Scritto da stefanodimaria
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No Loyalty appartiene alla categoria, come avrete letto dal titolo, di quei giochi che succedono, che neanche te ne accorgi!
Il tempo vola, hai riso, hai pianto, t’è venuto forse anche un crampo, ma a fine serata te ne vai con meno anni di quelli che hai!
Perchè non è un party tipico, in questo gioco si tratta di capire, nel giro di pochi secondi, chi sono i tuoi compagni di squadra, lanciarsi in una sfida assurda e sperare che qualcuno abbia capito cosa sta succedendo prima che il caos diventi totale.
Spoiler: il caos arriva sempre.
Pubblicato da Asmodee e nato dalla stessa mente creativa dietro Exploding Kittens, No Loyalty è un party game che prende il concetto di “alleanza” e lo getta direttamente fuori dalla finestra, per regalare un’esperienza di gioco che è fuori dall’ordinario.
Ogni round cambia tutto: cambiano i team, cambiano gli equilibri, cambiano le persone di cui ti puoi fidare. Anzi no: non ti puoi fidare più di nessuno! Ed è proprio per questo che il gioco funziona!
Un party game di carte che ti costringe ad alzarti dalla sedia
La prima cosa che colpisce di No Loyalty è che non vuole assolutamente restare confinato al tavolo.Non è il classico party game da “leggo una carta e faccio qualcosa”.
Qui ci si alza. | Ci si muove. | Si urla. | Ci si rincorre. | Ci si mette in fila dal più alto al più basso nel tempo di uno schiocco di dita mentre qualcuno prova disperatamente a capire chi fa parte della sua squadra.
Come si gioca? Componenti e regole

Dentro la scatola di No Loyalty troviamo:
• 20 carte squadra
• 100 carte sfida
• 80 segnalini punto
• regolamento (che è una paginetta praticamente)
Il cuore del gioco è tutto nella sua struttura “a squadre temporanee”.
A ogni round, infatti, ciascun giocatore pesca segretamente una carta squadra. I team (sono due gialli e blu) cambiano continuamente e nessuno sa inizialmente chi siano i propri alleati.
Una volta letta la sfida, tutti rivelano contemporaneamente la propria squadra e da lì parte il delirio: bisogna individuare i compagni giusti e completare la prova prima degli altri.
Le sfide sono volutamente rapide, fisiche e assurde. Alcune richiedono coordinazione, altre velocità, altre ancora semplicemente la capacità di lasciarsi andare senza troppi filtri (queste evitatele in alcuni contesti, come vi dirò più giù).
Ci si può ritrovare a fare pose improbabili, creare file umane, evitare il pavimento “diventato lava” o improvvisare situazioni al limite del nonsense. Ogni sfida vinta assegna punti vittoria e il primo a raggiungere i 5 punti conquista la partita.
Ma la vera forza di No Loyalty non sta tanto nel punteggio quanto nella continua riconfigurazione sociale che genera: ogni round distrugge le alleanze precedenti e costringe il gruppo a riorganizzarsi in pochi secondi.
Ed è esattamente lì che iniziano le urla, le risate, il caos, i tradimenti etc. Dinamiche. che rendono il gioco pepato al q.b (quanto basta n.d.r) Sulla carta sembra facile. Nella realtà è un po’ caotico e dopo i primi round per entrare nella logica, si concluderanno partire sfiancati!
Mi sono super divertito nelle prime partite che ho pensato subito fosse un’ottima idea portarlo in delle organizzazioni per fare team building, uscire dalla logica “aziendalistica” e scardinare la logica del “lavoro” con NO LOYALTY (nessuna lealtà alle tradizioni del mondo del lavoro).



Sì, l’ho usato per fare team building.
E sì, ha funzionato.
Nella vita “vera”, fuori dai tavoli di gioco mi occupo di facilitazione e formazione per aziende, team e processi, e nella vita “vera” cerco di portare sempre un po’ di quello che nella vita “vera” si nasconde sotto al tappeto, come la polvere: il gioco! Ecco perchè quando si parla di giochi in azienda, spesso ci si trova davanti a due categorie di persone:
Quelli che si entusiasmano immediatamente… e quelli che pensano ancora che “gioco” significhi perder tempo ed hanno ricordi sbiaditi del Monopoly o Mercante in Fiera (che rispolverano a Natale) e che credono che a lavoro si sta seri e basta!

Ed è per questo che quando ho presentato No Loyalty ad un recente team building ho avuto un effetto interessante.
Ha sdoganato il gioco. Ed ha introdotto il concetto di game based learning.
Nel giro di pochi minuti, persone inizialmente rigidissime si sono ritrovate a collaborare, ridere, improvvisare e soprattutto a vivere un’esperienza collettiva molto più spontanea rispetto a tanti classici icebreaker aziendali. Ovviamente serve una premessa importante: alcune sfide vanno selezionate con attenzione. (ecco la precisazione che vi dicevo qualche rigo più su)
Il gioco nasce volutamente sopra le righe e certe prove rischiano di essere troppo invasive, troppo fisiche o semplicemente fuori contesto per ambienti professionali. Ma con un minimo di cura nella scelta delle challenge, No Loyalty diventa uno strumento sorprendentemente efficace per introdurre il concetto di gioco esperienziale nei gruppi di lavoro.
Ed è qui che secondo me emerge il suo valore più interessante. Perché sotto tutta quella follia di sfide, il gioco lavora tantissimo su: adattamento rapido, comunicazione immediata, osservazione sociale, coordinamento spontaneo etc. Insomma su quelle soft skills che andrebbero sempre più allineate nei team multifunzionali o comunque in team che si ritrovano a condividere sfide o progetti che comunque si evolvono nella stessa rapidità di come sfogli le carte di “NO LOYALTY”.
Un gioco rumoroso, veloce e felicemente sciocco (in senso buono)
La durata di circa 15 minuti è perfetta.
Non lascia il tempo al gioco di stancare e mantiene la verve dall’inizio alla fine!
Funziona bene soprattutto con gruppi numerosi, ed è probabilmente uno dei party game più efficaci che abbia provato recentemente per rompere il ghiaccio o introdurre una serata di gioco!
Devi solo capire velocemente con chi collaborare prima che prima che lo facciano gli altri ed il gioco è fatto! Ed è bellissimo così.
Quindi?
No Loyalty è tremendamente efficace nel fare quello che promette:
creare caos sociale divertendo.
Se cercate un party game intelligente nel suo essere stupidamente immediato, capace di trasformare un gruppo passivo in una massa di persone che ride e si muove nel giro di trenta secondi, allora No Loyalty è una piccola bomba.
A patto di essere pronti a perdere… qualsiasi forma di rigidità!
E soprattutto: qualsiasi forma di lealtà.
Ricordate: NO LOYALTY
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