marrakesh Box

Marrakesh ed il magico dodici

MARRAKESH – PROLOGO

(nota: il colloquio è immaginario ed il tenore dell’articolo è in più punti ironico)
Sig. Queen Games (SQG) “Abbiamo per lei una offerta che non può rifiutare”
Feld “Me ne spieghi pure i contenuti in dodici comodi passaggi”
SGQ “Vogliamo farla diventare il nostro uomo immagine”
Feld (con lo sguardo perso nel vuoto) “… oh … si ricorda che ci siamo visti di persona .. io sono quello con meno capelli di Vin Diesel ed i denti come Bugs Bunny .. (infatti non rido mai)”
SGQ “Si, uomo immagine nel senso di autore di punta, non mi prenda alla lettera”
Feld (con lo sguardo perso nel vuoto) “Le lettere sono importanti, a seconda di come le metti cambi le regole …”

Feld

MARRAKESH – PRIME IMPRESSIONI

Giusto ad Essen 2022 la Queen Games presenta, oltre alla linea di ristampa (con nuova grafica e nomi) di una serie di vecchi titoli di Stefan Feld, un suo nuovo gioco, ossia Marrakesh, per 2-4 giocatori, 120′ a partita, 12+. Siamo di fronte ad un classicone dell’autore, ossia ad una sua declinazione del concetto di sottogiochi, sottosettori e connesse fonti di punteggio, con due belle badilate di tessere e tesserine da setappare. Il peso medio è stimato comunque dagli utenti di BGG in un ‘comodo’ 3.31 su scala da 1 a 5, quindi diciamo che siamo nel campo dei cinghiali (i 120′ a partita lo suggeriscono), ma una spanna sotto a cose tipo Bora Bora o Trajan (che viaggiano tra il 3.60 ed il 3.75). Target: utenti esperti.

marrakesh deluxe
Versione deluxe

MARRAKESH IN POCO

La struttura di base di Marrakesh è in effetti abbastanza lineare. L’idea è quella che siano disponibili 9 diverse azioni nella propria plancia personale e che ad ogni turno se ne vadano a compiere tre, ripetendo questo procedimento per 4 volte per compiere un giro completo (che dà luogo ad una fase intermedia) ed un totale di 12 volte per chiudere la partita.
La peculiarità è quella che ad inizio partita ognuno riceva 12 prismini ottagonali (che con uno sforzo di fantasia pensiamo essere lavoratori specializzati, ovvero Keshi) di colore diverso e che ad inizio di ogni turno ciascuno ne scelga 3, piazzando i propri lavoratori negli spazi azione corrispondenti sulla propria plancia (le zone sono 9, ma un colore funge da jolly e tre colori vanno in una stessa area azioni). I pirottini vengono quindi gettati nella torre, che potrebbe trattenerne casualmente qualcuno nei suoi ‘ingranaggi’ ed ha luogo una fase di drafting. I pirottini acquisiti vanno (in generale) a potenziare le azioni svolte nella varie aree.
Segue lo svolgimento delle azioni prescelte, con effetti che variano a seconda dei settori e che equivalgono a dei veri e propri sottogiochi (si prendono risorse, si avanza in percorsi, si acquisiscono poteri, obiettivi, …).
Alla fine di ogni round (ogni 4 turni) c’è il classico (per Feld) obbligo di pagare risorse per non perdere punti ed a fine partita i soliti bonus conclusivi.

marrakesh essential
Essential edition

INTERLUDIO

SQG “Vabbè, ok, ci siamo capiti. Allora, per prima cosa ripubblichiamo tutti i suoi giochi”
Feld “Ma siete sicuri che abbiano ancora mercato?”
SQG “Si, si, basta che gli cambiamo grafica e già che ci siamo anche il nome, così magari li ricomprano senza nemmeno ricordare che li avevano già comprati e dati via … Lo hai già fatto con Speicherstadt, no?”
Feld (con lo sguardo perso nel vuoto) “Si, ma avevo cambiato almeno una regola, quindi era un gioco diverso ..”
SQG “Vabbè, dicevo, poi hai anche un gioco nuovo, giusto?”
Feld “Si, questo qui. C’è una bella griglia divisa in 12 settori diversi. Ciascuno con 12 regole. Tutto con 12 carte e 12 tessere. Pensavo di chiamarlo Feld12 o ‘Orologio svizzero’. E’ ambientato in Svizzera, sa gli orologi e i quadranti e le 12 ore, tutto a tema …”
SQG “No, no, Feld c’è già scritto in cima alla scatola alla voce autore. Facciamo il nome di una città. Puoi scegliere tra Antananarivo, Pontremoli e Marrakesh”
Feld “Pontremoli?”
SQG “No, non era una scelta, dicevo per dire. Lo ho visto su google maps sulla strada francigena per Roma (pensavo di fare un poco di trekking). Facciamo Marrakesh”
Feld “Ma non c’entra niente con l’ambientazione svizzera ..”
SQG “No Problem, ci pensiamo noi a trovarne una a tema deserto”

tracce varie

COME SI PRESENTA MARRAKESH

L’ambientazione è di quelle appiccicate. I componenti (io ho preso la versione essential) sono catalogabili come ‘adatti allo scopo’ e la grafica è coloratosa e lussureggiante. La torre lanciadadi, nella sua sostanziale semi – inutilità (serve solo per non avere la sicurezza che tutti i Keshi scelti in quel turno siano draftabili), fa la sua figura, per cui il suo impatto visivo tra tessere, pirottini, segnalini e roba varia, la componentistica lo restituisce. Il portafoglio piange, tenendo conto che un centone fino a pochi anni fa compravi la versione ultradeluxe di un Lacerda, ma il tempo passa e l’inflazione si fa sentire.
Tra le lamentele annovero il fatto che non è così facile scegliere 12 colori abbastanza diversi da non creare problemi di identificazione in luce non perfetta e che nelle prime partite capire gli effetti delle mille tesserine richiede una consultazione dell’addendum del manuale, che passo di mano come se fosse un Bignami il giorno dell’esame. I Keshi in cartone, poi, fanno tanto miseria, ma in fin dei conti ho comprato la versione per povery, nella quale comunque qualche bustina in plastica potevano anche metterla … 😉

marrakesh torre lanciadadi

COME GIRA MARRAKESH

Maledettamente bene, gira. Questo può rovinare il tenore sarcastico del resto della recensione, ma devo riconoscere di aver apprezzato Marrakesh, al pari degli scudieri Sergio e Berna, avendo ricevuto, ad esito delle prime partite, la sensazione di essere di fronte ad un ottimo Feld.
I sottogiochi, che rappresentano, per me, il suo vero marchio di fabbrica o comunque quello tipico di uno dei suoi filoni creativi (penso a Trajan, Bora Bora o Forum Trajanum), sono qui piuttosto nitidi e, se possibile, proposti in una forma più lineare rispetto al passato, avvertendosi sotto questo aspetto l’evoluzione avuta dai gestionali negli ultimi anni.
Tra i suoi tocchi tipici, ecco poi i classici malus da evitare spendendo risorse (Anno del Dragone, Speicherstadt) ed una rotellina girevole in un settore (che occhieggia al suo mancala di Trajan), oltre, naturalmente, alla point salad tipica della sua produzione gestionale heavy.

marrakesh keshi cartone

FLUSSO DELLA PARTITA – INIZI

Alla prima esperienza mettetevi comodi comodi, perchè una bella ventina di minuti di setup vi ci vorrà tutta ed a seguire almeno un tempo di partita (45′) di spiegone delle regole, visto che in bene o in male avete in plancia nove diversi settori, ciascuno dei quali fa fare cose diverse e dovete capire bene come gira il tutto. Dopo aver giocato la prima partita, ad onor del vero, vi sembrerà tutto relativamente ‘semplice e lineare’ e serberete la sensazione che il gioco sia in realtà più facile di quanto non vi fosse apparso un secondo prima di iniziare a giocare, ma il gusto di cinghiale c’è tutto. Aggiungo poi che in due o tre settori ci sono le classiche ‘regolette’ che mi stupirei se non sbagliaste alla prima esperienza, per cui consiglio una rilettura del manuale dopo la prima giocata, per fissare bene tutti i microeffetti.

merci

Passando poi alla struttura del gioco devo dire che appare da subito abbastanza robusta e l’idea è quella che in ogni ‘stagione’ (gruppo di 4 turni) si possa eseguire esattamente una azione per colore dei Keshi (i pirottini colorati ottagonali), per cui nell’intera partita ognuna delle 8 azioni base si potrà eseguire solo 3 volte, con l’unica eccezione rappresentata dai 3 Jolly rossi che dovranno essere spesi, dunque, con oculatezza. Leggermente più ‘largo’ è invece il settore del ‘souk’, dove confluiscono pirottini di tre colori.
La chiave, dunque, è di capire il giusto timing nel quale eseguire le azioni, spendendo tempi di gioco e risorse per potenziarle adeguatamente prima di eseguirle.

due percorsi

MOTORI

Prendiamo, per capirci, un tracciato semplice, come quello che vi permette di acquisire datteri. Ad inizio partita siete a livello ‘zero’, per cui se eseguite quella azione subito, non potrete che ‘spenderla’ per salire a livello 1. Se invece attendete di aver acquisito nei turni precedenti almeno 2 o tre Keshi, spendendoli subito per salire a livello 2 o 3, quando farete l’azione ecco materializzarsi 3 bei datteri. Peccato, però, che i vostri sudditi chiedano a fine stagione 2 di essi per evitarvi penalità e che sia gli obiettivi che gli scroll chiedano di spendere datteri come fosse oro.
Stesso discorso vale per il salire nei due tracciati bianco e nero, cosa che garantisce regali vari al superamento di certe soglie, ma che anche qui richiede di investire keshi per potenziare il numero di step che salirete ad ogni azione.
Cerco qui di far intuire quanto vitale sia crescere in un singolo settore per poter ottenere l’effetto massimo della azione corrispondente (vale anche 10 punti a fine partita), ma nel contempo non è nemmeno possibile dimenticarsene troppi, di settori, perché nell’ambito della partita almeno tre azioni per ciascuno di essi le dovrete fare e non potete permettervi di sprecare 3-4 azioni a stagione perché non avete investito niente in quei settori ..

azioni

TUTTO CONNESSO?

Tipico di Feld è il fatto di poter cercare diverse strade per la vittoria, puntando su questa o su quella fonte di punti in particolare, tra le numerose messe a disposizione, però altrettanto caratterizzante delle sue creazioni è il fatto che si avverta anche una interconnessione tra le varie cose.
L’intera partita, in sostanza, si sviluppa cercando i giocatori di acquisire Keshi (pirottini ottagonali) da spendere per potenziare le varie azioni e diverse di esse restituiscono, una volta eseguite, ulteriori Keshi di altri colori, per cui la strada della vittoria richiede sempre una certa omogeneità e pianificazione.
Per capirci, in teoria posso anche passare i due terzi della partita senza svolgere neanche una azione ‘Sahara’ o ‘Medina’, reclamando le tessere obiettivo e le guardie/mura (lasciate perdere che vuol dire: intendo ‘spendere’) tutte all’ultimo giro, ma se deciderò di fare così avrò perso i vari keshi bonus che scattano quando prelevo tessere obiettivo o quando piazzo le mura e di conseguenza avrò rinunciato ai potenziamento da essi garantiti.
Ogni volta che faccio una cosa, quindi, ottengo risorse di qualche tipo che posso usare per farne un’altra. Il giocatore alfa sarà quello che si sarà rivelato in grado di articolare l’ordine delle proprie azioni in modo tale da ottenere il massimo da ciascuna di esse.
Solo dopo un paio di partite, poi, si inizierà anche ad esplorare l’idea di alzare un attimo la testa dalla propria plancia e guardare quelle degli altri, per capire che colori potrebbero scegliere, di turno in turno, di giocare (cosa che influisce sul drafting iniziale dei Keshi …).

rotellina e regalini

EPILOGO

Feld (con lo sguardo perso nel vuoto) ” .. sto ancora pensando a come finalizzarlo … ho anche trovato una soluzione per dare casualità tirando un dado ad inizio turno ..”
SQG “No, no, qui ci mettiamo una bella torre lanciaroba”
Feld “Ma non serve .. basta un dado, a seconda del numero che esce decidi se scegli tutti i lavoratori o se qualcuno resta per il turno dopo …”
SQG “No, no, ci mettiamo una bella torre lanciaroba e ci aggiungiamo anche una tonnellata di cubettini in legno …”
Feld “Ma poi il gioco costerà di più .. e non serve …”
SQG “Torre lanciadadi, allora, tutta la vita! Se costa di più, guadagnanamo di più … Pensavo anche, poi, di farne almeno tre versioni diverse … Facciamo che quella normale la chiamiamo deluxe e la vendiamo a 150 euro, quella da economica la chiamiamo standard e la diamo a 120 euro e quella da povery la venderemo a 80-100 euro … che ne dici?”
Feld (con lo sguardo perso nel vuoto) ” … ma bastava tirare un dado, così non è efficiente …”
SQG ” … ma si guadagna di più …”

scrolls

PARAMETRI VARI

L’interazione qui in Marrakesh nella classica forma indiretta. Gli altri giocatori li sentite perché vi portano via i pirottini nel drafting iniziale o le tessere scroll e goods alle quali stavate puntando, ma non ci sono maggioranze (salvo la corsa nel fiume, che però premia relativamente poco), per cui non avrete qui quel senso di oppressione tipico di alcuni titoli ‘stretti’ (vedi Lorenzo), concentrandovi maggiormente sul vostro orticello.
L’alea è presente, sia per l’uscita delle tessere, sia nella caduta dei pirottini nella torre (comunque in genere se ne fermano da 1 a 3 massimo), ma nel complesso più che gestibile (le fonti di pirottini sono numerose).
La scalabilità è buona, visto che il gioco resta grosso modo lo stesso in ogni player count. Annoto che non è presente la versione solo play, anche se qualche fan si sta scervellando per proporla.
La rigiocabilità è adeguata, considerando la quantità di tessere ad effetto (forse fin troppe ..) e di miniespansioni (alcune proposte già nella scatola base, anche in versione più economica).

marrakesh torre lancia pirottini

CONCLUSIONI

Marrakesh è un ottimo Feld (qui la retrospettiva a lui dedicata), che appartiene al suo filone gestionale ‘pesante’. Complesso, ma lineare (3.23 di difficoltà). Pieno di sottogiochi, ma tutto è concatenato. Bello. Peccato che non sia economico, ma bello. Per me un concorrente alle prime posizioni della mia personale classifica Feld, quanto in alto lo vedremo con il tempo.

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