Lucca Games 2015 Report

scritto da Fabio (Pinco11)

Partivo con l’idea di rimanere coinvolto nella solita marea umana ed in un pigiapigia da sardine sott’olio e torno piacevolmente stupito per la inattesa vivibilità del padiglione Games da me frequentato, nonchè delle zone limitrofe. E’ vero che son partito da casa che quasi era ancora buio (terrorizzato dalle code in autostrada dello scorso anno), ma la realtà è che sia giovedì, che sabato (i miei due giorni di visita) ho trovato una situazione moooolto migliore dello scorso anno, con dei contingentamenti in entrata al padiglione (che avranno annoiato chi era in coda),  ma anche con vie di passaggio quasi sempre fruibili.

Se entro nei panni di chi forse voleva entrare e magari è stato rimbalzato e/o indirizzato altrove potrei non essere altrettanto contento, però …
Poichè chi legge qui è però più interessato alle novità uscite, che alla viabilità ed al traffico, passo subito alla lunga carrellata di notizie che ho raccolto dai singoli stand.
Procedo molto aiutandomi con le immagini, con la usuale premessa, ovvero che non ho nessuna pretesa di completezza e chi ho dimenticato, basta che me lo segnali 🙂 Nella logica del report, infatti, mi limito a segnalare ciò che mi è balzato all’occhio, mentre rinvio alla nostra Guida alle uscite di Lucca uscita pochi giorni fa (qui il link) per integrare il quadro delle novità ..

Vabbè, qualche piccola coda c’era anche quest’anno .. 😉

Dall’entrata i primi che trovo sono i ragazzi della Giochix, dove è proposta una selezione di alcuni dei titoli più nuovi usciti direttamente ad opera dell’editore, (ovvero Bomarzo e The Foreign King: per saperne di più sul primo potete leggere l’articolo uscito sul blog a lui dedicato – qui il link), ma anche di quelli distribuiti tramite la piattaforma di finanziamento collettivo Giochistarter. In questa seconda categoria troviamo, per esempio, la serie Tiny Epic (Galaxies, Kingdoms e Defenders), ma anche The Gallerist, cinghialozzo pesante dallo scatolo imponente ed il gestionale, sempre complesso ma non del calibro del titolo sulle opere d’arte Tesla contro Edison.

Procedo ed incontro la Fever Games, dove sono in dimostrazione entrambi i titoli editi in italiano per la casa di Emanuele Pierangelo, ovvero Epic Resort, il primo uscito, già da parecchi mesi in distribuzione, affiancato da Boss Monster.
Il secondo, in particolare, ci riporta i tempi dei primi videogiochi, quelli tutti pixellosi e con i boss  di fine livello: per chi volesse saperne di più rinvio all’articolo di presentazione già uscito poco tempo fa (link).



In Pendragon (distribuita da Asterion) c’erano invece diverse novità, tra le quali (a fianco al ‘vecchio’ Coloni Imperiali) spiccavano Dogs of War, fortunato titolo ideato da Paolo Mori ora localizzato in italiano (qui il link ad un articolo su di esso), il miniaturoso Rum and Bones, già dotato di diversi pacchetti di espansione; il gioco di carte Mithomakya, ambientato nell’antica Grecia e con protagonisti diversi miti dell’epoca; il cooperativo, di Andrea Crespi, Apollo XIII, che ci invita a risolvere i problemi di Houston (qui un articolo su di esso).
Passando oltre incontro la maxi struttura, concepita con logica da maxistand da Essen, della Asterion – Asmodee, all’interno della quale era proposta una vera messe di titoli, molti dei quali catapultati a Lucca direttamente dalla fiera tedesca (ma già localizzati).
Tra le numerose novità (praticamente un tavolo a titolo …) ne cito in ordine sparso alcune, sapendo che ci vorrebbe, più che un report, una guida ragionata all’ormai enorme catalogo della casa della stella. Per altro essa, oltre che localizzare i titoli stranieri, sta distribuendo anche diversi editori nostrani, come la Yemaia, del quale ho trovato in demo il fortunato Dojo Kun di Pestrin, che ripete anche a Lucca il soldout di Essen (qui, però, le copie, ad onor del vero, sono arrivate con il contagocce), la Pendragon ed anche Bruti, sul quale ho trovato a sua volta la stella di Asterion.
Torno, comunque, a parlare delle localizzazioni e cito Pandemia (eccovi una recensione su di esso), Pandemia Contagio (ecco il link al nostro articolo) e Pandemia la cura, Arcadia Quest, Zombicide Rue Morgue.
Lì vicino c’era, inavvicinabile, il tavolo del dungeon crawling a tema Guerre Stellari, ovvero Assalto Imperiale e vicino a lui il Gioco di carte del Trono di Spade.
Tra i family, o comunque per un pubblico più ampio, cito ancora, di sfuggita, Dobble (qui una rece su di lui), Splendor e Alhambra (oggetto di una recente riedizione: rinvio al simpatico articolo su di essa scritto dal nostro Sergio).
Altro titolo di punta (andato in soldout) in fiera è stato, poi, Colt Express, il quale, vincendo il premio del Gioco dell’anno, godeva di uno stand autonomo in fiera.





Mi sposto, facendo un passo indietro, ed eccomi alla Uplay, dove parlando con l’amico Giovanni, mi informo sui progetti della casa e trovo sui tavoli due gestionali che si sono più distinti maggiormente alla appena terminata fiera tedesca, ovvero Mombasa e My Village. entrambi localizzati in italiano.
Come ben sapete si tratta di due titoli solidi, con il secondo che funge da seguito virtuale, per l’ambientazione, del fortunatissimo Village.
Al loro fianco provo poi Hengist, titolo per due di Rosenberg, che si propone come decisamente più leggero di quanto ci si attenda normalmente dal geniaccio tedesco, ma anche Kings of Tokyo (eccovi una recensione), l’ottima riedizione in formato compatto di For Sale, classicissimo titolo di aste e Zombie 15′ (eccovi il link ad una recensione che abbiamo online su di esso).
In demo vedo anche (almeno giovedì) Medieval Academy, purtroppo per ora non ancora disponibile, ma a breve in arrivo per i tipi dell’editore pisano.
La Dvgiochi a sua volta godeva di un ampio spazio espositivo, all’interno del quale si dividevano terreno i tavoli da una parte i titoli della franchigia di Bang! e dall’altra diverse novità editoriali, molte delle quali indirizzate a gruppi o al settore kids.
Per Bang! i principali titoli sui tavoli sono, ovviamente, il sempreverde capostipite della serie (era in corso il torne Ultima spiaggia per i campionati), ma anche la versione Duel per due giocatori e quella Walking Dead, ad ambientazione zombie.
Tra i gestionali  che ci piacciono tanto c’è anche l’ottimo Patchistory (del quale abbiamo parlato qui), che mi piace ricordare, con al suo fianco un titolo per gruppi, ovvero Una notte da Lupi (titolo per gruppi ad ambientazione lupi mannari), Monster My Friend, dalla grafica manga e Mau Mau Vampiri.
Per le famiglie c’erano invece l’attraentissimo Bellz, gioco che conta tra i propri materiali tanti campanelli colorati in metallo ed una bacchetta calamitata, nel quale si deve fare attenzione a pescare le campanelle giuste in mezzo al gruppo, così come Alien Wars, gioco di carte nel quale il contenitore è una navicella aliena ed il gioco di impilamento Splash.





Anche in Oliphante trovo l’usuale messe di titoli, pescati dall’esperto editore con grande attenzione, per soddisfare diversi palati.
Una delle punte di diamante è sicuramente New York 1901, ambizioso titolo della Blue Orange, localizzato in italiano, che si vuole proporre al medesimo pubblico di Ticket to Ride, mentre la seconda è virtualmente Dilemmi, di Spartaco Albertarelli, titolo che gioca con le definizioni di diverse parole terribili.
Tra i numerosissimi altri ricordo Compact Curling e Bowling, così come What the Fake, del nostro Stefano Negro e di Walter Obert (gioco che stimola a disegnare) e lo scenografico Chicky Boom, senza dimenticare Radio Londra, titolo del quale abbiamo già molto parlato in passato (qui il link all’articolo).
In Giochi Uniti, dotata di uno spazio sterminato per i parametri della fiera lucchese, coesistevano diverse ‘isole’ nelle quali erano concentrati differenti gruppi di titoli, idealmente per fasce di interesse e di target.
Consapevole di come sia impossibile citare ogni cosa, se non producendo un elenco di nomi, ricordo solo l’uscita della versione compact dei Coloni di Catan, l’ampio settore gdr, con parecchie uscite dedicate al mondo di Pathfinder.


Poco più avanti eccomi nel reame dei combattenti spaziali di Star Wars, con le astronavi di Armada (con l’amico Simone tra i dimostratori) e con i caccia di X Wing, poi eccomi immerso nel mondo dei gestionali, con l’edizione deluxe di Alta Tensione e con la sua ultima espansione dedicata alle società per azioni, poi un bel classico di piazzamento, come Tigri ed Eufrate ed un altro immortale simbolo dei giochi di maggioranze, ovvero El Grande.
Spostandomi trovo ancora Kingsport Festival e la lotta agli alieni di Xcom: tra i titoli per un target più ampio ecco invece Beastie Bar e Yak e Cacio e dadi (che strizza l’occhio ai più piccoli)… a questi si aggiunge anche Occhio, che stimola la memoria visiva.
La Cranio Creations portava i propri titoli reduci dalla kermesse tedesca, ovvero la Torre dei mostri, gioco per famiglie molto caciarone (del quale trovate qui una recensione), I soliti Sospetti, improbabile ‘investigativo’ nel quale si deve scoprire il colpevole grazie ad anomali indizi (qui la nostra recensione, uscita online ieri) e l’interessante e solido Consiglio dei quattro, gioco che trova al timone la coppia di assi Luciani e Tascini.
La linea editoriale era però completata, in fiera, anche da alcune localizzazioni italiane davvero succose, tra le quali l’attesissimo Through the Ages in italiano (alcuni pensavano fosse un fantasma e non credevano ai loro occhi), ma anche quel Nome in Codice (codenames) che in Germania aveva spopolato, Stromboli (che altro non è se non Haus der Sonne, della Feuerland), gioco per due a tema ‘isola’, ed Antike 2.






Molta la varietà nei titoli presenti alla Ghenos, dove si potevano trovare, a fianco al sempreverde Krosmaster, presente in fiera nella versione Quest ed in mille altri pacchetti, numerose novità distribuite dalla casa in questione ed originariamente edite da altri italiani.
Tra i presto esauriti cito Signorie del duo dinamico Zizzi – Chiarvesio (per What’s Your Game), che condivideva spazi con Nippon, dello stesso editore e peso specifico (grosso modo), mentre per la esordiente Demoela c’era il tavolo dedicato a Zena 1814, che rievocava il breve periodo di autonomia vissuto dalla repubblica genovese in quell’evo storico (qui ne trovate due recensioni in una), così come per Placentia c’era la demo dei fari di Bretagne (qui ne trovate una recensione) e per la Horrible diverso spazio era occupato dal fortunatissimo Potion Explosion, lussureggiante e fiero delle numerose biglie colorate che ne rappresentano il principale componente.
Ancora, per Hcdistribuzione era in demo una bella copia di Mistfall, ad ambientazione fantasy.
Alla Devir, nuovo editore che si affaccia in Italia dopo aver conquistato, partito dal Brasile, diversi mercati, come quello americano, messicano e spagnolo, i titoli di punta erano prima di tutto l’edizione italiana di Star Realms, gioco di carte a base di deck building che ha spopolato negli ultimi anni (qui una rece), ma anche diversi titoli del catalogo Ares, quali la nuova edizione della Guerra dell’Anello, il puccettoso Dino Race con le sue miniature coloratissime ed il gioco di carte Jolly Roger, che vanta come autore il notissimo Moyersoen (quello di Saboteur).
Tanti i titoli anche alla Raven, distributore che ha nel proprio catalogo diversi editori nostrani, oltre che proporre localizzazioni di titoli esteri.
Tra i primi ricordo la Post Scriptum, della quale il buon Sacchi stava dimostrano Sator Arepo ed il gioco di costruzioni Brick Party (qui la recensione) e la Ilbarone Games, con il loro Dwarfest. Giusto di fronte, sempre per la casa del corvo, c’era anche lo stand dedicato a Squillo.
Il notissimo disegnatore Gipi era invece impegnatissimo, al proprio ampio stand, a dimostrare anche di persona Bruti, gioco di carte che simula un combattimento di gruppo a colpi di fendenti, parate, schivate e contrattacchi.
La grafica è, ovviamente, il punto forte di questa produzione, con volti ben difficili da dimenticare e con colori che rendono davvero in modo magistrale il tema di fondo medievaleggiante prescelto.
Rimbalzando come una pallina da flipper arrivo finalmente anche alla Red Glove, sempre coloratissima e ben distinguibile grazie al suo stand a castello.
Qui, oltre ai numerosi cavalli di battaglia come il fortunatissimo Vudù, di Valtriani, o la riedizione di Ristorante Italia o il successo Rush and Bash, trovo anche diverse nuove uscite e sono accalappiato dalla irresistibile puccettosità dei gattini di Neko-in.






Alla District Games puntavano invece, oltre ai loro classici Warage e Richard I, anche sul gioco di carte per tutti No!, titolo che ricorda le meccaniche del notissimo Uno, ma con diversi twist utili a dargli una sua autonomia ed identità.
Un altro passaggio mi porta ad attraversare gli spazi espositivi della Apokalipse Games, la quale vanta ben tre titoli di catalogo, ovvero il ricchissimo The producer, di Manlio Zaninotti (qui la nostra recensione), ma pure Sukkube e Ophicus, piazzamento tessere a tema costellazioni spaziali.
Sempre in zone c’era quindi Sipario, prima esperienza produttiva per la 40GB, il quale catapulta i giocatori, anche qui con una particolare cura ai dettagli produttivi ed alla grafica, nel mondo della lirica, ma con un occhio ironico e divertito.
Per un attimo mi lascio poi trasportare nel mondo dei giochi di miniature ed attraverso nell’ordine una serie di espositori, che propongono scenari davvero per tutti i palati.
Parto, nella mia rapida carrellata, da Warhammer con lo stand solo ‘pubblicitario’ di Age of Sigmar, procedendo poi con il dungeon crawling Dungeonsaga, poi ricordo lo spaziale Corvus Belli, quindi War of Wonders , Dungeonstorming e Malifaux.
In particolare poi mi attrae uno scenario con combattimenti ai piedi di un fungo, ma non si tratta qui di Puffi, bensì di ben più agguerriti combattenti di Song of Blades and Heroes.

Non voglio poi dimenticare i ragazzi di M400, un titolo di conquista territori con una mappa che ricorda il classico Risiko, ma con meccaniche a base di carte ed una ambientazione decisamente medievaleggiante, così come quelli della Cosplayou, i quali proponevano al loro spazio il titolo per ‘bevitori’ Drinkopoly, a fianco del quale campaggiavano le scatole del loro Youtopia, ma anche dei precedenti Pizza, Spaghetti e Mandolino (a tema competizione tra cosche) e Ciak (competizione tra case di produzione cinematografica).
La Gog aveva quindi un sempre affollato tavolo demo con il suo 3Kings, titolo di esordio che precede l’uscita di altre novità e del quale abbiamo proposto poco tempo fa una recensione (qui il link), così come in zona ho trovato pure Balance Games (gioco astratto dai materiali interessanti) e Ready to Rock (gioco di carte che ricorda un Saboteur nel mondo del rock duro).
Sempre vivace era quindi, nella zona Indipendence Bay, Marco Pieri, con il suo Board of Dreams, il quale simula partite di baseball, ma pure molto attivo ho trovato il mitico Angelo Porazzi, alla testa del suo gruppo dell’Area Autoproduzione, ma anche la Serfergiochi, che è una presenza fissa da anni nella rassegna toscana.

Tra quelli che mi ero ‘perso’ per strada nel compilare la guida alla fiera cito poi la Cosmic Games, la quale proponeva un gioco di miniature fantasy, ovvero Drakerys, ma anche World of Yoho (titolo che richiede l’utilizzo dei vostri bei smartphone per combattere tra navi) e Attack on Titan. Per farmi perdonare del fatto di non averne parlato prima, metto anche il link alla loro pagina facebook 😉

Sempre in questo ambito in fiera c’era uno stand ed una seconda copia in demo di Nadaras, titolo proposto dala neonata Eletria Games, che si propone di finanziare il progetto su piattaforme di finanziamento collettivo (qui il link alla loro home page).
Ricordo che in fiera c’era anche la Hasbro con il proprio spazio, nel quale erano promossi i loro titoli di punta, con una particolare attenzione anche al settore toys, così come c’erano i giochi di carte collezionabili, come Magic e Force of Will.

Al loro fianco una scappata l’ho fatta pure nel settore gdr, dove ho notato lo stand di Mouse Guard, così come quello di un titolo ad ambientazione zombie, ovvero, appunto, I am zombie, Sapendo che non è la mia ‘cup of tea‘ mi sono rapidamente allontanato, non senza soffermarmi, in zona, a mirare l’espositore della Armenia dove era esposta la saga di Malazan, l’impegnativa serie di libri scritti da Erikson, che auspico per i lettori di casa nostra che sia stata finalmente portata in fondo anche nella traduzione nostrana 🙂 
Si, si, per chi me lo chiedeva, nello stesso capannone c’era anche il settore videogiochi, ma non è che ci abbia fatto più di una veloce scappata … Tra l’altro la sensazione, finalmente, è stata quella che non si sia mangiato, come era accaduto altri anni, spazio e che ne abbia, anzi, forse perso.
Oltre alla riduzione di code e pigiapigia, un’altra buona notizia per i fan del boardgaming come noi 🙂
Ok, cerco di supplire con le foto alle mie mancanze e vi saluto, chiedendo, come al solito, i vostri commenti sulla fiera, di lasciarci i vostri aneddoti e le vostre impressioni 🙂
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