Scritto dal Paese dei Balocchi da
Moreno Pollastri torna a giocare con un grande classico italiano, trasformando Pinocchio in un librogame ironico, oscuro e pieno di sorprese. Lo conosciamo tutti: il burattino, Geppetto, il naso che si allunga, il Gatto e la Volpe, il Paese dei Balocchi. Elementi talmente radicati nell’immaginario collettivo che modificarli significa inevitabilmente confrontarsi con qualcosa che il lettore ha già nella propria testa.
Ma Moreno Pollastri prende Pinocchio, lo immerge in un’ambientazione più cupa e surreale e lo trasforma in Malocchio, un burattino alchemico alle prese con un’avventura nella quale menzogna e verità diventano non soltanto temi narrativi, ma vere e proprie meccaniche di gioco. E, conoscendo la produzione precedente di Pollastri (Gli Ossessi Sposi: il Manzoni in chiave horror!), ancora una volta non ci troviamo davanti a una semplice parodia o a una rilettura dark di un’opera famosa!

Trama
Dimentichiamoci il Geppetto che conosciamo: qui è un alchimista ossessionato dalla creazione della vita perfetta, disposto persino a sacrificare una vita pur di raggiungere il proprio obiettivo. Il risultato è Malocchio, un figlio imperfetto trasformato in un esperimento vivente, un burattino di legno che si ritrova a fare i conti con la propria natura e con un mondo nel quale la verità è tutt’altro che scontata.
Da qui prende avvio un viaggio attraverso una versione distorta e gotica dell’universo di Pinocchio. Ci attendono alchimisti pazzi, ciuchi parlanti e gatti truffatori, figure che richiamano immediatamente la fiaba originale, ma che vengono inserite in un contesto decisamente più bizzarro e inquietante. È proprio questo continuo gioco di rimandi a rendere l’ambientazione così invitante: conosciamo i riferimenti, ma non possiamo dare per scontato che le cose vadano come ricordiamo.
Uno degli aspetti più piacevoli di Malocchio è proprio il rapporto con il materiale di partenza. Durante l’avventura ci si imbatte in personaggi e situazioni che appartengono chiaramente all’immaginario di Collodi, ma che vengono reinterpretati secondo la sensibilità dell’autore. Il lettore sa già chi ha davanti…O almeno crede di saperlo! Ed è sufficiente una caratterizzazione diversa, una situazione inattesa o un comportamento sopra le righe per trasformare quel personaggio conosciuto in qualcosa di nuovo.
Questo è un meccanismo che Pollastri sa utilizzare particolarmente bene. La sua scrittura è infatti disseminata di rimandi popolari, citazioni, giochi e riferimenti che rendono la lettura piacevole anche quando non si sta necessariamente affrontando una fase particolarmente impegnativa dal punto di vista ludico. È sicuramente una scrittura che non sembra avere paura di divertirsi con il lettore, cosa già vista anche con Culto di Campagna.

Il naso
Potrebbe sembrare quasi banale definire il naso di Malocchio una caratteristica fondamentale: dopotutto, stiamo parlando di Pinocchio. Il naso può allungarsi o accorciarsi durante l’avventura e il suo stato modifica concretamente le prove che saremo chiamati ad affrontare.
Le caratteristiche del protagonista sono Fisico, Ingegno e Destrezza, mentre la lunghezza del naso determina il valore associato alla difficoltà della prova. Quando arriva il momento di verificare se Malocchio è in grado di superare un ostacolo, il libro stesso viene utilizzato per determinare casualmente il valore da affrontare:una meccanica estremamente semplice da comprendere, ma perfettamente coerente con il personaggio.
Introduce una situazione piuttosto curiosa: mentire potrebbe tornarci utile! Più il naso si allunga, infatti, più alcune prove possono diventare semplici da superare. E così la menzogna non viene presentata soltanto come una scelta narrativa, ma diventa una tentazione. Hai davanti una prova difficile? Potresti scegliere di comportarti correttamente… oppure potresti mentire!
Le menzogne
La scelta di mentire porta infatti alla Corruzione! Questa non è semplicemente una classica penalità che ci avvicina alla sconfitta. Il suo funzionamento è legato alla struttura stessa dell’avventura e può arrivare a modificare o resettare, in tutto o in parte, i progressi compiuti.
Allungare il naso può aiutare. Mentire può aiutare. Essere disonesti può persino sembrare, in determinati momenti, la scelta più conveniente.
Ma ogni menzogna contribuisce a spingere Malocchio verso una condizione sempre più pericolosa. Il giocatore viene quindi messo davanti a una scelta che funziona molto bene proprio perché non è moralistica: quanto sei disposto a perdere per ottenere un vantaggio immediato?

Enigmi e minigiochi
A rendere l’avventura ancora più interessante troviamo anche enigmi e minigiochi, elementi che sono sempre piacevoli da incontrare in un librogame di questo genere.
Non ci si limita quindi a leggere, scegliere come proseguire e affrontare le prove previste dal regolamento: ogni tanto viene richiesto di fermarsi, ragionare e mettersi alla prova in maniera diversa.
È un’aggiunta che contribuisce a spezzare il ritmo della narrazione, alternando le scelte e le prove caratteristiche del sistema a momenti nei quali è il lettore stesso a dover trovare una soluzione. In questo modo l’interazione non passa soltanto dalla scheda del personaggio, ma anche dalla nostra capacità di osservare, ragionare e risolvere gli enigmi proposti. Sono elementi che aiutano a rendere l’avventura più varia e coinvolgente.

L’autore
Chi ha già incontrato Moreno Pollastri sa che nelle sue opere c’è spesso il piacere di prendere qualcosa di estremamente conosciuto e strapazzarlo senza distruggerne l’identità.
Anche qui ritroviamo quella componente ironica, quei riferimenti che sembrano strizzare l’occhio al lettore e quella voglia di giocare con un immaginario che appartiene a tutti.
Ma Le Avventure di Malocchio aggiunge qualcosa di particolarmente riuscito: questa volta la deformazione del classico non rimane soltanto nella scrittura, ma viene trasferita direttamente nelle regole.
Il personaggio originale è già pieno di fughe, incontri, trasformazioni, bugie e conseguenze: Pollastri deve soltanto trovare il modo di trasformare questi elementi in decisioni per il lettore. E direi che ci è riuscito alla grande!

Conclusioni
Le Avventure di Malocchio è un librogame che riesce a trovare una propria identità partendo da uno dei personaggi più conosciuti della nostra letteratura.
La scrittura di Moreno Pollastri è probabilmente uno degli elementi che più contribuiscono al divertimento: ricca di rimandi popolari, ironia e riferimenti, riesce a mantenere quella leggerezza necessaria anche quando l’ambientazione si fa più cupa.
Il naso che si allunga e si accorcia non è una semplice trovata estetica: influenza le prove e rende la menzogna una tentazione concreta. La Corruzione introduce poi una conseguenza più profonda, arrivando a mettere in discussione i progressi compiuti durante l’avventura. Gli enigmi e i minigiochi contribuiscono a variare le situazioni, mentre l’incontro con i personaggi che tutti conosciamo aggiunge quel piacevole senso di familiarità che rende ancora più divertente scoprire come siano stati reinterpretati.
Il risultato è un librogame che non si limita a raccontare una nuova versione di Pinocchio, ma cerca di farcela vivere attraverso le proprie meccaniche.
Una bella e divertente reinterpretazione di Pinocchio, capace di unire una scrittura ricca di riferimenti a un sistema di gioco semplice ma perfettamente coerente con il tema dell’opera.
Si ringrazia l’editore per la copia review
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