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Inauguriamo con questo articolo una nuova rubrica: [TOP 5] dedicata alle classifiche dei migliori giochi in una specifica categoria o secondo un preciso criterio di selezione. In questo primo appuntamento siamo voluti partire con un autore conosciuto da tutti i giocatori da tavolo, perché ritengo che alcuni dei suoi giochi siano imprescindibili in una ludoteca che si rispetti, ovvero di Stefan Feld.
Stefan Feld (nato nel 1970 a Karlsruhe in Germania) è considerato da diversi anni uno tra i più importanti autori di giochi da tavolo. È conosciuto soprattutto per l’utilizzo ingegnoso dei dadi all’interno dei suoi titoli, per donare varietà e opzioni senza però cadere troppo nella casualità. Il suo gioco più conosciuto è sicuramente “I Castelli della Borgogna” (o Castles of Burgundy) ma con altri tre titoli è stato candidato per il prestigioso Kennerspiel des Jahres (ovvero il premio tedesco per il gioco dell’anno per esperti): si tratta di Strasbourg, Bruges e Carpe Diem.
La produzione di Stefan Feld è ampia, quindi non è stato facile fare questa selezione; vi basti pensare che su BoardGameGeek viene accreditato per 80 titoli, di cui 16 sono tra i primi 1000 posti nella classifica generale. Una doverosa precisazione prima di cominciare: in questo ranking non c’è nessuna oggettività nella scelta dei titoli. Semplicemente, è la mia personale top 5 di giochi ideati da Stefan Feld che ho realmente provato! Per cui, se secondo voi ho tralasciato un titolo che merita di stare in questa classifica, segnalatemelo e magari lo troverete inserito nella prossima edizione.
Senza ulteriori indugi passo ad elencare i migliori titoli partendo dalla quinta posizione per arrivare a quello che secondo me è il miglior gioco di Stefan Feld.
Quinta posizione • Bruges • Stefan Feld • 2013 • 2-4 giocatori • 45-60 min • 10+

Bruges è ricordato più per il fatto che alle ultime fiere lo si trovava svenduto ad un prezzo irrisorio che per l’effettiva bontà del titolo, eppure il gioco è molto valido. Qui Feld ha sostituito la funzione che solitamente lascia ai dadi (il poterli utilizzare in modi differenti) alle carte che appunto possono svolgere funzioni diverse. Regole abbastanza semplici, durata contenuta ed una variabilità estrema danno vita a Bruges, gioco che sinceramente non mi annoia mai e che vorrei intavolare più spesso di quanto già faccio.
Il titolo è ormai fuori catalogo ma verrà riproposto nel corso del 2022 dalla Queen Games con una nuova veste grafica ed un nuovo nome: Hamburg.
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Quarta posizione • Bonfire • Stefan Feld • 2020 • 2-4 giocatori • 60-90 min • 12+

La personale sorpresa ludica del 2020! Sarà che le aspettative erano davvero basse, visto che gli ultimi titoli del nostro caro Feld non mi avevano entusiasmato, ma questo Bonfire mi è piaciuto e non poco. Ottimi materiali, meccanica di gestione risorse e pure una spolverata di polimini che fa tanto Uwe Rosenberg per un gestionale che ci ha conquistati. A differenza di Bruges, in questo caso il target è quello di giocatori ormai più rodati, sicuramente non per tutti. Il gioco è portato in Italia da Tesla Games assieme anche alla recente espansione “Alberi e Creature“.
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Terza posizione • In the Year of the Dragon • Stefan Feld • 2007 • 2-5 giocatori • 60-90 min • 12+

Questa ammetto che è stata una scelta difficile. Dragone poteva anche essere un gradino più in alto in questo podio ma probabilmente mi sono lasciato influenzare dal fatto che mia moglie non lo apprezza fino in fondo. Il motivo è presto detto: il gioco è molto stretto, quasi ansiogeno nel riuscire ad avere le risorse necessarie per far fronte alle varie sventure che capiteranno durante l’anno. In più l’interazione indiretta, ma molto cattiva, che lo caratterizza non ha aiutato a farsi amare dalla mia consorte. Eppure il titolo è davvero molto elegante, con una selezione azione molto intelligente ed un flusso di gioco abbastanza immediato.
Di questo titolo esistono due versioni, la prima datata 2007 e quella uscita per il 10° anniversario che include anche una piccola espansione ma purtroppo nessuna è mai arrivata in italiano. Non c’è però nessuna dipendenza dalla lingua in quanto non c’è nessun testo sul tabellone o sulle carte.
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Seconda posizione • Trajan • Stefan Feld • 2011 • 2-4 giocatori • 60-120 min • 12+

Trajan per me è stato il titolo della conferma di Feld. Avevo provato già alcuni suoi giochi e mi erano piaciuti praticamente tutti e quando questo Trajan è arrivato sul mio tavolo ho proprio capito che il suo modo di fare giochi è nelle mie corde. Ok insalata di punti, ok tanta variabilità ma è il modo attraverso cui riesce a creare e a far girare le meccaniche che fa la differenza.
Qui non ci sono dadi, qualche carta sì ma il vero fulcro è il mancala che ogni giocatore ha nella propria plancia personale. In base al numero di segnalini che vengono spostati, il contatore del turno avanza e viene attivata l’azione dello spazio occupato per ultimo. Anche in questo caso, come per Bonfire, il target non è dei giocatori occasionali ma non è nemmeno così difficile da comprendere dopo un paio di turni. Più che altro è facile cadere in qualche stop se al tavolo ci sono pensatori seriali che vogliono ottimizzare ogni mossa, ma questo purtroppo è un problema a cui Feld non penso riesca a dare una soluzione.
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Prima posizione • I Castelli della Borgogna • Stefan Feld • 2011 • 2-4 giocatori • 45-90 min • 12+

Il capolavoro. Non penso si possa definire in altro modo Burgundy. Un titolo che si presenta elegante, fluido, immediato eppure così tattico e strategico, il tutto nonostante una grafica discutibile (anche nella nuova edizione).
È stato il primo gioco che ho provato dove i dadi non venivano usati per dare casualità ma piuttosto come elemento centrale della meccanica grazie ai diversi modi per poterli sfruttare (ed anche modificare il loro risultato). Non è stato però amore a prima vista, dato che per parecchio tempo è rimasto a prendere polvere in ludoteca. Chissà come mai, evidentemente non era il momento giusto per noi. Eppure, una volta riproposto, lo abbiamo apprezzato a dovere e tuttora è uno dei nostri giochi preferiti in assoluto. Il mio amore per questo capolavoro è ormai risaputo, ne abbiamo parlato più volte nel podcast ed addirittura c’è chi come Valeria alla nostra minicon di marzo mi vedeva come “il giocatore da battere” a Burgundy (ma alla fine ha vinto lei).
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Queste sono le mie scelte relative alla produzione del buon Stefan Feld, ammetto che non è stato facile lasciare fuori altri titoli come Aquasphere o Luna ma non potevo estendere la classifica a più di 5 giochi. Per chi volesse approfondire la produzione di questo autore segnalo la retrospettiva dedicata scritta nientemeno che da Fabio. Voi avreste cambiato titoli o ordine? Fatecelo sapere nei commenti. Nel frattempo non possiamo fare altro che rimandarvi alla prossima settimana con una nuova classifica!
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