scritto da
FΛB!O P.
Già varie volte tra le mie recensioni (e ancor di più in questa rubrica nel suo complesso) sono apparsi giochi di logica con carte sfida: giusto per citarne tre dello stesso gruppo editoriale, qui potete trovare i post su Roller Coaster Challenge, Code Master e Circuit Maze della ThinkFun. Oggi riprendo quel filone con GraviTrax The Game, il gioco da tavolo che si rifà al famoso circuito per biglie interattivo firmato Ravensburger.
Esiste in tre varianti, tutte novità 2022: Course, Impact e Flow (quella in nostro possesso). Sono in buona parte simili, almeno come impianto di gioco, ma si differenziano per alcuni componenti particolari e ovviamente per i rompicapo da risolvere. Le indicazioni sulle scatole sono del tutto analoghe: dagli 8 anni di età, per 1+ giocatori (quindi affrontabile da soli o collaborando insieme), indipendente dalla lingua.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.

I COMPONENTI
La scatola di GraviTrax The Game: Flow, di dimensioni 222×222×68mm, contiene:
- 1 manuale delle soluzioni;
- 30 carte sfida con suggerimento sul retro (5 livelli di difficoltà, da bassa a estrema);
- 6 carte istruzioni;
- 1 scatola per le carte;
- 2 basi esagonali;
- 1 livello trasparente;
- 1 biglia;
- 1 partenza;
- 1 traguardo;
- 1 vortice;
- 1 discesa;
- 7 curve;
- 1 incrocio;
- 11 rialzi + 1 alto la metà;
- 2 FlexTube;
- 6 binari (3 corti, 2 medi, 1 lungo).
I materiali in sé sono quelli di GraviTrax, quindi nessuna sorpresa sulla loro eccellenza. Preciso, per chi non conoscesse il sistema, che rialzi, curve e incrocio non sono a incastro, bensì appoggiati semplicemente uno sopra l’altro. Pur essendo più compatto, il fascino, l’attrattiva e la scenicità rimangono invariati. Non esiste un regolamento vero e proprio, perché ci sono 6 carte che fanno da tutorial (senza testo), partendo da una “sfida 0”. Il libretto mostra l’elenco dei componenti e le soluzioni a 28 delle 30 sfide (le ultime 2 di livello estremo sono beffardamente vuote).
Sappiate che dell’incrocio non è necessario utilizzare entrambe le vie, poiché può bastarne anche una sola. Gli elementi che attraggono maggiormente i bambini sono i FlexTube (dei tubicini snodati) e il vortice, in cui la biglia entra tangenzialmente per poi scendere a spirale verso il foro centrale, da cui cadrà sulla discesa sottostante. Si ripone tutto agevolmente nella scatola, senza essere maghi del Tetris.
Materiali promossi con lode! Ho girato pure un video di unboxing:

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Lo svolgimento è il seguente:
- scegliete una carta sfida di livello opportuno (verde = basso, giallo = medio, arancione = alto, rosso = avanzato, fulmine = estremo);
- raccogliete gli elementi raffigurati in alto e mettete da parte tutti i pezzi non necessari;
- posizionate basi, livello, partenza con biglia, traguardo e rialzi sul piano di gioco, per riprodurre quanto mostrato sulla carta;
- costruite la vostra pista, senza avanzare elementi, quindi premete la partenza per liberare la biglia;
- se si muoverà senza intoppi lungo tutta la pista e si fermerà al traguardo, avete vinto!
Il regolamento completo di GraviTrax The Game lo potete trovare qui.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Quando abbiamo aperto la scatola per la prima volta, eravamo pressoché digiuni del sistema GraviTrax. A mia memoria ci avevamo giocato giusto una volta dal nostro amico Alessandro, dunque ho pensato di coinvolgerlo nelle vesti di veterano ed esperto: potrete trovare le sue impressioni qui sotto, insieme a quelle di Monica e Ambra. La mia bimbella da un lato è una che apprezza le sfide e gli enigmi, però dall’altro è pure quel genere di persona che si innervosisce se il successo non arriva in fretta. Per questo motivo eravamo molto curiosi di assistere al suo cammino di 30 carte.
L’autore ha fatto un buon lavoro nel metterle in ordine di difficoltà, sebbene ciò non sia proprio oggettivo o infallibile. Ad esempio una stessa sfida potrebbe richiedere 3 minuti a un giocatore e 6 a un altro, per poi veder ribaltata la situazione con quella dopo. Pertanto non prendete la sequenza come assoluta, piuttosto valutate le carte dello stesso blocco nel loro insieme. A proposito del loro numero, 30: una ventina in più o anche il doppio sarebbero state meglio, ovviamente.
Se il gioco prende, com’è probabile che succeda, potrebbero comodamente andar consumate nell’arco di un pomeriggio o in un paio di serate. Noi le abbiamo spezzettate in otto sessioni da circa 25 minuti l’una, per un totale di oltre 3 ore e 20 minuti. Questo ci porta, calcolatrice alla mano, a una media di 6’45” per sfida. È chiaramente un valore aritmetico, che non rispecchia la progressione della difficoltà, ma può comunque dare un’idea.
Il gioco si è quindi esaurito? Meno di altri della stessa categoria. La presenza di pochi elementi ha due risvolti positivi per il giocatore: il primo è che i rompicapi sono più interessanti in spazi ristretti e con risorse limitate, il secondo è che le preparazioni di partenza si possono ricondurre a una manciata di tipologie (con una base, con due, con il livello trasparente, con le torri), di conseguenza la sola memoria si confonde e fatica a ricordare visivamente la soluzione senza riapplicare della buona materia grigia. Se poi la prima scatola vi ha messo fame, ci sono le altre due varianti (Course, Impact e Flow). Infine, naturalmente, tutti i materiali sono perfettamente compatibili con i GraviTrax Starter Set.

Tornando a noi, com’è stato il percorso di Ambra? Sicuramente caratterizzato da entusiasmo e da voglia di farcela, punteggiato qua e là da momenti inviperiti, quando le idee sembravano esaurite. La meta però è sempre stata arrivare ad affrontare le due sfide estreme finali. Il nostro ruolo di genitori è stato quello di sostituire il suggerimento sul retro della carta con qualche osservazione furba per farle rimettere in moto le meningi. Principalmente le indicazioni sono state di due tipi: a volte può essere più illuminante partire dal traguardo e risalire alla partenza; lasciamo stare i rialzi e sistemiamo le altezze soltanto una volta che il percorso è chiuso. L’unica volta che abbiamo fatto veramente ricorso all’aiuto è stato al primo utilizzo dell’incrocio, che pensavamo di dover percorrere in entrambi i tratti… ma non sempre è così 😉
Altro piccolissimo spoiler: alcune soluzioni non sono univoche. In certi casi abbiamo aperto il libretto per una verifica e scoperto che avevamo trovato una via alternativa. Ci è anche capitato di essere generatori involontari di rigiocabilità. A dirla tutta è stata colpa mia: avevo sbagliato a prendere gli elementi necessari per la sfida. Siamo riusciti lo stesso a combinare qualcosa, per cui ci è rimasta l’intenzione di ripassare le carte con leggere modiche casuali per sottoporci ad altre sfide. Al di là di questa nostra intromissione del caso, non c’è alcuna fortuna nelle meccaniche di GraviTrax The Game e vittoria o sconfitta dipendono interamente dai giocatori. Come ulteriore post-it mentale, ci siamo presi l’appunto di provare a inventare le sfide l’uno per l’altra.
Come ultima cosa sottolineo la presenza dei quattro livelli di difficoltà, che consentono al gioco di crescere con il bambino e al genitore magari di introdurre gradualmente le novità per accompagnare fianco a fianco i passi evolutivi dei nongrandi di casa: il passaggio dal verde al giallo all’arancione al rosso potrà essere occasione di celebrare una tappa evolutiva, piccola forse, ma evidente e tangibile.
Alla voce lati negativi, l’unico rammarico che ho è sulla scalabilità: seppur la scatola riporti 1+ come numero di giocatori, in realtà il regolamento non dà alcuna indicazione sul multigiocatore. Tecnicamente GraviTrax The Game non è neanche un gioco da tavolo in senso stretto, dato che non esiste una partita vera e propria o un modo per perdere. Secondo me sarebbe bastato un piccolo sforzo per aggiungere qualche regola cooperativa (risolvere più carte possibili in un determinato tempo? risolvere X carte in meno tempo possibile?) o competitiva (risolvere per primo X carte? risolvere più carte possibili in X sfide?).

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (8 anni) e gli altri bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare – giocando a GraviTrax The Game:
- a valutare le proprie capacità e a scegliere perciò delle sfide di livello adeguato;
- a passare da uno schema 2D (sulle carte) a una costruzione 3D (sul piano di gioco), interpretando le convenzioni grafiche;
- a ragionare prima in modo astratto, combinando con la logica i pezzi nella propria mente, per poi riportare il pensiero nel mondo reale;
- ad avere una visione spaziale su un piano di gioco che, una volta tanto, è tridimensionale;
- che se avanza un pezzo vuol dire che qualcosa non va;
- a conoscere e sperimentare la forza di gravità;
- che affrontare i livelli per gradi è più semplice che partire subito dalle carte super-difficili;
- a essere creativi, al termine delle sfide o quando si vuol lasciarle un attimo da parte per dar sfogo alla propria fantasia;
- che si può giocare anche da soli, decidendo in autonomia quante carte usare o quando fermarsi.

LE ETÀ GIUSTE PER GIOCARCI
La scatola riporta 8-99 ed è sostanzialmente azzeccata. Ambra, che ha compiuto 8 anni giusto l’altro ieri, ha superato le sfide verdi da sola, mentre per quelle dei livelli superiori ha avuto quasi sempre bisogno del suggerimento sul retro della carta o dell’imbeccata da parte nostra. Nonostante ciò, non ne è risultata un’esperienza frustrante: chiedeva subito di affrontarne un’altra, così le 30 complessive le abbiamo macinate in sessioni da 3-4 carte. A volte se l’è portato con sé in auto, per sottoporre le prove pure ai suoi amici o ai parenti.
Per quanto riguarda proprio gli adulti, seppur il livello delle sfide non sia impossibile, GraviTrax The Game ne esce come un piacevole passatempo adatto a ogni età. Non solo in affiancamento ai nongrandi di casa, ma tranquillamente come svago personale: la nonna, da cui discende la nostra passione per i rompicapi, l’ha particolarmente gradito ^_^

MIA MOGLIE DICE COSE
«GraviTrax The Game è interessante e anche stimolante. La pallina che corre è ovviamente il pezzo che attira di più, dopo la soddisfazione di aver risolto la sfida. Penso che ora sarebbe divertente usarlo per un livello successivo: creare nuovi percorsi!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«È bello, mi piace il vortice e ci sono sfide difficili e altre no. Ovviamente mi sono piaciute di più quelle con il vortice. Lo consiglio agli amici, perché è impegnativo e divertente.»
IL NOSTRO AMICO ALESSANDRO DICE COSE
«Il gioco è stato divertente, perché a me piacciono le sfide. Le carte erano facili da capire. Risolverle è stato un po’ difficile, perché non sapevo bene dove andavano i pezzi giusti. Partendo dalla fine a costruire la pista è stato meno difficile. Mi ha aiutato avere un GraviTrax grande, perché avevo già capito il meccanismo. Conoscevo tutti i pezzi, tranne quel tubo verde, che è anche il mio preferito e non ne avevo mai sentito parlare.
È stato anche bello giocarci in famiglia, perché pure i miei fratelli potevano giocare. Riky faceva il collaudo per vedere se il percorso della biglia era corretto, se almeno andava al traguardo. Invece Maria mi ha dato una mano coi percorsi. La mamma misurava il tempo. Papà mi ha aiutato con quelli più difficilini che non capivo. Lo consiglierei alla mia amica Miriam, che credo abbia il GraviTrax, ma non è importante. Questo gioco è stato veramente interessante e mi ha ispirato.»
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