Questo post è un Raccolta e Assegna sotto mentite spoglie. Visto che il sondaggio di martedì scorso
(Preparazione terribile di un gioco godibile) è stato vinto da
Gloomhaven, ho pensato di cogliere l’attimo per dispensare consigli non richiesti su
come rendere più brevi i tempi di preparazione.
Il mio è un discorso
generale, che prende sicuramente spunto dal mostro di Isaac Childres, ma che
prova a spaziare con velleità più universali. Questa è chiaramente un’esca per
raccogliere pure i vostri suggerimenti, usi e abitudini, perché di
risparmiare, limare e ottimizzare non sono mai sazio. Coraggio, condividete le
vostre trovate!
Organizzare il contenuto della scatola
È
il primo e il più importante. Dopo aver scoperchiato, defustellato e
controllato la completezza della dotazione (solitamente al termine di un unboxing), leggo le istruzioni della preparazione per capire se è possibile riporre i
componenti per facilitarla. Compatibilmente con le regole, cerco di dividere gli elementi di ciascun giocatore (pedine, segnalini, risorse, tessere…), in
modo che idealmente il setup si riduca a gettare un sacchetto richiudibile a
testa. Stessa cosa se ci sono mani/materiali iniziali, espansioncine, varianti
n-giocatori et similia. Al contrario, se ci sono pezzi che in partita vengono
presi a caso possono anche stare insieme (ad esempio ferro e carbone in
un’unica ziplock).
Se disponibile, un inserto in plastica, schiuma (foam
o EVA core) o legno può essere ancora migliore, sempre però in ottica preparazione, non
del mero utilizzo volumetrico e del mantenimento dell’ordine. Ultimi nel
tempo, ma in forte ascesa, ci sono i divisori scaricabili come file STL da
realizzare tramite stampa 3D. Nella mia esperienza il top si raggiunge quando sono previsti dei
vassoietti da estrarre, appoggiare sul tavolo e voilà: è già tutto pronto.
Andando a memoria, ne ho disinscatolato due davvero perfetti in questo: Trekking the
World e ancor più Holi: Festival of
Colors (i link ai video sono puntati al momento
esatto in cui si vedono). In ambito Kickstarter, la Game Trayz è considerata
lo stato dell’arte in ciò.
Stampare i fogli di consultazione
BGG
è una miniera d’oro: pensate a un titolo, recatevi nella sezione Files della
sua scheda su BoardGameGeek e con buona probabilità troverete un documento
pensato allo scopo. Se non c’è ed è un gioco che intavolate spesso,
considerate l’idea di crearne uno in prima persona e di caricarlo poi sul
sito: oltre ad arricchire la comunità, mettere giù i passaggi per iscritto
aiuta a interiorizzarli. In ogni caso, fatto da altri o da voi che sia, avere
uno schema, un grafico, un elenco a guidarvi nel processo di preparazione può
dare una marcia in più, in particolare con i giochi corposi o parecchio
strutturati. Sebbene non siano materiali ufficiali, sono molto ben tollerati
dalle case editrici e gli utenti sono davvero attenti e rapidi nel segnalare
eventuali sviste.
Farsi aiutare dagli altri
Attenzione, perché
può essere una lama a doppio taglio. Conoscete i vostri polli. In linea di
massima si possono affidare agli altri giocatori semplici compiti da portare
avanti in parallelo (io il tabellone, tu le carte, lui le risorse…) oppure
si può fare tutti insieme la stessa cosa (ognuno la sua area personale, ad
esempio). Se però questa auspicata collaborazione è più causa di domande,
confusione e perdita di tempo: meglio lasciar perdere e arrangiarsi.
Siccome
metter via è metà della preparazione, scrivendo sulle bustine o inserendo un
bigliettino all’interno, è possibile chiedere a tutti di dare una mano in fase
di riordino. Mentre la bocca chiacchiera della partita e discute le mosse, le
mani fanno il loro lavoro: trovare tutto al suo posto sarà un buon inizio la
prossima volta. Espando il concetto nel prossimo punto.
Pre-mescolare le
carte
Ci sono giochi che partono con le carte mescolate e finiscono per
dividerle in tipologie, ce ne sono altri che si comportano esattamente al
contrario. In ogni caso mischiate o separate i mazzi durante il riordino, che
è un’attività di cui tutti sono capaci. Se la partita successiva la giocate
con qualcun altro che metterà in dubbio l’ordine casuale delle carte, vi
basterà una mescolatina rapida o addirittura chiedergli di tagliare il
mazzo.
C’è un secondo vantaggio, a volte assai fastidioso. Forse vi sarà
capitato di chiedervi, dopo un po’ di round: “Ma questo mazzo era stato
mescolato?” Argh! Prendete l’abitudine di mischiare durante il tear-down e non
vi porrete più questa spinosa domanda.
Post-it nella scatola
Di
tanti giochi ho la preparazione abbastanza salda in memoria, tuttavia c’è
spesso qualche dettaglio legato al numero dei giocatori. Dato che il diavolo è
nei dettagli e che fa le pentole, ma non i coperchi, con pochi ed efficaci
bigliettini colorati attaccati all’interno del coperchio mi risparmio di
aprire e sfogliare il libretto in cerca proprio di quelle minuzie. Non è che
ho inventato niente, eh: provate a pensare ai giochi da tavolo vetust e probabilmente ricorderete che le istruzioni venivano stampate proprio
lì.
Situazione ambientale
È l’ultimo, il più sottovalutato,
però può sempre incidere sul totale.
Sistematevi in una zona ben
illuminata, così da leggere e trovare i componenti senza difficoltà.
Mettete
da parte tutti gli schermi (smartphone, tablet, TV…) che non siano espressamente richiesti dal gioco,
così da favorire la concentrazione.
Se avete animali, occhio che con una
zampata o un colpo di coda potrebbero vanificare quanto fatto finora.
Se
c’è musica, meglio che sia bassa a far da sfondo, meglio ancora se è legata al
gioco.
Può aiutare avere cibo e bevande in un’area vicina, ma
separata.
E voialtri? Ci sono altre strategie che adottate
per tenere al minimo i tempi di preparazione?
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