Minikin City è un gioco strategico in cui costruiremo la nostra città attraverso l’uso sapiente di carte e grazie al prezioso aiuto dei nostri fedeli minikin!
“Sono un Minikin, piccolo e speciale, raccolgo oggetti sparsi qua e là, tra stanze di tazze e sedie-ditale, i tesori son la mia città.”
Il titolo è stato ideato da Matthieu Verdier (Federation) e Simoni Luciani (Barrage, giusto per citarne uno) ed edito nel 2026 da Cranio Creations. Le illustrazioni sono di Kerri Aitken (artista specializzata in videogiochi e giochi da tavolo che abbiamo visto anche in Mesos). Il gioco è per 2-5 persone, a partire dai 10 anni e con partite che durano circa 30 minuti.
Minikin è un gioco di carte che si sviluppa su 8 round e in cui, ogni turno, giocheremo una carta che ci darà determinati bonus immediati o a fine partita. Attualmente su BGG ha un coefficiente di difficoltà di 1.75/5 e su questo sono perfettamente d’accordo perchè è un gioco adatto praticamente a tutti.

Materiali
La scatola è molto piccola ma dal gande contenuto. I materiali sono ottimi e a farla da padrona sono inevitabilmente le 61 carte che compongono il mazzo città, sono numerate in ordine crescente e sono di 3 colori distinti. A saltare subito all’occhio abbiamo però 45 segnalini ricompensa colorati e 75 pedine Minikin, ovvero dei piccoli meeple in legno colorati molto curati.
Un plauso allo stile grafico dell’artista che è riuscita a sfruttare line morbide e tondeggianti e colori pastello per creare un’atmosfera accogliente anche detta cozy. È uno stile che ultimamente si sta diffondendo molto in questo genere di giochi, anche perchè è in grado di trasmettere accessibilità e spensieratezza a chiunque voglia approcciarlo. Verdant, Meadow e la seconda versione di Sagrada sono alcuni esempi noti di questo stile.
Le carte sono rigide e telate, resistenti anche senza bustine.


Come si gioca
Il gioco si svolge nell’arco di 8 round scanditi da 8 carte-ricompensa, ognuna di queste ha un numero di spazi pari al numero di giocatori e presenta un colore distintivo che sarà il colore dominante per il round in corso. A questo punto i giocatori sceglieranno una carta dalla loro mano da giocare per costruire la propria città. Chi ha scelto la carta con il valore più alto del colore dominante vince la mano, poi seguiranno le altre carte del colore vincente e in ultimo le carte degli altri colori, sempre dal valore più alto al più basso.
In ordine di classifica ogni giocatore prende la ricompensa indicata dalle carte-ricompensa e, in ordine inverso, i giocatori sceglieranno una carta dal mercatino da prendere in mano. Quindi chi ha ottenuto la prima e più succosa ricompensa sceglierà per ultimo che carta prendere dal mercatino e viceversa.
Le ricompense possono essere delle pedine Minkin, dei gettoni ricompensa con icone o capacità particolari, ma anche dei punti a fine partita o delle coccarde.
L’ultimo round è particolare perchè chi, nel corso della partita, ha giocato più carte del colore dominante indicato, potrà piazzare una carta aggiuntiva nella propria città. Un vantaggio non da poco.

L’esperienza di gioco
Minikin ha poche regole, si spiega velocemente ed è realmente accessibile a tutti, ma nasconde una profondità di gioco elevata. Ogni azione che andremo a fare avrà i suoi pro e i suoi contro, dando sempre la sensazione che possiamo fare tutto meglio. Allo stesso tempo risulta anche immediato perchè ci permette di capire subito quali sono le alternative utili nel nostro prossimo round.
Ogni singola carta giocata è importante perchè ha qualche caratteristica che ci può essere utile nel breve o nel lungo termine e nessuna va sottovalutata. Alcune carte danno accesso ai Minikin, i quali a loro volta, permettono di attivare altre carte che daranno punti a fine partita. Ci sono poi carte che permettono di raccogliere delle icone e carte che ci dicono quanti punti facciamo con quelle icone. Per concludere troviamo carte che permettono di ottenere i gettoni ricompensa oppure delle coccarde, utili per ottenere ulteriori punti vittoria a fine partita.
Il cuore del gioco risiede nello spingere il giocatore a scegliere che carta giocare per costruire la città. Le scelte non sono mai facili, scegliere la carta che ci fa vincere il round e la rispettiva ricompensa potrebbe non essere conveniente. Ad inizio partita le scelte sembrano essere più facili perchè abbiamo diverse possibili strade da intraprendere, ma allo scorrere dei round le scelte diventano stringenti e le giocate sono tutte in relazione a quello che abbiamo costruito in precedenza. Bisogna ottimizzare ogni singola carta della nostra città.
Il Senso di Crescita
Ci sono vari fattori che concorrono a dare un senso generale di crescita e di appagamento. Veder crescere la città carta dopo carta è sicuramente uno di questi, ma anche il twist di posizionare i Minikin per attivare gli effetti ha un impatto visivo immediato. Riuscire poi a soddisfare le richieste delle carte ed ottenere punti vittoria risulta molto appagante.
Merita una menzione a parte l’ultimo round. Come abbiamo detto è particolare perchè chi, nel corso della partita, ha giocato più carte dello stesso colore dell’ultima carta-ricompensa, potrà piazzare una carta aggiuntiva nella propria città. Un aggiunta al gioco base particolare ma che apre ulteriori strategie con una semplice aggiunta al gameplay. Prepararsi adeguatamente all’ultimo turno richiede tempo, e anche alcune rinunce, ma può valerne la pena.

Come Scala
Non ho trovato grosse differenze nelle varie configurazioni, anche merito del fatto che si usa un mercatino e un numero di ricompense proporzionate in base al numero dei giocatori. In 2-3-4 il gioco gira molto bene, si riesce a fare un minimo di programmazione delle azioni e a prevedere certi comportamenti degli avversari. Le configurazioni per 2 e 3 riescono a stare entrambe sui 30 minuti di gioco. In 5 il titolo gira bene ma diventa un pò troppo imprevedibile da un turno all’altro.

Conclusioni
Minikin City fa parte di quel filone dei giochi con regole semplici ma pieni di possibilità e scelte difficili. Un genere in cui l’autore, Simone Luciani, si è cimentato con diversi titoli ultimamente: Mesos, Golden Cup o anche il recentissimo Planet Bee presentato alla Play 2026. Luciani è sempre stato noto per i suoi giochi di peso elevato ma vederlo all’opera con giochi più leggeri, moderni e originali ci fa capire quanta voglia ha di mettersi in gioco.
Senza nulla togliere a Matthieu Verdier che fino a d’ora ha sviluppato giochi che si sono sempre fatti notare una volta in retail. Sarà stata forse la collaborazione tra i due ad aver fatto bene ad entrambi gli autori e a noi giocatori?!?
Minikin City intrattiene tutti al tavolo dalla prima all’ultima carta e finita una partita ti lascia con quel piacevole gusto di soddisfazione-amarezza che ti fa dire “vorrei vedere se con un’altra partita riesco a fare meglio”. Sono stato anche colpito dal fatto che giocatori non esperti non rimangono molto indietro rispetto ai giocatori più navigati, segno che il gioco è comunque realmente accessibile ma premia chi sa padroneggiarlo meglio.
In sintesi, il gioco mi è piaciuto molto, lo considero una piccola perla estiva in preparazione a questa afosa estate. Spero non sia l’unica e spero di vedere presto all’opera i due autori con altri titoli.

Si ringrazia l’editore per la copia review in cambio di una recensione imparziale e priva di pregiudizi
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it