scritto da cogo71 e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti! Torno al timone di questa rubrica, dopo una settimana in cui sono stato egregiamente sostituito da Matte e in attesa che torni l’ammiraglio Figlio di Griffin, cui spetta di diritto il ponte di comando.
In questa puntata vi proponiamo alcuni titoli che non hanno bisogno di presentazioni e un “underdog” scovato come al solito dal nostro F/\B!O, che riesce sempre a sorprenderci con titoli poco noti al grande pubblico, ma che non sono mai banali.
Complimenti ad Aitan_3 per aver risolto l’indovinello ideato dalla nostra Vale e per aver scovato il refuso nel testo della scorsa puntata.
Buona lettura!
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Tang Garden • 1-4 giocatori • 14+ • 40-60′ • giocato in 3 • 80′ con spiegazione delle regole

E dopo mesi – finalmente, direi – Tang Garden is in da house again! Così come, dopo qualche settimana, finalmente ci ritroviamo nella nostra formazione preferita: io, il Riccio e la Bionda al tavolo, pronti per goderci questo spettacolo di titolo. Lui non lo ha mai giocato prima, quindi mi tocca una spiegazione completa; a lei basta un refresh del regolamento. Io parto con la Fanciulla, che ama pesci, uccellini e cervi; la Bionda inizia con lo Studente, che predilige terreni vegetativi; al Riccio tocca l’Imperatrice, che, al contrario, perde punti se a fine partita nella sua visuale ci sono il marito e la Dama. Ci facciamo quattro risate al pensiero delle storie losche di tradimenti vari in questo meraviglioso giardino. La partita sembra avanzare lentamente. Alterniamo tutti ampliamento del giardino e decorazioni. Io sono un po’ indietro, ma non mi preoccupo: non sto guadagnando monete, ma sto mettendo da parte parecchie carte decorazione che mi daranno punti alla fine. Il Riccio accumula monete come se non ci fosse un domani. La Bionda sfrutta al massimo l’abilità dello Studente. Quando vengono scoperte le carte dell’Imperatore e della Dama, io e la Bionda siamo tentate di prenderle solo per piazzare le miniature di fronte all’Imperatrice per ostacolare il Riccio, ma lui ci frega, posizionando la nobildonna praticamente sul bordo del giardino e assicurandosi nove punti. A metà partita, con un solo personaggio in plancia, mi rendo conto che sto facendo davvero poco. La Bionda ha già tre personaggi giù: ha scelto di accelerare per giocarsi tutta la seconda metà della partita con il Funzionario e dedicarsi alle decorazioni. Il Riccio si accaparra anche l’Imperatore e lo allontana dalla moglie, giustamente. Io riesco a piazzare tre padiglioni, di cui avrò la maggioranza alla fine. Almeno questo. Dopo un’oretta di gioco, è di nuovo il mio turno. Sto per fare una bella mossa che mi darà un po’ di punti, ma la Bionda mi fa notare che così chiuderò la partita, concedendo solo al Riccio un ultimo turno e basta. Concordo con lei sul fatto che ci stiamo divertendo, la partita è piacevole, il giardino sta crescendo meraviglioso sotto i nostri occhi… e non me la sento di finirla così. Faccio una mossa diversa. Come non detto: il Riccio si stava facendo i cavoli suoi nel suo mondo immaginario e bello tranquillo tira su dal tabellone il quartultimo gettone paesaggio decretando la fine. Noi non abbiamo parole: “Io non ho chiuso appositamente per giocare ancora un po’!” dico io. “Non mi interessa, sono sicuro di vincere e chiudo. Si gioca per vincere.” No, caro il mio Riccio: si gioca per il piacere del gioco, per stimolare il cervello, per la socialità del momento, per la condivisione. Ma non vogliamo fare la morale a nessuno, è solo il nostro parere. Contiamo i punti un po’ svogliate, la chiusura così di botto ci ha abbattute. Il Riccio fa 55 punti. Conta la Bionda, si ferma a 54. Conto io, so di non aver fatto granché. Alla fine arrivo a 51, nonostante tutto. Mi mangio le mani perché se avessi chiuso io avrei vinto. Il Riccio ha rischiato, ma alla fine ha avuto ragione. Io e la Bionda ci siamo rimaste male, ci stavamo proprio godendo la partita. Per punizione il Riccio prepara la cena. Almeno quella ci dà soddisfazione. Intanto non vedo l’ora esca Seasons, l’ultima espansione di questo spettacolare gioco.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Descent: Leggende delle Tenebre • 1-4 giocatori • 14+ • 180-240′ • giocato in 3 • 150′ con uno solo di noi ad averci già giocato

Che dire, è stata una lunga e piacevole sessione di gioco. Un titolo che può spaventare per la mole di carte e materiali, ma che si padroneggia dopo qualche giro. L’app aiuta tantissimo in questo e integra un’esperienza che, almeno per me, mette il titolo esattamente a metà strada tra un gioco in scatola e un videogioco. Era la prima volta per me l’utilizzo di un’app al tavolo e mi è sembrata utile allo scopo. Abbiamo giocato allo scenario introduttivo e l’inizio è stato un po’ difficile, con me e Max che non conoscevamo ancora bene come “muoverci e agire” sulla mappa (fisica e virtuale). Il proprietario del gioco ci ha guidato bene all’inizio e tra una fetta di pizza e una puntata al mouse siamo riusciti a portare a termine missioni e scenario. Anche se tutto sommato semplice da padroneggiare, resta un titolo per giocatori scafati con voglia di impegnarsi in lunghe sessioni di gioco. Ultima nota da nostalgica somiglianza ludica: mi ha ricordato le partite delle medie a HeroQuest, con metà del tempo impiegato a sessione però!
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[Giulio-TheUncle] Goryo • 2 giocatori • 10+ • 20-30′ • giocato ovviamente in 2 • 30 minuti con spiegazione, allestimento e vittoria del sottoscritto

Serata di saluti a casa TheUncle. Pippo, il mio amico, riparte per il Belgio ed è passato a farmi una visita. Tra una birra e l’altra mi propone una partita a “qualcosa di veloce” per poi vederci insieme una puntata di Black Mirror (è forse l’unico che non ha ancora visto la serie). Spulcio in collezione e – TAC! – eccolo là il caro Goryo. Mentre allestisco il tavolo gli spiego al volo le 2 regole e iniziamo la partita.
Ho lasciato a lui la scelta se interpretare lo spirito di Goryo oppure lo shogun e i suoi samurai. Dopo averci pensato un po’, ha deciso di sfidarmi interpretando gli “investigatori” e lasciandomi quindi il compito di spaccare un po’ di oggetti in giro per le stanze.
Comincio la partita e cerco, essendo per lui la prima volta, di rendergli il compito un po’ più semplice fino a che, al terzo turno, mi rendo conto che avevo ancora i bonus da giocare (la falsa pista e la mossa aggiuntiva). Faccio quindi finta di “infognarmi” in un un angolo per poi, nel turno successivo, far partire la falsa pista che lo ha definitivamente mandato fuori strada, facendogli praticamente perdere un turno di gioco. La partita è durata circa 20 minuti e alla fine è rimasto in mano con 2 scelte. Nonostante tutto gli ho dato la possibilità di indovinare e, ovviamente, ha sbagliato.
Goryo si è dimostrato di nuovo essere un valido compagno di giochi quando si vuole allestire qualcosa di veloce e facilmente spiegabile per una partita al volo. A Pippo è piaciuto e mi ha chiesto la rivincita al più presto, che io ho deciso di accordargli a patto che mi porti un po’ di birra e cioccolato da Bruxelles.
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[F/\B!O P.] Envyra • 2-4 giocatori • 8+ • 15-25′ • giocato in 3 alla prima partita • 20 minuti con spiegazione

Alessia è praticamente una babbana che gioca da tavolo solamente a casa nostra, ma quando lo fa si destreggia discretamente bene. Le chiacchiere ci portano a far tardi: nonostante ciò né lei né Monica si illudono di salutarsi senza fare una partita. “Qualcosa di facile e rapido però” è la richiesta accondiscendente. Prendo questa scatolina slovacca (stesso autore/editore di Myraclia) e praticamente la spiego mentre la preparo: programmate dietro al vostro schermo il piazzamento di 1 o 2 cubetti che determinano le maggioranze sulle tessere, le quali fanno punti in base al valore stampato e/o a eventuali set. Le cose a cui fare attenzione sono che le varie tessere richiedono differenti quantità di cubetti per poterle reclamare e, in caso di cubetti misti, le maggioranze vengono risolte in favore di chi ne ha di più o di chi ha piazzato per ultimo. Questo tempismo è stato il fattore più stuzzicante, in positivo o negativo quando si trattava di sfruttare gli altri per portarsi a casa la tessera o di vedere i propri cubetti bloccati sul tavolo finché non veniva completata. Io ho spaventato le donne incassando velocemente tessere da pochi punti. Alessia ha cercato ad ogni suo turno la migliore mossa tattica, senza spingersi troppo in avanti. Monica è stata la più brava a sfruttare gli errori degli altri e a puntare con convinzione sulle tessere più premianti. La mia non è stata una grande performance, ma devo dire che mi ha restituito più di quello che ci avevo investito sulla fiducia. Sebbene gli schermi-nascondiglio generalmente non mi facciano impazzire, l’ho trovato un filler divertente, proponibile a chiunque sia disposto a metterci del suo per strappare una vittoria.
Questa settimana sul nostro canale YouTube abbiamo pubblicato soltanto due video, ma nell’immancabile appuntamento con il podcast Simarillon e Matte hanno affrontato un tema scottante che ha generato una vivace e interessante discussione nel gruppo Telegram: se anche voi volete parteciapre e dire la vostra ricordatevi di seguirci anche su questo media, così avrete pure la possibilità di proporre le domande da fare ai nostri futuri ospiti o gli argomenti da affrontare nei prossimi appuntamenti.
Vale, con la sua consueta verve, ci presenta in soli 60 secondi il flusso di gioco di Tokaido, gioco da tavolo di Antoine Bauza, edito da Funforge e distribuito in Italia da ManCalamaro.
Il secondo video è quello di Davide, che con i suoi disinscatolamenti ci descrive i componenti di uno dei titoli più attesi degli ultimi giorni: Betrayal at House on the Hill: 3ª Edizione, di Bruce Glassco, gioco da tavolo edito da Avalon Hill e Hasbro.
Concludiamo come al solito con la puntata del nostro Podcast, durante la quale Matte e Simarillon hanno parlato di quei giochi che per un motivo o per l’altro sono stati dei fallimenti, dei veri e propri flop ovvero quei titoli che non hanno mantenuto le promesse fatte.
Per l’anagramma immaginate un giocatore che dopo un paio d’ore di partita si rende conto che oramai per lui la vittoria è impossibile e saluta tutte le sue velleità con un lapidario: “Ciao brama!”
Buone letture e a presto!
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