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scritta da: stefanodimaria

Tra pugnalate alle spalle, sorrisi di circostanza e carte giocate con la faccia di chi “no, io non sto tramando niente”, arriva sul nostro tavolo Hidden Leaders: Duel, edito in Italia da Little Rocket Games.
Se il fratello maggiore ci aveva abituati a intrighi, fazioni e leader nascosti, qui il tutto viene ristretto, compresso e messo in formato tascabile: due giocatori, venti minuti circa e una domanda che vi accompagnerà per tutta la partita: “chissà per quale fazione sta giocando!”. Spoiler: probabilmente nemmeno voi saprete dirlo troppo presto.
Hidden Leaders: Duel è un gioco per 2 giocatori, 10+, ideato da Michiel de Wit, con illustrazioni di Satoshi Matsuura e Luigi Sampieri Rodriguez. Una sfida rapida, compatta, cattivella il giusto, in cui due contendenti provano a influenzare le Camere del potere e a costruire nell’ombra il proprio Consiglio Segreto.
La scatola dice: solo uno potrà sedere sul trono. Ma entrambi combatteranno con astuzia.
Ecco, già qui capite il clima.
COMPONENTI

La scatola è piccola, ma non fatevi ingannare dal formato. Dentro troviamo 6 Carte Leader e 28 Carte Eroe, quindi un mazzo essenziale, asciutto, senza fronzoli, che punta tutto su combinazioni, tempismo e bluff.
L’estetica è quella di Hidden Leaders: grottesca, colorata, un po’ dark, un po’ buffa, con personaggi che sembrano usciti da una corte reale in cui nessuno si fida di nessuno, e probabilmente fa bene. A me piace un botto!
Le illustrazioni hanno carattere e riescono a dare identità a un gioco che, altrimenti, sarebbe potuto sembrare un astratto travestito da gioco di carte. Invece no: Oshra c’è, si sente, anche in questa versione miniaturizzata da duello.
Il formato è, per me, una delle cose più interessanti. Perché questo è proprio uno di quei giochi che finiscono nello zaino, nella borsa mare, nel camper (si lo abbiamo provato anche lì). Dando per scontato il formato, Hidden Leaders: Duel è un must per il campeggio, per i viaggi estivi e pure per la spiaggia. Proprio come abbiamo fatto noi: poche carte, poco spazio, tanta resa. Praticamente il gioco che ti porti “per fare una partitina veloce” e poi, ovviamente, ne fai tre.
COME SI GIOCA
Arriviamo al dunque, come si gioca?
La partita dura 7 round. Al centro del tavolo vengono preparate due file di carte, le Camere, che rappresentano un po’ il luogo in cui il potere si muove, cambia forma e soprattutto viene manipolato.
Ogni giocatore riceve un Leader Segreto, che determina parte della propria influenza sulle fazioni. Durante il gioco, però, dovrete cercare di non far capire troppo presto quali siano i vostri veri interessi. Perché Hidden Leaders si chiama Hidden Leaders per un motivo.
Nel proprio turno, in sintesi, si fanno poche cose:
si prendono carte dalle Camere;
si rimpiazzano gli spazi vuoti con carte dalla propria mano;
si decide se giocare una carta coperta nel proprio Consiglio Segreto oppure usarla per bloccare una carta nelle Camere;
si pesca per tornare in mano.
Tutto qui.
Quello che avete appena letto vi mette già nelle condizioni di giocare. Le regole sono semplici (fronte e retro della paginetta che vedete in foto), quasi immediate (ammetto che ho dovuto leggere due volte un paio di passaggi) ma il gioco non sta tanto nel “cosa posso fare”, quanto nel “perché lo sto facendo proprio adesso?” e soprattutto “cosa penserà l’altro che io stia facendo?”.

IL PUNTEGGIO, O MEGLIO: IL MOMENTO IN CUI SI SCOPRE CHI HA FATTO FINTA MEGLIO
Alla fine dei 7 round si rivelano i Leader e i Consigli Segreti. Per ogni fazione si controlla chi ha più influenza, sommando carte e bonus del Leader. Chi ha la maggioranza su una fazione sceglie quale Camera farà punteggio per quella fazione; l’altro giocatore prenderà l’altra.
Sembra una cosa semplice, e in parte lo è. Ma è anche il punto in cui il gioco diventa davvero interessante.
Bisogna avere “influenza”, ma sopratutto averla nel momento giusto, sulla fazione giusta, con le Camere sistemate nel modo giusto. Insomma, non è sufficiente “spingere” una direzione: bisogna anche fare in modo che quella direzione porti punti.
Qui Hidden Leaders: Duel mostra la sua parte più sporca, nel senso buono del termine. Il punteggio finale ha bisogno di una partita di rodaggio, forse anche due, perché all’inizio rischiate di giocare bene “a sensazione”, ma di capire davvero cosa avete combinato solo quando ormai è troppo tardi. Ed è proprio lì che parte il classico: “ok, ora l’ho capito, rifacciamola”, che è proprio quello che dicevo nel regolamento poco fa, “ok, devo rileggerla un’altra volta, questa non l’ho capita”!

CONSIDERAZIONI
Il bluff e tutto, così come anche un po’ il colpo di C. Diciamo che l’esperienza secondo me, viene influenzata tanto da chi hai all’opposto al tavolo. Perchè capire se sta davvero puntando su quella fazione o se vuole solo farvelo credere, conta e conta parecchio in questo gioco. Capire se quella carta bloccata è fondamentale per lui/lei, o se è stata bloccata solo per farvi perdere tempo mentale. Capire se state costruendo una strategia o se state inseguendo fantasmi. E qui il gioco fa bene il suo lavoro. Il che si porta i pregi e difetti di questa cosa, perchè se dall’altra parte vanno a casaccio, bhè, traete voi le conclusioni.
Rispetto a Hidden Leaders, questa versione Duel mi sembra più asciutta e più focalizzata. Meno tavolo, meno caos, meno dispersione. In due, ogni scelta è più leggibile, ma proprio per questo anche più pericolosa. Non c’è il gruppo in cui nascondersi, non c’è il “vabbè è stato lui a scombinare tutto”. Qui siete voi e l’altra persona. Punto.
La partita è una specie di piccolo braccio di ferro psicologico.

Il gioco ha anche una bella qualità: dura poco. E durando poco può permettersi di essere un po’ bastardo. Se una mossa vi manda fuori strada, pazienza, tra venti minuti siete di nuovo lì. Se perdete per due punti, il livello di rosik sale, ma sale anche la voglia di rigiocare. E questa è forse la sua forza maggiore: non pretende di essere un’esperienza enorme, ma fa molto bene quello che promette. Un duello rapido, teso, portatile, con una buona dose di bluff e una discreta cattiveria sotto pelle.
Certo, non è un gioco per chi vuole controllare tutto. Le Camere cambiano, le carte girano, il piano perfetto spesso dura quanto un castello di sabbia vicino alla battigia. A volte potreste avere la sensazione che ci sia tanto movimento e che non tutto sia governabile.
Ma forse è proprio lì il bello.
CONCLUSIONI

In definitiva, Hidden Leaders: Duel è un filler per due giocatori che riesce a mettere in una scatolina piccola una bella quantità di tensione, bluff e lettura dell’altro.
È rapido, compatto, molto intavolabile e con una curva di apprendimento interessante.
Prima di lasciarvi, due bonus:
- Ho fatto il mio stress test preferito versione estiva: GIOCO DA CAMPER / VIAGGIO / SPIAGGIA – superato alla grande! Sulla spiaggia occhio al vento, perché il vero non-morto potrebbe essere una carta che vola sotto l’ombrellone del vicino.
- Se siete una coppia ludica, è perfetto per gli spareggi per i piatti da lavare, le pulizie di casa, svuotare la monnezza! O semplicemente se volete assaporare il sapore di dormire sul divano!
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