consultare la mia collezione e registrare le partite su BGG, la copertina del
gioco passò da quella cupa che conoscevo bene a questa chiara e miniata. Dopo
aver raccolto online una serie di voci incontrollate e pazzesche (un
formato pocket, un tabellone a due facce, un mazzo da 52 carte…) decisi di
scrivere direttamente a Osprey Games per avere conferme o smentite,
sperando nella versione definitiva del capolavoro di
Peer Sylvester (già
König von Siam). Vi do anche i soliti dati tecnici e poi chiudo con l’intro:
2-4 giocatori, età 14+, durata 30-45 minuti.
Il post
che scrissi a quattro mani con Agzaroth
sulla prima edizione Osprey
è uno di quelli che ricordo con maggior piacere tra gli oltre 200 che ho
pubblicato (come ho detto pure nel
mio Piazzamento Redattori): tempo ne è passato e oggi, pur restando un articolo a due voci, io offrirò
il punto di vista di chi conosce bene il gioco ed entrambe le versioni, mentre
*Ele* vestirà i miei panni di
allora, cioè quelli della giocatrice alle prime partite che aspettava da tempo
di metterci le mani sopra. Verso il fondo troverete una sezione dedicata alle
differenze tra le due edizioni.
Si ringrazia Osprey Games
per la copia recensore.
COMPONENTI
La scatola nel formato 27×19 cm, ha un comodo inserto che permette di
riporre i componenti in maniera ordinata e facile
all’uso.
- 1 tabellone con la mappa della Gran Bretagna;
- 32 carte azione (suddivise in 4 set);
- 12 carte “astute”;
- 1 carta vittoria;
- 8 carte regione;
- 54 cubi in legno;
- 31 dischi in legno;
- 1 borsa di stoffa;
- regolamento.
elegante; le illustrazioni di questa nuova edizione sono, infatti, molto
evocative e particolareggiate.
dotato di un apposito spazio per gestire la riserva.
che si può svolgere.
Ho girato anche un video di unboxing ^_^
post della prima edizione
per una trattazione più esaustiva. Qui basterà ricordare che sul tabellone è
disegnata la mappa della Gran Bretagna, divisa in otto regioni: ognuna parte
con quattro cubetti, che possono essere di tre colori (inglesi-gialli,
scozzesi-blu e gallesi-rossi). I giocatori iniziano con due cubetti casuali,
le stesse otto carte e un disco negoziazione. Tutto il resto va conservato
su alcune aree del tabellone.
Durante la partita giocherete carte
azione per manipolare l’equilibrio del potere su tutta la mappa. In un
ordine preciso, indicato dalle carte regione intorno al bordo, avranno luogo
le otto lotte per il potere. Ogni volta che eseguirete un’azione
(essenzialmente aggiungere o spostare cubetti, più Negotiate che
scambia due carte regione di posto) preleverete anche un cubetto dal
tabellone, aumentando la vostra influenza su una delle fazioni. È consentito
passare un turno e giocare di nuovo quello dopo: la singola lotta termina
quando tutti passano di fila. Una volta che ogni regione è stata
rivendicata, la fazione con il maggior numero di regioni prende il controllo
e il giocatore con più cubetti di quella fazione vince. Se una regione
finisce in parità, viene assegnata ai francesi piazzando un disco
instabilità: al terzo di questi dischi sulla mappa la partita si conclude
per invasione e vince chi ha più tris giallo-blu-rosso di cubetti.
PRIME IMPRESSIONI
The King is Dead è un puzzle formidabile, con materiali
all’essenza: un tabellone, 8 carte ciascuno e pochi cubetti colorati,
eppure restituisce le sensazioni di un grande gioco di controllo area e
maggioranze.
assumano il ruolo di una particolare fazione, ma manipolino la guerra
sfruttando le poche carte a disposizione per formare maggioranze in
differenti regioni e, allo stesso tempo, radunino seguaci alla loro
corte per aumentare il favore per una particolare fazione.
controllo delle regioni e, allo stesso tempo, bilanciare i seguaci di
ciascuna fazione, è un meccanismo tanto semplice quanto brillante e
imporrà ai giocatori astuzie e stratagemmi per uscirne vittoriosi,
rendendo la
sfida tesissima, ricca di strategia e tattica, ma anche di lettura
silenziosa degli avversari.
anche le limitazioni delle azioni nel corso della partita, per cui
ogni decisione diventa dannatamente significativa.
Oppure le giochi in anticipo per influenzare le regioni a tuo favore?
Lasci conquistare all’avversario un altro territorio o lo contrasti? O
decidi di passare?
giocatore, ma è proprio
questo che conferisce a The King is Dead la sua eleganza.
il titolo non è adatto a tutti ed è difficile da padroneggiare: ogni
decisione, infatti, deve essere ottimale e ben pianificata. Soprattutto nelle prime partite avremo spesso la sensazione di aver
incrementato il favore a corte di una fazione anziché un’altra o di aver
già giocato la carta perfetta.
Un’altra particolarità di questo titolo riguarda le
diverse condizioni di vittoria, determinate da come si innesca la
fine della partita, che
costringe i giocatori a reagire in base a come si stanno risolvendo le
maggioranze, rendendo la sfida ancora più serrata.
edizione implementa pure una variante asimmetrica, per cui ogni
giocatore scambia tre carte base con tre uniche, definite “azioni astute”,
che consentono di sorprendere gli avversari con mosse inaspettate. Sebbene
preferisca la modalità standard, ho trovato piacevole anche questa novità,
dove l’imprevedibilità richiede un’ulteriore capacità di
adattamento.
e dinamica, infatti si è continuamente concentrati a vagliare le
differenti possibilità e implicazioni. Non ho ancora potuto sperimentare
la partita in più giocatori, per via delle attuali restrizioni COVID, per
cui mi rimane la curiosità della modalità a squadre che spero di colmare
presto!
considerate che è poco incisiva, l’atmosfera è decisamente astratta. Servono alcune partite di rodaggio per entrare bene nei meccanismi.
Ci sono differenze minori, medie,
maggiori e altre che classificherei come “sviste”. Andiamo di elenco
puntato.
-
Materiali (maggiore come impatto visivo, ma minore come impatto
ludico). Si passa da un fosco tema arturiano a un miniato medievale: de
gustibus. Io preferisco la prima edizione, ma – fosse stato solo per
questo – ero disposto a cambiarla con la seconda, se il resto mi avesse
convinto. Nuovo anche il formato della scatola, simile a quella di
Undaunted: con essa è sparita pure l’illustrazione interna e l’inserto
trasparente (ora è bianco). I dischi di cartone sono stati “promossi” al
legno. La carta vittoria, che aiuta nel determinare il vincitore, è una
pratica aggiunta. Ah, le carte ora hanno tutte lo stesso dorso, potendo
inserire quelle asimmetriche (vedere più sotto). -
Mappa (media). Sono stati ridisegnati i confini di cinque regioni
con una tendenza a portare il numero di confinanti verso i 3-4. Questo
secondo me rende un po’ meno vario il gioco, tuttavia è principalmente
dovuto all’introduzione delle cunning action cards (le carte
“astute” di cui parlava *Ele*), tra cui 5 su 12 funzionano in base a
logiche di adiacenza. Il dettaglio per i più curiosi:- Caledonia/Moray 1→1
- Din Eidyn/Strathclyde 3→3
- Eboraeum/Northumbria 5→4
- Deva/Warwick 5→5
- Ratae/Lancaster 2→4
- Caerleon/Gwynedd 2→3
- Aquae Sulis/Devon 4→3
- Londinium/Essex 2→3
-
Variante avanzata (maggiore). Tolta la variante Mordred (che
aggiungeva un livello stretegico e più peso alle mosse iniziali) per
buttar dentro un 37,5% di asimmetria. La boccio in toto. Non mi aveva
convinto leggendo il regolamento in anteprima e non mi ha fatto cambiare
idea sul tavolo. Gioco stravolto e traviato. Non la proporrò mai più,
solamente se me la chiedono. La bellezza di avere tutti
8-carte-8-azioni-8-regioni è svanita. #ciaone -
Cubetti iniziali (svista). I giocatori non potevano avere tra
loro la stessa coppia di cubetti, ora non è più vietato. -
Partite in 3 (svista). Una regola – piccola, ma elegante –
impediva ai giocatori di macchiarsi di kingmaking: “Se giocate in
3, l’ultimissima Carta Azione della partita può essere giocata solo se
il giocatore che la possiede può utilizzarla per vincere immediatamente
la partita.” Neanche questo c’è più. -
Invasione (media). Nella prima versione ai Sassoni servivano 4
regioni per decretare l’avvenuta conquista, adesso ai francesi ne
bastano 3. Questa modifica l’ho apprezzata, perché rende più frequente
finire la partita in questo modo.
È l’edizione definitiva in cui speravo? No. Le
differenze mi sono piaciute? Quasi tutte no. È quindi un gioco da saltare a
piè pari? NO-NO-NO! The King is Dead è un capolavoro, di
quelli che un giocatore dovrebbe trovare il modo almeno di provare, se non
di possedere. Averne una copia negli anni scorsi era difficile o costoso,
ora è tornato nuovamente disponibile: affrettatevi. Lo dice uno che lo
segnala sempre
nella sua top5, spesso al primo o al secondo posto a seconda dei momenti. È la
summa del less-is-more e dell’arte del togliere. Lasciate
perdere le varianti, che il gioco base è già rigiocabilissimo. Le sviste ora
le conoscete: non ci vuol niente a sistemarle. Partite brevi e intense,
interazione continua, lettura dell’avversario, reazioni tattiche e piani
strategici: non manca niente, se non un’ambientazione sentita. Divertente in
maniera diversa in 2, in 3 e in 4 (a squadre 2 contro 2). E la sensazione:
“sto giocando troppe carte, ne sto giocando davvero troppe”? Ah, impagabile.
Aprite un altro tab nel browser e mettetelo in wishlist, ascoltate un
innamorato <3
Se vi interessa potete acquistarlo
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— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai
rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte
pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse
immediatamente su semplice richiesta. —
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