La nostra rubrica dedicata ai wargame compie 1 anno e questo report è anche un modo per tenere traccia sull’evoluzione di questo settore in Italia. Andremo a vedere tutto ciò che ci ha colpito di più in questa Play 2024 tra vecchie e nuove facce e le tante proposte degli editori. Buona lettura!


Il BG Storico quest’anno era nel padiglione B, senza troppe mura attorno, di ampio accesso al pubblico e posto vicino alla sezione dedicata al wargame 3D. Una scelta che abbiamo apprezzato molto perchè aumenta la visibilità e permette ad un pubblico più generalista di accedere e osservare le varie proposte, senza contare che spesso chi apprezza i titoli 3D apprezza anche quelli 2D e viceversa. In oltre, in entrambi i settori, erano posti vari titoli di diversa difficoltà e tipologia, e a tal proposito bravi gli organizzatori del BG storico che anche quest’anno sono riusciti a garantire e gestire sapientemente titoli così diversi tra loro per ambientazione e complessità.

Iniziamo con uno dei titoli che più ci ha sorpreso per semplicità ma allo stesso tempo capace di creare tensione al tavolo: The Hunt presentato dal non-wargamer Marco Mengoli. Titolo edito in Italia da Ergo Ludo e distribuito da Asmodee. Il titolo è di Matthias Cramer (già autore di Watergate e Glen More I – II) e propone la caccia al topo avvenuta nell’Atlantico nel ’39 tra l’Admiral Graf Spee e la marina britannica. Un titolo a movimenti nascosti, in cui il giocatore tedesco si sposta in modo furtivo per affondare quante più navi merci possibili cercando di non farsi beccare dagli incrociatori inglesi. Molto semplice ma profondo che fa uso di carte tutte molto forti e che giocate al momento opportuno possono svoltare la partita, peccato che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano e proprio quando ti sembra di avercela fatta tutto ti scivolerà via.

Grande folla per il titolo Warfare: Modern Tactical Combat della Italiana WBS Games e presentato sia da Nicola Carpentieri della Gilda dei giocatori di Ferrara che dagli autori. Il titolo è stato attenzionato anche perchè era candidato al premio Goblin il Magnifico di quest’anno. Candidatura meritata? Si. Il gioco riprende un classico gioco tattico di guerra moderna e lo rinnova con una ventata di freschezza data da un sistema di dadi che elimina completamente le tabelle e un apprezzatissimo sistema di punti azioni che rende il gioco molto dinamico. Non vediamo l’ora di approfondirlo.


GraditissimE demo di Mario Aceto (Seg.Essig) che propone ben due solitari ultra-tattici molto diversi tra loro American Tank Ace: 1944-1945 di Gregory Thompson e Ju 87 Stuka Ace di Corrado Zancani. Se il primo è di stampo classico con dadi e tabelle a farla da padrone, il secondo è totalmente rivoluzionario. Stuka Ace infatti implementa la gestione carte, con un mazzo dal quale vengono pescate carte multi-uso che andranno impiegate sia per decidere che per affrontare gli eventi. In poche parole un’altra ventata di freschezza.

Parliamo ora di un gioco non ancora edito ma che ci ha impressionato molto. Battlefields of the Napoleonic Wars è un prototipo del duo Paolo Mori e Alessandro Zucchini. Il titolo è un tattico su mappa esagonale che ripropone diverse battaglie napoleoniche ma lo fa fondendo meccaniche classiche di simulazione con moderni twist di stampo euro per l’attivazione e gestione delle truppe. Ogni tipologia di truppa va attivata spendendo un punto attivazione e non potrà essere più attivata fino a quando il giocatore non deciderà di effettuare un “reset”, ovvero un turno in cui non verranno attivate truppe ma verranno ripristinati i punti attivazione. Questa semplice regoletta rende il titolo molto profondo e porterà a prendere decisioni difficili. Un sistema di gioco moderno, veloce ma in grado di mantenere intatto l’aspetto simulativo tanto caro ai grognard. Ne vogliamo ancora!

Rimanendo sempre in tema “prototipale” abbiamo giocato anche ad Aces High il nuovo gioco di Aleph Game Studio attualmente founded su Kickstarter (LINK). Un titolo che strizza l’occhio a Wings of Glory e che prova a renderlo più simulativo grazie all’uso di aerei gestiti ognuno da un mazzo di carte proprio. Il titolo prevede 25 aerei ed è possibile giocarlo a scenario singolo o tramite campagna di gioco. Gli aerei hanno caratteristiche peculiari ai mezzi dell’epoca e mentre il nostro pilota acquisirà sempre più esperienza potremmo aggiungere carte speciali ai nostri mazzi in modo da essere sempre più efficaci e letali. Un gioco che approfondiremo appena sarà consegnato.
Ora vogliamo proporvi alcune presenze che purtroppo non siamo riusciti ad approfondire per mancanza di tempo ma che si sono fatte notare molto tra i tavoli.


Riccardo Masini e LudoStoria hanno portato Keep’em Rolling: 1944 – Race to the Rhine, un titolo che pone la lente di ingrandimento sulla catena logistica che alimenta le linee del fronte. Un wargame diverso dal solito, molto coinvolgente e che fa riflettere molto sulle difficoltà di approvvigionamento delle truppe.
Al tavolo di James di Winter Quartering, abbiamo invece trovato Plantagenet: Cousins’ War for England, 1459 – 1485, l’ultimo titolo di Volko Ruhnke per la serie Levy & Campaign. Nonostante fosse uno dei titoli più complessi è stato molto gettonato sia dai wargamer che dal pubblico più generalista.


Spostandoci nell’area 3D alcuni titoli spiccavano più degli altri. Warhammer the Old World è la nuova edizione targata Games Workshop dell’intramontabile Warhammer Fantasy. Il sistema ritorna strizzando l’occhio ai vecchi giocatori e rinnova quel tanto che basta per farsi apprezzare sia dai nostalgici che neofiti. I nuovi eserciti non rivoluzionano il sistema ma attraggono e invogliano a giocare. A pochi tavoli di distanza troviamo invece Fallout Wasteland Warfare, reduce dal grande successo della serie tv, questo skirmish a squadre ha recentemente ottenuto molta visibilità. Un sistema molto semplice, dalla durata contenuta, in cui due squadre si affrontano l’una contro l’altra con miniature altamente equipaggiate e molte abilità. Tutto ciò che terrorizzava i giocatori nel videogioco lo ritroviamo anche qui. Bisogna stare attenti a muoversi nelle terre contaminate!
Grande assente è stata invece la seconda versione di Punkapocalyptic V.2, lo skirmish che ci permette con qualsiasi miniatura di intavolare battaglie a squadre per il controllo del territorio e delle risorse. Una seconda versione molto attesa dopo il successo della prima e che permette un più alto tasso di personalizzazione e un mondo più vario. Se volete approfondirlo vi consigliamo di guardare il sito di VEA Editori che localizza la versione italiana.
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