scritto da Fabio (Pinco11)
Passando al come si gioca la posso fare altrettanto breve (il manuale – ecco il link a quello inglese – sta in sei pagine, piene di disegni colorati …) perché, eseguito il setup iniziale, che consiste nel piazzare nel proprio pianeta tre dischetti neri (sono indistruttibili e non scoppiano, equivalendo alle pietre dei giochi jewel-like) e nel riempire il cielo con dieci altri dischetti (due per colore, tranne il nero, non allineati), si parte.
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| Riepilogo degli effetti sul fondo della scatola |
Se, cadendo i pezzi, si vengono a formare delle linee orizzontali o verticali di tre o più pezzi dello stesso colore, essi (idealmente) scoppiano e possono essere rimossi dal tabellone (assieme ai pezzi dello stesso colore adiacenti a quelli allineati), assommando un punto ciascuno a fine partita per il suo proprietario. Inoltre, a seconda del colore dei pezzi rimossi, si può (se si vuole) attivare l’effetto speciale corrispondente (es. il rosso permette di invertire la posizione di due dischetti adiacenti nel pianeta avversario, il verde nel proprio, il giallo fa scoppiare uno dei propri dischetti in cima alla propria colonna, …).
La prova pratica mi ha confermato la bontà dell’intuizione, perché in effetti Bubblee Pop ha risposto a tutte le mie aspettative, finendo, a poca distanza dalla fiera, sul tavolo già diverse volte.
La prima attrattiva sta nelle regole semplici, perché devi solo spiegare che al tuo turno scegli due palline (bubblee) da far cadere nella tua parte del cielo e che il tuo scopo è allinearle e farle così scoppiare.
La seconda attrattiva sta nel fatto che, partendo da questa base, sin troppo lineare, è stata aggiunta giusto l’ideuzza che rende il tutto vivace il giusto, ovvero la presenza degli effetti bonus che sono attivati dalla esplosione delle bollicine.
Siamo lontani, ovviamente, dalla freneticità dei videogiochi, ma, ripercorrendo gli effetti, scopriamo che ve ne sono alcuni che influiscono sul proprio orticello, come quelli (giallo) che permettono di rimuovere una pallina libera o di invertire la posizione di due palline sul proprio lato (pianeta), magari attivando esplosioni a catena, ma anche che permettono di essere cattivelli verso l’avversario, visto che è possibile anche spedire una propria palla nel pianeta altrui (viola) o fargli cadere una pallina a piacere tra quelle del suo lato nel cielo.
Gradualmente si comprende come non sia sufficiente cercare solo di fare più punti possibile, ma si debba anche giocare contro l’avversario, cercando di piazzargli la pallina giusta (magari nera) nel posto giusto al momento (per lui) sbagliato 🙂
La presenza, infine, delle palline nere, che sono disponibili in buon numero tra i componenti, consente di modificare il livello di difficoltà del gioco, in quanto esse non scoppiano e possono essere di grande intralcio per cui, una volta che si fa un poco di esperienza, si inizia volentieri ad aggiungerne di extra nel sacchetto, per rendere la sfida più tesa.
Sin da Essen, come accennavo, mi era piaciuto già a prima vista e la sera lo avevo prestato a una coppia di italiani conosciuti nella hall dell’albergo, i quali lo avevano trovato molto simpatico, dedicandogli un paio di partite (se tenete conto che tutti hanno un sacco di giochi comprati nello zaino, non è poco che si voglia rigiocare a qualcosa), confermando che le meccaniche consentono di pianificare anche tattiche più aggressive e che la velocità delle partite spinge a rigiocarlo in cerca di rivincite (Ci abbiamo fatto un paio di partite, è un bel giochino, a volte si creano situazioni per cui se non ti escono le bolle giuste la tua situazione puó solo peggiorare e puó diventare frustrante, ma essendo rapido rimane piacevole).
I materiali risultano attraenti e ben curati, con le palline che hanno avuto una minima, ma azzeccata, realizzazione grafica, diventando simpatiche faccine, una sacchetta che rende il gioco anche più portatile (se si ha piacere di farsi una stampa su carta del tabellone lo porti davvero dove ti pare senza ingombro), colori pastellosi gradevoli e che non creano confusione.
Per il resto il tutto sta in una scatola di modeste dimensioni, con un buon packaging.
Ho avuto anche modo di provare la modalità solitario, che prevede che a inizio partita si piazzino dal lato avverso una serie di palline, diventando lo scopo del gioco quello di riuscire a eliminarle tutte prima che finisca la sacchetta.
In sé tutti i primi quadri (ma direi anche i 2/3 di quelli presenti) possono funzionare quasi da tutorial del gioco, perché la soluzione del solitario sta, in larga parte, nel capire quali bonus è opportuno attivare per riuscire a sbloccare posizioni (spesso a causa delle palline nere) astrattamente insormontabili. Non essendoci un avversario che rema contro, solo i quadri più avanzati rappresentano una vera sfida, anche se però è possibile inserire, semplicemente, le classiche palline nere extra per rendere il tutto più avvincente. Diciamo che anche questa modalità è carina e probabilmente chi gradirà il gioco non si farà mancare questa esperienza, anche se personalmente non la vedo come un rivale credibile dei vari FreeCell e simili che occupano i ritagli di tempo di chi sta al computer.
ALLA FINE?
Direi che questo Bubblee Pop si è rivelato una bella sorpresa, nella sua natura di giochillo (per due) simpatico, rapido e ben realizzato. È un filler proponibile sia a un pubblico adulto che anche a bambini, che può rappresentare un piccolo ponte tra i giocatori da smartphone e da tavolo, richiamando le atmosfere dei titoli jewel-like e come tale è da apprezzare.
Per me l’ideale complemento nelle serate occupate da 7 Wonders: Duel o magari da qualche astrattino tipo Hive o il Progetto GIPF.
Ve lo segnalo, quindi, con piacere e resto in attesa di avere conferme o meno da parte di chi abbia a sua volta modo di provarlo: mentre scrivo su BGG gode di un voto medio di 7,8 (sulla base però di soli 45 voti), per cui la prima accoglienza pare essere più che buona.
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