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Uscito quest’anno, al posto di Bunny Kingdom Town poteva benissimo chiamarsi Bunny Kingdom Duel, come si usa tanto ultimamente con le versioni ottimizzate per 2 giocatori di titoli con una scalabilità maggiore. O perché la taglia manca proprio o perché è percepita come non ottimale, capita sovente che la casa editrice (in questo caso IELLO) chieda all’autore (Richard Garfield, niente di meno) di restringere il tutto.
Siamo dunque di fronte a dei coniglietti, gli stessi di Bunny Kingdom (2017), che cercheranno di costruire in 30 minuti il borgo migliore. Il peso percepito è intorno al 2,25 su 5, che porta a indicare i 10 anni come età consigliata. Inoltre le carte Richiesta presentano del testo in lingua. Come meccaniche principali abbiamo draft, piazzamento tessere, rendite e obiettivi segreti.
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Da generazioni, due grandi casate del Regno dei Conigli si contendono il favore del Re, nella speranza di diventare la famiglia più famosa del suo regno. In qualità di capo di una di queste famiglie, ti è stata offerta l’opportunità di fondare una nuova e prospera città. Elabora i piani migliori, costruisci quartieri fiorenti ed estendi la tua influenza in tutto il regno. Ma solo un clan potrà governare questa nascente conigliopoli… Dimostra di avere la stoffa per diventare sindaco!
IL GIOCO IN UNA FRASE
Nel vostro turno prendete una tessera Edificio dall’offerta, che volendo potete costruire sul tabellone a seconda delle carte Terreno disponibili (potrebbero costare) e ottenere risorse oppure segnare punti: dopo 4 round e aver sommato le carte Richiesta, chi ha più punti vince.

COMPONENTI
La scatola di Bunny Kingdom Town (204×204×60mm) contiene il regolamento (EN), un tabellone Nuova Città, una plancia Segnapunti, 22 gettoni Moneta (16×1 + 6×3), 16 segnalini Legno, 5 pedine Architetto, 4 segnalini Ponte, 32 pedine Coniglio (16 blu + 16 arancioni), 16 tessere Miglioramento, 25 carte Terreno, 6 carte Preparazione, 30 carte Richiesta, 30 tessere Edificio e 2 promemoria per il giocatore.
Siamo di fronte a una produzione molto curata: le pedine Coniglio con le orecchie, le tessere Miglioramento a forma di libro e i segnalini Legno sagomati come cataste di tronchi. Le pedine Architetto non sarebbero nemmeno strettamente necessarie, dato che le carte Terreno individuano già in maniera visiva e cartesiana la posizione del lotto, ma vuoi mettere 5 coniglietti bianchi che si aggirano per il tabellone?!
Le tessere sono spesse e le carte di buona fattura. Queste ultime sono il componente su cui si possono apprezzare maggiormente le splendide illustrazioni di Jiahui Eva Gao: coloratose, morbidose, fumettose, fantasiose, conigliose. Ambra direbbe: «Cute!» Lei si arrangia a tradursi le carte, pertanto direi che il livello dell’inglese richiesto è scolastico.
I promemoria per i giocatori e i glossari a fine regolamento sono il posto ideale dove andare a chiarire al volo qualche dubbio. Il manuale è strutturato veramente bene, chiaro, lineare, ricco di esempi grafici che contribuiscono alla comprensione. Nel complesso, dunque, i materiali vanno ben oltre il minimo sindacale, meritandosi una piena e convinta promozione.
Ho anche girato un video di unboxing:

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più integrale, ve ne faccio un sunto.
Durante la preparazione, sistemate il tabellone Nuova Città al centro del tavolo e collocate 1 segnalino Legno su ogni spazio Foresta. In base alla carta Preparazione del Capitolo scelto, disponete le 5 carte Terreno indicate, con relative pedine Architetto, e i ponti iniziali. Impilate casualmente 20 tessere Edificio e rivelate tessere Miglioramento per un costo complessivo in legno di almeno 8. Mescolate le carte Richiesta. Ciascun giocatore prende i 16 conigli di un colore e 3 monete.
All’inizio di ogni round, rivelate 5 tessere Edificio, ricevete 2 monete e pescate 2 carte Richiesta: conservatene coperta 1 e scartate l’altra.
In ciascun turno è obbligatorio prendere una delle tessere Edificio ancora disponibili e aggiungerla alla propria riserva. Da là, è possibile costruire uno o più Edifici: il primo è gratis, ognuno dei successivi nello stesso turno costa 1 moneta extra. Per ogni Edificio selezionate una carta Terreno e pagate il costo indicato sul tabellone (da 0 a 4 monete). Collocate la tessera sullo spazio indicato dalla carta (alcuni Edifici devono essere costruiti vicino all’acqua), raccogliete l’eventuale segnalino Legno lì presente e piazzate un vostro coniglio sull’Edificio, per indicarne il controllo.

Un quartiere è formato da Edifici controllati dallo stesso giocatore collegati ortogonalmente. Dopo ciascuna costruzione: applicate l’effetto “quando costruito” (se c’è), poi gli effetti “quando attivato” di tutti gli Edifici di quel quartiere, infine calcolate la sua influenza come prodotto di stelle attive × tipi di Edificio differenti. Segnate il risultato come Carote d’oro sul tracciato del punteggio.
Durante il vostro turno, potete acquistare uno o più Miglioramenti, pagando il relativo costo in legno (avete 3 spazi dedicati). L’effetto si applica immediatamente oppure resta attivo per il resto della partita.
Alla fine del turno, fate scorrere le carte Terreno verso destra (che diventano progressivamente più economiche) e riempite gli spazi vuoti (riposizionando le pedine Architetto). Il round termina dopo il turno in cui viene presa la quinta e ultima tessera Edificio. La partita finisce dopo il quarto round. A quel punto, rivelate le carte Richiesta conservate e aggiungete i punti di quelle di cui avete soddisfatto le condizioni al vostro punteggio. Vince chi ha più Carote d’oro (in caso di pareggio si guardano le monete).

CONSIDERAZIONI
Indico subito l’elefante nella stanza: non ho mai provato Bunny Kingdom, quindi non tento di avventurarmi in alcun tipo di confronto, nemmeno teorico. Quando ho visto il 10+ sulla scatola, ho pensato che avrebbe potuto essere un bel titolo su cui confrontarmi con Ambra e infatti così è stato. Il fascino in famiglia si è rivelato tale per cui, a dispetto dei suoi 8 anni da compiere il mese prossimo, l’ha giocato più volte pure Alice e con ottimi risultati (Monica le traduceva le carte). Cosa non fanno due orecchie grandi e morbide…
Bunny Kingdom Town è adatto sia ai giocatori che sono entrati da poco in questa fantastica passione, sia a chi cerca un gioco di piazzamento tessere leggero e tattico per 2. Infatti la doppia estrazione di tessere Edificio e carte Terreno allontana la lancetta dal lato della strategia, per spostarla più verso l’adattamento e il saper cogliere le opportunità che si presentano. Più che ai core gamer, dunque, lo consiglio ai giocatori occasionali e familiari.
Meccanicamente parlando, la base su cui si appoggia è molto canonica: un tile placement su un tabellone comune con delle logiche di quartieri da ottimizzare. Il fenomeno che lo rende interessante è il formarsi di un triangolo impossibile sulla griglia quadrata: ciò che voglio fare, ciò che posso permettermi di pagare e ciò che non voglio lasciare all’avversario. Il mancato obbligo di costruzione e la certezza che tutti i terreni usciranno lasciano intuire l’importanza del tempismo.

Perciò – e dal momento che le monete avanzate a fine partita sono sprecate – non devo esitare a spendere per raggiungere le caselle su cui punto davvero. Oltre a questo, due aspetti da tenere presenti della mappa di Bunny Kingdom Town sono il fiume (con i suoi eventuali ponti) e le Foreste (che attribuiscono segnalini Legno). Devo fare i conti con entrambi, se voglio quartieri grandi da riattivare spesso e acquisire dei Miglioramenti.
Il numero di opzioni non è enorme, ma ogni scelta può avere conseguenze: prendere una tessera adesso o lasciarla all’avversario? costruire subito o aspettare? pagare per un Terreno costoso o attendere? conservare monete per edifici aggiuntivi? usare il legno per un Miglioramento? occupare uno spazio che blocca una possibile espansione?
Essendo esattamente le stesse cose che si domanda anche l’altro giocatore, su di esse si genera tanta interazione indiretta. Gli Edifici, i Terreni, i Miglioramenti sono tutti elementi comuni da accaparrarsi prima che lo faccia l’avversario. Ci sono pure un paio di tessere che rendono un Edificio condiviso o rubano 2 monete, tuttavia è decisamente più fastidioso quando mi viene impedito di creare un quartiere ben collegato o di completare una combinazione di tipi.

Questi stessi elementi di Bunny Kingdom Town sono quelli determinati casualmente. Il fattore più imprevedibile, a mio avviso, sono le carte Richiesta. Restano segrete fino alla fine e possono aggiungere parecchi punti, pertanto un obiettivo completato può cambiare il risultato finale. Tra giocatori equivalenti, il peso della fortuna, generalmente moderato, diventa potenzialmente importante. Tuttavia, all’inizio del round si pescano 2 carte e se ne conserva 1, poi alcuni Edifici consentono di pescarne altre: c’è quindi una certa possibilità di migliorare la propria situazione. Possiamo dire che l’alea offre le occasioni e l’abilità fa capire quali sfruttare.
La rigiocabilità la valuto come medio-alta. Ciò certamente per i medesimi elementi di cui sopra e per le 6 carte Preparazione, che – come capitoli di una storia – modificano la disposizione iniziale dei terreni e dei ponti. Questo fa sì che non esista un piano fotocopiabile ogni volta. Il merito maggiore lo dò comunque alle 30 carte Richiesta, le quali introducono obiettivi segreti, variegati e diversi tra loro, che mi spingono ogni volta verso strategie differenti.
Ad esempio, in una partita a Bunny Kingdom Town contro Alice, avevo segnato pochissimi punti durante i 4 round. Lei pensava di essere riuscita finalmente a battermi, ma lo svelamento delle carte Richiesta mi ha fatto colmare ed eccedere il divario. Avevo assunto il rischio di abbandonare il sicuro quartiere grosso in favore di tanti quartierini piccoli, visto che gli obiettivi tenuti promettevano: 10 PV per averne di più, 4 PV per ogni quartiere, 6 PV per ogni quartiere da 1 Edificio, 8 PV per ogni quartiere senza stelle.

Arriviamo così all’età consigliata: i 10 anni sono un numero congruo? Il tema è familiare e le componenti sono invitanti, però il gioco non è banale: si deve ragionare su opportunità future, blocco dell’avversario e punteggi moltiplicativi. D’altro canto è vero che in terza elementare sanno già le tabelline fino al 5, sicché non sono un problema. Le regole sono lineari e i turni hanno una struttura ripetitiva: la possibile difficoltà è più nella pianificazione. Ma Alice ce la fa: quindi se avete un nongrande di 8–9 anni “esperto” potrebbe riuscirci (magari con un primo aiuto).
Lati negativi?
Può succedere che al momento non convenga costruire sui terreni disponibili. Di conseguenza le carte non slitteranno, né ne appariranno di nuove, cioè non interviene nessun incentivo ad alterare la situazione, se non la necessità stessa di rimettere in moto la macchina.
Ho vinto una partita contro Ambra 303-129. Il divario si è allargato rapidamente, attivando sempre lo stesso quartiere. Lei vedeva che le carte Richiesta non sarebbero bastate a recuperare, per cui la tensione si era ammollata come una carotina lessa.
Questo Town è un Duel, ovvio, ma avrebbe potuto essere un 2-4 per tutta la famiglia, magari con una mappa scalabile 7×7 con dentro una 6×6 e una 5×5? A questo punto mi tocca recuperare Bunny Kingdom e vedere se è così.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Bunny Kingdom Town?
- Sì, perché il punteggio dei quartieri cresce durante la partita, quindi si ricevono ricompense incrementali.
- Sì, perché ho costruito comunque una città e visto svilupparsi i miei quartieri.
- Sì, perché prendere un Edificio, aspettare un Terreno migliore o spendere Legno per un Miglioramento può cambiare il risultato.
- Sì, perché le carte Richiesta restano segrete fino alla fine e mantengono l’incertezza di una rimonta.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Materiali molto carini, con i coniglietti coccolosi, la plancia ben disegnata e le tessere dalle illustrazioni ricche di particolari.
Le regole sono semplici da capire e il gioco si svolge in modo fluido, sempre che non siate dei pensatori seriali.
Mi è piaciuto molto e l’ho trovato originale, nonostante non ci sia niente di non già visto.
Per me è un titolo sfruttabile in famiglia, ma anche fuori.»
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On line si può giocare su Board Game Arena, qui.
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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