scritto da Valerio
Oggi vi parlerò di un gioco astratto tutto italiano che evolve al cubo il gioco del Tris portandolo su 3 dimensioni e si presenta come il gioco difficile più facile del mondo!
Parliamo di Terxo, gioco del 2021 di Simone Paganoni edito da Fabbrica dei Segni da 2 a 4 giocatori della durata di 15 minuti.
Un Tris tridimensionale! Scopo del gioco è ricostruire con i 27 pezzi un cubo 3 x 3 x 3 e cercare di ottenere più punti dell’avversario, realizzando il maggior numero di tris (con dadi che abbiano lo stesso colore, lo stesso simbolo o lo stesso colore di simbolo).
MATERIALI
Nella scatola di 10,5 x 10,5 x 10,5 cm sono presenti:
- 27 dadi tutti diversi ognuno con 3 caratteristiche differenti (colore, simbolo e colore del simbolo)
- 1 regolamento in italiano

COME SI GIOCA?
Lo scopo del gioco è ricostruire un cubo 3x3x3 cercando fare più tris degli avversari.
Si può giocare in 2, in 3 o in 4 a coppie.
Ad ogni turno si posiziona un pezzo scelto dal giocatore precedente in modo che sia adiacente ad almeno un pezzo già giocato (anche in diagonale) e senza uscire dai limiti di un cubo 3x3x3.
Si segna un punto ogni volta che 3 pezzi con una caratteristica in comune (colore, simbolo o colore del simbolo) risultano allineati in una qualsiasi direzione dello spazio.

È possibile realizzare più allineamenti contemporaneamente e quindi segnare più punti. Al completamento del cubo chi ha più punti è il vincitore.
Il gioco non fa alcun accenno a qualsivoglia tematizzazione, parliamo di un astratto puro che presenta solo 27 dadi con simboli e colori e null’altro!
Terxo: 10/10
IMPRESSIONI
Terxo ha avuto la sua prima edizione nel 2021, ma è dal 2017 che il gioco viene autoprodotto dal suo autore Simone Paganoni e fatto conoscere e giocare nelle fiere e fa sempre piacere quando un gioco coccolato e portato avanti con tanta dedizione, viene pubblicato e in questo caso un plauso ancora maggiore trattandosi di un astratto puro con una produzione non semplice avendo 27 dadi tutti diversi.

Parlando di materiali infatti Terxo presenta 27 dadi unici ognuno con 3 caratteristiche: simbolo (X, O, ·), colore del dado e colore del simbolo che sono molto belli da vedere, soprattutto quando si inizia a costruire il cubo e penso sia il gioco in collezione con più dadi differenti, forse un poco più grandi facevano ancora più scena, ma così sono sicuramente più portabili visto che non serve un tabellone, peccato solo che manchi un sacchetto per contenerli com’era nella sua versione autoprodotta, anche se la scatoletta in cui sono contenuti è compatta e poi un sacchetto lo si può reperire facilmente.
Manca anche un segnapunti per contare i tris che verranno effettuati, ma se si ha difficoltà a tenere il conto a mente, si possono scrivere man mano i punti su un foglio o usare qualsiasi segnalino a portata di mano. Il regolamento infine è in italiano e davvero contenuto e chiaro.

Il gioco si spiega in meno di 1 minuto perché tutti sanno giocare a tris e basta indicare che qui siamo in presenza di un tris in 3d e una volta spiegate le 3 caratteristiche sui dadi e che il dado che un giocatore deve piazzare viene scelto dall’avversario e siamo pronti a giocare.
Terxo però come ogni buon astratto, a regole semplici contrappone una profondità non indifferente e già dalla prima partita si rimarrà stupiti dalle possibilità e dalla sfida che offre il gioco in sole 27 mosse di durata per arrivare alla costruzione completa del cubo.

L’unico problema che si potrebbe affrontare giocando a Terxo è la visualizzazione spaziale dei tris in tutte le direzioni, anche in diagonale e dovendo considerare le 3 caratteristiche può non essere sempre immediato vederli soprattutto quando si arriverà al terzo strato, ma basterà prestare attenzione e non si avranno difficoltà, comunque se al proprio turno non si dichiarano i punti fatti, non si potranno conteggiare a posteriori.
Sarà importante anche vedere tutti i lati del cubo per aver sempre il quadro della situazione completo e chiaro e l’ideale sarebbe giocare su un piatto girevole, ma non è essenziale, basterà sporgersi verso il lato più lontano, mentre l’unico cubo di cui non si ha visibilità una volta coperto è quello in centro, ma non siamo di fronte ad un gioco di memoria e se c’è bisogno basterà guardare il dado in mezzo che è stato coperto, ma queste sono piccolezze che non danno fastidio durante il gioco dove invece prevale la tensione di non regalare punti all’avversario e piazzare al meglio i nostri dadi dichiarando sempre tutti i corretti tris realizzati.

Il gioco prende ispirazione dal mitico Quarto, passando da caratteristiche binarie a ternarie, cioè ogni pezzo ha 3 caratteristiche ognuna con 3 possibili valori e anche in Terxo un elemento molto importante sarà la scelta del pezzo da dare all’avversario, perché è in base a questo che il nostro avversario potrà realizzare uno o più tris e quindi bisognerà sempre cercare di dargli il dado per lui peggiore ed è tutto un pensiero e contro pensiero che però non porta a paralisi di analisi e i 15 minuti indicati sono quasi sempre rispettati, garantendo partite multiple e rivincite.
La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo le regole del gioco è se una partita può finire 0 a 0 e cioè senza la realizzazione di nessun tris, ma giocando mi sono smentito da solo visto che i tris che si realizzeranno sono sempre parecchi viste tutte le variabili in gioco e con 1 solo dado si possono realizzare anche tris multipli per le varie combinazioni e mi è capitato di segnare anche 3 punti con un solo piazzamento.

Il gioco è a informazione completa, senza fortuna ed elementi nascosti essendo tutti i dadi utilizzabili da subito e la costruzione ben visibile davanti ai giocatori. In 3 giocatori essendoci 2 piazzamenti prima del prossimo turno può essere più imprevedibile che in 2 o 4 giocatori dove si gioca a coppie, ma il feeling rimane molto simile e questo è sicuramente un plus.
Il gioco è principalmente tattico dove bisognerà sfruttare ogni errore e possibilità offerta dall’avversario, soprattutto nella fase centrale dove le variabili sono tante, mentre sul finale si riuscirà a visualizzare più agevolmente le ultime mosse. La chiave è riuscire a creare delle situazioni in cui qualunque pezzo scelga l’avversario riusciamo a realizzare delle combinazioni vincenti.
Sul finale poi può capitare che gli ultimi 2 o 3 pezzi abbiano come posizioni libere solo le 2 o 3 in colonna, quindi uno dei due giocatori ha un grosso vantaggio rispetto all’altro perchè sceglie il pezzo e sa dove sarà messo. Per evitare questo vantaggio, l’autore ha ideato una regola che non è ancora stata inserita ufficialmente nel regolamento ma lo sarà in futuro e che consiglio di adottare: Se la mossa è obbligata, il giocatore si sceglie il pezzo da solo.

Concludendo Terxo si è rivelato un’ottima sorpresa, sapendo reinterpretare in modo intelligente il Tris in ottica tridimensionale, aggiungendo meccaniche innovative che garantiscono profondità e rendono il gioco veloce, tattico e interessante da giocare con partite tese e appaganti che lasciano la voglia di giocare un’altra volta!
Si ringrazia l’autore per la copia di review concessa.
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