[Recensione] Kanagawa

scritto da Chrys
Sapete che amo il giappone e che di bei giochi con questo tema non me ne faccio scappare quasi mai… tra i titoli che hanno riempito la mia valigia da imbarcare al ritorno da Essen (all’andata arriva rigorosamente vuota) con una tecnica d’incastro degna dei mondiali di Tetris, c’era questo gioiellino chiamato Kanagawa (2-4 giocatori, 45 minuti) edito da Iello e ideato da una coppia di autori decisamente d’eccellenza, ovvero Bruno Cathala e Charles Chevallier.
Ed eccoci catapultati nel 1840 a Kanagawa (la Baia di Tokyo), nei panni di allievi del famosissimo maestro Katsushika Hokusai*… in quanto tali cercheremo di mostrarci degni ottenendo diplomi nelle varie arti, espandendo le nostre conoscenze e ritraendo diversi soggetti nel tentativo di creare il dipinto più bello e armonioso.

* potrebbe non dirvi molto questo nome ma sicuramente avrete visto diverse sue opere… probabilmente la più famosa in occidente è “Sotto un onda di Kanagawa” (Kanagawa oki nami ura) di cui si trovano numerose stampe, magliette e altro. Se volete approfondire ne esiste anche una biografia a fumetti di Shotaro Ishinomori (Cyborg009) tutta in italiano.
NELLA SCATOLA
Scatola compatta quella di Kanagawa, ma come un piccolo scrigno contiene una delle più belle componentistiche che abbia mai visto… ogni elemento del gioco contribuisce infatti a catapultarci nel Giappone di 2 secoli fa. 
Al posto di una normale plancia in cartone ne troviamo una “dipinta” su una tovaglietta giapponese. I 15 segnalini 3D in legno scuro e chiaro a forma di pennello in un vaso realizzate appositamente sono splendide come anche i token maestro e allievo, mentre le carte trasudano pittura orientale antica da ogni poro. Abbiamo poi 19 tessere diploma, 4 plancette iniziali, una manciata di altri token e un inserto in plastica per tenere tutto il contenuto ben ordinato.
Non posso esimermi dal fare un applauso a Jade Mosch illustratrice dallo stile eclettico e unico (qui alcune opere) che ha saputo rendere alla perfezione le illustrazioni in stile giapponese antico.
COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve una plancetta iniziale in cartone col primo pannello del dipinto e con le sue conoscenze base (due boccette con pennello, l’esperienza in un tipo di paesaggi e uno spostamento di pennello a turno). La plancia va messa in centro al tavolo e attorno vanno disposti i vari diplomi.
La lezione del maestro
Sulla plancia-tovaglietta va riempita ad ogni round la prima fila libera con una carta per giocatore (le caselle rosse avranno la carta a faccia in giù e ne sapremo solo il soggetto), dopodiché ognuno, in ordine, può scegliere se prendere tutte le carte di una colonna (partire in viaggio per trovare un soggetto) oppure continuare a studiare (aspettare). Appena tutti hanno scelto si riempie la seconda fila (ma solo le colonne con ancora carte), chi è rimasto sceglie se prendere una colonna o restare ancora a lezione. Al terzo round chi non ha preso deve farlo per forza.

Mettere in pratica le lezioni
Quando si prende una fila bisogna decidere cosa fare di queste 1-3 carte… ogni carta può essere usata in due modi: o la si infila capovolta nella fila inferiore a rappresentare esperienza sul campo (ogni carta lì ci conferisce abilità speciali, punti vittoria o, il più delle volte, conoscenza pittorica di un certo tipo di paesaggio) oppure la si infila nella fila superiore a rappresentare un nuovo pannello dipinto
Mentre la prima azione è sempre disponibile la seconda ci richiede di soddisfare le competenze richieste (le icone in basso nel dipinto) in quel tipo di paesaggio di sfondo: per soddisfarle dobbiamo avere quel numero di conoscenze nella fila inferiore e ciascuna dovrà avere un pennello sopra ad attivarla… per questo è anche fondamentale acquisire con l’esperienza anche nuovi pennelli o altre icone abilità “flessibilità” che ci permettono ciascuna uno spostamento a turno di un pennello. Le carte possono essere inserite come dipinti o esperienza in qualunque ordine (quindi possiamo per esempio usare una delle carte prese per acquisire le conoscenze per dipingere l’altra).

Diplomi
Ogni tessera diploma ha un requisito riferito al nostro dipinto (almeno 3 edifici diversi, due animali volanti, 3 personaggi uguali, avere 4 pennelli, ecc.). Quando si raggiungono i requisiti si può prendere la tessera che varrà punti vittoria e a volte darà anche un bonus. Ma bisogna fare attenzione, perché ottenuto un diploma in una categoria non se ne possono prendere altri (quindi ad esempio se si prende il diploma per 3 edifici diversi che vale 4PV non si potrà poi prendere quello per 4 diversi che ne vale 7).
Un solo dipinto, tanti elementi
Ogni carta, nella parte col dipinto, mostra numerosi elementi di cui tenere conto: abbiamo infatti un soggetto di massima (persona, alberi, animali, edifici… indicato anche dal retro) e per ciascuno potremo avere più varianti, lo sfondo potrà essere di quattro tipi diversi (determina il tipo di esperienza necessaria) e la stagione (simbolo in alto a destra) anche.
Calcolo dei punti vittoria
Quando finisce il mazzo si riceve 1PV per ogni pannello dipinto, 1PV per ogni pannello che compone la serie continua più lunga con la stessa stagione, 1PV per ogni simbolo punto vittoria su carte ed esperienza (alcune di queste più forti danno punti negativi), 2PV se al nostro fianco abbiamo il maestro e infine i punti vittoria dei diplomi. Il valore più alto vince!
CONSIDERAZIONI FINALI
Mamma mia che bel gioco hanno tirato fuori da una scatolina così. O__O 
La componentistica è splendida, ma anche il gameplay è davvero ben fatto… il gioco scorre, vi sono tantissime cose da tenere d’occhio, bisogna anche capire cosa cercano gli avversari per valutare se azzardarsi a passare e spesso abbiamo tante strategie diverse davanti anche solo a seconda di dove e come piazzioamo le carte ottenute. Lo trovo un piccolo caplavoro! *__*
La durata si attesta sui 45 min in quattro e con l’andare delle partite si riesce a stare anche sotto (record personale 30 minuti in tre) quindi come tempistiche siamo sul filler medio lungo, sebbene per meccaniche e calutazioni sia tuttaltro che un filler.
Il target a cui si rivolge è forse quello di chi ha già qualche gioco alle spalle… le regole sono in effetti semplici (passi/prendi, piazzi sopra/sotto) ma le implicazioni e le strategie non sono banali e richiedono una certa “visione di massima” dei tanti parametri. Sicuramente l’estetica e la presentazione sul tavolo però faciliteranno il far provare la partita a qualunque amante del giappone. 😉
La dipendenza dalla lingua è assolutamente nulla e le uniche parole scritte le trovate sul manuale (in inglese).
La profondità tattico/strategica, come detto sopra, c’è eccome… non dovrebbe creare blocco da analisi (o se lo crea lo fa sul piazzamento delle carte che può anche andare in parallelo), ma sicuramente non scontenterà chi cerca qualcosa che non faccia “arrugginire gli ingranaggi della testa”.
La rigiocabilità e molto alta, perché la pesca sempre diversa delle carte e il set differente di abilità a ogni partita impediscono la creazione di strategie a tavolino e assicurano una notevole varietà di situazioni.
L’unica piccola pecca è che quest’azione di infilare le carte sotto le altre, se e solo se giocate direttamente su un tavolo di legno liscio, può risultare complicata all’allungarsi del dipinto. Va detto che ho poi provato delle partite con la tovaglia e la cosa è andata perfettamente liscia… quindi se volete un consiglio, giocate con la tovaglia. ^__^
Il prezzo di listino in fiera era sui 25 euro quindi penso che da noi (tra importazione e tutto) lo si troverà tra i 25 e i 30 euro. Comunque un buon prezzo per la componentistica che contiene e di certo la scatola per quanto piccina è stata ben compattata. ^__^
Al momento sullo store online Egyp.it lo trovate in prevendita, e dovrebbe essere disponibile a breve.
Le
immagini sono tratte da BGG o dal sito dell’editore e appartengono ai
rispettivi autori. Sono state riprodotte pensando possano essere una
gradita forma di pubblicità e varranno rimosse immediatamente su
semplice richiesta.
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