simarillon (Davide)
Zombie DIner, ovvero stufi di accendere il PC per giocare ad un solitario sfidante con le carte (quale è il primo che vi è venuto in mente fra FreeCell, Klondike e Spider?) e volenterosi di vedere un po’ di carte vere sul tavolo (che potrebbe richiedervi in certe particolari situazioni anche molto spazio). Ecco pronto da apparecchiare il gioco che è stato pensato da Davide Carcelli, e le cui illustrazioni sono ad opera di Mathieu Loll e Marco Salogni. A Zombie Diner di Creardo si può giocare a partire dai 14 anni e una partita al gioco dura dai 10 ai 1 minuti.
Un solitario in cui dobbiamo resistere all’orda degli Zombie all’interno del nostro Diner. Sfamali con cibo spazzatura per non doverli sfamare…con te stesso.
I Materiali
Una piccola scatolina di carte della linea di giochi Creardo Pico Mega. Quarantatré carte double-face, da una rappresentato uno zombie e dall’altro rappresentata una stanza di una casa. Dieci carte in cui sono scritte le regole (in italiano ed in inglese) ed è finita la presentazione dei materiali.
Le carte sono di una buona grammatura e una di queste ci ricorda che il gioco è ECO-FRIENDLY, ‘ovvero ideato e realizzato in linea con i più rigorosi standard ecologici riguardanti il processo produttivo e l’approvvigionamento etico e responsabile delle materie prime‘ … in sintesi buona qualità ed attenzione ai materiali quindi, promosso!
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Le carte, come scritto, hanno due facce, una con gli zombie e una con le stanze. Ogni carte zombie ha rappresentati simboli poi ci sono alcuni simboli speciali con effetti particolari: ORDA (si devono affrontare tutti gli zombie visibili nel mazzo di pesca) – RABBIA (si deve scartare una carta aggiuntiva) – COMPAGNONE (si scarta un secondo zombie presente nel locale) – PUZZA (la stanza a cui è collegato lo zombie non può essere scartata). Le carte casa, invece, hanno delle porte, che sono le connessioni con cui si possono unire le diverse stanze un simbolo centrale che rappresenta la tipologia di stanza (che serve a sconfiggere gli zombie) e dei simboli a sfondo rosso vicino ad alcune porte che sono il vincolo di piazzamento, ovvero non si possono mettere le stanze di quella tipologia affiancate.
Mi è piaciuta l’idea di dividere il regolamento in carte, che, progressivamente, ci spiegano come giocare a questo gioco.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “se sei triste quando sei da solo, probabilmente sei in cattiva compagnia”, lo scrittore e filosofo francese Jean-Paul Sartre.
Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Zombie Diner:
- ad avere a che fare con simpatici zombie divertenti;
- che ogni piccola scelta può essere fondamentale;
- che si possono imparare le regole in un modo originale, leggendo le carte;
- ad apprezzare i solitari di carte.
Considerazioni Personali / Impressioni
Chi mi legge spesso sa che non amo giocare da solo, ma i solitari di carte sono la piccola eccezione; non mi dispiace, infatti, mettermi a fare un solitario di carte per distrarmi e riposarmi un po’. Zombie Diner quindi ha attirato la mia curiosità e l’ho messo alla prova sul tavolo.
Sfidante?
Quello che si cerca in un solitario è, solitamente, che sia sfidante, dal momento che ci deve tenere occupati, ma allo stesso tempo non ci deve annoiare e non deve essere risolvibile troppo facilmente. Zombi Diner riesce a cogliere nel segno sotto questo punto di vista, tanto che nelle prime cinque partite che ho fatto (le mie prime cinque partite da recensione) sono sempre stato molto lontano dal vincere.
Il gioco propone tre livelli di difficoltà, di fatto potendo garantire accessi diversi ai giocatori, piuttosto che crescere con il giocatore che si troverà ad affrontare; semplicemente aumentando o diminuendo il numero di carte del mazzo.

Fortuna o Abilità
Essendo un gioco ‘con le carte’ è indubitabile che ci sia una parte legata alla fortuna, ma di sola fortuna non si vince (piuttosto si può perdere per una serie di pescate poco fortunate). Inoltre c’è questa particolare meccanica del girare una carta alla cieca che può portare o a disastri o a benefici inaspettati. I giocatori per vincere dovranno avere l’accortezza di posizionare le stanze in modo appropriato, creandosi lo spazio per i posizionamenti e le opportunità per famare gli zombie, quindi ci deve essere un minimo di attenzione a dove verrà messa la carta stanza nel nostro diner.
Grafica
Uno dei punti forti del gioco è sicuramente la parte grafica, con i disegni delle zombie che si rifanno alla cultura pop anni 90 e 2000, molto in voga in questo momento e che contengono citazioni che i più nostalgici potranno provare a cogliere.
Gestione dello Spazio
L’aspetto interessante del gioco e nel dove posizionare le carte per ottimizzare la risorsa che c’è stampata sopra la stessa e che ci sarà utile e sfamare lo zombie. Quindi se è vero che la fortuna è un fattore decisivo è altrettanto vero che un piazzamento non ragionato ci avvicinerà alla sconfitta con il procedere del gioco. I vincoli di piazzamento e, soprattutto, quelli di spazio, visto come sono disposte le porte sulle stanze, sono quindi oggetto di un minimo di valutazione prima di ogni piazzamento.

Cooperazione
Zombie Diner nasce come solitario, ma così come molti gioco cooperativi diventano senza troppi problemi dei solitari, così questo solitario può essere giocato come cooperativo, e le prime partite le ho giocate proprio così con la mia piccola (anzi no oramai non più piccola) Letizia.
In Conclusione
Zombie Diner è un capolavoro? No. Zombie Diner è un piccolo gioco di carte che ci propone una sfida solitaria (che necessità anche di un po’ di spazio) nel solco dei tradizionali giochi di carte con un’ambientazione divertente e dove la componente di fortuna può essere determinante, ma dove, allo stesso tempo, non manca un po’ di strategia nel posizionare le carte per crearci le migliori opportunità di sviluppo del diner e per sfamare l’orda di zombie che lo sta invadendo.
Una scatolina davvero compatta lo rende un gioco facilmente trasportabile che, facilmente, potete mettere su un asciugamano (o un lettino) in spiaggia o su una coperta per un pic-nic in montagna.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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