Krampusbox
Scritto da Krampus Box.
Oggi ci catapultiamo nell’etere ludico per analizzare un titolo che ha fatto “ronzare” parecchio le antenne degli appassionati durante le ultime fiere.
Stiamo parlando di Planet Bee, fresco di stampa grazie a Cranio Creations efirmato da una coppia d’assi del game design nostrano: Andrea Mainini e Simone Luciani.

Ma di cosa diavolo parla questo titolo?
Allacciate le cinture spaziali perché il gioco ci proietta in un futuro fantascientifico: la nostra povera amata Terra è ormai allo stremo, le risorse naturali sono prosciugate, l’aria è diventata irrespirabile e l’umanità si vede costretta a impacchettare le valigie per cercare fortuna tra le stelle.
In qualità di abili bioagricoltori spaziali, il nostro compito sarà quello di atterrare su un pianeta alieno vergine e ricostruire da zero un vero e proprio ecosistema vitale, rigoglioso e autosufficiente all’interno di una cupola geodetica.
Dal punto di vista delle meccaniche, ci troviamo di fronte a un raffinato puzzle astratto di piazzamento tessere e gestione risorse.

Durante la partita saremo chiamati a selezionare e incastrare sapientemente tessere ecosistema sagomate all’interno della nostra plancia-cupola personale, bilanciando la produzione di risorse chiave come acqua e ossigeno in combinazione con la vegetazione e la creazione di habitat adatti a ospitare la fauna locale.
Le similitudini con altri titoli noti del genere “piazzamento tessere/ecosistema” si sprecano: alla prima partita abbiamo subito pensato a Cascadia, per la ricerca della perfetta armonia tra flora e fauna, a Planet per la suggestione visiva di costruire un intero pianeta tridimensionale, a Calico per la strizzatina d’occhio alle adiacenze cromatiche dolorosissime, fino ad arrivare alle geometrie pulite di Akropolis o Patchwork.
Eppure, nonostante i numerosi titoli “competitor” che lo hanno preceduto, Planet Bee riesce a ritagliarsi una sua identità ben distinta grazie alla meccanica che lega il piazzamento tessere al ciclo dell’acqua (o ossigeno) e sul timing delle risorse.
Andiamo a spulciare un po’ di dettagli assieme!
Planet Bee – Prime Impressioni
Prima di tutto faciamo le presentazioni!
- Astratto/Puzzle
- Durata della partita: 30 minuti
- 2-4 Giocatori
- Game Designer: Simone Luciani, Andrea Mainini
- Graphic Designer: Brian Edward Miller, Arianna Santini
- Distributore: Cranio Creations
Intavolare Planet Bee è semplice e soprattutto un piacere (colorato) sul tavolo.

Le plance personali a forma di cupola geodetica, con i loro esagoni incassati e una grafica pulita, catturano immediatamente l’attenzione dei presenti al tavolo.
Le tessere ecosistema, ricche di dettagli cromatici tra alberi, laghetti e piante colorate, trasformano il tabellone di gioco in un vero e proprio mosaico, per non parlare dei segnalini sagomati delle api e dei vari animali.
Fin dalle primissime battute di gioco, l’atmosfera che si respira attorno al tavolo è rilassata e piacevole: si avverte fin da subito quel sapore tipico del “solitario di gruppo” intelligente, dove ciascun giocatore si concentra sul proprio piccolo angolo senza però togliere lo sguardo dalle tessere del mercato (unica variabile in cui ci si confronta con gli altri giocatori).
L’interazione diretta infatti è ridotta al minimo lasciando ampio spazio al piacere puro dell’ottimizzazione.
Tuttavia, non lasciatevi ingannare dall’aspetto tenero e dai colori pastello: sotto la superficie si nasconde una componente tattica stuzzicante. La vera magia del gioco risiede nella gestione combinata di Acqua e Ossigeno.
L’acqua rappresenta la moneta d’scambio con cui acquistare le tessere dal mercato centrale: tessere più ricche e invitanti vi costeranno più acqua, spingendo il tracciato dei turni verso l’alto, mentre tessere più modeste (non comprate dagli altri nei turni precedenti) vi permetteranno di risparmiare preziose gocce o persino di recuperarne grazie alle sorgenti naturali.

L’acqua è davvero scarsa come risorsa e dovrete gestirla bene, il che vuol dire anche accontentarsi (e massimizzare) il piazzamento di tessere prese dal mercato gratis o al massimo spendendo 1 segnalino d’acqua.
L’ossigeno, invece, è il vero motore biologico per attirare gli animali sul vostro pianeta: più alberi e strutture riuscirete a collegare, più ossigeno genererete per popolare la cupola con uccellini, leprotti e pecorelle. Qui si vanno i VERI punti per gliobiettivi di fine round/partita.
Non esiste un numero fisso e rigido di turni: la velocità con cui scorre il tempo e la frequenza con cui si scatenano le fasi di conteggio intermedi (le famose “raccolte”) dipendono interamente da quanta acqua i giocatori decidono di spendere al mercato.
Questa dinamica crea una piccola tensione: conviene correre e forzare un conteggio rapido per cogliere di sorpresa gli avversari impreparati, o è meglio rallentare il passo, accumulare risorse e preparare una combo per i conteggi successivi?
Per capire di cosa sto parlando andiamo a vederci rapidamente il regolamento.
Planet Bee – Fondamenti
Entriamo ora nel vivo del regolamento e scopriamo come si prepara e si gioca a Planet Bee, analizzando passo dopo passo le regole, i componenti e la struttura della partita.
SET UP
La preparazione del gioco è rapida e intuitiva: Ogni giocatore riceve una plancia Cupola geodetica , posizionandola dal lato corretto a seconda del numero di partecipanti (un lato dedicato alle partite a 2 o 3 giocatori, l’altro specifico per le sfide a 4 giocatori). Piccola nota: ricorda tantissimo la plancia principale di un noto eurogame…

Ciascun giocatore prende 3 segnalini Acqua come riserva iniziale (usateli con parsimonia), un segnalino Segnapunti chiaro (da posizionare sullo 0 del tracciato dei Punti Vittoria) e un segnalino Segnapunti scuro (da posizionare sullo 0 del tracciato dei Moltiplicatori).
Al centro del tavolo viene posizionato il Tabellone di Sviluppo, su cui vengono disposte le tessere Sviluppo e le relative tessere Ecosistema a formare il mercato comune.
Faccio una piccola nota su questo componente…forse un blocco all’inizio del tunnel di scorrimento sarebbe stato utile. Quando si fa il refill delle tessere da destra (o quando si fanno scorrere) non è molto pratico, escono da sinistra e spesso si incastrano. Insomma: carino da vedere questa plancia dual layer ma poco pratica.
Accanto al tabellone si crea la riserva generale contenente i gettoni Acqua, i gettoni Ossigeno, le tessere Sorgente, i segnalini Moltiplicatore, le tessere Ape suddivise per colore (gialle, rosse e viola) e le tessere Animale divise per tipologia (Uccelli, Lepri e Pecore).
Infine, vengono rivelate 4 Carte Obiettivo comuni, che saranno valide per tutti i giocatori durante il calcolo dei punti a fine partita.

FLUSSO DI GIOCO
Durante il proprio turno, ogni giocatore deve scegliere obbligatoriamente una e una sola tra le seguenti due:
Selezionare una tessera Sviluppo e piazzare le tessere Ecosistema.
Il giocatore sceglie una colonna dal Tabellone di Sviluppo e preleva tutte le tessere Ecosistema presenti in quel blocco. Per farlo, deve pagare un costo in tessere Acqua pari al valore indicato sullo spazio sottostante (da 0 a 3 gettoni Acqua).
Attenzione: L’acqua spesa non va nella riserva ma si posiziona negli appositi spazi della plancia mercato. Sarà il counter dei nostri turni, su questo però ci torniamo dopo.

La primissima tessera della partita deve essere piazzata obbligatoriamente coprendo la casella centrale della Cupola; tutte le tessere successive dovranno essere adiacenti ad almeno una tessera già posizionata in precedenza (alla Cascadia).
Se posizionando una tessera si copre un simbolo prestampato sulla plancia (come un’icona Ossigeno o Acqua), si ottiene immediatamente quella risorsa dalla riserva.
Prelevare una tessera Sorgente
Se un giocatore è a corto di risorse idriche o non vuole spendere acqua, può decidere di prelevare gratuitamente una tessera Sorgente dalla riserva comune, piazzarla sulla propria Cupola rispettando le regole di adiacenza e incassare subito 3 gettoni Acqua.
Quella che noi spesso definiamo “l’azione dello scemo” (da fare solo in casi estremi).
FINE ROUND
Le Fasi di Raccolta
Ogni volta che il Tracciato dell’Acqua sul tabellone centrale si riempie completamente a causa dell’acqua spesa dai giocatori, si attiva immediatamente una fase di Raccolta (Scoring) al termine del round corrente…alias fine round.

A seconda della tessera Raccolta visibile in quel momento alla fine del tracciato ci sarà uno scoring di punti (tra api, animali o combinata api + animali).
Una volta completato il conteggio, l’acqua sul tracciato centrale viene svuotata, la tessera Raccolta usata viene scartata e si riparte con un nuovo round.
FINE PARTITA
La partita volge al termine al verificarsi di una di queste due condizioni:
- Il Tracciato dell’Acqua si riempie per la quarta volta.
- Un giocatore riesce a riempire completamente tutti gli esagoni scuri della propria plancia Cupola.
In entrambi i casi, si porta a termine il round in corso e si procede al conteggio finale dei punti.

Ai punti accumulati durante i vari scoring intermedi si sommano i punti derivanti dalle 4 Carte Obiettivo comuni rivelate a inizio partita (che premiano specifiche disposizioni geometriche di piante, frutti o gruppi di animali).
Il giocatore che totalizza il maggior numero di Punti Vittoria viene proclamato vincitore e maestro indiscusso della bioagricoltura aliena!
Come gira Planet Bee
Analizzare come “gira” Planet Bee al tavolo richiede uno sguardo attento alla fluidità del gameplay, alla scalabilità e alle sensazioni tattiche che il titolo mi ha saputo regalare.
Diciamolo: il lavoro svolto da Andrea Mainini e Simone Luciani sulla calibrazione dei tempi di gioco è si vede.

Per quanto riguarda la scalabilità sul numero di giocatori, Planet Bee si comporta in modo coerente e piacevole sia in 2 che in 3 o 4 giocatori, sia grazie alla configurazione al set up, sia dalle meccaniche che non lasciano molti tempi morti tra i diversi turni dei giocatori.
In 2 giocatori la partita si trasforma in un duello tattico velocissimo, un botta e risposta serrato da circa 30 minuti in cui è persino possibile tenere d’occhio le mosse dell’avversario per anticipare le sue scelte al mercato o per forzare un conteggio quando lo si vede in difficoltà con le risorse.
Il flusso di gioco scorre: le opzioni al proprio turno sono solo due (prendo tessere dal mercato pagando acqua oppure prendo la sorgente gratuita), il che riduce drasticamente i tempi di attesa tra un turno e l’altro.
Si parte da un piccolo esagono spoglio al centro della cupola e, turno dopo turno, si vede prosperare un vero e proprio ecosistema, brulicante di api operose, campi dorati e vivaci animali da fattoria alieni.

La gestione dei turni spendendo acqua (il che rallenta o velocizza il round) è simpatica anche se l’abbiamo trovata non naturale al tavolo: non sapete quante volte abbiamo scartato in riserva i token invece di inserirli sul tabellone!!! Forse il sistema poteva essere pensato meglio per evitare questo fenomeno.
Quanti di voi come noi???
Un capitolo a parte merita l’analisi del gioco dal punto di vista dell’ambientazione e della sua derivazione letteraria.
Il titolo attinge palesemente all’immaginario e alla tradizione dei libri dedicati alla colonizzazione spaziale e alla bioingegneria eco-sostenibile.
Chi ha letto i romanzi o le opere di riferimento ritroverà con un pizzico di gioia nostalgica tutte le tematiche care al genere: la cupola geodetica come ultimo baluardo della vita, la necessità assoluta di bilanciare la flora con gli impollinatori (da qui la grande importanza delle api, che diventano soggetto della copertina e del nome gioco) per garantire la sopravvivenza delle colture, la rigenerazione delle riserve idriche e gassose.

Per chi invece (come molti di noi prima di mettersi al tavolo per questa recensione) non conosceva affatto l’esistenza di questo background letterario, il gioco funziona comunque meravigliosamente bene!
Planet Bee è un gioco astratto elegante e coloratissimo, dove la favola ecologica serve da delizioso pretesto per mascherare una sfida di logica, pianificazione e ottimizzazione degli spazi.
Lo voglio sottolineare nuovamente: non aspettatevi un miracolo ludico, né una perla rara con meccaniche innovative. Il gioco riprende l’approccio dei comuni titoli astratti e cerca di dargli una bella veste (grafica, tematica e competitiva) per regalare spessore e interesse.
Inoltre…il prezzo è più che accessibile, il che lo rende un family plus perfetto per le vostre serate ludiche.

Pro e Contro
Eccoci dunque, come di consueto, ai nostri Pro e Contro su Planet Bee:
PRO
- Gestione del tempo e del ritmo di gioco: Il sistema con cui l’acqua spesa dai giocatori fa avanzare il tracciato delle raccolte è rapido (anche se in certi casi confusonario come spiegato in precedenza). Rende il ritmo della partita dinamico e “vivo”, permettendo ai giocatori più scaltriti di controllare il timing dei conteggi intermedi per massimizzare i propri Punti Vittoria o cogliere impreparati gli avversari.
- Componentistica: Il colpo d’occhio finale della plancia Cupola completamente riempita di tessere, api e animali è appagante. I materiali sono solidi, le grafiche dai colori caldi sono estremamente leggibili e i token sagomati regalano una bellissima sensazione tattile durante il gioco.
- Elevata rigiocabilità: La presenza di ben 12 Carte Obiettivo differenti (di cui solo 4 usate in ogni partita) garantisce sfide sempre diverse e mai banali. Inoltre, il dover bilanciare costantemente la strategia a breve termine (i punti immediati delle raccolte intermedie delle api e degli animali) con quella a lungo termine (gli obiettivi finali di geometria spaziale) dona al titolo una discreta profondità.

CONTRO
- Interazione diretta praticamente assente: Se nel vostro gruppo di gioco cercate sgambetti, bastardate, ruberie di risorse o attacchi diretti, Planet Bee non è decisamente il titolo che fa per voi. L’unica forma di interazione è del tutto indiretta e legata al drafting delle tessere dal mercato .
- Rischio di Paralisi da Analisi: Negli ultimi turni di gioco, quando la Cupola è quasi piena e occorre far incastrare tessere dalle forme bizzarre soddisfacendo contemporaneamente adiacenze di fiori, habitat di animali e vincoli degli obiettivi finali. Potreste ritrovarvi (come me) a girare il vostra tessera in mano per buoni 10 minuti prima di poterla piazzare.
- Piccoll “consigli” grafici: il mercato delle tessere per quanto bello stilisticamente (dual layer) è scomodo per due aspetti: le tessere scorrendo tendono ad incastrarsi e facendole scorrere (essendo aperto su entrambi i lati) spingono fuori le tessere all’estremità opposta. Inoltre, la regola di piazzare l’acqua spesa sulla plancia viene spesso dimenticata (forse un qualcosa in plancia del tipo “metti qua” oppure “non scartare” avrebbe aiutato).
Conclusioni
Planet Bee si conferma come una delle sorprese più dolci, solide e azzeccate del catalogo recente di Cranio Creations (che ringraziamo per averci fornito la copia per questa recensione) rispetto ai pesi leggeri/family.
Andrea Mainini e Simone Luciani sono riusciti nell’impresa tutt’altro che banale di confezionare un titolo accessibile nei regolamenti ma capace di regalare una bella profondità di pensiero, perfetto per chi ama far fumare il cervello senza necessariamente dover passare la notte su manuali di cinquanta pagine.

È un gioco che mi sento di consigliare alle famiglie intraprendenti, ai gruppi che cercano un ottimo “titolo civetta” per introdurre nuovi giocatori, ma anche ai gamer smaliziati che vogliono un filler sostanzioso, elegante e soprattutto diverso dai soliti Cascadia e Calico.
Tenete d’occhio questo titolo quando lo troverete su uno scaffale e spero di avervi indirizzato al meglio nella scelta futura.
Picccola nota di chiusura: se vedete il vostro fidato Krampus Box vagare per la prossima fiera vestito da ape regina gialla mentre tenta di scambiare tre gettoni ossigeno con una birra media al bar…beh, non fatevi troppe domande e venite a offrirgli da bere!

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