In molti conosceranno il gioco Paleo, nato nel 2020 e vincitore di diversi premi e nominations, ora a distanza di 6 anni la sua famiglia si allarga con la nascita di Paleolino. Questa re-implementazione propone la stessa ambientazione preistorica ma con meccaniche di gioco adatte ai più giovani.
“Guarda in alto! Lino, il tuo amico mammut, ha trovato legno, pietre, bacche e anche dei cristalli rari! Lino fa rotolare giù dalla montagna le risorse che ti servono . Collabora con gli altri giocatori per costruire il villaggio prima che lino si stanchi!”
Paleolino è un gioco del 2026, localizzato in Italia da Giochi Uniti. L’autore è il noto Marco Teubner, conta più di 50 titoli ed è già autore delle versioni per bambini di Stone Age e Carcassone. L’artista è Marcel Gröber conosciuto ai più per aver illustrato anche il famigerato Carcassone. Il titolo è un 5+, per 1-4 giocatori e ha una durata di circa 15 minuti a partita.
Possiamo definire Paloelino un gioco cooperativo di gestione risorse con una forte componente WoW e una leggera componente memonica. Questo mix gli è valso la raccomandazione della giuria dello Spiel des Jahres per l’anno 2026 facendolo rapidamente salire alla ribalta.

Cosa bisogna fare?
Lo scopo è quello di costruire tutti gli edifici del villaggio prima che i materiali finiscano. Ogni turno vengono fatti cadere per la montagna due gettoni-materiale che andranno a “nascondersi dentro una delle 5 grotte. I giocatori aprono a turno una grotta e prendono i materiali per costruire successivamente uno dei due edifici in vista. Quando tutti hanno finito i materiali avanzati andranno persi ma se i giocatori riescono a completare tutti gli edifici, prima che finiscono i materiali, allora hanno vinto.

I Materiali
I materiali sono di altissimo livello. C’è una piramide, che funge da randomizzatore, veramente resistente e facile da usare, anche i bambini più piccoli possono usarla senza problemi. I materiali sono rappresentati da gettoni in legno di ottime dimensioni che permettono di essere manipolati facilmente anche dalle mani più piccole.
Il villaggio è costituito dalla scatola di gioco, adattata all’occorrenza, e da una plancia forata su cui andremo ad incastrare i vari edifici. Questi ultimi sono delle semplici tessere ma di generoso spessore e dimensione che donano un piacevole senso di crescita durante la partita.
Ultimo, ma non ultimo, un dispenser in cartone spesso che nel gioco viene chiamato “ascia“, che fa uscire i gettoni dei materiali uno alla volta senza farli mai cadere. Robusto e facilmente impugnabile, mi stupisce ogni volta che lo vedo usare agilmente ai bambini.
Componenti utili e funzionali che riescono a intrattenere anche visivamente le persone al tavolo. Non ho mai trovato una persona che non voglia giocarci dopo averlo visto montato.


Come si gioca?
È più facile a dirsi che a farsi: ogni giocatore deve scuotere l’ascia di gioco per far uscire 2 gettoni-materiale, questi vengono poi fatti cadere sulla piramide di roccia dove rimbalzeranno fino a cadere in una delle 4 grotte.
A questo punto potremo aprire una delle grotte per prelevare i gettoni-materiale e metterli al centro del tavolo. Se abbiamo materiali a sufficienza possiamo costruire un edificio altrimenti potremo trattenere un gettone sulla nostra plancia e passare il turno al giocatore successivo. Il tutto si ripete con l’unica eccezione che potremo aiutare gli altri donandogli i materiali che abbiamo trattenuto in caso di evenienza.
Non potremo trattenere mai più di un gettone alla volta ma possiamo costruire quanti edifici vogliamo con i gettoni al centro del tavolo.
Se il giro finisce, e ci sono ancora gettoni sul tavolo, dovremo scartarli e non potremo più utilizzarli.
Come detto sopra, il gioco finisce quando costruiamo tutti gli edifici ma se i gettoni finiscono prima del previsto allora abbiamo perso
Video Tutorial
Il video tutorial qui sotto è in inglese ma è quello ufficiale dell’editore Hans Im Glück. Rende comunque bene l’idea e la velocità di gioco
L’esperienza di gioco
Il gioco ha pochissime regole e si impara velocemente, possiamo riassumerlo in 3 semplici step: fai cadere i materiali nella piramide, ricorda e apri una caverna, infine costruisci un edificio.
Questa semplicità non si traduce automaticamente in facilità di gioco. La componente di cooperazione è infatti fondamentale ma non è scontata quando si parla di giovani giocatori, come si dice in questi casi “si vince o si perde tutti insieme”. La struttura del gioco (la successione a turni, la scelta di cosa costruire e i materiali da conservare o usare) stimola di fatti la parola al tavolo e invita i piccoli a confrontarsi.
I giocatori sono continuamente stimolati dalla natura dei componenti e dalle meccaniche, hanno sempre qualcosa da fare. Scuotono l’ascia per far uscire i gettoni, guardano i gettoni rimbalzare e inseriscono gli edifici nel villaggio. In poche parole Paleolino riesce a mantenere l’attenzione dei giocatori per tutta la durata della partita facendo in modo che i piccoli non si distraggono facilmente.

Conclusioni
Paleolino è un ottimo gioco per i più piccoli, riesce ad intrattenerli e riesci a farli ragionare. L’età indicata è 5+ e la trovo veritiera ma non vi consiglio di farlo provare sotto i 5 anni. Con mio figlio di 4 anni e mezzo solitamente finiamo per divagare giocando con la sola piramide oppure con il dispenser a forma di ascia, nulla che comprometta l’aspetto educativo del gioco ma che inevitabilmente può compromettere l’aspetto ludico se ci sono fratelli maggiori al tavolo.
Il titolo lo trovo perfetto per insegnare l’alternanza dei turni ai piccoli, soprattutto a chi si approccia per la prima volta ai giochi da tavolo. La caratteristica che trovo più importante è però la sua struttura del gioco stesso che stimola la collaborazione e il dialogo tra i giocatori, aiutando molto i bambini che hanno difficoltà ad accettare la sconfitta.

Fino a quando ci gioco?
Quando si parla di giochi per bambini esce sempre la domanda “Qual’è il range di età più adatto per giocarci?”, in questo caso è un pò difficile definirlo ma vedo che intorno agli 8-9 anni c’è un calo di voglia nel giocarlo, probabilmente perchè esauriscono più rapidamente l’effetto WoW o forse perchè cercano qualcosa di più strutturato. Detto questo vi dico che è molto bello vedere il fratello maggiore, che ovviamente padroneggia il titolo molto bene, aiutare il più piccolo nelle varie fasi del gioco. Se avete l’occasione fatelo giocare in famiglia tutti insieme.
Si ringrazia l’editore per la copia review in cambio di una recensione imparziale e priva di pregiudizi
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