Scritto con piccoli aiutanti da
Pauperon de Pauperoni
On Your Own è un gioco di ruolo fantasy ideato da Alessandro Rivaroli e pubblicato da Tin Hat Games, supportato dal sistema TREngine. e reduce da un’ottima campagna kickstarter! Questo quickstart rappresenta una guida introduttiva completa che permette di entrare fin da subito nel cuore dell’esperienza di gioco, offrendo regole essenziali, personaggi pregenerati e un’avventura articolata.
Fin dalle prime pagine, On Your Own dichiara la propria identità: un GDR fiabesco, accessibile, ma capace di affrontare tematiche profonde come la crescita, la responsabilità e la perdita dell’innocenza, il tutto filtrato attraverso lo sguardo di protagonisti molto particolari: bambini rimasti soli in un mondo improvvisamente privo di adulti

Ambientazione
Il mondo di On Your Own nasce da una frattura violenta e simbolica. Kaar-na-Tahr, un tempo un unico mondo popolato da creature di ogni specie, è stato spezzato in due realtà parallele dal rancore del Re Bambino: Kaar, dove sono rimasti solo i bambini, e Tahr, dove sono stati confinati tutti gli adulti.
Questa divisione non è solo geografica, ma profondamente tematica. Da una parte l’infanzia, la fantasia, la magia e l’ingenuità; dall’altra la responsabilità, la razionalità e un futuro negato. Entrambi i mondi sono ora infestati da creature d’incubo (orchi, goblin, troll) che incarnano le paure e le ombre generate da una crescita interrotta.
L’ambientazione fiabesca è solo apparente: sotto la superficie colorata e immaginifica si nasconde un mondo ostile, dove la sopravvivenza è una sfida quotidiana e i protagonisti sono costretti a confrontarsi con scelte difficili, spesso più grandi di loro.
L’atmosfera di On Your Own è uno dei suoi punti di forza. Il gioco riesce a fondere una dimensione fiabesca, fatta di colori, creature curiose, magia, con momenti carichi di emotività: la paura non nasce solo dai mostri, ma dalla solitudine, dalla responsabilità improvvisa e dall’assenza di figure adulte.
Le illustrazioni contribuiscono in modo decisivo a questo equilibrio, alternando scene tenere e spensierate a immagini più oscure e inquietanti, sempre però filtrate attraverso uno sguardo infantile.

Meccaniche di gioco
On Your Own utilizza il sistema TREngine, pensato per dare centralità alla narrazione e alla collaborazione tra giocatori, limitando il peso delle regole senza rinunciare alla profondità. Le meccaniche entrano in gioco solo quando le azioni diventano rischiose o significative, lasciando spazio all’interpretazione e all’immaginazione.
Uno degli elementi più riusciti del sistema è la gestione dei Punti Esperienza, divisi in due categorie:
- PXR (Responsabilità), legati a scelte adulte, pragmatiche e razionali
- PXF (Fantasia), ottenuti attraverso soluzioni creative, empatiche e infantili
Questo dualismo non è solo meccanico ma narrativo: sbilanciarsi troppo verso uno dei due estremi porta a conseguenze drastiche. Troppa responsabilità accelera la crescita fino a far “scomparire” il personaggio nel mondo degli adulti; troppa fantasia lo trasforma progressivamente in una creatura magica, perdendo l’umanità.
È una metafora potente e coerente, che traduce in termini di gioco il tema centrale dell’opera: crescere senza perdere la magia dell’infanzia.

Personaggi
I personaggi di On Your Own sono tutti bambini o giovani adolescenti appartenenti a diverse specie fantasy: umani, elfi, nani, gnomi, gargantua e mannari. Ogni specie è caratterizzata non solo da tratti fisici distintivi, ma anche da un’identità culturale ben definita e spesso raccontata con grande delicatezza.
Nel quickstart sono inclusi personaggi pregenerati ricchi di background e conflitti interiori, pronti per essere interpretati fin da subito. Ognuno di loro incarna un diverso modo di affrontare l’abbandono, la paura e la necessità di crescere in fretta, offrendo spunti narrativi forti e immediati.
L’abilità Magia, esclusiva di On Your Own, rappresenta l’uso della fantasia come strumento attivo: più un personaggio rimane legato all’immaginazione, più la magia diventa potente, ma a un prezzo che si riflette sulla sua evoluzione.

All’Avventura: I riti dei Padri
Il cuore del quickstart è l’avventura completa I Riti dei Padri, strutturata in cinque atti e pensata per accompagnare gradualmente giocatori e Raccontastorie all’interno del mondo di Kaar.
La storia si apre con la Notte dell’Abbandono: i personaggi si risvegliano nel villaggio di Altifaggi e scoprono che tutti gli adulti sono scomparsi. Da quel momento in poi, l’avventura diventa un susseguirsi di decisioni morali, viaggi pericolosi e incontri inquietanti, con una costante: la necessità di proteggere i più piccoli.
Il trasporto e la cura dei neonati non è un semplice elemento narrativo, ma una vera e propria meccanica di gioco che influenza esplorazione, combattimenti ed eventi casuali. Questo rende ogni scelta più pesante e significativa, costringendo il gruppo a cooperare.
Il climax dell’avventura, ambientato nelle Grotte dei Sussurri, mette i personaggi di fronte a dilemmi etici complessi: sacrificio, negoziazione, violenza o compromesso. Non esiste una “scelta giusta” in senso assoluto, ma solo conseguenze coerenti con il tono del mondo e con il percorso dei personaggi.

Conclusioni
On Your Own è molto più di una semplice introduzione a un gioco di ruolo: in poche decine di pagine riesce a presentare un’ambientazione originale, meccaniche intelligenti e un’avventura intensa, capace di coinvolgere sia giocatori giovani sia adulti.
È un GDR perfetto per famiglie, neofiti e gruppi che cercano un’esperienza narrativa accessibile ma non superficiale. La scelta di raccontare l’eroismo attraverso la fragilità dei bambini è coraggiosa e riuscita, e rende On Your Own un titolo che si distingue nettamente nel panorama dei giochi di ruolo fantasy.
Se il quickstart è un assaggio di ciò che il manuale completo promette, allora On Your Own ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per chi cerca storie di crescita, magia e scelte difficili, raccontate con occhi pieni di meraviglia.
Si ringrazia l’editore per la copia review
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