simarillon (Davide)
Numeri in Cammino, parliamo oggi di un titolo Erickson dedicato ai più piccolo per imparare a contare. Si può giocare a partire dai 4 anni, dai 2 ai 6 giocatori, in partite di 15-20 minuti circa. Il gioco è stato pensato da Daniela Lucangeli e Nicoletta Perini ed illustrato da Ilaria Faccioli dello studio grafico Due Mani non Bastano.
Gaia e i suoi amici aiutanti sono pronti per una nuova missione: andare alla scoperta del bizzarro pianeta dove vive il Piccolo Principe. Li aspetterà, però, un viaggio ricco di prove e sfide che potranno affrontare e superare solo grazie al superpotere dei numeri!
I materiali
La piccola scatola rettangolare contiene
- cinquanta tessere puzzle con la tessera partenza e la tessera arrivo;
- lo spinner;
- sedici carte sfida;
- dieci carte missione;
- sei pedine standee;
- sei carte temporale;
- dieci gettoni premio.
Materiali super spessi ed adeguati agli utilizzatori, di qualità come sempre accede nei giochi Erickson e perfettamente funzionali allo scopo per cui sono stati prodotti. Le tessere si incastrano facilmente e si riescono a leggere bene.

Il gioco… ovvero eccovi le regole
Il giocatore gira lo spinner, che indica un numero di passi da fare e sposta la propria pedina in avanti del numero di caselle indicato. Se la pedina finisce su una casella-azione, il giocatore deve eseguire il numero di azioni richieste, contando mentre le svolge. Se il giocatore arriva su una casella che richiede una carta sfida, pesca la carta e deve svolgere l’attività indicata (ad es. contare in avanti o indietro, contare oggetti, ecc.). Se il percorso viene completato da tutti i gioatori prima dell’arrivo del temporale – gioco cooperativo – i giocatori vincono; se si gioca la modalità competitiva il primo che arriva vince.
Quando i giocatori sbagliano (difficile!!!) si torna al punto di partenza e nel gioco cooperativo si gira anche una carta temporale.
Considerazioni Personali / Impressioni
Numeri in Cammino si pone un obiettivo primario, quello di far contare i bambini e quello di associare il numero alla quantità che lo rappresente, in un modo divertente per i nostri nongrandi.

B612
Vi ricordate cos’è B612? L’asteroide del Piccolo Principe direte voi… Esatto! Ma cosa c’entra con il modello di educazione e di scuola che proponiamo? C’entra e come! È il nostro sogno che deve diventare realtà! Il nostro progetto più bello che deve concretizzarsi! Un asteroide simbolico in cui si dovrà tradurre in pratiche educative e didattiche l’I care, il Tu mi stai a cuore.
Ecco … cosa devo aggiungere? Semplicemente che Numeri In Cammino appartiene alla colonna creata da Erickson appositamente per questo scopo … che riesce a centrare facilmente.
Contiamo
Come ho scritto almeno già un paio di volte Numeri in Cammino instrada i piccoli giocatori sulla strada della base della matematica, ovvero il contare ed imparare la corrispondenza numero/quantità. Il gioco ci richiede di ripetere le azioni proprio nell’ottica di capire che un’azione ripetuta viene eseguita un certo numero di volte. Viene anche richiesto di pronunciare i numeri, di ripetere le sequenza proprio per avvicinarci ai concetti base legati ai nostri ‘amici numeri’
Competitivo vs Cooperativo
Il gioco ha una modalità cooperativa ed una competitiva che si assomigliano molto questo può aiutare dal momento che soddisfa sia le esigenze dei bambini un po’ più competitivi sia quelli che hanno più difficoltà ad accettare la sconfitta e per i quali (soprattutto a così piccole età) giocare tutti insieme contro il gioco può essere particolarmente utile. Probabilmente, personalmente, gli preferisco la modalità competitiva, ma si entra nel gusto personale, dal momento che le regole sono davvero pressoché identiche.

Psicologia
Daniela Lucangeli è Professoressa di Psicologia dello sviluppo, presidente dell’Associazione Nazionale per gli Insegnanti Specializzati (CNIS), Presidente di Mind4Children, spin-off dell’Università di Padova, membro dell’International Accademy for Research in Learning Disabilities (IARLD), mentre Nicoletta Perini è Psicologa, specializzata in Psicologia del ciclo di vita ed esperta di Psicopatologia dell’apprendimento. Insomma c’è molta psicologia dell’apprendimento alla base di questo titolo..
Semplice … un po’ troppo
Numeri in Cammino si distingue per la sua semplicità, è un gioco molto lineare, percorso compreso; non ha quel quid di rottura del gioco che vivacizza il tutto. C’è un percorso da completare, tra l’altro lineare nel vetro senso della parola dal momento che si procederà su una linea dritta, con azioni comuni e, magari ripetute, di modo che ci si possa capitare sopra anche con giri ripetuti di spinner, ma non esiste niente che rompa questa linearità e se da una parte può aiutare, allo stesso tempo può essere vincolante lasciando il gioco sempre uguale a se stesso.
Cosa si impara in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “Dio ha creato i numeri interi, tutto il resto è opera dell’uomo“, dal matematico tedesco Leopold Kronecker.
Ecco, quindi in elenco le cose che Anna sta imparando giocando a Numeri in Cammino:
- a contare;
- ad associare la quantità ad un numero;
- ad aspettare il proprio turno per giocare;
- a giocare ad uno stesso gioco, con regole simili, in modalità cooperativa o competitiva;
- il principio di cardinalità [by Erickson].

Le età giuste per giocarci
L’indicazione della scatola è 4+, ho una grandissima esperienza di giochi, soprattutto di giochi per nongrandi, ma non mi permetterei mai di non seguire una indicazione Erickson quindi 4+ approvato; sicuramente il gioco non verrà più approcciato già a partire dai primi anni della Scuola Primaria (Elementari).
In Conclusione
Numeri in Cammino è un ottimo strumento didattico, che coglie perfettamente nel segno per lo scopo che si prefigge; semplice nelle sue meccaniche incuriosisce e diverte i più piccoli, ma una longevità un po’ limitata e alcuni passaggi in cui manca di quel mordente del divertimento mi lasciano qualche perplessità a classificarlo come gioco da tavolo prima che come strumento di didattica.

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