Scritto da
LucaCiglione
Fog of Love è un gioco per due giocatori in cui si simula una commedia romantica: ciascuno interpreta un personaggio che si innamora, affronta le sfide di una relazione e, a seconda delle scelte compiute, potrà arrivare a un finale dolce… o amaro. In arrivo in italiano nel 2025 grazie alla localizzazione di GateOnGames, propone partite da 60 a 120 minuti. Creato da Jacob Jaskov e illustrato da Cecilie Fossheim, Mike Højgaard, Lotte M. Klixbüll Jaskov e Jens Wiese, Fog of Love è consigliato a giocatori dai 17 anni in su.
“Siete due persone innamorate. Riuscirete a far funzionare la vostra relazione o finirete per lasciarvi? Tutto dipende dalle scelte che farete.“

COMPONENTI E MATERIALI
Fog of Love si presenta in una scatola quadrata di dimensioni standard, robusta e ben rifinita, avvolta da una sovracopertina disponibile in tre diverse varianti, pensate per rappresentare tutti i tipi di coppie. E come vedremo, non è l’unica attenzione che il gioco dedica al tema dell’inclusività.
All’interno troviamo un inserto ordinato e funzionale, con divisori e due pratiche scatoline per organizzare i segnalini. La componentistica è numerosa e curata, in dettaglio troviamo:
- 1 tabellone da gioco, dal layout pulito e con tonalità pastello
- 2 schede personaggio bifacciali (uomo/donna)
- 2 portacarte rigidi in plastica (rosa e azzurro)
- 18 separatori per organizzare i mazzi
- 4 storie d’amore (con carte capitolo e riassunto)
- 113 carte “scena” (suddivise in dolci, serie e drammatiche)
- 38 carte “tratto”, 60 carte “caratteristica” e 36 carte “impiego”
- 14 carte “destino”
- 30 carte tutorial (per apprendere il gioco progressivamente)
- 8 segnalini scelta (A, B, C, D), in plastica pesante – 4 rosa e 4 azzurri
- 70 segnalini personalità (valore 1, in legno: 35 rosa e 35 azzurri)
- 10 segnalini personalità di valore 5 (5 per colore)
Tutti i materiali sono prodotti con standard elevati: cartoncini spessi, carte telate, legno robusto per i segnalini, plastica rigida per i supporti, il tutto declinato in uno stile minimalista ed elegante. Il design è sobrio e leggibile, con una palette coerente in rosa e azzurro per distinguere i personaggi senza appesantire l’impatto visivo. L’insieme è piacevole, molto pulito e valorizza l’esperienza di gioco.
Traduzione e Localizzazione
Fog of Love si basa fortemente sulle carte, che presentano centinaia di situazioni relazionali realistiche. Tradurre un testo simile non è un compito banale: richiede non solo precisione linguistica, ma anche attenzione alle sfumature emotive, culturali e sociali.
GateOnGames ha svolto un lavoro di localizzazione di altissima qualità, affidandosi anche a Gloria Comandini nel ruolo di sensitivity reader. Questo termine indica una figura professionale incaricata di verificare che i contenuti siano rispettosi, inclusivi e privi di stereotipi o linguaggio problematico, soprattutto su temi come identità di genere, orientamento sessuale, razza e relazioni.
La sua presenza ha garantito che i dialoghi fossero coerenti, credibili e rispettosi delle diverse sensibilità, mantenendo intatto il tono ironico, tenero o drammatico delle scene originali.

COME SI GIOCA
In Fog of Love, ogni giocatore interpreta uno dei due partner in una storia d’amore. Prima di iniziare, si crea il proprio personaggio attraverso un mix di scelte e casualità:
- Si pescano 5 carte “tratto” e se ne scelgono 3 da tenere, che resteranno segrete: rappresentano ciò che per il personaggio è importante nella relazione e determineranno parte delle sue condizioni di vittoria.
- Si sceglie 1 carta impiego tra 3 pescate casualmente: fornisce un contesto al personaggio.
- Infine, si pescano 5 caratteristiche visibili (es. “ama i gatti”, “è disordinato”, “ha un sorriso magnetico”) e se ne scelgono 3 da assegnare all’altro giocatore, contribuendo a definire il suo personaggio.
Scelto uno dei quattro scenari disponibili (le “Storie d’amore”), si passa al cuore del gioco: l’esperienza narrativa condivisa. La storia si sviluppa attraverso tre capitoli e un finale, che vengono costruiti giocando carte scena da un mazzo comune.
Le carte scena rappresentano momenti della relazione: discussioni, appuntamenti, rivelazioni, momenti teneri o difficili. Non tutte le scene sono uguali:
- Alcune richiedono una scelta simultanea tra più opzioni (es. A, B, C, D), spesso con conseguenze su diversi tratti della personalità.
- Altre sono scene a scelta singola, che vengono giocate solo da uno dei giocatori.
- Ci sono poi scene segreto, giocate coperte, che svelano il loro effetto solo nel finale.
- Infine, esistono scene minori, che servono ad esempio per modificare le scelte dell’altro giocatore, influenzare la narrazione o gestire le emozioni.
Ogni scena giocata modifica i valori della personalità (6 tracciati condivisi), ma anche il modo in cui i partner si percepiscono reciprocamente (tracciato cuore sulla propria carta personaggio). Nel corso della partita, i giocatori cercano di rimanere coerenti con i propri tratti segreti ma anche di costruire una relazione credibile.
Alla fine del terzo capitolo, ciascun giocatore sceglie segretamente la propria carta destino, decidendo come desidera che la relazione si concluda: può essere una scelta romantica, altruista, egoistica o risolutiva. Il finale della storia sarà la somma, armonica o contrastante, delle due visioni.


OPINIONI e DINAMICHE
Fog of Love è un gioco molto particolare, e lo dico subito: non è per tutti. Se lo si guarda solo dal punto di vista meccanico, può risultare addirittura banale. Si legge una scena, si sceglie un’opzione, e quella scelta fa muovere dei tracciati della personalità. Questi tracciati influenzano, alla fine, la possibilità di realizzare il proprio destino e ottenere punti in base ai propri tratti segreti.
Tuttavia, affrontare Fog of Love come un puzzle meccanico, in cui si calcola la scelta migliore per ottenere un segnalino in più, è il modo più sbagliato possibile di giocare. È vero: se un tratto ti chiede di essere, ad esempio, molto disciplinato o poco empatico, potresti semplicemente fare sempre le scelte che muovono quel tracciato. Ma così facendo, ti stai perdendo tutto il bello del gioco.
Il vero cuore di Fog of Love è l’interpretazione. Dopo aver visto i tuoi tratti, il tuo impiego e le caratteristiche visibili, la cosa migliore che puoi fare è dimenticarti dei simboli e calarti nel personaggio. Come si comporterebbe qualcuno con quei tratti? Cosa risponderebbe in quella situazione? Quali scelte farebbe, anche se magari non sono quelle “vantaggiose”?
Se giochi bene, probabilmente le tue scelte ti porteranno comunque a realizzare i tuoi tratti, perché questi sono coerentemente intrecciati alle scene. Ma questa coerenza dev’essere una conseguenza naturale del roleplay, non il tuo obiettivo. Fog of Love non è un gioco competitivo: non c’è un vincitore o un perdente, c’è solo una storia da raccontare insieme. La meccanica dei segnalini serve a dare struttura e chiusura, ma non deve guidare le tue azioni.
Detto questo, interpretare un personaggio non è sempre facile. Soprattutto nelle prime partite, o se al tavolo c’è qualcuno che fa fatica a “uscire da sé”. E questo vale doppiamente se giocate in coppia, nella vita reale. Vi faccio un esempio personale: mia moglie fatica a separare se stessa dal personaggio che interpreta, e questo può portare facilmente a proiettare la realtà nel gioco. Ma Fog of Love lo chiarisce fin da subito: non state interpretando voi stessi, state interpretando un’altra persona, in un’altra relazione.
Un piccolo trucco che a volte funziona, se giocate in coppia con generi diversi, è invertire i ruoli: io interpreto la donna, lei l’uomo. Questo piccolo distacco aiuta a non identificarsi eccessivamente con il personaggio. Ovviamente, in una coppia dello stesso genere questo non è possibile, quindi diventa ancora più importante essere consapevoli e rigorosi nel mantenere il confine tra gioco e realtà.
In sintesi: giocate come giocherebbe il vostro personaggio, non come giochereste voi. È l’unico modo per divertirsi davvero. Se riuscite a farlo, Fog of Love vi regalerà una delle esperienze più particolari e coinvolgenti che un gioco da tavolo possa offrire.



IL TUTORIAL
Fog of Love include un tutorial integrato nel mazzo di gioco, che permette di iniziare a giocare praticamente senza leggere il manuale. Le prime carte guidano passo dopo passo la creazione del personaggio, l’introduzione delle meccaniche e la scoperta delle scene. È un approccio ben pensato, soprattutto per chi è intimorito da regolamenti lunghi o complessi.
Detto questo, va anche segnalato che il tutorial rende la prima partita piuttosto lenta. Le numerose interruzioni dovute alle istruzioni, pur utili, spezzano il ritmo e possono far sembrare l’esperienza iniziale un po’ pesante, soprattutto per chi è abituato a giochi più dinamici.
Paradossalmente, le partite successive risultano più fluide e coinvolgenti, proprio perché non sono interrotte da spiegazioni. Per questo motivo, se qualcuno al tavolo può prendersi il tempo di leggere il regolamento e spiegarlo brevemente agli altri, probabilmente otterrete una prima partita molto più scorrevole e godibile. In ogni caso, il tutorial rimane una buona opzione per chi vuole imparare in autonomia, con gradualità e senza fretta.

TONO EMOTIVO E RISVOLTI PSICOLOGICI
Fog of Love è un gioco estremamente duttile dal punto di vista emotivo: tutto dipende da come scegliete di interpretarlo. Alcune partite possono diventare leggere, ironiche, quasi farsesche, e scatenare risate e situazioni assurde. Ma altre partite possono prendere una piega più profonda, intima, perfino malinconica. Le scene, se affrontate con partecipazione e coerenza narrativa, possono toccare temi delicati, far emergere riflessioni, o farvi affezionare a un personaggio che, per scelta o necessità, si allontanerà dalla relazione.
Un aspetto molto interessante è che non c’è un vero “lieto fine” obbligatorio. Non è detto che “stare insieme” sia sempre il finale migliore: a volte, per il bene del proprio personaggio, la scelta più coerente o giusta può essere andarsene. Fog of Love vi mette costantemente davanti alla domanda: “Cosa renderebbe davvero felice questo personaggio?”
Da un punto di vista psicologico, questo ha risvolti sottili ma potenti. Il gioco offre un luogo sicuro per esplorare scelte emotive, per mettersi nei panni di qualcun altro e vivere le conseguenze di decisioni affettive senza subirne realmente gli effetti. Stimola il pensiero critico, la gestione delle emozioni, l’ascolto dell’altro e la capacità di distinguere i propri bisogni da quelli del personaggio.
In modo simile alla narrazione teatrale o a certi laboratori esperienziali, Fog of Love permette di “provare emozioni finte con effetti veri”, di esplorare scenari alternativi e forse anche di riconoscere dinamiche personali da una nuova prospettiva, in modo giocoso ma non banale.



GIOCO DA TAVOLO O GDR?
Fog of Love è, tecnicamente, un gioco da tavolo… ma nella sostanza è anche piuttosto più vicino a un gioco di ruolo. A pensarci bene, è quasi l’opposto della solita dinamica: invece di essere un gioco di ruolo con alcune meccaniche a supporto, qui siamo di fronte a un gioco da tavolo con un cuore ruolistico fortissimo.
Se fossero i giocatori, e non le carte, a proporre le scene, sarebbe a tutti gli effetti un GdR narrativo. E proprio questa struttura ibrida è uno dei suoi punti di forza: Fog of Love stimola l’immaginazione, la costruzione narrativa condivisa e la capacità di immedesimazione, pur mantenendo una guida strutturata e un set di regole relativamente semplice. Questo equilibrio rende possibile un’esperienza emotiva, unica e profondamente personale, molto diversa dalla maggior parte dei giochi da tavolo.
Ma questa stessa qualità può anche essere una barriera. Fog of Love chiede di mettersi in gioco, di interpretare un personaggio che non sei tu, di immaginare e reagire come farebbe lui o lei. Per alcuni giocatori, soprattutto quelli più timidi, razionali questo può risultare difficile, perfino scomodo. Il rischio è quello di sentirsi esposti, oppure di non riuscire a “staccarsi” dal proprio sé per entrare nei panni di qualcun altro.
Per queste persone, Fog of Love può essere una palestra, un’occasione per sperimentare e allenare la propria espressività in un contesto protetto. Ma va detto: non è un approccio immediato, e il gioco funziona al meglio solo se tutti al tavolo sono disposti a partecipare con apertura, immaginazione e un pizzico di coraggio.

FOG OF LOVE UN GIOCO DIVISIVO
Fog of Love ha ricevuto online reazioni molto contrastanti, spesso polarizzate. C’è chi lo considera una gemma narrativa unica nel suo genere, e chi lo liquida come noioso, ripetitivo o addirittura inutile come gioco. Gran parte di queste critiche, però, nasce da un malinteso sul tipo di esperienza che Fog of Love vuole offrire.
Chi si avvicina al titolo aspettandosi profondità strategica, meccaniche complesse o ottimizzazione delle scelte rimarrà probabilmente deluso. Le azioni sono spesso guidate da pochi simboli, e tutto sembra ridursi a “scegli una lettera, muovi un segnalino”. Ma giocare Fog of Love in questo modo significa tradire la sua natura più autentica: non è un gioco da risolvere, ma da vivere. Le meccaniche sono solo un supporto, uno scheletro ludico a servizio della narrazione.
Anche la critica alla presunta ripetitività delle scene regge poco se si abbraccia lo spirito del gioco. La varietà non sta tanto nelle carte in sé, quanto nel modo in cui vengono interpretate, nella dinamica tra i due personaggi, nelle sfumature che emergono da una scena già vista ma riletta sotto una luce diversa. Il gioco non si limita a farvi giocare una storia: vi invita a crearla.
È vero: Fog of Love non è per tutti. Richiede disponibilità all’interpretazione, alla partecipazione emotiva, alla costruzione condivisa. Ma per chi è disposto a mettersi in gioco, è capace di offrire un’esperienza rara, intima e sorprendentemente rivelatrice, una sorta di “palestra relazionale” sotto forma di gioco da tavolo

CONCLUSIONI
Fog of Love è un gioco atipico, affascinante, e proprio per questo non adatto a tutti. Se cercate meccaniche profonde, strategia, ottimizzazione e controllo, probabilmente rimarrete delusi. Ma se vi lasciate andare al suo spirito narrativo, se sarete disposti a interpretare, a vivere una storia d’amore da un’altra prospettiva, allora Fog of Love può offrirvi un’esperienza emotiva, intima e diversa da qualsiasi altro gioco da tavolo.
Il sistema funziona, è ben strutturato, e accompagna anche i meno esperti in un’esperienza guidata. Ma è nella disponibilità dei giocatori a mettersi in gioco, uscire da sé stessi e raccontare una storia insieme, che il gioco brilla davvero. Le meccaniche sono al servizio del racconto, non il contrario.
È un titolo perfetto per chi ama i giochi di ruolo narrativi, per coppie (ma non solo), per chi è curioso di esplorare il lato più umano e relazionale del gioco da tavolo. Richiede attenzione, delicatezza, e soprattutto la voglia di non giocare per vincere, ma per capire, costruire, divertirsi.
E se riuscite a farlo, Fog of Love vi lascerà qualcosa, che sia una risata, una riflessione, o una lieve nostalgia per un amore che forse… non era destinato a durare.
Ringraziamo GateOnGames per la copia Review.
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