[Recensione] The Sheep Race

scritto da Sergio
La gara delle pecore a chi arriva prima al traguardo, esiste veramente e io non ci potevo credere… invece sì. Nasce ad opera dei nostri amici britannici per prendere in giro l’idea di altri paesi del Commonwealth di organizzare una gara di bellezza di pecore per decidere chi fosse il miglior allevatore. Nate quasi per gioco, le gare di pecore nel Suffolk sono diventate molto popolari e il giro di scommesse che vi ruota attorno è assolutamente rilevante.
Ovviamente un evento del genere non poteva passare inosservato ai creatori di giochi ed è così che un autore italiano, Roberto Mancino, ha messo al lavoro la sua fantasia e con l’aiuto di un software programmato da lui direttamente, ha dato vita a questo The Sheep Race in cui lo scopo dei giocatori sarà quello di arricchirsi il più possibile scommettendo sulle pecore meglio piazzate nelle 2 gare di eliminatorie e su quella vincitrice nella finale.
È un family, della durata di circa 45 minuti, per 2-6 giocatori da 10 anni in su edito dalla Ghenos Games.

IL GIOCO

L’ambientazione è quella classica, le colline del Suffolk, e la gara si svolge su 6 corsie con le condizioni del terreno che migliorano progressivamente dalla corsia 1 (la peggiore) alla 6 (la più veloce).
Nella scatola ci sono 12 bellissime carte pecora, ognuna appartenente a una nazione diversa; se ne selezionano 6 per la prima eliminatoria e 6 per la seconda. Le prime 3 di ogni semifinale correranno nella finale per il titolo di pecora campione del mondo.
Selezionate le prime 6 pecore partecipanti e assegnate le corsie di partenza, prese le simpaticissime miniature e messi su ogni carta i cubetti fiato corrispondenti si inizia il giro di scommesse.


Le scommesse: Ogni giocatore scommette su 3 pecore, una sarà pubblica, 2 segrete. Le scommesse si basano su una tabella predefinita (la vedete in foto) in base alla quale la pecora alla corsia 6 sarà favorita, le sue quote, in caso di vittoria o piazzamento saranno basse (ad esempio pagherà 6 volte in caso di vittoria) e così via fino alla pecora in corsia 1, che pagherà ben 12 per il primo posto, 9 per il secondo e 7 per il terzo. L’autore ha affermato che per decidere le quote e tenere in equilibrio il gioco ha sviluppato un
apposito software che ha prodotto oltre 100.000 simulazioni.

La gara – semifinali: durante il proprio turno il giocatore svolge 2 azioni:
1) seleziona la pecora: fase che avviene tramite il lancio di 2 dadi. Nelle semifinali il classico dado da 6 e un dado 0/0/0/1/2/3: il totale indica la corsia della pecora che si muove considerando che con un lancio 7 si muove la pecora in corsia 6, con 8 quella nella 5 e con 9 si muove la pecora pigra ovverossia l’ultima in classifica (se ve ne sono diverse, quella col numero di corsia più alto)
2) muovere la pecora selezionata: su ogni carta pecora sono disegnati dei cubetti rossi, blu o bianchi che rappresentano il fiato ovvero la resistenza della pecora, e sono la dotazione di partenza di ogni ovino, dotazione che non è uguale per tutti, perché alcune saranno più veloci ma si sfiancheranno presto, altre son troppo pigre per correre ma non si fermano mai e così via in modo che ogni pecora abbia caratteristiche proprie. Ogni giocatore sceglie quindi per la pecora selezionata un’andatura che fa avanzare la relativa miniatura del numero di caselle previste dalla carta prelevando da questa i dadi previsti:
– galoppo: 1 cubo bianco o 1 rosso o 2 blu. È l’andatura più veloce;
– trotto: 1 cubo bianco o 1 blu;
– passo: si va avanti di una casella e si consuma 1 bianco o si recupera 1 blu;
– riposo: la pecora non si muove e recupera 2 cubi blu.
Il cubo bianco è quindi un jolly che può essere utilizzato per ogni andatura e che come tale verrà sfruttato diversamente dai giocatori a seconda del fatto che la pecora che muove sarà quella su cui si è scommesso o no.
Caso particolare si ha quando la pecora che deve muoversi non ha più cubetti: in questo caso è costretta a riposarsi e recuperare; se invece siamo vicini al traguardo (a 5 caselle dall’arrivo) il povero ovino sarà stremato dalla fatica e si accascerà a terra finendo lì il suo percorso.
La gara termina quando 3 pecore tagliano il traguardo; si rivelano le scommesse fatte e ogni giocatore prenderà tanti punti quanti segnati sulla tabella delle quote (1 punto in piu se ha scommesso su 2 pecore vincenti, 3 se le ha azzeccate tutte).

La gara – finale: le prime 3 pecore di ogni batteria corrono la finale. In questo caso si fanno solo 2 scommesse ed entrambe nascoste. Inoltre nella finale solo la pecora che vince dà punti agli scommettitori, per il resto si seguono le stesse regole. Inoltre si usa un dado diverso: oltre a quello da 6 facce, si usa quello con 5 zeri e un 2 (ricordando che con otto muovi la pecora in corsia 5 e con sette quella in corsia 6) 

Ovviamente alla fine, dopo la proclamazione della pecora campione del mondo, si sommano i punti derivanti dalle tre scommesse e si determina il vincitore.
CONCLUSIONI

Tutto inizia dalla grafica e dai materiali, che sono il vero centro di attrazione del gioco. Troppo simpatiche e divertenti le immagini delle pecore rappresentate sulle carte, ognuna col suo nome e con disegni e immagini che richiamano i vari paesi del mondo in modo simpatico e allegro. Sarebbero da fotografare una per una per rendere l’idea. Anche il tabellone che richiama il percorso di gara è ben fatto. Il cartone è spesso e robusto e ben disegnato con colori vivaci. Il must sono comunque le miniature delle pecore, belle cicciottose di una simpatia unica.
Standard gli altri componenti e ben fatto il manuale, chiaro e lineare.
Il tutto fa quindi pensare ad un family game e in effetti così è anche se…
Anche se cosa?

Anche se al di là della grafica e della simpatia degli ovini, il gioco pare avere un che di meccanico e di razionale che stride con la bellezza del contorno: le pecore con corsie alte son sempre favorite, quindi le scommesse tengono conto sempre di questo fattore. Poi sta a giocatore decidere se vuole avere più probabilità di vincere poco puntando sui favoriti o giocare sull’outsider per provare a sbancare.

Nella gara vera e propria poco conta il fattore umano il cui l’intervento si riduce più che altro a sottrarre dadi o aggiungerli per potenziare o rallentare la pecora. Il fato comunque domina incontrastato e l’interazione è quindi minima.
Del resto è un gioco di scommesse: vai, punti e guardi che succede, ma forse inserire qualche variante per personalizzare o intervenire durante la corsa con qualche divertente “bastardata” avrebbe aumentato il divertimento. Mi pare fosse prevista in un primo tempo anche un’espansione, chissà forse andava in questo senso, ma non credo sia mai uscita.
In conclusione non è un brutto gioco, facile, bellissimo a vedersi, ben costruito con le variabili scommesse/punteggi e gestione dei cubi fiato. Si vede che è stato studiato e provato a lungo, perché poi è anche disequilibrato con equilibrio (perdonatemela questa!). 
Rimane un po’ freddino: andava a mio parere implementato con qualche regoletta in più, gestibile dal giocatore durante la corsa, diretta a creare l’imprevisto, la magagna, il trucco e quindi a rendere i giocatori meno spettatori e più partecipi.
Come sempre buone giocate a tutti e come sempre vi ricordo che il gioco si trova sul Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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