STALINGRAD: Inferno on the Volga [wargame]

STALINGRAD: Inferno on the Volga, oggi siamo su uno dei fronti più combattuti e famosi del secondo conflitto mondiale. Game designer e illustratore Emanuele Santandrea, mentre il gioco è stato pubblicato da VentoNuovo Games. Gioco da 1 a  3 giocatori  (con alcuni aggiustamenti), a partire dai 12 anni, per 30-60 minuti a partita.   

Pochi soggetti hanno catturato l’attenzione di storici ed appassionati di storia come fu con Stalingrado. Cosa ha reso Stalingrado un centro così importante ? Quale sarebbe stato il risultato se la 6a Armata avesse evitato la trappola? Che differenze ci sarebbero state se la 6a Armata avesse subito tentato di abbandonare il campo in direzione del tentativo di soccorso di Manstein? I Tedeschi avrebbero potuto trasformare le Operazioni “Uranus” e “Saturn” in un disastro per i Sovietici, oppure queste avrebbero permesso ai Sovietici di catturare il Gruppo di Armate A prima che potesse ritirarsi dal Caucaso? Queste domande rappresentano alcuni dei più grandi quesiti della campagna storica … e proviamo a risolverli con STALINGRAD: Inferno on the Volga.

I Materiali

VentoNuovo Games si distingue per una ottima produzione, ecco quello che contiene STALINGRAD: Inferno on the Volga:

  • novantatré blocchi di legno (unità tedesche e sovietiche), nei colori rosso, sovietici e nero, tedeschi, ogni blocco ha un adesivo che ne individua l’appartenenza, la tipologia e la forza;
  • due ‘UberBlocks’ blocchi speciali di grandi dimensioni, per i generali;
  • la mappa di grandi dimensioni scala 1:33000 (con ogni esagono che rappresenta 1,1 km);
  • cinquantacinque carte (Leader e Supporto per entrambe le fazioni);
  • quarantaquattro marcatori in legno (per tracciamento e status);
  • sei dadi a sei facce;
  • due miniature metalliche di aerei (rappresentano supporti aerei come Stuka o Heinkel 111);

L’esperienza di gioco può essere arricchita da diverso materiale che è possibile acquistare a parte, compresa una mappa montata, probabilmente il piccolo punto dolente del gioco quello di avere nel gioco base una mappa non montata.

In generale, comunque, il materiale fa bella mostra di sé sul tavolo, le illustrazioni, senza niente di trascendentale, fanno il loro lavoro, e la disposizione dei blocchi su Stalingrado lascia un ottimo colpo d’occhio, direi che nel complesso materiali promossi con bei voti.

Il gioco … ovvero eccovi le regole

Il gioco si svolge in round alternati, con i Tedeschi che giocano per primi. La mappa rappresenta la città di Stalingrado e la sua periferia in una scala di 1:33.000 (1cm = 330mt). Per il gioco, il lato a sinistra dovrebbe essere considerato a nord, quello in alto ad est, ecc. L’area di gioco è rappresentata da 109 esagoni. Ad inizio partita i Tedeschi controllano i quattro esagoni con le lettere W, X, Y e Z, mentre i Sovietici controllano tutti gli altri esagoni (quelli numerati da 1 a 105). Il controllo di un esagono cambia non appena un’unità nemica ci entra (durante il Movimento oppure per l’Avanzata dopo il Combattimento). Se un esagono viene lasciato vuoto il suo controllo non viene perduto. Gli esagoni possono essere di tre tipologie: Sgombro, Impervio, Urbano, ognuno con caratteristiche proprie.

Il Turno

Ogni turno tedesco ha diverse opportunità:

  • Richiesta Rinforzi: I giocatori possono ricevere nuove unità.
  • Fare un Movimento Lungo: Permette di spostare unità su lunghe distanze, ma con restrizioni (es. non attraverso esagoni urbani).
  • Fare due Movimenti Brevi.
  • Fare un Attacco Rapido: Si tratta di un attacco in cui il tempo per la preparazione è in secondo piano rispetto alla sua velocità di esecuzione, al fine di sfruttare un’opportunità. Il giocatore Tedesco sposta un gruppo che NON è adiacente a nessun gruppo Sovietico, in un esagono adiacente ad ungruppo Sovietico.
  • Fare un Attacco Volontario:  E’ un tipo di azione offensiva caratterizzata da schieramenti pianificati e coordinati con una potenza di fuoco e di manovra, atti ad avvicinarsi al nemico e distruggerlo o catturarlo. Se utilizzate questa azione, allora non ci sarà alcun movimento (e di conseguenza non ci saranno Separazioni o Unioni tra gruppi)

        È possibile spezzare le unità (Breakdown) o raggrupparle (Join-up) durante il movimento, rispettando i limiti di impilamento. Fase Sovietica (se non controllata da un giocatore): Se si gioca in solitario o cooperativo, l’IA sovietica risponde alle azioni tedesche in base a regole specifiche, utilizzando le proprie carte e la Bussola Sovietica, che indica la direzione di movimento delle unità.

Il Combattimento

Il combattimento avviene quando unità di diverse fazioni occupano o entrano in esagoni adiacenti e decidono di attaccare (ne parlo sotto in dettaglio su modalità e relative considerazioni).

La Vittoria

Le condizioni di vittoria variano per Tedeschi e Sovietici e possono includere:

Vittoria Tedesca:

  • Controllo di specifici esagoni chiave sovietici (difficile).
  • Eliminazione di tutte le unità sovietiche dalla mappa (praticamente quasi impossibile).

Vittoria Sovietica:

  • Eliminazione di un certo numero di unità tedesche (alcune unità tedesche “R” contano doppio).
  • Quando l’ultimo carta viene pescata dal mazzo sovietico.

L’asimmetria spinta porta i giocatori anche ad affrontare la situazione sul tabellone in modo differente. E’ possibile trovare il regolamento completo in italiano qui.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco

Ecco, quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a STALINGRAD: Inferno on the Volga:

  • a conoscere la storia della battaglia che ha cambiato i destini della Seconda Guerra Mondiale;
  • a giocare nei ‘panni dei cattivi’;
  • a giocare da soli;
  • che ci sono alcune AI che funzionano davvero bene
  • a giocare con la Storia, quella con la ‘S’ maiuscola.

Considerazioni Personali / Impressioni

Si parla di STALINGRAD: Inferno on the Volga un gioco che non risente per nulla peso degli annetti che ha, e che, personalmente, mi sento di consigliare agli amanti del WarGame, perché ha alcune trovate interessanti, su tutte quella dei blocchi e del loro impiego nei combattimento, per una interessante simulazione della cosiddetta Nebbia di Guerra. Ma ora addentriamoci nei dettagli delle considerazioni:

Nota Storica

Con oltre due milioni di vittime stimate tra soldati di ambo le parti e civili sovietici, la battaglia di Stalingrado è considerata la più sanguinosa della storia dell’umanità e la più famosa della Seconda guerra mondiale, La battaglia iniziò il 23 agosto 1942 e contrappose l’Armata rossa dell’Unione Sovietica alla Wehrmacht della Germania nazista e ai suoi alleati dell’Asse per il controllo della città, che aveva un’importante industria militare e si era affermata come fondamentale nodo ferroviario, la città si estendeva lungo la riva occidentale del Volga e mancava di ponti per attraversare il fiume. Lo scontro vide contrapposte la VI armata comandata dal generale Friedrich Paulus che ingaggiò violenti combattimenti con le truppe russe del generale S.K. Timošenko, riuscendo, alla metà di settembre, a penetrare nella città e raggiungendo alla metà di ottobre la riva destra del Volga. I Russi riuscirono a mantenere la posizione sul Volga e a fare pressione con continui rinforzi e con massicci bombardamenti, sull’ala sinistra dello schieramento tedesco; Paulus nel mese di novembre, a seguito di una violenta controffensiva, ritenne opportuno ripiegare, ma Hitler ordinò di mantenere la posizione; il 23 novembre le armate sovietiche, provenendo da nord e da sud, si incontrarono a Kalach e circondarono le forze avversarie, che il 2 febbraio 1943, contravvenendo gli ordine del Fuhrer, furono costrette ad arrendersi.

Qui una interessante puntata di Rai Storia con il prof. Barbero sull’argomento.

Uno, due, tre giocatori …
  1. STALINGRAD: Inferno on the Volga nasce, essenzialmente, come Solitario, , ma offre, comunque, anche le seguenti modalità di gioco:
  2. Cooperativo per due giocatori (due giocatori tedeschi vs AI sovietica) con un giocatore che controllerà la 6 Armata Tedesca (le unità gialle) e l’altro controllerà la 4 Armata Panzer (le unità blu), con le ;
  3. Competitivo per due giocatori (tedesco vs sovietico);
  4. Competitivo per tre giocatori (due giocatori tedeschi vs AI sovietica)

La configurazione che convince di più è, sicuramente, quella in solitario, lasciando un’esperienza di gioco davvero piacevole e sfidante, quando un giocatore è nei panni dei sovietici è abbastanza limitato nelle sue scelte (proprio in virtù di una AI davvero ben studiata, funzionale e facile da giocare) e quando, invece, si gioca in maniera cooperativa i giocatori tedeschi muovono le due armate praticamente senza mai sincronizzarsi se non durante un Attacco Volontario.

AI

Queste due lettere affiancate sono particolarmente di modo oggi. L’AI di  STALINGRAD: Inferno on the Volga è molto semplice da gestire e al contempo sfidante da affrontare. Si generano sulla mappa situazioni sempre diverse che, quindi, mettono alla prova le capacità tattiche del comandate tedesco; l’IA può magari non prendere le decisioni più realistiche tenendo conto della situazione reale sul tabellone, ma è comunque un avversario coerente e difficile da affrontare (per le prime tre partite ho preso sonore mazzate dalle truppe sovietiche, sono stato molto distante dal poter vincere … poi la situazione è migliorata!). Il sistema è un sicuro punto di vanto di questo titolo di VentoNuovo Games.

FOG OF WAR

Il sistema a blocchi ricrea benissimo quella ‘nebbia di guerra’ caratteristica della battaglia. In onestà questo è il mio primo Wargame a blocchi e devo dire che l’ho trovato un sistema geniale, perché se è vero che sai la quantità di chi si sta muovendo, non sai la ‘qualità’ degli stessi, almeno sino a quando non vengono ingaggiate le unità in battaglia.

Tra l’altro qui si aggiunge anche un ulteriore strato, ovvero dopo il combattimento i blocchi ritornano coperti  e quindi serve anche un po’ di memoria per ricordarsi le forze in campo.

Il Combattimento

In STALINGRAD: Inferno on the Volga  ci sono gli ‘attacchi rapidi’ e gli ‘attacchi volonatari’.  L’attacco rapido è un tipo di un attacco in cui il tempo per la preparazione è in secondo piano rispetto alla sua velocità di esecuzione, al fine di sfruttare un’opportunità; un attacco volontario è un tipo di azione offensiva caratterizzata da schieramenti pianificati e coordinati con una potenza di fuoco e di manovra, atti ad avvicinarsi al nemico e distruggerlo o catturarlo. Nei primi non è permesso l’uso delle carte supporto e avviene quando il giocatore tedesco sposta un gruppo che NON è adiacente a nessun gruppo Sovietico. Nell’attacco volontario non ci sarà alcun movimento e tutte le unità coinvolte devono prendere parte al combattimento.

Scontro a fuoco

Le unità lanciano un certo numero di dadi (indicato dalla loro forza) per infliggere colpi. I risultati dei dadi che superano o eguagliano un valore specificato indicano un colpo; i colpi vengono applicati immediatamente e le unità perdono forza (ruotando il blocco) con ogni colpo a segno che causa la Riduzione dell’unità nemica più forte. . Dopo il Combattimento: se l’attaccante vince un combattimento, deve avanzare in almeno un esagono che è stato sgomberato. Le carte fungono da modificatore e ci sono regole come il fuoco di opportunità dei sovietici o le macerie (che furono storicamente parte importante della vittoria russa). E molto interessante il fatto che si colpisca sempre l’unità più forte e che ogni unità possa sparare e abbia la possibilità di colpire il nemico, facendo così in modo che si studino attacchi coordinati e su più fronti.

Ammetto di non essere un super esperto dei giochi a blocchi, ma questo sistema per gli scontri mi ha lasciato soddisfatto, lasciando una piccola parte legata al caso (come è giusto che sia) ma la programmazione e il conteggio delle forza in campo come parte determinante dello scontro a fuoco.

Zaytsev, Chuikov, Krushchev vs Paulus, Hoth, von Richtofen, Linden

I leader, sia sovietici sia tedeschi sono nel mazzo delle carte che si possono pescare ad ogni turno. Tutti i leader hanno effetti molto impattanti sulle dinamiche di gioco e quindi influenzano in maniera abbastanza importante la parte tattica del giocatore tedesco e, eventualmente, di quello sovietico. Così, ad esempio, da quando appare Paulus i Tedeschi raddoppiano il numero delle loro carte che pescano, sia quando viene richiesto dai Rinforzi sia quando viene conquistato un esagono di Generazione; mente da quando entra in gioco Chuikov i Sovietici effettuano sempre il Fuoco di Opportunità quando si difendono e i loro Attacchi Rapidi sono sempre considerati come Attacchi (di fatto potenziando notevolmente tutti gli scontri a fuoco.  Volontari.

Contatti con la STORIA

Sono tanti i contatti con la Storia in STALINGRAD: Inferno on the Volga a partire dalle carte con rappresentati i principali protagonisti della battaglia e dalla mappa di gioco che rappresenta i 30 km del Volga e la città di Stalingrado, con ogni esagono che rappresenta 1,1 km di dimensioni. Il posizionamento delle truppe nel set-up e i blocchi con rappresentati i vari reggimenti (2°, 64° e 79° Reggimento Tedesco nell’esagono W, il 120° nell’esagono X) tutto cerca di ricalcare quanto più fedelmente possibile (e senza troppe stratificazioni) le forza in campo a Stalingrado.

La mappa è uno dei punti forti del gioco è stata disegnata a in HD in grafica vettoriale sulla base di documenti inediti forniti all’autore nel 2015 dal museo di storia di Mosca. Ecco le parole di Santandrea a riguarda: “In effetti la mappa è stata il vero motore del progetto perchè volevamo ridisegnare una mappa estremamente accurata in scala 1:5000, che desse l’impressione di essere una mappa vista dall’alto che evidenziasse ogni edificio, ogni strada, ogni veicolo e ogni chiatta esattamente dove si trovavano alle 4:32 PM del 23 agosto prima che la città venisse distrutta dal bombardamento della Luftwaffe. Anche le ombre degli edifici sono state disegnate rispettando l’ora delle 4:32PM.

Rigiocabilità

Il titolo ha un’ottima rigiocabilità, sebbene si parta di un inizio ‘non dico obbligato ma quasi’ il gioco propone poi scelte interessanti appena si sono fatte quelle mosse per aprirsi un varco sulla mappa e potersi dirigere verso il Volga e Stalingrado (mi ricorda un po’ una partita di scacchi con la sua parte più sfidante nel medio gioco). Il gioco ha i due ‘generatori di rigiocabilità’ per eccellenza, ovvero le carte e i dadi, è difficile, quindi, avere un déjà-vu durante la partita, proprio perché le evoluzioni possono prendere strade anche sensibilmente differenti; inoltre ci sono alcune carte, soprattutto nel mazzo sovietico, che possono influenzare in modo anche significativo lo svolgersi della partita.

La Modalità dell’Autore

Oltre alle diverse modalità di gioco, sono presenti anche diversi livelli di difficoltà, con i regole aggiuntive che possono essere usate in qualsiasi altra modalità (in Solitario, Cooperativa, 1vs1 e 2vs1) Sono state progettate per rendere le cose ancora più interessanti, offrendo dei vantaggi casuali ad entrambi i fronti (Tedesco e Sovietico) e possono essere usate per avere fino a quattro livelli di difficoltà. E’ così possibile renderlo più facile o più difficile la marcia dei tedeschi verso Stalingrado, aumentando, ovviamente la longevità del gioco; il tutto è stato implementato in modo molto elegante: poche regole aggiuntive aggiungono al gioco una notevole profondità, modificano, anche sensibilmente, il livello della sfida e aggiungono ‘storicità’ agli eventi narrati, ad esempio con le fortificazioni Big Mushroom (#4), Little Mushroom (#21), Mamayev Kurgan (#28), Martin Furnace (#26) e Grain Elevator (#32), che danno un bonus di uno nei combattimenti ravvicinati o l’impiego di due blocchi con caratteristiche specifiche come il 1077’ Reggimento AA e 20 Brigata Anti-carro.

Sì, ma!

Ovviamente esistono anche delle sfumature di STALINGRAD: Inferno on the Volga che non mi sono piaciute, la più evidente è l’appiattimento delle unità in combattimento. Se è vero che semplifica di molto il flusso di gioco si poteva sicuramente caratterizzare di più le truppe distinguendo almeno tra panzer e truppe a terra, qualche piccola differenziazione non avrebbe complicato particolarmente il flusso di gioco e l’avrei trovata interessante anche da un punto di vista strategico.

In Conclusione

STALINGRAD: Inferno on the Volga Si è rivelato un gioco molto interessante con un bel mix di componente tattica e componente strategica, con un bel colpo d’occhio per un gioco ‘quasi artigianale’ che, soprattutto in solitario, nei panni del giocatore tedesco, ci restituisce una sfida difficile (e modulabile) e che può insegnare molto sulla battaglia di Stalingrado, che, secondo molti storici, influenzò significativamente il destino della Seconda Guerra Mondiale.

La Voce degli Esperti

Scegliere ‘SOLO’ cinque titoli su uno dei combattimenti più famosi di una delle guerre più fa ose è particolarmente complicato, quindi sicuramente le scelte avrebbero potuto essere differenti. Qui alcuni titoli per chi cercasse un approfondimento storico sull’argomento.

Antony Beevor Stalingrado, Rizzoli. Ex ufficiale dell’esercito inglese, è uno dei più affermati autori di storia militare rievoca quella che è stata una delle più spietate battaglie della storia del Novecento con il rigore dello storico, attingendo sia a fonti sovietic,he finora inaccessibili e facendo ampio uso delle testimonianze di combattenti di entrambi i fronti; Beevor ci conduce, nel cuore dello scontro, alternando sapientemente nel racconto le memorie dei piccoli soldati, dei generali e degli ufficiali, frutto di un’esplorazione vastissima di archivi tedeschi e russi e degli scritti di Grossman, il massimo testimone russo del dramma. Un libro di storia viva, nella migliore tradizione anglosassone, che ha saputo restituire il senso dello scontro fra Hitler e Stalin e raccontare gli orrori, le sofferenze, il coraggio dei soldati e della popolazione civile durante lo scontro che ha segnato i destini della Seconda Guerra Mondiale.

Vasilij Grossman, Stalingrado, Adelphi. Autore citato sopra in uno dei più grandi romanzi del Novecento – dove «i fatti del mondo e il destino delle persone diventano tutt’uno» romanzo monumentale, non solo per dimensioni, ma per la portata della sofferenza che riesce a trasmettere, una sofferenza sommessa, che accompagna le pietre degli enormi palazzi e la gloria dei generali; romanzo sconfinato, dove si respira l’aria delle grandi epopee.

Vasili Chuikov, La battaglia di Stalingrado, Res Gestae. Il racconto del generale che ha sconfitto i nazisti; scritto dal comandante della 62ª Armata sovietica, la principale forza che difese Stalingrado, offre una prospettiva interna e diretta della difesa della città, ricca di dettagli tattici e strategici dal punto di vista sovietico mettendo in rilievo il modo in cui l’Armata Rossa, giorno dopo giorno, ha organizzato la difesa e ha saputo resistere agli attacchi delle truppe tedesche.

Friedrich Paulus, Stalingrado, La battaglia che cambiò i destini del mondo, Pgreco Scritto dal feldmaresciallo tedesco che comandò la 6ª Armata accerchiata a Stalingrado. Questo libro offre la prospettiva del comandante sconfitto, fornendo intuizioni sulle decisioni e le sfide affrontate dalle forze dell’Asse. La figura controversa di Paulus attraverso i suoi appunti di prigionia, i bollettini dello Stato Maggiore, e i carteggi con i  generali del Reich racconta ‘la sconfitta che cambiò i destini del mondo’.

BONUS Andrea Laprovitera [sceneggiatore] Luca Vergerio [disegnatore]: Il Giglio Bianco di Stalingrado, Edizioni Segni d’Autore. Primo volume di una collana dedicata alle Grandi Battaglie Aeree del passato ci narra la vicenda di Lidija Vladimirovna Litvjak asso della Seconda Guerra Mondiale che grazie alla sua abilità viene insignita con l’onorificenza dell’Ordine della Stella Rossa, e del titolo di okhotniki: “cacciatore libero”;  diventando la prima donna a poter volare, in solitaria o in coppia con un altro pilota esperto, alla ricerca di aerei nemici da attaccare. Combatte, anche, con il ‘437° Reggimento Aviazione da Caccia’, un’unità maschile impegnata nella Battaglia di Stalingrado. Venne abbattuta quando aveva solo ventun anni ma era già nel mito: in 168 decolli per combattimento aveva abbattuto più velivoli di qualsiasi altra donna, ed era stata ferita tre volte.


 

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