Scritto tentando di scagiocarsi da
Nei giochi investigativi siamo abituati a vestire i panni del detective: si analizzano le prove, si interrogano i testimoni, si ricostruiscono gli eventi e, alla fine, si cerca di individuare il responsabile.
Colpevole o Innocente?, scritto da Maurizio de Angelis e Lorenzo Trenti, edito da Dracomaca, parte invece da una premessa “leggermente” diversa: il principale indiziato siamo noi! Il nostro compito sarà quindi dimostrare la nostra innocenza, ricostruendo la dinamica degli omicidi e collegando correttamente tutte le informazioni che ci verranno fornite.
Il volume propone cinque casi investigativi: ogni caso può essere affrontato come un’indagine a sé, ma sarà necessario procedere nell’ordine indicato per cogliere tutti i collegamenti. La formula è semplice da comprendere, ma presenta diversi elementi che rendono l’esperienza più articolata di quanto potrebbe sembrare a una prima occhiata.

Struttura e meccaniche
Ogni caso è organizzato secondo una struttura piuttosto chiara: prologo, presentazione dei personaggi, scena del crimine, domande, prove incriminanti, indizi, testimonianze, risposte e infine ricostruzione del delitto. Non viene quindi chiesto semplicemente di individuare il colpevole: dovremo ricostruire ciò che è accaduto, utilizzando le informazioni disponibili per rispondere a una serie di domande.
Gli indizi devono essere messi in relazione tra loro, le testimonianze devono essere analizzate e alcuni elementi apparentemente secondari possono acquisire importanza soltanto dopo aver raccolto ulteriori informazioni. Il giocatore viene quindi messo nella condizione di costruire progressivamente una propria teoria del caso, per poi verificarla attraverso le domande proposte.
Uno degli aspetti più interessanti del volume riguarda il ruolo delle illustrazioni. La scena del crimine non viene utilizzata soltanto come accompagnamento visivo alla narrazione: gli elementi rappresentati possono contenere informazioni utili alla soluzione. La pagina deve quindi essere osservata con attenzione, perché non tutto ciò che serve per risolvere il caso è necessariamente scritto nel testo. È ovviamente una soluzione particolarmente adatta al formato cartaceo ed è spesso usata in questo filone: il lettore viene invitato a tornare sulle immagini, controllare i dettagli e confrontare ciò che vede con quanto emerso dalle altre sezioni.
Allo stesso tempo, non tutti gli elementi presenti sulla scena saranno necessariamente utili: bisogna saper distinguere ciò che è realmente un indizio da ciò che è soltanto parte dell’ambientazione.

Indizi, domande e collegamenti
Una volta raccolte le informazioni, non sarà sufficiente avere intuito la soluzione generale: sarà necessario capire quali elementi permettano di rispondere correttamente alle singole domande. In questo senso, la presenza della sezione dedicata alla ricostruzione del delitto è particolarmente importante, perché permette di verificare il ragionamento compiuto e di capire come tutti gli elementi del caso si incastrino tra loro.
A complicare ulteriormente l’indagine troviamo gli Indizi segreti. All’interno delle pagine possono essere nascosti numeri di quattro cifre che, una volta individuati, permettono di raggiungere paragrafi specifici del libro. Per trovarli può essere necessario risolvere un enigma oppure ricostruire un elemento presente in un’illustrazione, mentre a volte sono esposti in maniera estremamente evidente. Questa meccanica introduce una componente che ricorda, almeno in parte, le escape room e gli escape book: alcune informazioni non vengono semplicemente consegnate al giocatore, ma devono essere conquistate attraverso l’osservazione e la soluzione di piccoli enigmi. La progressione risulta così meno lineare rispetto a un semplice libro di enigmi e permette di mantenere alta l’attenzione anche durante le fasi più narrative.
Un ruolo importante viene affidato anche ai testimoni. Le loro dichiarazioni devono essere lette e confrontate con il resto delle informazioni disponibili: non sempre sarà immediatamente evidente quali dettagli siano rilevanti e quali, invece, possano essere trascurati. Non siamo davanti a un racconto nel quale tutte le informazioni importanti vengono evidenziate per il lettore: è necessario costruire autonomamente il quadro della situazione. Questo può rappresentare uno degli aspetti più soddisfacenti del gioco, soprattutto per chi apprezza i gialli nei quali la soluzione emerge mettendo insieme piccoli dettagli distribuiti in punti diversi della storia.

Lettura e deduzione
I cinque casi non sono completamente indipendenti. È consigliato affrontarli nell’ordine proposto perché gli eventi potrebbero essere collegati progressivamente, creando una storia più ampia che va oltre il singolo omicidio. La scelta funziona bene anche dal punto di vista della struttura del volume: ogni caso fornisce una gratificazione autonoma, ma contemporaneamente lascia aperta la curiosità per quello successivo. Credo sia importante sottolineare che il quinto caso viene proposto come un racconto a bivi: una bellissima e inaspettata soluzione, che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso!
Per essere apprezzato pienamente, Colpevole o Innocente? sembra richiedere un approccio piuttosto lontano dalla semplice lettura. Conviene avere a disposizione qualche foglio per prendere appunti, segnarsi i rapporti tra i personaggi e annotare gli indizi già individuati. Soprattutto, non bisogna avere paura di tornare indietro: in un gioco di questo tipo, una pagina già letta potrebbe assumere un significato completamente diverso dopo aver scoperto una nuova informazione.

Considerazioni finali
Colpevole o Innocente? si rivolge chiaramente soprattutto agli appassionati di gialli, enigmi e giochi investigativi, ma può essere giocato anche da neofiti, con l’accortezza e la consapevolezza che certi indizi saranno fuori dalla propria portata. Ci viene fornito un insieme di informazioni e siamo noi a dover stabilire come collegarle.
Le illustrazioni diventano parte dell’indagine, le testimonianze costituiscono una fonte di informazioni da verificare, gli indizi segreti permettono di accedere a nuovi contenuti e le domande servono a verificare la correttezza delle nostre deduzioni: tutti gli elementi concorrono quindi verso lo stesso obiettivo.
La premessa secondo cui il giocatore è l’indiziato aggiunge poi un’interessante inversione di prospettiva: non dobbiamo scoprire chi sia il colpevole per consegnarlo alla giustizia, ma trovare le prove necessarie per dimostrare che non siamo stati noi.
Sulla base della struttura proposta, Colpevole o Innocente? si presenta come un investigativo cartaceo interessante e accessibile, capace di combinare osservazione, deduzione, enigmi e narrazione senza complicare eccessivamente le regole.
Si ringrazia l’editore per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it