scritto da Simarillon (Davide) e mOKa
Con oggi completiamo, almeno per ora, le uscite della collana
di librigame La mia Prima Avventura della dV Giochi (della collana
potete già leggere di
Il Tesoro di Atlantide,
Alla Ricerca del Drago,
Missione nello spazio
e
Viaggio nella terra del sole). Oggi è il turno di La corsa più pazza del mondo, opera di
Roméo Hennion
(su storia di Quentin Guidotti) con le illustrazioni di Achile.
È fruibile a partire dai 4 anni, tempo di
lettura una decina di minuti, con fratelli maggiori o genitori che,
eventualmente, leggeranno la storia ai più piccoli, impegnati nel prendere le
scelte durante la corsa che stiamo affrontando.
Pronti a vivere la gara più pazza del mondo alla ricerca della vittoria,
superando agguerriti avversari per tagliare il traguardo per primi?
I MATERIALI
Il libro, con una rilegatura
spiralata e con copertina rigida e resistente, in molte delle sue pagine,
divise
orizzontalmente in tre parti, girabili indipendentemente, ci propone
scelte in base alla storia che ci viene raccontata. Nella seconda e terza di
copertina sono presenti quattro dischi di cartone con raffigurati oggetti e
personaggi funzionali alla storia, a partire dal piccolo protagonista con cui
ci accingiamo a vivere l’avventura e dai nostri avversari di gara. Nessuna delle
pagine ha la classica forma rettangolare, bensì mancano degli angoli lasciando così vedere uno
spicchio di ciascun disco. Le prime pagine del libro spiegano come usare i
dischi, come vivere in generale l’avventura, che iniziano anche a
contestualizzare.
La grafica è, ovviamente, un aspetto soggettivo, ma la
trovo molto adatta ai nongrandi: Achile ha fatto un ottimo lavoro,
l’impatto visivo è super e, soprattutto, molto adeguato all’avventura che si
sta vivendo; ha un tratto un pochetto più fumettoso rispetto agli altri libri
della collana. Materiali che, come per tutto il resto della serie, non
tradiscono e sono pronti a superare il crash-test dell’elevata usura dei più
piccoli… super-promossi!
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il libro-gioco parte
dalla lettura della prima pagina, dove si effettua la scelta fra uno dei tre
protagonisti possibili (e della sua macchina): Cloe sulla Spaccatutto, BIP-BOP
sulla Futurmobile, Akira sul Fulmine Rosso. I tre rimanenti dischi non devono
mostrare nulla. Preparatici, ora possiamo iniziare a giocare, che poi significa “si
può iniziare a leggere l’avventura”. Ci sono le pagine che ci preparano
alla storia ed altre, è suddivise in tre parti, dove bisogna fare una scelta
tra quelle proposte, scegliendo sia in base alle caratteristiche del
personaggio che abbiamo scelto sia a quanto abbiamo “raccolto” durante la
corsa stessa.
Si continua la storia girando solo la parte di pagina
selezionata (superiore, centrale, inferiore) e leggendo cosa ci succede ( ovviamente non si può mai tornare indietro). Sarà sempre il libro a fornirci le
indicazioni su come andare avanti e, al termine della corsa, a dirci in che
posizione siamo arrivati.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
La corsa più pazza del mondo è
l’ultimo librogame atterrato, ops, meglio dire accorso, nelle nostre mani.
Non
è tra i miei preferiti, lo ammetto (che sono Alla Ricerca del Drago e
Viaggio nella terra del sole), ma ha delle novità che ho comunque
apprezzato.
Il format resta invariato. Ci sono i dischi su cui tenere
traccia degli oggetti raccolti durante il percorso, ci sono i tre personaggi a
scelta e ci sono sempre le belle pagine plastificate divise orizzontalmente in
tre, da girare a seconda delle decisioni prese.
Non sapete di cosa sto
scrivendo? Non avete mai letto un librogame e forse non sapete nemmeno perché
state leggendo ora questa recensione? Non preoccupatevi, dei link a dei post
precedenti a questo vi aiuteranno! (Il Tesoro di Atlantide; Missione
nello spazio)
La corsa più pazza del mondo ha due trovate che ho
gradito molto: ci sono dei nemici che ci ostacolano, per meglio dire rivali
(che non sono per niente carini) e poi ci sono degli aiutanti.
Gli
aiutanti in realtà li avevamo già incontrati in Viaggio nella terra del sole, tuttavia io li ho percepiti in modo diverso. Mentre nel precedente
librogame erano sì aiutanti, però in qualche modo erano anche gli obiettivi
della cerca, qui gli aiutanti sono solo ed esclusivamente aiutanti.
La differenza dove sta? Semplice, si può vincere pure senza di loro, cosa non
possibile in Viaggio nella terra del sole.
I rivali invece bisogna
sconfiggerli, quello è proprio il nostro scopo, sennò ci rubano il podio. E
per farlo, non sempre si usano metodi ortodossi.
Probabilmente qualcuno
ci rimarrà un po’ male alla prima lettura, perché siamo tutti un tantino
sleali,
sia noi personaggi, sia i rivali, ma non fatevi prendere dal panico
del buonismo a tutti i costi: vi ricordo che questa è La corsa più pazza del
mondo! Se vi disturbano gli atteggiamenti scorretti, fate riflettere i vostri
figli su questo punto: è un gioco in cui si simula una corsa veramente pazza e
qui le regole semplicemente non sono quelle della realtà. In pratica, non ci
sono proprio regole! Divertitevi, senza dare troppo peso alle questioni morali
(so che è difficile, perché io ci sono rimasta male per prima!) e provate a
ragionare come i vostri personaggi davanti a ogni singola scelta: questa è la
forza dei librigame!
Io come sempre ve li consiglio: noi li prestiamo
agli amici e li facciamo girare, li regaliamo e vediamo che la risposta è
sempre entusiastica.
Il difetto più grande è che sono dei libri “a
tempo”: dopo un po’ di usi, ci si stanca. Il che è vero solo parzialmente. Noi
li abbiamo riletti tutti quando è arrivato questo nuovo titolo, presi dal
momento revival, e io non mi ricordavo più le scelte da fare. Ambra sì, però
lei ha la memoria di un computer, per cui non va considerata.
E poi,
anche i romanzi una volta letti li si mette in libreria e basta, no? Per cui
non fatevi frenare da questo piccolo limite: provateli, perché ne vale la
pena!
Vale sempre la pena di leggere giocando e giocare leggendo!
Quando
un prodotto è ben confezionato è facile affezionarcisi e fare l’acquisto in
maniera quasi impulsiva. La corsa più pazza del mondo è entrato in casa nostra
proprio così e la lettura non ha tradito le nostre (alte) aspettative,
dimostrandosi un ottimo prodotto; tra l’altro punto di merito, perché quando le
aspettative sono alte è più semplice deluderle.
I libri della collana,
pur mantenendosi tutti in un solco comune, cercano di trovare la propria
identità e così
se in Viaggio nella terra del sole era importante arrivare con gli spiriti
su tutti i dischi, qui è importante che sui dischi non ci siano altri
corridori.
Proprio questo ha spiazzato Letizia alla primissima
partita, contenta di aver “trovato” tutti i personaggi e che, invece, era
così mestamente finita fuori dal podio, dal momento che ogni disco con un
personaggio rappresenta chi ci ha superato in gara.
Abbiamo, oramai, una certa esperienza dei libri-gioco, sia tra di noi
sia tra gli amici, specialmente di quelli di questa collana, eppure ancora oggi
non è così raro il caso che i miei nongrandi, soprattutto quelli più piccoli e
almeno alle prime partite, facciano le proprie scelte principalmente in base al
gusto personale, senza badare alla situazione e con quale dei protagonisti si
sta giocando. Ovviamente così agendo sarà, però, piuttosto improbabile (per
non dire impossibile) vincere la nostra corsa.
Due
pregi evidenti del libro sono: primo, il suo essere un
ottimo aggregatore, infatti i piccoli giocatori possono prendere le
decisioni insieme, condividendo scelte e discutendo su quale sia la scelta
migliore da fare; secondo (che deriva direttamente da quanto appena scritto),
aiuta i piccoli a ragionare prima di prendere la propria strada.
Il libro si può leggere più volte per una longevità data sicuramente dalla
possibilità di riprovare con lo stesso personaggio, nel caso non si sia finito
con successo alla prima lettura, e anche il fatto che ci siano tre personaggi
aumenta, naturalmente, la longevità. Come con tutti gli altri libri la nostra
esperienza personale è quella che i libri sono letti, riletti e consumati anche dopo aver vinto la corsa, pure con tutti i personaggi e pur già
conoscendo (molto spesso) in anticipo le risposte da scegliere. Letizia non ha
altri giochi? NO! Letizia non ha altri libri? NO. Semplicemente i libri de La
Mia Prima Avventura sono un ottimo prodotto, l’idea del libro-gioco
per bambini così fatto è super e anche con La corsa più pazza del mondo, la
quinta pubblicazione della collana, ci si diverte e non ci si annoia, pur
essendo l’idea di gioco molto simile.
Sono usciti cinque libri nella collana (tutti a casa nostra) e, pur non essendo
questo il nostro preferito, quello di oggi è salito, comunque, agevolmente sul
podio: mi sento quindi di consigliarvi in generale di prendere (almeno) uno
dei libri di questa bellissima collana e… se vi piace il tema, magari
proprio La corsa più pazza del mondo, che ha molti pregi.
Aggiungo, per
finire, anche
la riflessione di Lorenzo, che suggerisce Alla Ricerca del Drago e La corsa più pazza del mondo per i più piccoli, perché gli sembra possano
essere più adeguati ai caratteri e alle conoscenze dei bambini.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo
paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del gioco e
che “Quando ci si cimenta in una gara, solo la vittoria libera dalla tensione della prova”, Pindaro.
Ecco quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato grazie a La corsa più
pazza del mondo… o che avrebbe potuto imparare se già non le avesse
sapute:
-
che un libro si può giocare, oltre che leggere… e che leggere è un vero
divertimento; -
a prendere autonomamente delle decisioni che, senza che ce ne accorgiamo
direttamente, influiscono su tutto il flusso di gioco; -
a non demoralizzarsi se non si raggiunge subito il proprio obiettivo, perché
l’importante è divertirsi… e poi perché si può sempre riprovare vivendo una
nuova avventura, nel nostro caso una nuova gara; -
a fare le scelte appropriate in funzione del contesto in cui queste sono
proposte; - che partecipare è bello, ma vincere la gara lo è ancora di più;
-
che si può giocare prendendo, eventualmente, le decisioni tutti insieme,
mentre mamma ci legge la storia.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco è sicuramente
piacevole pure da ragazzini, almeno fino ai primi anni delle medie (anche in
relazione, ovviamente, all’esperienza ludica vissuta). Un libro molto
interessante alla prima lettura e che dai più grandi si farà leggere con un
interesse scemante alle diverse letture, mentre i più piccoli lo leggeranno
sino a consumarlo (Letizia ce lo “legge” lei sebbene non sappia leggere).
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi
è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli
insieme.
Non posso che citarmi con la mia precedente frase, anche perché davvero tutta
la collana l’abbiamo consumata: “Cosa c’è di più bello di farsi leggere un libro da mamma, abitudine che
abbiamo sin da molto piccoli e che con questo librogame può continuare
tranquillamente, introducendo anche un qualcosa di interessante?” e poi si sa i consigli di mamma sono sempre preziosi, perché mamma ha
(quasi) sempre ragione… e quindi noi scegliamo quello che non ci ha detto
mamma, perché abbiamo già lo spirito ribelle a 6 anni!
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