGTH INSCRIPTION – ASMODEE

Simone P. intavola la versione R&W di Twiligth Imperium. Questo Twiligth Inscription lo ha lasciato abbastanza soddisfatto, uno R&W molto molto pesante, uno dei più pesanti mai giocati. Si hanno quattro plance davanti e ogni volta si deciderà su quale di queste giocare, una ad ogni turno, si attiveranno le risorse che darà la carta del turno e si tireranno i dadi per le risorse. Con le plance potrò sbloccare delle risorse, attivare la guerr, espandermi e così via. Carino anche se di Twiligth Imperium ne ha sentito pochissimo. Lontano da quel tipo di gioco, ovviamente, ma si sarebbe aspettato un po’ di più da questa versione.
VERDANT – LUCKY DUCK GAMES

LucaCiglione: da Lucky Duck Games gioco a Verdant in cui costruire un insieme di piante e di stanze. Le carte piante hanno diversi tipi di crescita in base a quanto sono, più o meno, esposte alla luce. Ogni turno si prende una carta dal centro con il token corrispondente. Bisogna costruire una griglia dove piante e stanze sono alternate a scacchiera. Il gioco ricorda un pò la Casa dei Sogni e si fanno punti anche mettendo i token oggetto nelle stanze dello stesso colore. Ci sono poi token che aiutano anche la crescita delle piante. Un solitario di gruppo che funziona, quasi rilassante, come il tema delle piante che crescono.
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WAR OF THE RING THE CARD GAME

White Winston: terza prova della giornata e tocca a War of the Ring – The card game, un gioco asimmetrico 2vs2, in cui ognuno impersona una fazione del celebre romanzo e deve gestirla attraverso il proprio mazzo di carte preconfezionato (immodificabile e pare anche privo di espansioni future). Mi è sembrato un gioco dalle grandi potenzialità, molto profondo, dove vince chi riesce a coordinarsi al meglio col proprio compagno di squadra, sfruttando al massimo le miriadi di possibilità che offriranno le carte (che di fatto, fanno il gioco). Da digerire in due-tre partite almeno (quindi non da fiera), non perché sia complicato, ma perché necessita di piena consapevolezza per poterlo padroneggiare, conoscendo bene le carte e le possibilità della propria fazione. Gioco affascinante che immerge parecchio anche nell’ambientazione; né bocciato, né promosso, solo rimandato alla prova della versione italiana (direi necessaria, vista la quantità di testo sulle carte).
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WOODCRAFT – TESLA GAMES

SimoneP.: provo Woodcraft, un eurogame della Tesla in cui saremo falegnami che dovranno completare missioni comprando e lavorando legno oppure piantando alberi per far crescere il legno da lavorare. Un gioco molto carino in cui potenziare la propria plancia per fare azioni sempre più potenti e fare sempre più cose. Non male, davvero non male, approvato.
YATAI – DTG

Andrea-cogo71: mi siedo a giocare a Yatai, dagli amici di DTG un gioco in cui si gestire un carrettino di cibo giapponese; da due a quattro giocatori dovranno servire i clienti che si siederanno al proprio carrettino di street-food cercando di servire loro i piatti e le bevande che preferiscono per massimizzare i punti. Interessante il sistema di selezione delle azioni costituito da una griglia 2×3 in cui ad ogni turno un’azione uscirà dal pool di quelle disponibili ed anche il piazzamento dei clienti soddisfatti che ci farà progredire su uno dei 4 tracciati presenti: costo, pulizia, location e menu (qualcuno ha detto 4 ristoranti?). Titolo in crowdfunding, promosso a pieni voti, un family plus molto divertente che spero raggiungerà facilmente l’obiettivo di finanziamento prefissato.
YUCATAN – STUDIOSUPERNOVA

LucaCiglione: provo Yucatan un gioco con un impatto scenico importante con miniature e piramide. Abbastanza leggero, sostanzialmente abbiamo una plancia con delle azioni che potremo personalizzare e potenziare durante la partita e poi bisognerà andare coi nostri omini a fare delle battaglie con carte da utilizzare one-shot, facendo anche un po’ di deckbuilding della nostra mano. Un gioco comunque molto , divertente da giocare (non vi aspettate un gioco complesso) dove di base ci si va a picchiare forte con queste miniature ma che necessita anche di una buona pianificazione per potenziare opportunamente le proprie truppe.
SALUTI, BACI ED ABBRACCI
Se siete giunti fin qui, forse avrete ancora la forza per leggere quest’ultimo pezzettino.
E’ stato il Play delle promesse mantenute, sia nella fruibilità degli spazi, della possibilità di gioco, del clima, dell’affluenza ed in generale della vivibilità. C’è stato tempo per prendere un caffè, chiacchierare con tutti ai tavoli, agli stand, per i corridoi, fra una corsa fra un padiglione ed un altro. Non sono mancati, fra l’emozione e l’imbarazzo, gli scambi con chi ci ha fermato perché riconoscendoci dalla maglietta o con chi ci ha fermato per chiederci chi fossimo. Per una foto, per tutte queste cose insieme o per nessuna di queste.
E’ stato il Play delle previsioni azzeccate ma quando fai i pronostici sui titoli più attesi poi ti devi sedere e provarli, capirli, sviscerarli. Decodificare le sensazioni, perché poi come sempre (e per fortuna dico) capita ci sono quegli outsider, quei titoli a sorpresa che ti fanno dire “Oh Puerto Rico!” (esclamazione ludicamente censurata n.d.r.) che figata assurda. Come avete potuto appurare voi stessi da questa massiccia carrellata di queste perle ce ne sono state e siamo doppiamente contenti se le avete scoperte grazie a noi.
E’ stato l’ennesimo, dannatamente bello Modena Play perché si è giocato tanto e per chi era al tavolo, a giocare con noi, è stato sicuramente doppiamente bello (ma quanto siamo modesti eh? n.d.r.).
Alla prossima.
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