scritto da Fabio (Pinco11)
Siamo alla quasi vigilia (un paio d’anni prima) della prima Fiera Mondiale di Londra del 1851 ed i giocatori sono chiamati idealmente a ricoprire il ruolo degli organizzatori di singoli stand nazionali, che devono prepararsi per l’importante evento.
Nell’ambito del loro lavoro essi dovranno gestire la sfida dell’allestimento, avendo un occhio, da una parte, alle aspettative del pubblico, da incoraggiare e stuzzicare con anticipazioni, ingaggiando personaggi di spicco e predisponendo le più innovative e stravaganti invenzioni, ma dall’altra anche alle esigenze di bilancio, in modo tale da stare nel famoso budget.
Tutto questo è sullo sfondo di Crystal Palace, di Carsten Lauber, per 2-5 giocatori, tempo medio 90-150′, edito da Feuerland e per l’Italia da Cranio Creations, gestionale di peso medio alto (cinghiale leggero?), incentrato sul piazzamento lavoratori e non solo.
LE REGOLE IN POCO
Crystal Palace è un titolo che propone un impianto di base, a livello di regole, piuttosto tradizionale, per cui risulta relativamente agevole da spiegare.
Ad inizio partita ogni giocatore riceve un proprio set di dadi, che utilizzerà nel corso della partita quali lavoratori, piazzandoli nelle apposite caselle azioni presenti nelle varie tesserone azione che sono assemblate al centro del tavolo ad inizio partita.
All’inizio di ognuno dei 5 turni di gioco ciascuno prepara i propri dadi, scegliendo liberamente il valore da attribuire ad ognuno di essi (quindi non si rollano mai …), con l’avvertenza, però, che ogni punto di valore costerà una sterlina.
Segue il classico piazzamento (un dado per giocatore a turno), andando i giocatori ad occupare le varie caselle azione, ponendo attenzione al fatto che su ognuna di esse è prestampato un numero, che corrisponde ad un valore minimo che il dado collocato deve avere (ci sono poi dei bonus e malus, ma lasciamo perdere per ora).
La fase successiva del turno prevede la risoluzione delle singole plance azione, eseguendo i giocatori l’azione prescelta nell’ordine dato dai valori dei dadi e/o dalla posizione (in caso di parità). Attenzione qui, perchè ci sono sempre più caselle occupabili con i dadi rispetto agli spazi azione, per cui è facile che qualcuno rimanga a bocca asciutta.
Tra le varie azioni che si possono compiere, oltre all’avanzare in appositi tracciati, acquisire potenziamenti, bonus immediati o ripetuti e così via, centrali sono quelle legate alla acquisizione dei progetti per le invenzioni (carte blu) e dei personaggi (carte arancioni). E’ intorno ad esse, infatti, che ruota una buona parte del gioco, per cui si deve porre attenzione a selezionare carte che possano essere realizzate, che forniscano un buon ritorno di punti vittoria e che, magari, diano anche bonus e siano in sinergia tra loro …
Seguono alcune fasi di acquisizione di rendite, con un apposito tracciato che regola gli introiti ed un altro che inerisce il mercato nero.
Alla fine del quinto turno si contano alcune fonti di punteggio (a maggioranze) e di malus e chi ha più punti, beh, vince …
COME SI PRESENTA
Visivamente il gioco restituisce sensazioni contrastanti, perchè alcuni componenti (i materiali sono in larga parte indipendenti dalla lingua, ma sulle carte c’è abbondante testo d’ambientazione – flavour text) risultano assai attraenti, curati e colorati con cura (parlo della immagine di copertina, ma anche delle carte personaggio ed invenzione, illustrate in modo comunque accattivante), mentre altri (mi riferisco alle plance azione) hanno una blanda tonalità slavata, che non contribuisce granchè alla presenza fisica sul tavolo.
Andando al sodo, comunque, le icone sono ben fatte e si capisce e ricorda tutto abbastanza rapidamente, per cui il colpo d’occhio complessivo è abbastanza garantito, con l’eccezione, naturalmente, delle carte, che recano numeri che devono essere considerati nella fase di scelta ai fini della attivazione dei bonus.
C’è poi la classica manciata di componenti in legno, anche qui validi, ma non innovativi e di tesserine, che non spiccano per una dimensione troppo generosa (in particolare le ‘banconote’ sono piccoline …), per cui nell’insieme direi che la componentistica risulta adeguata allo scopo, senza impressionare.
COME GIRA
Come accennavo Crystal Palace è un gioco dall’impianto molto classico, per cui già dalla prima spiegazione è possibile, per un gamer abituale, comprendere con chiarezza la struttura del gioco, che è tradizionale ed intuibile.
In estrema sintesi, infatti, non fai altro che predisporre i tuoi dadi (questo il primo twist introdotto) e poi utilizzarli in seguito come lavoratori (qui la platea di titoli che sfruttano questa logica, a partire da Marco Polo, è ampia) per svolgere azioni.
La maggior parte delle azioni è poi incentrata sul ricevere bonus immediati o permanenti e/o sull’avanzare nelle classiche tracce tipiche di ogni titolo di questa categoria, per cui, ancora, i presenti potranno trovarsi facilmente nella comfort zone di un titolo che si pone nell’alveo dei gestionali, mescolando al proprio interno diverse meccaniche, ma senza voler scoprire nulla di particolarmente nuovo.
Le peculiarità, oltre al prepararsi i dadi lavoratore scegliendo da soli le facce, stanno poi nella fase di svolgimento delle azioni, in quanto, come accennavo, c’è sempre un numero di spazi azione (da eseguire nella fase successiva) inferiore al numero di dadi che si possono collocare, per cui la fase del piazzamento genera delle vere e proprie lotte al coltello, dovendo i presenti fare particolare attenzione alle possibili altrui cattiverie e piazzamenti dell’ultimo minuto.
E’ in questo che risiede, ragionevolmente, l’elemento più caratterizzante ed interattivo del gioco, in quanto di sovente, soprattutto negli ultimi piazzamenti, tutti sono presi a fare i calcoli sul come ribaltare l’ordine di risoluzione di singole plance azione e come danneggiare, di conseguenza, gli altri.
Nel contempo altro elemento presente, che sin dalla spiegazione delle regole si avverte, è quello della distribuzione, in diversi ambiti, di una vera e propria paccata di malus. Alla fine della partita di punti in realtà se ne fanno a bizzeffe, però in diversi ambiti ne compaiono parecchi, a partire dagli spazi per le tessere ricerca (-2 per ogni spazio vuoto a fine partita), passando per le penalità che si assommano se non cura abbastanza la traccia della rendita (ogni turno si scende), per arrivare alla generosa possibilità di indebitarsi che è garantita ai giocatori, ma con il malus di simpatici 5-10 punti di penalità per ogni segnalino loan prelevato.
Aggiungiamo poi nella miscela qualche pizzico di maggioranza (a fine partita, ci sono pochi punti attribuiti a chi meglio sta nella traccia del buzz ed in quella del mercato nero), qualche spruzzo di combo tra carte (le carte personaggio e prototipi possono riservare piccoli bonus se abbinate) ed una ricca distribuzione di bonus immediati e permanenti ed otteniamo quindi un gioco che ha in se poco di davvero innovativo, ma che utilizza ingredienti ben assemblati tra loro, restituendo una esperienza di gioco solida e piacevole.
Alle solite domande di rito rispondo:
(scalabilità) le schede azione sono diversificate per 3-5 giocatori, ma in 3 resta un gioco più rilassante, mentre in 5 è come andare in autostrada in una giornata nera.
(interazione) presente e ben avvertibile, anche in forma diretta (dove piazzo, in certi momenti, ti tolgo l’azione e certe carte possono produrre effetti che puoi girare su di un avversario)
(longevità) la distribuzione variabile di carte e delle manate di tessere garantisce un setting diverso da partita a partita
(alea) curiosamente (per un titolo di questa categoria) presente, sotto forma della pesca di tessere, del valore dei prestiti e delle carte che escono (può non uscire mai l’invenzione che si abbiano al tuo prototipo), ma poi ti ricordi che i dadi non li tiri, per cui diciamo che facendo la media ci puoi stare ..
A CHI PIACE E A CHI NO
Il gioco ha riscosso, nel complesso, un buon apprezzamento sulla rete, tanto che al momento gode su BGG di un buon 7.7 di voto medio ed è entrato nella selezione dei titoli che si giocano il premio Goblin Magnifico. Il suo peso medio è catalogata in 3.73/5 (sempre da BGG), ma è un’ideina più alto della mia personale sensazione (Barrage è un 3.98 ed è più complesso da padroneggiare), beneficiando il gioco di una certa linearità delle regole, spiegate diffusamente in 24 paginotte di manuale, ma prive di reali fronzoli e subregolette (che sono quelle che rendono difficile l’approccio).
Nonostante ciò lo spiegone iniziale richiede di dove trasmettere ai presenti, comunque, una buona quantità di informazioni, per cui può andare dai 30-40 minuti di uno spiegatore rodato all’oretta quasi che ci può mettere chi abbia solo letto le regole e stia spiegando tutto agli altri nella prima partita.
Nel contempo il gioco fluisce abbastanza rapido nel primo paio di turni (almeno nelle primissime partite), nei quali i presenti cercano di capire come meglio costruire il proprio personale motore di gioco, mentre tende ad incagliarsi con lunghi momenti di attesa quando, verso i piazzamenti finali degli ultimi turni, tutti hanno in mano diversi dadi extra e l’affollamento in plancia si avverte eccome. Nel contempo in quelle fasi anche i soldi scarseggiano e di conseguenza le CPU personali tendono a scaldarsi.
Direi quindi che il gioco è adattissimo agli amanti del cinghiale che cerchino un titolo che gli offra un buon spessore, con un impianto che ne garantisce nel contempo una discreta digeribilità.
Tra quelli ai quali, invece, può essere meno gradito, inserirei chi ama una esperienza di gioco più fluida (ma allora perchè cerchi un cinghiale?) e chi ama concludere le partite ad un’orario più tranquillo in vista del lavoro del giorno dopo, visto che il buon Crystal le sue due ore abbondanti le può portare via tutte, fino a quando (e se) non ci prenderete la mano, riducendo i tempi di riflessione.
ALLA FINE?
Crystal Palace è un gioco di piazzamento lavoratori e selezione azioni dalla struttura molto classica, sufficientemente lineare per essere digerito nel suo costrutto di base già nel corso della primissima partita.
Non offre cose tremendamente innovative, ma i suoi twist li ha (ti selezioni i valori dei dadi, puoi prendere prestiti sin che vuoi, occhio alle bastardate in fase di piazzamento lavoratori, …) ed alla fine ne esce un piatto che ha il suo carattere e che, in fin dei conti, le sue potenzialità di essere riproposto in tavola le ha tutte.
Occhio a quelle spruzzate di cattiveria che offre di tanto in tanto, che possono essere meno apprezzate da chi ama la coltivazione del proprio giardino, ma non siamo certi ai livelli delle lotte al coltello di un Barrage, per cui alla fine direi che chi è alla ricerca di un cinghialino non troppo pesante, qui il suo lo trova…
E voi che lo avete giocato prima di me (visto che è un gioco di Essen 2019, potreste essere in diversi), che ne pensate?
Chiudo segnalando che il gioco è normalmente disponibile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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