Abbiamo conosciuto Luma World e i suoi giochi per nonsolograndi (cito i tre titoli che ho gradito di più: Crafty Puggles, Trail Blazer e Guess the Fence) ma adesso l’editore alza l’asticella e ci presenta il suo primo gioco ‘solo per grandi’. Lakshadweep è, innanzitutto un arcipelago al largo della costa del Kerala, in India (l’ho sempre sostenuto che con i giochi si imparano moltissime cose interessanti), ma è , anche, e soprattutto, il gioco di cui vi parliamo oggi. Piazzamento tessere per due giocatori creato da Sidhant Chand e con le illustrazioni di Mazhar Kothari.; il gioco ci impegnerà per 30 minuti circa, a partire dai 10 anni di età.
I Materiali
La scatola, particolare, di Lakshadweep contiene:
- Ventotto carte isola, spesse e di grande formato;
- Sedici token pesca con differenti valori;
- Sei token isola;
- Otto token bonus;
- Due reference guide e un mazzetto segnapunti.
Scatola compatta, illustrazioni semplici ma funzionali, tessere di ottimo spessore e dimensione, direi che il materiale si guadagna un: più che adeguato allo scopo; non si eccelle, ma non c’ nemmeno nulla fuori posto
Il Gioco, ovvero eccovi le regole
Le regole del gioco sono molto semplici al proprio turno il giocatore dovrà scegleire una tessera e rispettare le regole di piazzamento (mare con mare, terra con terra) con la particolarità che le prime due carte si possono girare (e avranno i disegni speculari) mentre l’ultima non può essere girata; tutte possono sempre essere ruotate. Quando si completa un’isola si prende un token bonus che va a scalare progressivamente nel corso della partita. Quando si piazza un Base di Pesca si prende un token pesca più un token per ciascuna delle altre aree che operano in sinergia (tutte le aree attigue ortogonalmente o diagonalmente).
Le regole interessanti sono quelle che detrminano il punteggio, infatti, si fanno punti in tanti modi:
- CASE. il giocatore con il maggior numero di case su un’isola ne segna i punteggi con una progressione geometrica (1 punto 1 casa; 4 punti 2 case; 9 punti 3 case; 16 punti 4 case e così via);
- HOTEL. Su un’isola ci può essere un solo hotel che farà punto per ognuno dei visitatori sull’isola;
- PORTI. Si segna un punto per ciascuno delle costruzioni univoche dello stesso colore del porto sull’isola;
- BASI DI PESCA, si contano i token pesci precedentemente pescati;
- Per ogni costruzione che c’è su un’isola si avranno punti secondo una progressione particolare ‘potrei definire come fibonacci’ (1 punto 1 costruzione; 3 punti 2 costruzioni, 6 punti 3 costruzioni; 10 punti 4 costruzioni);
- Ogni giocatore farà 3 punti per ogni foresta del proprio colore;
- Il giocatore con il maggior numero di coralli del proprio colore farà 10 punti.
Come sempre faccio i complimenti a Luma World per i suo regolamenti den scritti, ricchi di esempi chiarificatori e con anche un video a completare il tutto (lo trovate qui). Davvero un plus per questo editore.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “Conoscere il tuo pianeta è un passo verso il proteggerlo”, dall’ esploratore, fotografo e documentarista Jacques-Yves Cousteau.
Ecco, quindi, in elenco le cose che si possono imparare giocando a Lakshadweep:
- un’interazione forte ed assoluta tra i giocatori;
- la difficoltà delle scelte;
- che nei gioco si possono fare tanti, tantissimi, sterminati punti.

Considerazioni Personali / Impressioni
Moltissime persone pensano al re del piazzamento tessere (Carcassonne) come ad un gioco particolarmente interessante nella sua versione per due giocatori; Lakshadweep trae ispirazione de questo punto, estremizzandolo, per trasformarsi in un gioco di piazzamento tessere per soli due giocatori; scelta interessante che si rivela perfettamente funzionale al gameplay.
Le Tessere
Il gioco ha 28 tessere – non tantissime – ognuna duoble face, e qui entra in gioco quello che è uno degli aspetti più interessanti del gioco, a tessera dà un lato avrà alcune specializzazioni per un giocatore ed altre per il suo avversario, in qualche modo giocheremo sempre non solo per noi, ma anche per il nostro compagno di gioco, con un’interazione assoluta, costante ed estremizzata che ci dovrà far ben riflettere sul posizionamento della tessera, magari arrivando a preferire una mossa sub-ottimale pur di non avvantaggiare troppo il nostro avversario. Ventotto tessere, poi, non sono molte, quattordici turni di gioco che trascorrono davvero molto veloci, ben al di sotto della durata dichiarate del gioco e lo rendono un perfetto fillerino per due giocatori.
Scelte
Il gioco ci propone sempre una celta tra tre differenti tessere, due delle quali possono anche essere flippate, diventando così una scelta di piazzamento tra cinque diverse opzioni. La conformazione delle tessere è simile (con uno o due lati con la terra e con 2 o tre lati con il mare) e quindi la vera scelta è nelle specializzazioni che ci sono disegnate sulle tessere, dalle costruzioni, ai turisti, ai coralli, … ognuna di queste opportunità ci propone un sempre ampio ventaglio di scelta, con alcune che ci danno visibilità nell’immediato e alcune che, invece, indirizzeranno le scelte future della partita. Si deve, infatti, essere abili a creare sinergie tra i piazzamenti durante tutto l’arco della partita a Lakshadweep, non dimenticandosi poi, che alcuni aspetti varranno solo a fine partite e magari, invece che come sinergia tra tessere basandosi sulla meccanica delle maggioranze.
L’ambiente
Lakshadweep ha una forte componente legata all’educazione ambientale e al delicato equilibrio che si crea in ecosistemi particolari, come nel caso di questo arcipelago indiano, con il progresso. Il gioco nasce proprio in seguito alla riflessione dell’autore nel 2017 quando una delle isole, fortunatamente non abitate, si inabissò sotto il mare. Lakshadweep non ci propone soluzioni, non fa sensazionalismo, ma in un piccolo manuale a parte ci fornisce alcune notizie sull’arcipelago e, soprattutto, una pagina finale in cui auspica di aiutare a fare scelte ‘greener’ ed eco-friendly per i giocatori e soprattutto per le generazioni future e le loro scelte. Per finire tutto il gioco è prodotto con materiale eco-sostenibile, ulteriore piccola nota di merito e questa etichetta che vedete sotto in foto è altrettanto significativa.

Tantissimi Punti
Siamo certi che ogni piazzamento (o quasi) faremo dei punti a fine partita, i punti si fanno in tanti, tantissimi modi e si fanno tanti, tantissimi punti, l’attenzione principale quindi deve essere quella di verificare come ottimizzare il punteggio, possibilmente evitando di far fare (tanti) punti anche al nostro avversario/compagno di gioco. Aspetto interessante è anche dato dal fatto che spesso le tessere fanno punti in almeno più di un paio di modi e quindi è importante capire quale sia il modo ottimale per il piazzamento. Sicuramente il fatto di fare tanti punti, unto al fatto che ci sono bonus, alcun decrescenti ed alcuni casuale fa sì che sia (quasi) impossibile avere un’idea chiare del progredire del punteggio durante la partita. A me questo aspetto non disturba, ma ho un paio di amici che me lo hanno segnalato come aspetto leggermente critico.

Avanzato!
Mi piace molto quando il gioco … progredisce, quando ci dà l’opportunità di avere accesso a livelli di difficoltà differenti, in base a ‘cosa vogliamo giocare’; mi ha favorevolmente colpito, quindi il fatto che ci sia uno strato di difficoltà aggiuntivo, e non eccessivo, oltre il livello base del gioco.
In Conclusione
Lakshadweep è un gioco per due giocatori ben strutturato, non ci sono grosse novità, il fatto di avere le tessere pronte, ovvero con meeple e strutture già piazzate e definite aiuta a rendere il gioco snello (anche se probabilmente ne limita un pochetto la longevità). L’interazione costante con l’avversario e il fatto che ogni piccolo piazzamento porti con sé il fatto che si faranno dei punti a fine partita lo rende un gioco piacevole da giocare e mai punitivo c’è sempre una mossa se non ottimale, almeno sub-ottimale. Sicuramente un buon esordio per Luma World anche nel mondo dei grandi.
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