[Vetust Games] Barcode Battler

scritto da MagoCharlie

C’è stato un periodo particolare in casa mia.
Un periodo dove accadevano cose strane.
Subito dopo il Natale del 1992, alcune scatole o sacchetti in casa perdevano dei pezzi.
Non era raro sentire da un’altra stanza mio padre che apriva la dispensa per prendere un biscotto per la colazione seguito da un immediato rumore di biscotti a terra. Non ha mai perso la calma mio padre. Ma dopo che si accorse che ogni sacchetto di biscotti, ogni pacchetto di pasta e ogni involucro da supermercato aveva un buco in fondo, capì subito chi era il colpevole… anzi, i colpevoli: uno ero io e l’altro era un famigliare che mi aveva regalato Barcode Battler per Natale.



FORBICI, COLLA E TANTA, MA TANTA, TV

Vediamo chi si ricorda del particolare videogioco in questione: Barcode Battler importato e marchiato a fuoco da Giochi Preziosi nel 1992 ha tenuto per quasi un annetto banco in ogni pubblicità pomeridiana.
La premessa era quella di creare delle battaglie tra personaggi fantasy grazie ai banali codici a barre che si trovavano su qualsiasi prodotto acquistato (o meglio, buona parte dei prodotti acquistati).

LA STORIA: DAL GIAPPONE CON EAN
A Marzo 1991 la Epoch Co., società giapponese attiva dal 1958 nel settore dei giocattoli poi specializzatasi in giochi elettronici LCD (nonché una delle prime concorrenti della mitica TOMY), lancia sul mercato del sol levante la sua nuova console: Barcode Battler.
L’idea di base è quella di far interagire materialmente carte collezionabili con un gioco elettronico.
Barcode Battler è la prima console che integra un lettore di codici a barre per registrarne i numeri e utilizzarli come dati utili per il gioco.
La prima edizione della console si presenta con una scocca bianca e una serie limitata di cards da collezione e fu subito un grande successo.
L’anno successivo viene messa sul mercato una seconda edizione, chiamata Barcode Battler II che è l’edizione arrivata da noi grazie a Giochi Preziosi.
Le differenze tra le tue versioni, a parte il colore della scocca, sono: un display leggermente più grande e la compatibilità con il NES e lo SNES (ovvero i nostri Nintendo 8 bit e Super Nintendo).
Il successo riscosso in madre patria portò a creare una serie di cards su licenza Nintendo con protagonisti ZELDA e MARIO: i personaggi e i power ups venivano utilizzati come normali “guerrieri” e si sfidavano a suon di codici.
 
IL GAMEPLAY, OVVERO 3% STRATEGIA, 10% FORTUNA, 87% IMMAGINAZIONE
Il gameplay è semplice. La console genera un nemico da combattere e strisciando le carte a tua disposizione inserisci i vari punti attacco e difesa: la console “randomizza” un combattimento considerando i vari punti di attacco e difesa e diminuisce di conseguenza i punti vita dei giocatori.
Tutto questo reso graficamente solo da numeri: il display infatti indicava solo questi tre valori numerici per lo sfidante e l’avversario.
La console disponeva di 3 modalità di gioco:
  • Storia;
  • Avventura;
  • 2 Giocatori.
Le prime due differivano dal fatto che se non si concludeva la modalità Storia, sconfiggendo i vari boss e collezionando le chiavi, non si accedeva all’Avventura completa che metteva in campo più boss e una modalità di gioco più difficile.
Il gioco per 2 giocatori è presto detto: ogni giocatore sceglie un personaggio e almeno un oggetto/incantesimo tra tutte le carte disponibili.
Fatte le loro scelte iniziavano le botte a suon di “bip” e numeri a scalare.
L’INGANNEVOLE RITAGLIO SELVAGGIO

Barcode Battler non ha riscosso il successo sperato in occidente: si contano solo due set di espansioni di carte e migliaia e migliaia di codici a barre ritagliati da ogni prodotto possibile.

Proprio sul cercare altri codici a barre si è incentrata l’ultima campagna pubblicitaria: i bambini venivano spinti a provare codici su codici così da “customizzare” le carte bianche in dotazione per trovare nuovi personaggi e nuovi strumenti.
La console però riusciva a leggere solo alcuni codici a barre: questo perché il lettore interno era settato per rilevare correttamente ogni EAN di prodotti, ma a seconda di quali numeri trovava poteva calcorare uno dei tre valori base (non tutte le combinazioni numeriche erano quindi accettate).
Ovviamente nei codici di tutti i giorni era impossibile trovare dei “valori” altissimi: quelli erano riservati alle carte in vendita separatamente!
L’INTERFACCIA DEL SUPER NINTENDO
Per superare l’aspetto “matematico” del gioco e renderlo più “grafico”, viene commercializzata a inizio 1993 l’interfaccia utile per utilizzare il Barcode Battler come periferica per il Super Nintendo.
Assieme all’interfaccia infatti uscirono anche diverse cartucce per SNES e NES con alcune nuove cards da usare in questa nuova esperienza di gioco.
Nel videgame di Barcode Battler il gameplay rimaneva invariato: hai un boss, strisci la carta guerriero con i suoi accessori e la console risolve il combattimento con animazioni su schermo.
Le novità arrivano invece con altri titoli per SNES che attraverso cards dedicate arricchivano il gioco con oggetti, personaggi e power-up. Idea che venne riproposta in seguito con l’E-Reader di Nintendo.
DA BARCODE BATTLER ALL’E-READER DI NINTENDO (passando dallo SKANNERZ)
La moda di Barcode Battler in occidente è durata un annetto, in Giappone invece è durata molti più anni.
Si sono susseguite espansioni su espansioni per la nostra console, anche fan made fino al 2000, anno in cui torna prepotentemente sul mercato una nuova console che copiava il gameplay di Barcode Battler migliorando alcuni aspetti: sto parlando degli Skannerz.
Questa nuova linea di “handheld games”, introdotta in tutto il mondo da Radica Games, ci riprova con i codici a barre, ma con scarso risultato.
Sembrava che il magico momento del gioco fisico che diventa digitale fosse passato… invece è proprio la grande N che agli inizi del 2002 rilancia la moda dello “scan” con il suo E-Reader. Si tratta di una periferica add-on per il Gameboy Advance con la quale si potevano aggiungere personaggi ad alcuni videogiochi (Animal Crossing) e sbloccare contenuti e sfide (Pokémon Rubino).
La cosa interessante era inoltre che con l’E-Reader, Nintendo apre per la prima volta al retrogaming rilasciando delle schede dedicate che erano in realtà giochi completi del caro e vecchio Nintendo 8 bit! Le carte avevano dei codici stampati che riproducevano in pochi bit alcuni classici tra cui Donkey Kong, Mario Bros. e Tennis.
CONCLUSIONI
Se riprendessimo in mano Barcode Battler oggi ci annoieremo subito: solo numeri che aumentano e diminuiscono… forse la nostra immaginazione è ormai un po’ troppo fuori forma.
Rimane la bellezza e l’originalità dell’idea dei codici a barre da collezionare, oltre ai booster pack in vendita… ma non rimane solo questo…
Barcode Battler segna l’inizio del connubio tra gioco fisico e la sua versione digitale: basti pensare che siamo partiti dai codici a barre dei pacchi di pasta e siamo arrivati ai vari Skylanders e Amiibo.
Come vedete la strada è stata lunga e tortuosa, ma qualcuno doveva pur cominciare!
— Tutte le immagini sono tratte da Ebay (postate da Conveni_Wars, Sellmeth1s, Ryu-s62-5m, Dizrythmia, Ultramans) e da “barcodebattler.co.uk”, “handheldempire.com” e appartengono ai rispettivi proprietari. Saranno rimosse immediatamente su semplice richiesta.–
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